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serena1O 30/12/2020 ore 18:34 Quota

(nessuno) LA MAREGGIATA SULLA COLMATA A MARE DI VIA PARTENOPE




LA MAREGGIATA SULLA COLMATA A MARE DI VIA PARTENOPE


Nel 1869 iniziarono i lavori della colmata a mare che prolungò la terraferma dal Chiatamone verso Castel dell'Ovo, con la creazione del piccolo borgo Santa Lucia e di via Partenope. La colmata fu realizzata dai fratelli Ermanno e Oscar Du Mesnil, di origine belga, che poco lntano vi si costruirono anche il proprio palazzo (oggi sede dell Rettorato de “L’Orientale”) e progettarono i principali edifici che oggi danno su Santa Lucia e via Partenope, tra cui il Grande Albergo Vesuvio. Sparirono l’Albergo delle Crocelle, dove avevano soggiornato i più eminenti ospiti della città, come Giacomo Casanova; sparì, ingoiato dalla nuova strada del Chiatamone, il boschetto e il suo “luogo di delizia” (ovvero residenza principesca), che fino alla seconda metà del '700 era appartenuto al principe Michele Imperiali e poi era passato ai Borbone. Il luogo di delizie era stato teatro di memorabili serate, come quella del 31 dicembre 1814, quando tenne un splendido ballo organizzato dalla principessa di Galles, Carolina di Brunswick moglie del futuro Giorgio IV d’Inghilterra, in onore dei sovrani, Gioacchino e Carolina, di cui era ospite. Si narra che i folli festeggiamenti, (durante i quali la principessa si esibì nei panni di novella Partenope omaggiante Murat all’interno di un “tableau vivant” allestito sotto una palma del giardino) fossero durati fino all’alba. Con l'entrata a Napoli di Giuseppe Garibaldi, l'edificio era divenuto la redazione del giornale L'Indipendente fondato e diretto da Alexandre Dumas, che al casino abitò per sette anni. Sul lungomare, invece, di fronte a Castel dell’Ovo, nel 1937 fu realizzata da Roberto Pane la sede della Facoltà di Econmia e Commercio, poi trafertasi nella cittadella universitaria di Monte S.Angelo.
Ieri una violenta mareggiata si è abbatutta su via Partenope, procurando danni ingenti e abbattendo parte degli antichi parapetti di origine borbonica.


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