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IOXSONGXLEGGEND 29/08/2015 ore 11:00 Quota

(nessuno) Ho ancora un sogno nel cassetto



Anche se la giornata era schifosa e quella nebbiolina bagnata, che accompagna gli inverni milanesi, mi scendeva nel colletto facendomi rabbrividire, quella era l’occasione della mia vita. Un piccolo spostamento fino in svizzera ed il sogno di sempre poteva prendere forma, e


che forma! Finalmente l’ok per l’intervista a Sophia, la grande e statuaria diva intergalattica, era arrivato, per le 17,00 di oggi , ora di Lugano. Primo problema, cosa mi metto? Irrisolvibile, quindi passo al secondo. Cosa Le chiedo? E qui comincio a riempire brogliacci di banalità, domande fattele milioni di volte, da migliaia di giornalisti, in centinaia di lingue. Soprassiedo, andrò ad improvvisare. Cosa le porto? Fiori, cioccolatini, lingerie? Coi pochi spiccioli che mi ballano in tasca vada per il mio ultimo libro, pubblicato coi risparmi di mammà, distribuito chissà dove e comprato ancora da nessuno. Lo renderò speciale con una dedica che sembra presa pari pari dai bigliettini dei Baci Perugina. Insomma se lo avessi saputo ieri avrei avuto più tempo per pensarci, ma così all’ultimo momento…. poi quello che conta è il pensiero!

Mi riceve un maggiordomo, il primo della mia vita, e mi conduce su un pavimento scricchiolante fino al salotto di Madame. La prima cosa che ho sentito è il profumo, come quelli che ti arrivano ai concerti, dalle pellicce delle signore sedute davanti, forse un Dior o forse…ma la sua voce mi interrompe e solo allora la vedo, ancora mi chiedo se abbia letto la delusione nei miei occhi, ma che cretino, cosa mi aspettavo che fosse come nell’ ‘oro di Napoli’ con quelle magliettine scollateaderentieconunbottonesolo , che avevano reso interessante tutta la mia adolescenza?


Vedo una vera signora, elegante e composta nella sua poltrona intenta a tricottare una sciarpina…tricottare? Non credo di aver dato il mio meglio, quello sferruzzare mi aveva scombussolato, per fortuna ha parlato sempre lei raccontandomi tutto, o almeno credo, la famiglia, la carriera, i film, aneddoti vari, per almeno due ore. Nel frattempo io ero ipnotizzato da quelle calze di lana, spessa, ma che lasciava intravedere dei piccoli lembi di pelle nuda, ma allora forse sotto alla corazza c’era ancora l’oggetto del mio desiderio?

Ne prenda uno! Li ho fatti io. Mi riprendo velocemente, mi offre dei tartufini al cioccolato. Ma davvero li ha fatti lei? E con quel suo modo di parlare, che sembra un trailer di Blade Runner , in cui si fondono inglese, italiano, francese il tutto condito con l’accento indelebile che i napoletani portano in giro per il mondo, attacca a parlare di cucina, ricette, chili di troppo e.... cacchio, riesce anche a darmi la ricetta dei tartufini. La cosa che ricordo benissimo e che ancora oggi mi inquieta , a distanza di decenni, era il suo modo di portarli alla bocca e mangiarli a piccoli morsi.



Prima di andarmene, tra una stretta di mano e un mezzo inchino con sbattimento di tacchi ecco che furtivamente riesco a mettermi in tasca quel tartufino che aveva appena sbocconcellato e rimesso nel piattino.

Quando negli anni i momenti tristi e bui sono arrivati, quel tartufino mi ha salvato la vita, l’ho conservato gelosamente, attraverso mille traslochi, nascosto in qualche cassetto e ancora, vi giuro che, oltre all’aroma del cioccolato svizzero, sprigiona il profumo del suo rossetto. Credo fosse Dior…



ricetta originale di Sophia, tartufini al cioccolato



Ingredienti per circa 40 tartufi:

Cioccolato fondente di ottima qualità - 150 gr
Cioccolato al latte di ottima qualità - 100 gr
Panna fresca - 150 ml

...per la ricopertura
Cacao in polvere amaro - 8 cucchiai

Preparazione

Spezzettate finemente (o tritate) il cioccolato fondente e al latte. Versate la panna in un pentolino e portatela a sfiorare il bollore, dopodiché toglietela dal fuoco e aggiungete i due tipi di cioccolato. Mescolate fino a sciogliere il tutto ed ottenere un composto liscio e privo di grumi. Continuate a mescolare fino a che il composto diverrà cremoso, quindi lasciate raffreddare completamente e poi, quando il composto sarà freddo ma non ancora completamente solido, mescolate energicamente per ottenere un impasto più chiaro e leggero.
Formate dei piccoli mucchietti di composto aiutandovi con due cucchiaini: con il primo preleverete l’impasto e con l’altro lo sistemerete su di un vassoio foderato con carta forno che riporrete in frigorifero al fine di solidificare i tartufi (almeno 1 ora e mezza). In alternativa ai cucchiaini potete utilizzare le mani o mettere il composto in una tasca da pasticcere munita di bocchetta liscia e formare tanti piccoli cumuli di impasto. Una volta solidificati, fateli rotolare nella polvere di cacao amaro. Conservate i tartufi in un luogo fresco o in frigorifero dentro ad un contenitore con coperchio fino al momento di servirli.



dal web
serena.10
Partecipante
serena.10 29/08/2015 ore 18:44

(nessuno) Ho ancora un sogno nel cassetto

@treme1978 scrive:
una donna meravigliosa


sii :cuore una vera donna!
serena.10
Partecipante
serena.10 29/08/2015 ore 18:57

(nessuno) Ho ancora un sogno nel cassetto







Sophia Loren, nome d'arte di Sofia Villani Scicolone (Roma, 20 settembre 1934), è un'attrice cinematografica italiana.






È considerata universalmente come una delle più celebri attrici della storia del cinema. Entra a far parte della settima arte giovanissima e si impone ben presto, agli inizi degli anni cinquanta,




come sex symbol grazie alla sua innata sensualità e un corpo da maggiorata. In pochi anni diventa una stimata attrice in tutto il mondo, soprattutto grazie al film La ciociara di Vittorio De Sica,




che le fa vincere nel 1962 il Premio oscar come miglior attrice protagonista, fu la prima attrice non anglofona a vincere questo premio per un film non anglofono. Da Vittorio De Sica sarà diretta in altri film come Ieri, oggi, domani, famoso lo spogliarello finale,




e Matrimonio all'italiana, per il quale riceverà una seconda nomination all'oscar; entrambi a fianco di Marcello Mastroianni,




compagno di lavoro in quattordici film dal 1954 in Peccato che sia una canaglia al 1994 in Prêt-à-Porter, formando una delle migliori coppie della storia del cinema.




Inoltre, durante la sua lunga carriera Sophia Loren è divenuta il simbolo della bellezza e del buon gusto dell'Italia nel mondo.

Nel 1991 riceve da Gregory Peck l'Oscar alla carriera.



Ha detto della sua vita:
« Non ho mai cercato di rimuovere i miei ricordi, neppure quelli più tristi. Non capisco le persone che si nascondono dal loro passato:




ogni evento che hai vissuto ti aiuta ad essere la persona che sei oggi »





Biografia



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Sofia Villani Scicolone nacque a Roma dall'insegnante di pianoforte napoletana Romilda Villani e da Riccardo Scicolone, ingegnere mancato (si fermò a



tre esami dalla laurea) che a lungo si occupò di compravendite immobiliari.


I genitori non erano sposati e avevano un rapporto travagliato perché lui non era molto presente. La madre aveva vinto nel 1932 un concorso per andare ad Hollywood come sosia di Greta Garbo, ma, rimasta incinta, rinunciò.




Il padre (figlio del marchese agrigentino Scicolone Murillo) riconobbe la paternità della bambina, che chiamò col nome di sua madre, Sofia, di origine veneta; tuttavia, rifiutò sempre di sposare Romilda,



che si trovò ben presto in gravi ristrettezze economiche. Perciò la madre portò la piccola Sofia da Roma a Pozzuoli in provincia di Napoli, presso la sua famiglia.




Qui Sofia trascorse l'infanzia e i primi anni dell'adolescenza, durante la guerra, in condizioni economiche precarie.




A 15 anni tornò a Roma in cerca di successo, accompagnata dalla madre, e partecipò a vari concorsi di bellezza, fra cui Miss Italia del 1950 (che la premiò come Miss Eleganza, un titolo creato apposta per lei).



Inoltre, posò per fotoromanzi e partecipò a diverse pellicole cinematografiche come comparsa o in ruoli marginali, che a poco a poco le portarono visibilità, essendo centrati sulle sue qualità estetiche. In un solo anno furono una quindicina i film nei quali fu scritturata.



Affiancò anche Corrado, allora divo della radio, nella conduzione di Rosso e nero. Ma la svolta arrivò quando, sempre nel 1951,




incontrò il produttore Carlo Ponti: lui la notò a un concorso di bellezza, dove lei era ospite, e il giorno dopo la ricevette nel suo studio per un colloquio.



Carlo Ponti rimase subito colpito dalle sue potenzialità e le offrì un contratto di sette anni, trampolino di lancio del suo successo.




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La commedia degli anni cinquanta




È da questo momento che la sua carriera prende il volo. Uno dei primissimi ruoli importanti col nome di Sophia Loren fu a fianco di Alberto Sordi




interpretando una splendida Cleopatra e quello di una sua sosia in Due notti con Cleopatra di Mario Mattòli nel 1953.



L'anno seguente girerà altri film in ruoli secondari come Carosello napoletano di Ettore Giannini, Un giorno in pretura nell'episodio Don Michele, Anna e il biliardo con Walter Chiari di Steno, oppure Tempi nostri con Totò di




Alessandro Blasetti; ma il 1954 sarà anche l'anno decisivo per una svolta nella sua carriera interpretando ruoli da protagonista in celebri commedie.




Importante fra tutti fu il ruolo della pizzaiola Sofia in L'oro di Napoli, che Vittorio De Sica le volle affidare soltanto poco dopo averla conosciuta e dopo un breve colloquio.





Dello stesso anno è Peccato che sia una canaglia di Alessandro Blasetti dove incontra per la prima volta il suo partner per eccellenza Marcello Mastroianni.




Qui interpreta una giovane ladra che cercherà con la sua esuberante bellezza di incastrare l'onesto tassista Paolo, che si difenderà con tutti i mezzi sia dalla giovane Lina e sia dal padre di lei,




il professor Stroppiani interpretato da Vittorio De Sica. Il film è tratto da un racconto di Alberto Moravia.



Nel 1955 i tre attori saranno protagonisti in La bella mugnaia, una simpatica commedia di Mario Camerini ambientata durante l'occupazione spagnola nel sud



d'Italia. Dello stesso anno è Il segno di Venere diretto dal maestro Dino Risi, dove veste i panni di Agnese, che a causa della sua bellezza mette in ombra la cugina Cesira di minuto aspetto, interpretata da Franca Valeri. Nel cast figurano Vittorio De Sica, Alberto Sordi, Raf Vallone e Tina Pica.





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Con Vittorio De Sica, Tina Pica e ancora diretti da Dino Risi, sempre nel 1955, Sophia Loren sarà protagonista in Pane, amore e




dove cercherà con ogni mezzo possibile di sedurre il Maresciallo Carotenuto affinché le conceda una proroga per rimanere nella sua casa.



Il film ambientato a Sorrento e seguito di Pane, amore e fantasia e Pane, amore e gelosia (interpretati da Gina Lollobrigida da sempre indicata come la sua storica rivale cinematografica),




rimane celebre per il sensuale mambo ballato da Sophia Loren per Vittorio De Sica.



Il suo primo importante ruolo drammatico arriva per un film diretto da Mario Soldati e scritto tra gli altri da Pier Paolo Pasolini e Giorgio Bassani:




La donna del fiume. La Loren da prova di una forte capacità interpretativa.



Con La fortuna di essere donna (1956) di Alessandro Blasetti ritorna in coppia con Marcello Mastroianni in una divertente commedia degli anni cinquanta.




La celebre copertina su Life del 1955 segna l'inizio della sua carriera internazionale, grazie alla sua prorompente bellezza,



che non ha mai rischiato di offuscarne l'aspetto artistico, e l'indubbia bravura come attrice sia leggera che drammatica.




A partire dal 1956 recita anche in inglese in produzioni statunitensi di rilievo, affiancata da grandi star maschili di Hollywood.




È questo il periodo di film come Il ragazzo sul delfino, Orgoglio e passione a fianco di Frank Sinatra e Cary Grant, con il quale, lei stessa afferma, ebbe un breve flirt, oppure Timbuctù con John Wayne,






La chiave con William Holden, il western Il diavolo in calzoncini rosa con Anthony Quinn, Un marito per Cinzia ancora con Cary Grant,



o La miliardaria con Peter Sellers. Grazie a questi film e a tanti altri, Sophia Loren riuscì ad imporsi e farsi amare dal pubblico statunitense e di tutto il mondo, competendo con le grandi star femminili dell'epoca di Hollywood.




Gli anni sessanta




Divisa tra Italia e Hollywood, interpreta innumerevoli film di successo con le più grandi star mondiali, diretta da registi quali Vittorio De Sica, Mario Monicelli, Ettore Scola, Dino Risi,





Mario Camerini, Charlie Chaplin, Sidney Lumet, George Cukor, Michael Curtiz, Anthony Mann e André Cayatte. In particolare con De Sica,



con il quale gira otto film, forma un ideale sodalizio, spesso completato dalla presenza di Marcello Mastroianni.




La ciociara

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Nel tempo va sempre più affermandosi come una vera icona del cinema italiano nel mondo; la definitiva consacrazione come attrice




arriva con il Premio Oscar 1962 per l'interpretazione del suo film-simbolo, La ciociara



(film 1960), di Vittorio De Sica, in un ruolo che era stato rifiutato da Anna Magnani.



Quando c'hai una figlia da tirar su, c'hai altro da pensa'


(Cesira si rivolge a Giovanni)



Ambientato negli anni della seconda guerra mondiale, il film è tratto dall'omonimo romanzo di Alberto Moravia.





All'epoca Sophia Loren aveva solo 26 anni quando inaspettatamente Vittorio De Sica le propose il ruolo di Cesira. Un personaggio semplice e popolano, ma costituito da una grande venatura drammatica che riuscì a far emergere con straordiaria disinvoltura e naturalezza.




Molteplici sono le scene emblematiche del film dove la Loren dimostra il suo straordinario istinto recitativo, come la scena dello stupro dentro una chiesa abbandonata, il momento del risveglio





con l'abbraccio tragico di calore materno verso la figlia Rosetta pregante ed uno sguardo intenso e commovente, oppure la scena simbolo in cui Cesira sfoga la propria rabbia per la violenza subita, cadendo a terra in un pianto straziante quanto liberatorio.




Riceve numerosi premi in tutto il mondo ed è considerato tutt'oggi come una delle più belle interpretazioni femminili di sempre.



scrib
Partecipante
scrib 30/08/2015 ore 03:12

(nessuno) Ho ancora un sogno nel cassetto

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