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Dobbiamo abituarci all'idea: ai più importanti bivi della vita, non c'è segnaletica.


Vegetariano è meglio!!!

"VERRÀ UN GIORNO NEL QUALE GLI UOMINI GIUDICHERANNO DELL'UCCISIONE DI UN ANIMALE NELLO STESSO MODO CHE ESSI GIUDICANO OGGI DI QUELLA DI UN UOMO" LEONARDO DA VINCI




















Hai mai pensato a CHI stai mangiando ?
Troppo spesso ci scordiamo che il pezzo di carne che mettiamo nel piatto prima di diventare cibo era un essere senziente capace di provare gioia e dolore, paura e felicità, un soggetto e non un oggetto inanimato.

Hai mai pensato che gli altri animali non sono molto diversi da noi animali umani?
Troppo spesso non pensiamo rifuggiamo al pensiero che gli altri animali, come noi, provano gioia e dolore.
Non pensiamo che, come accade per noi, anche loro vorrebbero creare dei forti legami con i propri simili. Come fra le madri e i propri cuccioli, che invece separiamo, alleviamo e uccidiamo.

Hai mai trovato il coraggio di guardare cosa accade in un macello ?
Certo, pochi di noi, resterebbero indifferenti alle atrocita' di un allevamento, alle uccisioni meccanizzate di esseri senzienti. Pochi non proverebbero raccapriccio sentendo le urla strazianti e vedendo il dimenarsi degli animali agonizzanti. Cercare di non guardare e' un modo per allontanare da noi queste atrocita', ma non le cancella.

Questi i temi trattati dalla campagna di CA del 2007. Tre pagine pubblicitarie che affrontano, con tematiche apparentemente diverse, un unico tema: la sofferenza degli animali "da cibo".

Come sempre le nostre campagne invitano i lettori ad agire, da subito, per cambiare le cose. E come sempre tengono legati tutti gli argomenti, perche' il trattamento che la la societa' umana riserva agli altri animali e' sempre lo stesso, che si tratti di allevamenti per ricavarne cibo, pelle, lana, pellicce, oppure laboratori di vivisezione: riserviamo loro solo maltrattamenti e morte.
Tratto da www.campagneperglianimali.org



Diventare vegetariani è meglio
La bistecca in vitro non deve scandalizzare né gli scienziati né i buongustai. Risponde al dovere morale della scienza di trovare soluzioni al più urgente problema del pianeta: come procurare acqua e alimenti per tutti i suoi abitanti e come riparare la terribile ingiustizia alimentare che fa sì che milioni di persone muoiono di fame da una parte del mondo, e milioni si ammalano per troppo cibo dall' altra. Siamo alle soglie di una Conferenza mondiale in Italia, si terrà a settembre a Venezia, proprio su questo tema: "Food and Water for Life". Se però culturalmente l' idea della carne artificiale è interessante, praticamente mi sembra poco proponibile per un motivo semplice: è inutile generare alimenti in vitro quando la natura ci offre opportunità per alimentare tutti a sufficienza, e per stare bene. Perché buttare via questa immensa chance? Guardiamo il mondo animale: gli erbivori, come le capre, che si nutrono di cibo naturale, non sviluppano il cancro. Invece quindi di creare carni artificiali solo per soddisfare gli occhi e il palato ed educare l' intera popolazione a un gusto diverso e innaturale, è molto meglio diffondere l' abitudine al sapore dei vegetali, della frutta, dei cereali, dei prodotti del latte, che già esistono nella natura e nelle culture dei diversi popoli. Questo davvero contribuirebbe ad un migliore uso delle risorse che la natura mette a disposizione. Ogni anno 150 milioni di tonnellate di cereali sono destinati agli animali da allevamento: in pratica quasi il 50% dei cereali e il 75% della soia raccolti nel mondo servono a nutrire gli animali di allevamento invece di sfamare persone. Per ottenere un chilo di carne bovina occorrono 15.000 litri di acqua, mentre per un chilo di cereali ne bastano poco più di cento. Ogni anno l' America del Sud distrugge una parte della foresta amazzonica grande come l' Austria per far posto ai pascoli e gli animali. E in futuro? Che succede se India e Cina assumono in massa le abitudini alimentari carnivore occidentali, come sembra? Oggi ci sono 3 miliardi di capi di bestiame destinati a sfamare un miliardo dei sei che popolano la Terra e che invece si nutrono principalmente di cereali: riso, frumento, mais, orzo. Se tutti si mettessero a mangiare carne avremmo più animali che uomini sulla Terra: un incubo che infrangerebbe tutti gli equilibri del pianeta. Per questo dobbiamo prendere atto che l' evoluzione verso una dieta vegetariana è inevitabile. Certo, come accenna il giovane Matheny, pensare di convincere 6 miliardi persone ad essere rigorosamente vegetariani per sempre non è forse meno folle che inventare la carne artificiale. Anch' io la penso così, ma credo che tutto debba avvenire all' insegna della gradualità e con programmi intelligenti per far evolvere la produzione di cibi vegetali e ridurre progressivamente l' allevamento di bestiame da macello. è qui che dobbiamo mettere in campo le nostre conoscenze genetiche per migliorare la produttività delle piante che la natura ha già creato, ma che possono offrire più cibo e di migliore qualità se con la genetica le aiutiamo ad adattarsi a un ambiente che varia a ritmi più rapidi dei tempi di evoluzione naturali. La scienza sta sperimentando piante che crescono in terreni aridi e salini, resistono agli attacchi dei parassiti, sopravvivono alla siccità. Il passaggio rapido dalla sperimentazione ai piani di produzione agricola contribuirebbe in modo concreto e sostenibile, per l' ambiente e l' economia, alla fine della malnutrizione e alla fame nel mondo. Parallelamente, la scienza deve contribuire all' operazione culturale di diffusione del consumo di vegetali e abbandono delle abitudini carnivore Oltre al bisogno di più cibo e acqua sul pianeta, il vegetarianesimo risponde anche alla domanda di buona salute. Non ci sono dubbi scientifici sul fatto che un' alimentazione povera di carne e ricca di vegetali è la più adatta a proteggerci dalle malattie più gravi e mantenerci in buona forma. Inoltre gli alimenti di origine vegetale ci difendono dall' azione dei radicali liberi, quelle molecole che possono alterare la struttura delle cellule e dei loro geni. Tutto fa concludere allora che chi segue una dieta ricca di vegetali è meno a rischio di ammalarsi e può vivere più a lungo e in buona salute. L' obiettivo ragionevole da raggiungere fra qualche generazione non è quindi l' introduzione di carne diversa, artificiale, ma la riduzione drastica della carne tradizionale dai nostri menu. Per noi stessi, per gli altri uomini e per la splendida armonia della Terra, che comprende anche i nostri amici animali. Il mio impegno a favore del vegetarianesimo non ha solo basi scientifiche e mediche, ma anche filosofiche. Anzi è nato in me da bambino dall' amore e dal rispetto per la vita in tutte le sue forme, specie quando non può difendersi e far valere le sue ragioni. Non ho mai sopportato la prigionia degli allevamenti e la crudeltà della macellazione. Evitare la carne è un modo per evitare la sofferenza inutile degli animali. - UMBERTO VERONESI

Non è vero che la carne è necessaria al nostro sostentamento. Non solo i vegetali ci mettono a disposizione tutto quanto occorre alla vita, ma in essi si trovano anche le proteine, contrariamente a quanto la gente crede. Del resto, in termini evoluzionistici l'uomo discende dalla scimmia, è un primate. Proprio la recentissima mappatura del genoma ci ha permesso la prova scientifica dell'intuizione di Darwin. Il 99 per cento del nostro Dna è esattamente identico a quello dello scimpanzé, e noi siamo uguali a lui per le nostre funzioni di ogni tipo. Abbiamo in più il gene del linguaggio, e questo ci differenzia. Senza linguaggio non c'è civiltà, come senza la scrittura non ci sarebbe la storia del genere umano. Per il resto, il nostro metabolismo è quello dei primati, che non sono carnivori e che si nutrono di bacche, cereali, legumi, frutti.
Il nostro organismo, come quello delle scimmie, è programmato proprio per il consumo di frutta, verdura e legumi. Una dieta priva di carne non ci indebolirebbe certamente: pensiamo alla potenza fisica del gorilla. E pensiamo al neonato, che nei primi mesi quadruplica il suo peso nutrendosi solo di latte. Non solo una dieta di frutta e verdura ci farebbe bene, ma servirebbe proprio a tenere lontane le malattie. Solo tre anni fa, il Rapporto dell'Organizzazione mondiale della Sanità sulla salute nel mondo attribuiva a un insufficiente consumo di frutta e legumi quasi tre milioni di decessi."



UMBERTO VERONESI