Forum - Napoli, la città 'd'o sole e d'o mare'

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serena1O 19/12/2020 ore 18:28 Quota

(nessuno) Questo detto molto noto a Napoli e in Campania in generale








UN DETTO BUGIARDO: A SANTA LUCIA, PASSE 'E GALLINA, A SANT'ANIELLO, PASSE 'E PECURIELLO

Questo detto molto noto a Napoli e in Campania in generale, è nato per sottolineare la differente durata delle ore di luce durante la giornata. Infatti nella stagione invernale le ore di luce si riducono via via che ci avviciniamo al 21 Dicembre, giorno del solstizio d’inverno, in cui le ore notturne arrivano al loro massimo. La tradizione popolare vuole che il giorno di Santa Lucia, il 13 Dicembre, comincI l’allungamento della notte seppure di poco, cioè con il passo di una gallina e che Il giorno dopo, a Sant’Aniello,il 14 Dicembre, le ore di luce si allunghino di un altro poco, dunque con passo di poco più ampio, come quello di un agnellino. Il proverbio, però, si basa sul calendario solare che fu promulgato da Gulio Cesare (per questo detto anche giuliano), basato su di una lunghezza media dell'anno che, col passare degli anni, accumulava una eccdenza tra l tempo canderizzato rispetto al tempo reale, con una discrasia crescente che nel 1500 corrispondeva ad una differenza di dieci giorni; così papa Gregorio XII nel 1587 istituì il nuovo calendario (cancellando dal calendario del già trascorso 1582 dieci giorni); questo caledario oggi è utilizzato in Italia e nella maggior parte dei mondo. Ricapitolando, il giorno di Santa Lucia non è il più corto dell'anno, né quello di Sant’Agnello/Aniello quello di poco più lungo, ma il detto resiste ancora, nonostante il fatto che il calendario Gregoriano sia in vigore da più di 400 anni.
Santa Lucia, siciliana, è vissuta nel terzo secolo d.C., ed è la protettrice degli occhi e della vista. Il suo culto si diffuse tra il IV e il V secolo, come si evince da un’iscrizione ritrovata in una catacomba siracusana. Le spoglie della vergine martire sono custodite all’interno della chiesa di San Geremia a Venezia dove furono portate da mercanti veneziani che le trafugarono a Costantinopoli. Sant’Aniello/Agnello, invece, è un santo napoletano, nato nel 535 d. C., da una donna anziana che credeva di non poter partorire fino al giorno in cui ricevette una grazia dalla Madonna. Raggiunta l’età dell’adolescenza, decise di ritirarsi in solitudine per diversi anni vivendo in una grotta. Dopodiché entrò a far parte dell’Ordine dei Benedettini, di cui divenne Abate nel Convento di San Gaudioso dove fondò un ospedale per infermi bisognosi. Qui morì il 14 dicembre del 595 d. C., giorno in cui ancora oggi si festeggia la sua santità. Sant’Agnello è considerato il protettore delle partorienti e dei marinai. Secondo la leggenda il monaco comparve ai napoletani guidandoli, nell’821, contro l’attacco dei longobardi guidati da Sicone, ed è per questo motivo che da quel momento fu raffigurato con uno stendardo in mano. Oggi la sua mandibola e una parte della gola sono custoditi nella cappella del Tesoro di San Gennaro all’interno del Duomo di Napoli. Il resto del suo corpo secondo alcuni sarebbe conservato nella chiesa di Sant’Agnello Maggiore, situata nel centro storico del capoluogo campano, per altri sarebbe sepolto nella cattedrale di San Martino a Lucca.
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IOXSONGXLEGGEND 20/12/2020 ore 22:07 Quota

(nessuno) Questo detto molto noto a Napoli e in Campania in generale

È iniziato il conto alla rovescia per il Santo Natale. L’inverno avanza, le nostre giornate uggiose sono sempre più spesso scandite dalla pioggia e dal buio. Con la stagione fredda ed il cambio dell’ora, il tempo di scaldarci al sole è sempre più ridotto. Ma da un giorno di metà dicembre, si dice che qualcosa cominci a cambiare.



Santa Lucia e Sant’Aniello
Santa Lucia è la protettrice degli occhi e della vista ed è celebrata in grande nel nord Italia: i bambini attendono con ansia l’arrivo della Santa il 13 dicembre, che in groppa all’asinello, porta i doni, proprio come la Befana. Sant’Aniello, invece, è il protettore delle partorienti e dei marinai ed è un santo tutto partenopeo; parte delle sue reliquie sono, infatti, conservate nella cappella del Tesoro di San Gennaro. Entrambe le ricorrenze di questi due Santi ricadono nel mese di dicembre, una il 13, l’altra il 14 ed entrambi sono protagonisti di un celebre detto della lingua napoletana: “A Santa Lucia nu passe ‘e gallina, a Sant’Aniello nu passe ‘e pecuriello”



Ma qual è il significato di questo celebre detto?
Secondo il calendario Gregoriano, entrato in vigore nel 1582, il solstizio d’inverno ricadeva proprio il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, da allora confermato e riconosciuto come il giorno con meno luce in assoluto dell’anno. Da qui il detto italiano “Santa Lucia il giorno più corto che ci sia”.

Il calendario Giuliano, promulgato precedentemente, noto come “calendario solare” e sostituito dal Gregoriano, era in vigore nell’antica Roma e riconosceva il giorno 13 dicembre come il giorno più corto dell’anno, subito dopo il quale piano piano si sarebbero allungate le ore di luce.

Ed ecco che si spiega il detto: a Santa Lucia il giorno comincia ad allungarsi tanto quanto un passetto di gallina, a Sant’Aniello la luce ed il passo si allungano tanto quanto quello di un agnellino.



Insomma, servendoci dei passetti dei due animali, ci accorgeremo che dal giorno di Santa Lucia cominceremo a guadagnarci qualche minuto in più della tanto agognata luce.

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