Forum - SIAMO MATTI MICA SCEMI

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romana1.RM 30/04/2021 ore 13:29 Quota

(nessuno) DAN HILLIER

@sgrinfia.8

Queste immagini dimenticate e memorie scartate riscrivono un periodo storico meravigliosamente oscuro, fatto di uomini elefante, tassidermia, morte e medicina. Se Beardsley scrivesse cartoline da una magione Vittoriana abitata da Werner Herzog e fenomeni da circo, avremmo opere come quelle di Hillier.

Dazed and Confused magazine

Finalmente ho iniziato la mia piccola collezione di arte “oscura” con una stampa di Dan Hillier: eccola qui. Mi piace tantissimo e non vedo l’ora di riceverla per ammirarne tutti i dettagli!




Dan Hillier, classe 1973, è cresciuto a Oxford ma si è laureato in Arti grafiche e illustrazione alla Ruskin University di Oxford. Viaggiatore incallito, ex tatuatore ed ex graffitaro, da due anni può finalmente (e per fortuna!) dedicarsi completamente alla sua arte. Come si legge sul suo sito (www.danhillier.com), dal quale vende merchandising e opere, la maggior parte dei suoi lavori è composta da scansioni di elementi grafici Vittoriani presi da enciclopedie, libri e giornali e rielaborati con Photoshop, a cui poi unisce disegni a penna da lui eseguiti.



Le opere che ne risultano rievocano tutto il garbo estetico delle stampe di fine secolo, reso infinitamente più interessante da combinazioni paradossali e inquietanti di scheletri, membra umane e attributi animali. E’ come se l’artista ci volesse mostrare il volto reale dei personaggi borghesi che sceglie come protagonisti, tenuto nascosto dalle convenzioni sociali e dall’educazione.

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@sgrinfia.8 Queste immagini dimenticate e memorie scartate riscrivono un periodo storico meravigliosamente oscuro, fatto di...
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30/04/2021 13:29:33
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romana1.RM
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romana1.RM 30/04/2021 ore 13:35 Quota

(nessuno) DAN HILLIER

@seaMYLOVE



Ad esempio, la stampa “Clinch” (che, nota personale, era in ballottaggio con “A place of our own” per il mio acquisto) mostra il volto ossessivo dell’amore, e non è difficile immaginare i tentacoli della donna intorno al collo dell’amato, soffocato letteralmente dalla sua morbosa passione; immagino “Big smoke” come il vero volto di un magnate di industria che non si preoccupa di costruire il proprio patrimonio sulle vite di coloro che si oppongono alla sua sete di denaro; interpreto “Baby baby” come la visualizzazione di una delle molte storie di omicidio che popolavano l’immaginario Vittoriano: forse una madre costretta ad avere un bambino e impazzita per un attacco di baby blues? Ogni immagine è talmente particolare da lasciare alla macabra fantasia di chi guarda ogni possibile interpretazione, e qualsiasi tipo di storia ne può scaturire.

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