Forum - URLO AFONO

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oltre57 27/09/2021 ore 21:30 Quota

(nessuno) IO MI KIAMO NICOLA Narrazione Romanzata di un mio intimo amico

Fatti Avvenimenti e Persone di questa narrazione sono voluti e/o meramente
esemplificativi





Mi chiamo Nicola nato e cresciuto a Selva Tagliata un piccolo paese della provincia di Caserta, da una umile ma onesta famiglia. secondo di quattro figli. La mia famiglia era di origine e cultura contadina mio padre faceva il contadino,lo vedevo poco, solo la sera per cena, parlava poco ma sapeva capire le persone guardandole negli occhi, sembrava sorridere a tutti ma ripensandoci quello che mostrava non era un viso sorridente ma un volto segnato dai graffi del tempo, del sole e dal lavoro con baffi folti e ingialliti dalla nicotina della cicca di nazionale senza filtro che teneva quasi sempre all'angolo sinistro della bocca. Le giornate della famiglia si vivevano nello spazio perimetrale della casa che chiamavamo "ò luogo" tradotto sarebbe il cortile..L'aia:.. ma la parola cortile non rende l'idea ò luogo è intraducibile nell'essenza perchè era un universo uno spazio dove l'azione diventava emozione e il pensiero la finalità. le giornate si svolgevano nel vari angoli d'ò luogo.I miei ricordi iniziano dai tempi della scuola elementare. la nostra casa ubicata alla fine di una strada a fondo cieco , comunque in prossimità del centro cittadino. la giornata tipo iniziava con mia madre che apriva il grosso portone di legno che dava sulla strada e quindi questa diventava un prolungamento "d'ò luogo". Nostra madre che ci chiamava in cucina per la colazione:la cucina un enorme stanzone tinteggiato verde acqua con al centro un grosso tavolo rettangolare di legno con un piano di marmo carrara di nero venato con sopra disposte in ordine quattro grosse ciotole con latte e pezzi di pane raffermo e noi fratelli a gareggiare tra scherzi e lazzi chi finiva prima la ciotola per uscire nel luogo a continuare quello del giorno prima. io e i miei fratelli non facevano quasi mai la stessa cosa, il maggiore quasi sempre smanettava con la sua bicicletta a montare nuovi accessori o ad aggiustarci qualcosa. io vicino il grosso albero di prugno fuori l'ingresso delle scale della grotta a controllare le prugne piu grosse e mature grandi sfere gialle infatti mio padre le chiamava gocce d'oro. mangiata la più bella e succosa correvo al catino sotto la tettoia per lavarmi le mani e la faccia poi subito nella stanza da pranzo a preparare la cartella per la scuola. ricordo mia madre sempre in piedi vicino il tavolo con il grembiule blu in mano e un nastro tricolore che infiocchettava sotto il collare del grembiule. Dopo pettinato i capelli mi prendeva la cartella di cartone duro marrone scuro e ripeteva ogni volta la stessa cosa: mi raccomando Nicò vai dritto a scuola cammina sempre sul marciapiede e non fermarti per strada a giocare. Per me era come andare da amici a giocare ma adesso capisco che ogni mattina uscivo a conquistare il mondo. Mi piaceva andare a scuola ..imparare a leggere a scrivere...ogni cosa nuova sentivo mi facesse crescere, anche se a quei tempi la scuola più di una fatica era un gioco e poi con tanti ragazzi di ogni genere e famiglia e già allora capivo ci fossero bravi ragazzi e quelli che era meglio starci lontani. Ricordo nella mia classe c'erano altri due Nicola di due diverse famiglie ...attualmente di due clan malavitosi nemici. Mia madre si è sempre premunita per non farci mancare niente, o perlomeno non farci crescere nel disagio. Mio padre era un comunista convinto. Quando usciva e stava fuori casa eravamo tutti tranquilli perchè non frequentava bar, osterie ecc. ecc. ma solo la sede storica del partito comunista del paese uno stanzone che dava sulla piazza principale. La domenica sera spesso portava pure me sopratutto quando c'era il rappresentante provinciale del partito: il delegato. ed io sempre restavo entusiasta ad ascoltare...a quei tempi parole e concetti difficili per me e per altri ragazzi-figli che erano in quello stanzone con me ma poi pian piano abbiamo approfondito quei concetti e iniziavamo a capire tanto che da adolescenti ci riunivamo appena possibile e ne discutevamo. Poi viene il tempo della scuola media. Notavo gruppi "dei grandi" che parlavano sottovoce di cose che sentivo dal delegato del partito e mi interessava sempre più tanto che appena possibile soppiantavo qualcuno ed entravo nel gruppo per sentire e parlarne. Al momento delle superiori scelsi il liceo scientifico con buon profitto. In quell'ambiente notai e scelsi amici interessati ad approfondire il concetto di destrutturazione della borghesia imperialista come in storia dell'arte si legge di un artista che opera la scomposizione di un ordine formale per liberarne nuove potenzialità espressive, erano gli anni '70 epoca in cui la presunta crisi irreversibile del modo di produzione capitalistico, proponeva di risolvere la questione avanguardia-masse con il ricorso alla forma partito, per giungere all’unità di tutti i comunisti in una visione internazionale del problema della lotta di classe e della lotta alla "borghesia imperialista".....stavo capendo la politica e la mia crescita fu veloce.
Arriva poi il tempo dell'Università a Napoli alla Federico Secondo. In questo ambiente trovo gruppi organizzati già addentro alla problematica politica che montava in me. In questo periodo universitario una frangia di questi gruppi s'impose l'azione militaristica e fu eliminato il Professor Paolella,"reo" di aver contribuito ad implementare con la commissione nazionale alla riforma penitenziaria in una direttiva vieppiù
repressiva e statalista.
Ma queste azioni armate frenarono il mio entusiasmo e ne restai fuori....ero ancora in fase di comprensione e dialogo e seppur convinto dell'idea di fondo volevo capire meglio le...motivazioni.
Arrivò l'anno 1976 alle elezioni politiche il P.C.I.quasi pareggiò i voti della D.C. e di certo uniti al P.S.I. avremmo avuto la maggioranza di governo. In questo periodo ci fù la svolta del partito. Secondo voci accreditate all''hotel Stella Maris di Chiavari il compagno Curcio, Franceschini ed altri decisero per la lotta armata e furono fondate le B.R. Intanto al parlamento il presidente Moro iniziava a valutare, col nostro segretario Berlinguer, l'ingresso al governo del Partito. Ma nel marzo del 78 accadde la svolta...l'ala interventista militare delle b.r. sequestra il Presidente in via Fani a Roma. Tutte le sezioni del partito in Italia entrano in fermento con discussioni ed analisi varie.
Come se nell'aria ci fosse stata l'ipotesi di un'azione eclatante e di rottura drastica del dialogo per tutti noi ci parve incomprensibile l'accaduto sia come obiettivo sia come logistica militare(azione militare troppo precisa e professionale e sopratutto con presenze in loco"ambigue")....qualcosa non quadrava. Nei lunghissimi 55 giorni della prigionia del Presidente nelle carceri del popolo, prendeva sempre più corpo l'idea di qualcosa di strano: il falso comunicato numero sette sul lago della duchessa, il mistero della mancata perquisizione del presunto covo di via Stresa, Olp, Raf tedesca, servizi segreti, informatori, infiltrati, traffico d'armi, banda della Magliana, killer sconosciuti, armi sparite, fiancheggiatori mai identificati. E poi verità monche, memoriali smentiti, inchieste incompiute, testimoni inattendibili. E non ultimo il ruolo ambiguo di Moretti nel direttivo br. la risposta venne alla scadenza dell'ultimo ultimatum delle br: il ritrovamento del corpo trucidato del Presidente.Nel governo la dc e i partiti di destra furono per il fermo no alla trattativa. il pc e partiti di sinistra propensi alla trattativa per la liberazione. Niente di più chiaro Il presidente per il governo faceva più paura da vivo che da morto. Orbene che c'entravano allora le br col p.c.i.? niente! Fu allora chiaro che le br. erano la "longa manus" dell'imperialismo sionista a stelle e strisce! Senza voler fare del revisionismo storico L'organizzazione entrò in crisi nei primi anni ottanta per il suo irreversibile isolamento all'interno della società italiana e venne progressivamente distrutta grazie alla crescente capacità di contrasto da parte delle forze dell'ordine, e anche grazie alla promulgazione di una legge dello Stato italiano che concedeva cospicui sconti di pena ai membri che avessero rivelato l'identità di altri terroristi, ma sopratutto perchèla classe operaia tutta e lo stesso P.C.I. che la rappresentava prese le distanze. Nel 1987 Renato Curcio e Mario Moretti firmarono un documento in cui dichiaravano conclusa l'esperienza delle BR.
niente di più falso... forse era finita l'ingerenza della longa manus negli affari politici italiani ma per i veri comunisti italiani fu solo una ritirata strategica: l’attacco allo Stato per "disarticolare i progetti neocorporativi della borghesia e dei revisionisti" e gli attacchi militari alle strutture che "rappresentano il dominio della borghesia imperialista delle multinazionali, al fine di "trasformare la guerra imperialista in guerra di classe; questo spirito non s'è mai sopito tant'è che dall'implosione della galassia B.R. nacquero tanti satelliti....non meno agguerriti....vedi caso Ruffini, Tarantini e per ultimo il giurista Massimo d'Antona sulla salaria.
Ma torniamo a Nicola.....
Finita l'eperienza universitaria a Napoli torna nella sua famiglia a Selva Tagliata. La vita anche se vissuta in modo morigerato non sempre è benevole. Il padre si ammala e dopo poco muore. Tutti i figli lasciano i propri interessi e si danno al mondo del lavoro per il sostegno della famiglia anche Nicola adesso Dottore in Giurisprudenza cerca lavoro ma forse per il suo carattere "comunista" non ne trova, prova l'attività di contadino come il padre ma non riesce. Decisione estrema ...viene a conoscenza di lontani parenti ed amici emigrati all'estero e prova anche lui a cercar lavoro oltralpe , in primis va nell'Alsazia francese poi ad Aix-les-Bains nell'alta Savoia Francese presso una azienda vinicola, la convivenza con i residenti non fu facile perciò si trasferisce in Germania a Baden-Baden. Sembra andar bene si adopera per qualsiasi lavoro sopratutto presso una stazione termale come personale di pulizia e curatore del parco termale. il guadagno non manca e invia pure soldi a casa a mezzo vaglia postale.Tutto bene dunque? .....sembra, in questo ambiente capisce sulla sua pelle cosa è la borghesia e la prepotenza dei padroni, lui e altri lavoranti sottopagati e senza diritti sindacali. Rimugina le sue vecchie idee mai sopite sulla uguaglianza e la lotta di classe.
Nei week end va a Parigi per svago e conoscenza. Qui conosce NIVES una compagna dei tempi dell'università di Napoli se ne innamora e dopo 3 anni si sposano. La donna è di Certaldo Firenze. Insieme frequentano un gruppo in esilio di ex militanti di Prima Linea. Ecco ritornare i fantasmi del passato. Rotti gli indugi si passa all'autofinanziamento proletario con rapine a uffici postali e due furgoni portavalori. Nasce la base per le nuove br-pcc. Ormai sempre piu lontani dalla "dritta via" lui e la moglie Nives sono costretti a girare per la francia con documenti falsi. A Montagny-lès-Beaune vengono fermati dalla gendarmerie e arrestati. Intanto a Napoli un ex terrorista collaboratore lo cita in correità per un trasporto di hashish Tirana-Napoli. Dopo 2 anni gli viene concessa l'estradizione in Italia e consegnato dalla gendarmerie alla polizia guidiziaria al valico di Bardonecchia.
Nicola quindi va in carcere a poggioreale per un anno. Qui incontra il Nicola(detto nicola baseball perchè portava in macchina sempre una mazza da baseball...il perchè è....intuitivo!) un suo vecchio amico delle elementari ormai capo clan del loro paese nativo.Poichè la vita nel padiglione Venezia di poggioreale è un inferno fa credere al suo compaesano amico-boss baseball di voler entrare nella famiglia. L'effetto è immediato e la permanenza nel padiglione Venezia diventa più sopportabile, meno angherie, meno soprusi ad opera del personale penitenziario. Dopo sei mesi lo raggiunge un telegramma dalla Francia : sua moglie Nives è morta in uno scontro a fuoco con la gendarmerie. L'unico pensiero positivo, oltre il prugno gocce d'oro svanisce per lasciar posto alla depressione. Ma come diceva sempre sua nonna Luigina lassù c'è sempre qualcuno che ci ama e nessuna notte anche la più nera può impedire al sole di sorgere: il pentito che lo chiamava in correità per traffico di stupefacenti viene sconfessato dalla Procura di Santa Maria C. V. perciò può andare ai domiciliari con obbligo di firma per il solo reato di falsificazione di documenti e presunta attività sovversiva. Svolte le procedure d'ufficio dopo 8 mesi di carcere duro il GUP gli notifica la detenzione a domicilio con diffida e obbligo di firma.
Tutto sembra risolto per il meglio ...ma....Nicola è cambiato.
Appena gli si da l'occasione di lasciare i domiciliari contatta i membri del clan di baseball....ha disposizioni del capo da consegnare: armi in cambio della sua collaborazione nella logistica e sostegno legale dell'attività del clan(già Nicola è pur sempre un avvocato...confuso ma avvocato).
Dal clan riceve due semiautomatiche e un revolver 547 magnum personale.
Adesso che può organizzare in libertà la sua vita frequenta con assiduità la vecchia sede storica del partito dove lo portava suo padre e le parole del delegato lo incantavano.....
Qui fa attività politica a tempo pieno diventa membro del direttivo e poi segretario di sezione. Ha modo di conscere i ragazzi che frequentano la sezione e ne valuta le capacità prospettive ha un'idea ben precisa da perseguire: scegliere compagni giusti per valutare la formazione di un nuovo gruppo, ormai è tutto chiaro: l'accordo di Yalta e il piano Marchall inchiodono l'italia e mai si permetterà un'autonomia politica, perciò il tempo della ritirata strategica è finito è ora di formare il nucleo N.C.C. nucleo comunisti combattenti per abbattere il dominio imperialista delle multinazionali atlantiche e sioniste che ordisce l'ordine sociale del capitale", rendendo governabili le contraddizioni sociali attraverso la concertazione ed il rilancio del "neocorporativismo del patto sociale", con Governo, Confindustria e Sindacato. Nicola e il gruppo degli amici di sezione, riforniti di armi dagli uomini di baseball, si ritirono per circa un mese alle pendici di monte miletto sul matese e in un casolare di pastori abbandonato si addestrano all'uso delle armi. Tornati a Selva decidono le prime azioni in autonomia, previo consenso di baseball decidono di combattere il caporalato degli extracomunitari nella zona dei mazzoni(precisamente a Liternum: conoscono bene la condizione del reclutamento dei disperati negri in piazza e il trasporto col camion nelle immense piantagioni di frutta per la raccolta... bruciano i camion dei "caporali intimando al capo "caporale" di lasciar proseguire la cosa solo se i negri verranno giustamente pagati...o almeno non 2 euro al giorno. Verificato il rispetto dell'accordo lasciano Liternum e tornano a Selva. Qui la collaborazione logistica-organizzativa con il braccio del clan di baseball continua tanto che si organizza una forte azione di autofinanziamento. Si organizza la rete di infiltrati nell'istituto di vigilanza privata terra lavoro e si decide di fermare il portavalori sull'asse mediano l'ultimo giovedi del mese. Messo a punto il piano e ottenuto i codici di sblocco del blindato si da il via all'operazione che viene eseguita come da piano senza feriti .....tranne contusioni all'infiltrato della pattuglia di scorta, per salvaguardarlo.
Dopo circa un anno di collaborazione con baseball ci giunge la richiesta di partecipare ad un piano....ardito, un salto di qualità che non era per noi : il sequestro del direttore generale di una grossa azienda lattiera dell'alto matese....ci premunimmo solo di passare loro la logistica del piano per baypassare il blocco dei beni dell'azienda per evitare il riscatto e ci facemmo fuori. Comunque venne poi a nostra conoscenza che l'azione criminosa andò a buon fine e le successive indagini non portarono conclusioni. Eravamo oltre la legge ma criminali no anche se avremmo potuto esserlo non eravamo criminali!
Attualmente Nicola vive a Selva Tagliata in piena solitudine ogni tanto passa fuori la vecchia sede storica del P.C.I. ma non vi entra più presegue dritto per entrare nella parrocchia accanto dove spesso all'ultimo scanno per chiedere perdono Al Gran Capo dei suoi misfatti e fare pace con la sua coscienza. Per le strade di Selva Tagliata non si sa più nulla di lui e dei suoi amici.
2741885
Fatti Avvenimenti e Persone di questa narrazione sono voluti e/o meramente esemplificativi Mi chiamo Nicola nato e cresciuto a...
Discussione
27/09/2021 21:30:37
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