Forum - ORTI e GIARDINI

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bruttamatosta 10/12/2019 ore 15:00 Quota

(nessuno) L'agrifoglio: come coltivare la pianta simbolo del Natale



L’agrifoglio è una delle piante simbolo del Natale, insieme al pungitopo e alla stella di Natale: oltre a decorare il giardino anche nel mese invernale, con le sue bacche rosse contribuisce a rendere l’atmosfera calda e, in pieno stile natalizio! L’agrifoglio può arrivare a raggiungere anche altezze importanti: l’albero sfiora senza problemi i 10 metri mentre l’arbusto rimane più piccolo.

Lo si può coltivare nel giardino di casa senza troppe difficoltà ed è l’ideale nel periodo invernale perchè si tratta di una pianta sempreverde che quindi dona un tocco in più di colore. In Italia l’agrifoglio è piuttosto diffuso: lo possiamo trovare anche in vaso ma attenzione alle bacche, che sono velenose e quindi è meglio non mangiarle!

Agrifoglio: caratteristiche della pianta



L’agrifoglio (Ilex aquifolium) è una pianta sempreverde che appartiene alla famiglia delle aquifoliacee ed è originaria dell’Europa centro-meridionale e diffusa anche in Italia. L’arbusto è caratterizzato da una corteccia di colore grigio e rami ricoperti di foglie sempre di un colore verde intenso e appuntite.

Anche se comunemente viene ritenuta una pianta sempreverde, l’agrifoglio in realtà è più annuale: le foglie infatti si rinnovano di anno in anno, solo che non lo fanno contemporaneamente. Noi quindi possiamo vederlo verde in qualsiasi stagione, anche se in realtà le foglie cambiano.

L’agrifoglio è solitamente verde scuro lucente, ma esiste anche quello variegato che presenta delle foglie con striature di bianco o di crema. I fiori di questo arbusto passano inosservati perchè come quelli del pungitopo sono piccoli e poco appariscenti in confronto alle bellissime bacche rosse.

Coltivazione dell’agrifoglio



L’agrifoglio si può coltivare facilmente sia in terra piena che in vaso: si tratta di una pianta che non richiede particolari cure o attenzioni. L’importante è garantirgli almeno un paio di ore di luce al giorno e un’annaffiatura a settimana: a questa pianta non serve molto altro per crescere rigogliosa!

Bisogna stare attenti a non esagerare con le quantità di acqua: questo arbusto non ha molta sete e va annaffiato solamente quando il terreno diventa secco.

E’ facile da coltivare anche perchè non necessita di alcuna potatura: cresce molto lentamente e di conseguenza non è necessario rischiare di pungersi le mani per tagliare i rami. L’unico motivo per cui varrebbe la pena potare l’agrifoglio è per prelevarne dei rami da mettere in casa come decorazione natalizia!

Per quanto riguarda le malattie, la pianta di agrifoglio è piuttosto resistente ma bisogna prestare attenzione alla ruggine e alla cocciniglia. Se le foglie sono secche, potrebbe trattarsi proprio di quest’ultima mentre se compaiono delle macchie gialle il problema della pianta potrebbe essere la ruggine.

Le bacche di agrifoglio: velenose per l’uomo

Le bacche di agrifoglio sono sicuramente bellissime da vedere, ma non da mangiare! Possono essere utilizzare per decorare la casa nel periodo natalizio, ma bisogna stare attenti a non ingerirle perchè contengono delle sostanze altamente tossiche per l’uomo.

Bastano anche solo una ventina di bacche per arrivare alla morte, quindi teniamole fuori dalla cucina e lasciamole nella ghirlanda natalizia appesa alla porta!

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10/12/2019 15:00:24
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AbbaZuzzu09
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AbbaZuzzu09 10/12/2019 ore 15:13 Quota

(nessuno) L'agrifoglio: come coltivare la pianta simbolo del Natale

@bruttamatosta : :babbo

Agrifoglio: leggende sul simbolo rosso del Natale
Da Pasqualina Giusto



L’ agrifoglio è una delle piante emblematiche del Natale, i cui rametti sono usati nelle decorazioni. È un arbusto sempreverde che racchiude i tipici colori di questo periodo: il verde brillante delle foglie ed il colore rosso delle bacche. Intorno ad esso ruotano antiche usanze e credenze che affondano le radici più antiche nell’Europa del nord.

L’agrifoglio


rametto di pungitopo

“Agrifoglio” deriva dal latino “acrifolium”, ovvero “acer”, acuto e “folium” in riferimento alle foglie pungenti; detto anche “Ilex aquifolium”, appartiene alla famiglia delle Aquifoliacee. Ce ne sono di tipi diversi ed è conosciuto anche come “pungitopo” (“ruscus aculeatus”) perché nel passato rami di agrifoglio venivano messi sulle corde, dove si conservava la carne salata per difenderla dai topi; da qui: “pungi … topo”.

Questa pianta cresce su terreni sabbiosi ed acidi, per lo più nei boschi; può raggiungere un’altezza di 10-12 metri ed arrivare a trecento anni. Ha un legno resistente, duro e pesante; presenta foglie lucidissime di colore verde sfumato; la fioritura primaverile è piccola, bianco-rosata e leggermente profumata.
Agrifoglio


Fiori di agrifoglio

Durante l’autunno fuoriescono le bacche, di cui si cibano uccelli come il pettirosso ed il tordo. Ha una percentuale minima di tossicità concentrata nei frutti; con le foglie, invece, si fanno decotti, infusi, tisane, vini medicinali, sciroppi e, addirittura, è possibile trovare l’asparago di pungitopo che è commestibile e dal sapore un po’ amaro.

Anticamente era impiegato nella costruzione di armi come lance e scudi; era utilizzato nel mondo della magia e dell’alchimia per allontanare gli spiriti maligni e, in medicina, le bacche erano considerate lassative; inoltre, con le foglie si curavano febbre, tosse, reumatismi, bronchiti.

Agrifoglio è anche una lettera dell’ alfabeto aghamico, cioè della lingua degli incantesimi druidi: rappresenta la paternità e l’amore fraterno, simbolo di vita ed eternità. In Irlanda veniva usato dalle famiglie più povere per decorare le case a Natale.

…nella Storia

La Storia dell’agrifoglio ha inizio con le tradizioni dei Druidi ma, quando il Cristianesimo approdò in Irlanda, l’usanza di decorare le abitazioni con corone di pungitopo perdurò, fino a caricarsi di un significato tutto cristiano che, allegoricamente, riconosceva nei piccoli frutti rossi il sangue di Cristo, nelle foglie acuminate la corona di spine e nei fiori bianchi la purezza della Madonna.

L’agrifoglio è considerato un rimedio contro il male, dona fertilità ed era protagonista nelle feste invernali del passato, dai Saturnali al Natale cristiano. Presso gli Etruschi era una pianta potente e pericolosa, linea di demarcazione tra bosco e città, non veniva coltivato nei giardini domestici per la sua dose di veleno; ritenuto albero simbolo del solstizio d’inverno, augurio di buona sorte e inno alla rinascita del Sole.

Nei giorni che precedevano il solstizio, si era soliti regalare rametti di agrifoglio alle persone care per augurare loro la speranza e l’immortalità dell’anima. I Celti sostenevano che il pungitopo allontanasse i sortilegi e le calamità naturali e che fosse simbolo di protezione divina; con esso si onoravano gli spiriti della foresta, tenendo così lontani i folletti dispettosi.


agrifoglio e folletti

Per i Druidi, l’agrifoglio aveva anche la capacità di quietare gli animali feroci ed era l’anno vecchio che lasciava posto al nuovo. Si usava anche spruzzare i neonati con acqua di foglie della pianta come sinonimo di protezione.

Nel Medioevo era associato al diavolo, ma in ogni altro periodo storico è sempre stato concepito come sacro. In Italia la tradizione di usare agrifoglio fu ereditata dai Romani che, dopo aver conquistato la Bretagna, entrarono in contatto con usi e costumi di quei popoli. Da allora, Roma cominciò ad utilizzare il pungitopo che veniva donato a coppie di sposi, indossato come talismano e dedicato al dio Saturno.

Secoli dopo, con il Cristianesimo che il 25 dicembre celebra la nascita di Cristo, la pianta mantenne il suo valore religioso. In Inghilterra, oggi, si crede che mettere dei rametti sul letto di una fanciulla la notte del 24 allontani le forze del male. In Germania si pensa che un pezzo di pungitopo usato in chiesa possa proteggere da lampi e tuoni e metterlo sulla testata del letto procurerebbe sogni sereni.

Racconti e leggende

Esistono varie storie e racconti sull’ agrifoglio, tra cui quella di matrice cristiana che narra di un orfanello a cui un angelo apparve per portare la lieta novella. In onore del Bambin Gesù, il ragazzino avrebbe fatto una ghirlanda di alloro da donare ma, arrivato al cospetto della Sacra Famiglia, quel regalo gli apparve così misero che scoppiò a piangere. Allora, il Bambinello, toccando la corona, ne fece rifulgere il verde delle foglie e tramutò le lacrime in bacche.

Una versione diversa parla di un uccellino del bosco che aveva nidificato in un cespuglio di pungitopo. Stremato dal freddo e dall’ inverno nevoso, chiese a Gesù di dire al vento di non distruggere l’agrifoglio per poter restare al caldo ad aspettare la bella stagione. Da allora la pianta resterebbe verde tutto l’anno.

Connessa strettamente alla Fortuna, ritroviamo la magica pianta anche nella leggenda irlandese del “Ciclo di Finn”, dove si racconta che tre sorelle avevano tre fusi di legno di pungitopo su cui, con un filo fatato, tessevano le sorti di Finn. Esse erano le filatrici del destino degli uomini, che rievocano l’immagine mitologica delle Parche romane.

Un’altra leggenda dei paesi nordici racconta di un bimbo che abitava in una casa nel bosco e tutti i giorni andava a prendere legna per il focolare. Una volta rimase impigliato in un arbusto spinoso e si ferì una mano; mentre sanguinava cominciò a pregare il dio dei boschi e, all’ improvviso, gli apparve davanti un elfo che lo medicò riaccompagnandolo a casa.


Elfo

Il bimbo tornò in quel luogo e scorse che tra i rami della pianta erano nate delle bacche vermiglie; ad un tratto comparve il re della foresta, dicendo di essere stato lui ad avergli mandato l’elfo in soccorso e che, per premiarlo della fiducia riposta nello spirito divino, aveva trasformato il suo sangue in rosseggianti bacche benefiche.

Il Re Agrifoglio, nella tradizione nordica, è raffigurato con barba bianca e sorriso radioso che porta doni a chi ha saputo preservare nel tempo lo Spirito del Natale: il bambino che ha dentro! A seconda dei contesti assume nomi differenti, ma altro non è che la dolce, ingenua immagine di Babbo Natale raffigurato con un rametto di agrifoglio sul suo rosso cappello.


Re agrifoglio – Babbo Natale

Pasqualina Giusto
https://www.lacooltura.com/2015/12/agrifoglio-rosso-natale-leggende/

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