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ema.nuelaa 16/10/2017 ore 19:37 Quota

(nessuno) “Ma dimmi tu questi negri”

Poema di Andrea Ivaz Melis poeta cagliaritano

Ma dimmi tu questi negri
che vengono a prendersi per disperazione
ciò che noi ci prendemmo con la violenza,
la spada e la croce santa,
lasciandoci dietro solo disperazione
Ma dimmi tu questi negri
che hanno cellulari e guardano le nostre donne,
mentre noi da sempre ci fottiamo le loro
un tanto a botta nelle strade nere delle periferie,
e prendiamo il silicio dalle cave delle loro terre,
e come osano poi questi negri
avere desideri proprio uguali ai nostri
manco fossero umani
Ma dimmi tu questi negri
che attraversano il mare
come se fosse messo lì per viaggiare
e non per tenerli lontani,
per galleggiare e non per affondare,
per andare e non per tornare
Ma dimmi tu questi negri
ex schiavi dei bianchi
che vengono qui a rubarci il pane
proprio ora che gli schiavi siamo noi
Messi in ginocchio e catene
da politici e finanzieri bianchi
con colletti bianchi
e canini e incisivi sorridenti
e perfettamente bianchi,
che in meno di trent’anni
ci hanno fatto schiavi
Ma dimmi tu questi negri
che hanno scoperto ora che la terra è una,
è rotonda,
e che a seguire la rotta della loro fame
Si arriva dritti dritti alla nostra opulenza
Ma dimmi tu questi negri
che facessero come i nostri nonni:
cioè tornare nella giungla e sui rami alti
visto che sono loro i nostri progenitori
e che l’umanità è tutta africana
Ma dimmi tu questi negri
che non rispettano i confini della nostra ignoranza
e i muri della nostra paura
Ma dimmi tu questi negri che persino si comprano le sigarette
dopo che noi ci siamo fumati le loro foreste,
le loro miniere,
il loro passato,
il loro presente
ma abbiamo commesso l’imperdonabile errore
di lasciargli una vita e un futuro
a cui dimmi tu, questi negri, non rinunciano mica
Ma dimmi tu questi negri
che si portano il loro Dio da casa
anziché temere il nostro,
e sanno ninna nanne e leggende e favole più antiche delle nostre
e parlano male la nostra lingua
Ma benissimo le loro che però noi non capiamo.
Ma dimmi tu questi negri a cui non vogliamo stringere la mano
né far mettere piede in casa,
sebbene a ben guardare
abbiano i palmi delle mani e dei piedi perfettamente bianchi
Proprio come i nostri.”


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Poema di Andrea Ivaz Melis poeta cagliaritano Ma dimmi tu questi negri che vengono a prendersi per disperazione ciò che noi ci pr...
Discussione
16/10/2017 19:37:12
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beppe1954
Partecipante
beppe1954 17/10/2017 ore 18:19 Quota

(nessuno) “Ma dimmi tu questi negri”

Ho bussato alla tua porta
ho bussato al tuo cuore
per avere un letto
per avere del fuoco
perché mai respingermi ?
Aprimi fratello !
Perché domandarmi
se sono dell’Africa
se sono dell’America
se sono dell’Asia
se sono dell’Europa ?
Aprimi fratello !
Perché domandarmi
quant’è lungo il mio naso
quant’è spessa la mia bocca
di che colore ho la pelle
che nome hanno i miei dèi ?
Aprimi fratello !
Io non sono nero
io non sono rosso
io non sono giallo
io non sono bianco
non sono altro che un uomo.
Aprimi fratello !
Aprimi la porta
aprimi il tuo cuore
perché sono un uomo
l’uomo di tutti i tempi
l’uomo di tutti i cieli
l’uomo che ti somiglia !

René Philombé
ema.nuelaa
Proprietario
ema.nuelaa 17/10/2017 ore 18:29 Quota

(nessuno) “Ma dimmi tu questi negri”

Non conosco l’uomo che si ferma sulla riva del fiume,
respira a fondo e sorride
riconoscendo i profumi che aleggiano nell’aria.
Non lo conosco, ma so che quell’uomo è mio fratello.
Quell’uomo conscio che il polline viaggia
appeso all’arbitraria volontà del vento,
ma sogna fiducioso la fertile terra che lo aspetta,
quell’uomo è mio fratello. Sa molte cose mio fratello.
Sa per esempio che un grammo di polline è come un grammo di sé, dolcemente predestinato al fango germinale,
al mistero da cui s’innalzerà vivo di rami,
di frutti e di figli con la meravigliosa certezza
delle trasformazioni,
dell’inizio inevitabile e della necessaria fine,
perché ciò che è immutabile racchiude il pericolo dell’eterno
e solo gli dèi hanno tempo per l’eternità.

L. Sepùlveda
ema.nuelaa
Proprietario
ema.nuelaa 17/10/2017 ore 18:36 Quota

(nessuno) “Ma dimmi tu questi negri”

UBUNTU "IO SONO PERCHE' NOI SIAMO" <3
Un antropologo propose un gioco ad alcuni bambini
di una tribù africana. Mise un cesto di frutta vicino ad un albero
e disse ai bambini che chi sarebbe arrivato prima avrebbe vinto
tutta la frutta. Quando gli fu dato il segnale per partire,
tutti i bambini si presero per mano e si misero a correre insieme, dopodiché, una volta preso il cesto, si sedettero e si godettero insieme il premio. Quando fu chiesto ai bambini perché abbiano voluto correre insieme, visto che uno solo avrebbe potuto prendersi tutta la frutta, risposero "UBUNTU", come potrebbe uno essere felice se tutti gli altri sono tristi?" UBUNTU nella cultura africana
sub-sahariana vuol dire: "Io sono perchè noi siamo"
Abbiamo così tanto da imparare nella nostra
"cultura occidentale civilizzata" vero ?

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