Forum - Storia e Geografia

Amministratore
serena1O 21/08/2019 ore 19:00 Quota

(nessuno) In tempi remoti, anche Napoli aveva un fiume







CHI L’HA VISTO'?”
In tempi remoti, anche Napoli aveva un fiume, come Parigi, Londra, Roma. Ma certamente più piccolo, e dal percorso incerto: forse passava per il ponte della Maddalena, o per via delle Brecce, per via Stadera, per via Foria, per il Museo o via Pessina, insomma seguiva la via dell’oriente napoletano. Antiche monete ed epigrafi ci attestano la sua presenza; Virgilio (canto VII dell’Eneide) dedica al fiume i versi che vi ripropongo nella traduzione di Annibal Caro:
“Èbalo,
te ne andrai,
del gran Telone
de la bella Ninfa di Sebeto
figlio onorato”.
Subito dopo Virgilio ne parleranno, in termini molto positivi, Stazio e Columella, ma nessuno mai ne descrive la precisa posizione geografica, anche se sappiamo che riforniva di acqua potabile Palepoli. In epoca imperiale una lapide recita “P. Mevius Eufychus aedicolam restituit Sebetho (P. Mvius Eufychus fece ricostrure l’edicola al Sebeto). Si narra che nel 1300 Boccaccio, buon lettore di Virgilio, a Napoli non trovò niente che potesse essere considerato il Sebeto: anche lui chiese ai napoletani del tempo dove fosse mai questo fiume e i napoletani non seppero rispondere. Ma Boccaccio viveva al centro della Napoli di allora e probabilmente non si allungò mai a visitare l’area orientale della Napoli fuori le mura, geograficamente depressa, dove probabilmente confluivano le acque provenienti per caduta dalle colline circostanti la città, cioè dai canaloni dei Camaldoli e dell’Arenella (Cavone), di Capodimone e Materdei (Lava dei Vergini), unendosi al rivo che arrivava dal Vesuvio. Il Pontano nel XVI secolo riportò alla sacralità il fiume con la leggenda del giovane dio greco Sebeto. Innamorato perdutamente di Megara; quando la giovane morì annegata nei pressi dell’isolotto che da allora portò il suo nome, Sebeto impazzì dal dolore e le sue lacrime lo trasformarono nel fiume, che andò a sfociare in mare proprio vicino al luogo era avvenuta la tragedia. Ferdinando II di Borbone Due Sicilie tra 1833 e 1847, quando ancora esistevano sulle sue sponde i lidi per bagnanti e la camorra già faceva pagare il pizzo per l’abbeveraggio dei cavalli, fece sistemare le industrie tessili e di cuoio nella zona dei Granili, coprendo in parte il suo corso. Insomma, il fiume esisteva, nasceva dal monte Somma e si versava nell’aveo di Pollena e Cercola dividendosi in due torrenti, uno lungo l’ex raffineria in via Argine e l’altro lungo il lagno di Ponticelli – coperto nella seconda meta del 1900 – arrivando fino delle paludi. Il Giustiniani, nel suo Dizionario Geografico Ragionato del Regno di Napoli scrive: “Bolla, Bulla, Labolla, e la Volla, è una pianura alle radici del Vesuvio .... “.
Nel Novecento, con l’espansione della città ad est, si è proceduto alla trasformazione impropria del Sebeto in un collettore fognario e all’interramento delle acque stagnanti nell’area orientale, per dar luogo poi alla nascita del Centro Direzionale, con una molto discussa operazione urbanistica. Ma, nelle giornate di grande pioggia, il fiume sotto la “City” borbotta e mostra il suo malcontento allagando i sotterranei di una fetta di città che i Napoletani non hanno mai digerito!







(da due miei vecchi post, “Napoli” di A.E.Piedimonte, Napoli et Al. modificati; le immagini: la fontana del Sebeto, costruita nel 1635 per volere del viceré Emanuele Zunica e Fonseca, su progetto di Cosimo Fanzago, oggi a largo Sermoneta; il Centro Direzionale dove è sepolto il Sebeto, alcune stampe, una cartina del percorso del fiume)




Giunone1960
Moderatore
Giunone1960 21/08/2019 ore 21:41 Quota

(nessuno) In tempi remoti, anche Napoli aveva un fiume

@serena1O

Ho sempre sentito parlare del misterioso Sebeto e se è per questo e vivendo proprio nell'area orientale di Napoli so per certo che c'erano fiumiciattoli e pure vicino casa mia,a meno di 100 mt e attualmente coperto dal manto stradale,sotto scorre un ruscello.O forse un fiume che scendeva dal vicino Vesuvio.Dovrei informarmi meglio,però constato con dispiacere che la zona che doveva essere un tempo non esiste più.L'opera demolitrice dell'uomo ha fatto il suo danno.
IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 21/08/2019 ore 22:37 Quota

(nessuno) In tempi remoti, anche Napoli aveva un fiume

Il Sebeto nasceva dalle sorgenti della Bolla, situate alle falde del Monte Somma. Durante il suo percorso attraverso gli attuali comuni di Casalnuovo, Casoria e Volla, il fiume si arricchiva di acque piovane. Prima di terminare il suo corso e sfociare nel golfo di Napoli si divideva in due rami: uno di essi finiva in un punto imprecisato sotto la collina di Pizzofalcone, tra le attuali piazza Borsa e piazza Municipio; l'altro sfociava in mare in una zona più a oriente, verso l'attuale Ponte della Maddalena. Le più antiche testimonianze storiche sembrano identificare il Sebeto solo nel primo ramo che sfociava presso l'originario insediamento greco (la presenza di un insediamento umano corrobora la tesi che vuole la presenza in quell'area un corso d'acqua). In seguito allo sviluppo urbanistico della città - e dunque all'interramento del primo ramo del corso d'acqua - il nome Sebeto sarebbe stato utilizzato esclusivamente per riferirsi al corso d'acqua che sfociava nell'area orientale.

Verso la fine del Medioevo, il corso del fiume cominciava già ad essere seriamente ridimensionato a causa dello sviluppo urbanistico della città. Nel 1340 Petrarca si recava a Napoli alla ricerca del Sebeto spinto dai riferimenti fatti in epoca romana da Virgilio, Tito Livio, e Stazio, ma il fiume era ormai ridotto a un rigagnolo che trovava la sua strada tra i palazzi. Non è possibile capire con precisione a quale dei due corsi d'acqua Petrarca facesse riferimento.

Nel 1635, quando a Cosimo Fanzago fu commissionata la costruzione della Fontana del Sebeto, il fiume doveva appartenere ormai più alla leggenda che alla realtà, anche se Tommaso de Santis, nel libro Storia del tumulto di Napoli , che tratta la rivoluzione di Masaniello, così narra le vicende del cadavere di Masaniello: "Quivi lo rizzarono, e lavato che l'ebbero al Sebeto, lo portarono a Port'Alba". In alcune foto di fine Ottocento si possono scorgere dei contadini che trasportano merci e animali affondando fino alle ginocchia nella melma del presunto Sebeto. Un'altra importante testimonianza dell'esistenza di questo fiume ci viene da Raffaele De Cesare, che nel suo libro La fine di un Regno, così si esprime in merito ad alcune innovazioni avvenute nel Regno: "Nel 1858 il Marchese Francesco e il Cavaliere Luigi Patrizi chiedevano il permesso di costruire due mulini sulle rive del Sebeto, in una loro tenuta presso la pianura della Bolla"; anche se ormai il fiume era diventato solo un'area da bonificare. Nel XX secolo, il rapido sviluppo dei quartieri orientali della città di Napoli cancellò quasi ogni traccia del mitico corso d'acqua.

Giunone1960
Moderatore
Giunone1960 26/08/2019 ore 09:51 Quota

(nessuno) In tempi remoti, anche Napoli aveva un fiume

Ho trovato questo articolo del Mattino che reputo interessante

https://www.ilmattino.it/napoli/citta/napoli_fiumiciattolo_acqua_ponte_maddalena-4694662.html

Piacerebbe anche a me fare la romantica e pensare che sotto il fiume lotta per uscire allo scoperto dopo secoli di ingabbiamento da parte dei soliti uomini incuranti della natura.Ma non possiamo escludere cose più prosaiche come una conduttura che perde.
serena1O
Amministratore
serena1O 26/08/2019 ore 16:14 Quota

(nessuno) In tempi remoti, anche Napoli aveva un fiume

@Giunone1960 scrive:
In tempi remoti, anche Napoli aveva un fiume
Ho trovato questo articolo del Mattino che reputo interessante

https://www.ilmattino.it/napoli/citta/napoli_fiumiciattolo_acqua_ponte_maddalena-4694662.html

Piacerebbe anche a me fare la romantica e pensare che sotto il fiume lotta per uscire allo scoperto dopo secoli di ingabbiamento da parte dei soliti uomini incuranti della natura.Ma non possiamo escludere cose più prosaiche come una conduttura che perde.

bellissimo questo articolo , e non ti nascondo che spero che il fiume la natura faccia di tutto x venire fuori , si sa non si cambia il percorso della Natura, grazie x l articolo interessante e bellissimo :cuore :bacio

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