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serena1O 11/12/2020 ore 17:55 Quota

(nessuno) Edith Cavell: l'umanità dell'infermiera che fu brutalmente giustiziata dai tedeschi






Edith Cavell: l'umanità dell'infermiera che fu brutalmente giustiziata dai tedeschi nella Prima Guerra Mondiale

Edith Cavell fu un'infermiera britannica. Essa è ricordata per aver salvato le vite dei soldati di entrambi gli schieramenti della Prima Guerra Mondiale, senza discriminazione, e per aver aiutato 200 soldati Alleati a fuggire dal Belgio occupato dalla Germania. Venne giustiziata da un plotone di esecuzione tedesco nel 1915: un gesto che fu condannato pesantemente da tutti i giornali internazionali.
Edith Louisa Cavell fu un'infermiera britannica, ricordata per aver aiutato, durante la Prima Guerra Mondiale, soldati di entrambi gli schieramenti in Belgio. Inoltre, ella favorì la fuga di circa duecento soldati Alleati dal Paese, e per questa fu giustiziata dai tedeschi, causando enormi reazioni di protesta a livello internazionale e diventando un elemento chiave non soltanto della propaganda di guerra britannica, ma addirittura (secondo alcuni) uno dei tanti motivi che spinsero gli Stati Uniti ad entrare in guerra.

Un giorno, in qualche modo, farò qualcosa di utile, qualcosa per la gente. Molte persone sono così indifese, così colpite e così infelici.
- Edith Cavell
Quando scoppiò la guerra, Edith si recò a Bruxelles dopo aver saputo che la sue capacità erano richieste al fronte. Il 4 agosto la Germania invase il Belgio: Edith decise di restare lì, riconvertendo la clinica in un ospedale della Croce Rossa, e iniziò ad occuparsi sia dei feriti tedeschi che di quelli belgi. Quando Bruxelles cadde, i tedeschi adottarono il Palazzo Reale come infermeria per i propri feriti e rimandarono a casa una sessantina di infermiere britanniche. Edith, insieme alla sua capo assistente, vennero tenute lì.

L'armata tedesca lasciò molti soldati alleati dispersi, man mano che i loro eserciti si ritiravano. Nell'autunno del 1914 due di questi soldati britannici riuscirono a raggiungere l'ospedale di Cavell, dove trovarono rifugio per due settimane, seguiti da numerosi altri. Tutti i soldati alleati vennero spediti di nascosto nei neutrali Paesi Bassi. Si creò una rete segreta di aiuti che fornì supporto a soldati inglesi e francesi per circa un anno.

Tra giugno e agosto del 1915 la rete venne scoperta. I tedeschi fecero diversi arresti, e catturarono anche la stessa Edith Cavell. Il suo ospedale fu perquisito ma non fu trovato nulla, perché Cavell aveva cucito il suo diario in un cuscino, lasciando le sue infermiere all'oscuro di tutto per non esporle al pericolo di essere incriminate.

Cavell fu condannata a morte nel pomeriggio dell'11 ottobre e le autorità tedesche erano fermamente intenzionate a far eseguire la sentenza il prima possibile. Le ambasciate di paesi neutrali, come Spagna e Stati Uniti, cercarono di intervenire, ma invano. Edith Cavell fu fucilata dal plotone di esecuzione alle 2 di mattina del 12 ottobre, al poligono di tiro di Schaerbeek. Alcuni resoconti lasciano intendere che i soldati del plotone erano reticenti a spararle.

La sua morte scandalizzò enormemente l'opinione pubblica mondiale, e venne usata dalla propaganda alleata, specie quella britannica, che proclamava Edith Cavell martire e dipingeva i tedeschi come bruti assassini. Il reclutamento di soldati raddoppiò nelle otto settimane successive all'annuncio della sua morte, e c'è chi afferma che sul lungo periodo essa fu anche una delle cause che contribuirono alla discesa in campo degli Stati Uniti.

La sua esecuzione provocò un grave danno alla Germania in termini di propaganda. Edith Cavell è stata ampiamente onorata in varie parti del mondo; una sua statua è stata eretta a St. Martin's Place, presso Trafalgar Square, e le sono stati stampati francobolli commemorativi.



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IOXSONGXLEGGEND 11/12/2020 ore 22:10 Quota

(nessuno) Edith Cavell: l'umanità dell'infermiera che fu brutalmente giustiziata dai tedeschi

Nel 1895 ritornò a casa per accudire suo padre durante un breve periodo di malattia; ciò la convinse ad intraprendere la carriera di infermiera, e dopo alcuni mesi al Fountains Fever Hospital di Tooting, nell'aprile 1896 entrò in addestramento al London Hospital, sotto la direzione di Eva Luckes. Nell'estate del '97, con altre cinque infermiere, venne mandata a gestire un'epidemia di febbre tifoide a Maidstone, dove dei 1700 malati ne morirono solo 132: Edith ricevette una medaglia al merito. Dopo numerosi altri incarichi (durante i quali adottò l'allora innovativa tecnica di visitare i pazienti dopo la loro dimissione) si recò a Bruxelles per visitare un bambino paziente del dr. Antoine Depage, dopodiché venne trasferita ad incarichi sempre più importanti: Depage voleva innovare il settore infermieristico in Belgio sulla falsariga di Florence Nightingale, così Cavell, lui e sua moglie Marie (che sarebbe perita nell'affondamento del Lusitania) fondarono una scuola di infermiere laiche, L'École Belge d'Infirmières Diplômées, che aprì il 10 ottobre del 1907. Fino ad allora, infatti, del settore infermieristico si erano occupate le suore che, per quanto benintenzionate e volenterose, non erano addestrate al lavoro.

La scuola incontrò qualche difficoltà con la partenza (Cavell scrisse che "La vecchia idea che il lavoro per le donne è una disgrazia è ancora presente in Belgio, e le donne di buona nascita ed educazione pensano ancora che perderanno la loro classe sociale se impareranno a guadagnarsi da vivere da sé"), ma nel 1913, dopo che la regina Elisabetta di Wittelsbach, rottasi un braccio, fece convocare una delle sue infermiere, il buon nome della scuola fu assicurato, e al 1912 addestrava infermiere per tre ospedali, ventiquattro scuole comunali e tredici asili. Nel 1914, oltre a dare quattro lezioni a settimana tanto a medici quanto a infermiere, Edith trovava anche il tempo di occuparsi della figlia di un amico dipendente dalla morfina, di una ragazzina fuggitiva e dei suoi due cani Don e Jack.



Edith faceva frequentemente ritorno a casa a visitare sua madre che dalla morte del marito viveva a Norwich, e fu durante una di queste occasioni che ebbe inizio la prima guerra mondiale: sentendo che le sue capacità erano più richieste al fronte, tra il 1° e il 3 agosto Edith fece ritorno a Bruxelles. Il 4 agosto la Germania invase il Belgio: Edith decise di restare lì, riconvertendo la clinica in un ospedale della Croce Rossa, occupandosi sia dei feriti tedeschi che di quelli belgi; alla caduta di Bruxelles, i tedeschi adottarono il Palazzo Reale come infermeria per i propri feriti e rimandarono a casa una sessantina di infermiere britanniche: Edith e la sua capo assistente, miss Wilkison, rimasero.

L'avanzata tedesca lasciò molti soldati britannici e francesi tagliati fuori dai loro eserciti in ritirata: nell'autunno del 1914 due di tali soldati britannici riuscirono a raggiungere l'ospedale di Cavell, dove trovarono rifugio per due settimane, seguiti da numerosi altri. Tutti vennero spediti di nascosto nei neutrali Paesi Bassi. Venne formata, in tal modo, una fitta rete di aiuti che funzionò per circa un anno; oltre a Cavell, nella rete erano coinvolte anche personalità di rilievo quali la principessa Marie de Croÿ e la contessa Jeanne de Belleville

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IOXSONGXLEGGEND 11/12/2020 ore 22:13 Quota

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Arresto, processo ed esecuzione
Tra giugno e agosto del 1915 la rete fu scoperta e i tedeschi ne arrestarono numerosi membri, compresa la stessa Cavell; il suo ospedale fu perquisito ma non fu trovato alcunché in quanto Cavell aveva cucito il suo diario in un cuscino e mantenuto le sue infermiere all'oscuro di tutto per non incriminarle. Tuttavia l'inquirente la ingannò facendole credere di avere già in mano tutte le informazioni e che con una confessione piena avrebbe potuto salvare gli altri coinvolti. Dopo ciò, Cavell venne imprigionata per svariate settimane, durante le quali non seppe nulla o quasi delle accuse mossele. Il 10 settembre l'ambasciatore statunitense in Belgio, Brand Whitlock, chiese alle autorità tedesche di potersi occupare della difesa della donna, ottenendo un rifiuto, e dalla fine di settembre Cavell venne tenuta in isolamento completo in attesa del processo.

Giunta davanti alla corte il 7 ottobre, assieme con trentaquattro altri, diede per assunto che i fatti di cui era accusata fossero quelli che lei aveva effettivamente commesso, così furono proprio quelli che ella confessò alla corte, sostanzialmente incastrandosi da sola. A risultare particolarmente pesante, in particolare, fu una sua affermazione al giudice che, avendole domandato perché avesse aiutato soldati britannici, dato che erano notoriamente degli ingrati, si senti rispondere:

«Cavell: No, gli inglesi non sono ingrati.
Giudice: Come lo sa che non lo sono?
Cavell: Perché alcuni mi hanno scritto dall'Inghilterra per ringraziarmi.»

Ciò implicava che non solo la Cavell aveva favorito la fuga di soldati in un Paese neutrale quale i Paesi Bassi, ma li aveva aiutati a raggiungere una nazione nemica, fatto ben più grave agli occhi della corte.

Cavell fu condannata a morte nel pomeriggio dell'11 ottobre e le autorità tedesche erano fermamente intenzionate a far eseguire la sentenza il prima possibile; a nulla valse l'intervento delle ambasciate neutrali spagnola e statunitense. Prima della condanna scrisse lettere alla madre, alle sue infermiere e a diversi altri, che affidò alle autorità tedesche, che però non ne permisero la spedizione.

Insieme a Cavell furono condannati a morte altri quattro imputati (l'architetto Philippe Baucq, l'insegnante Louise Thuliez, il farmacista Louis Severin e la contessa de Belleville) mentre ulteriori ventidue ricevettero pene minori: l'ingegnere Herman Capiau, madame Ada Bodart, l'avvocato Albert Libiez e il farmacista Georges Derveau furono condannati a quindici anni di lavori forzati, la principessa de Croÿ a dieci anni di lavori forzati, e gli otto rimanenti a pene variabili dai due agli otto anni di lavori forzati. Il cappellano luterano tedesco riuscì a ottenere che il suo collega britannico, Stirling Gahan, visitasse Cavell la notte precedente l'esecuzione. Questa disse a Gahan: «Sono grata di aver avuto queste dieci settimane per prepararmi. Ora le ho avute e sono stata trattata gentilmente qui. Mi aspettavo la condanna e credo sia giusta. Ora che sono in vista di Dio e dell'Eternità, comprendo che il patriottismo non è abbastanza: non devo serbare odio né rancore verso nessuno». Gahan la comunicò per l'ultima volta.

Edith Cavell fu fucilata dal plotone di esecuzione alle 2 di mattina del 12 ottobre, al poligono di tiro di Schaerbeek; da alcuni resoconti si evince che i soldati del plotone erano reticenti a spararle, tuttavia l'esecuzione fu portata a termine senza alcun contrattempo; assieme a lei fu fucilato anche Baucq, che lasciò moglie e due figli, mentre agli altri tre condannati a morte la pena fu commutata in prigione. Cavell fu frettolosamente seppellita sul luogo

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(nessuno) Edith Cavell: l'umanità dell'infermiera che fu brutalmente giustiziata dai tedeschi

La sua morte scandalizzò enormemente l'opinione pubblica mondiale, e venne usata dalla propaganda alleata, specie quella britannica, che proclamava Edith Cavell martire e dipingeva i tedeschi come bruti assassini. Il reclutamento di soldati raddoppiò nelle otto settimane successive all'annuncio della sua morte, e sul lungo periodo essa fu anche una delle cause che contribuirono alla discesa in campo degli Stati Uniti. La sua esecuzione venne paragonata al sacco di Lovanio e all'affondamento del Lusitania, e provocò un grave danno alla Germania in termini di propaganda.

Sul fronte opposto, i tedeschi si difesero sostenendo che Cavell aveva confessato e le era stata comminata la pena prevista dalla legge. Alcuni belgi avrebbero in seguito commentato che, se Edith Cavell avesse mentito al processo, i tedeschi avrebbero scoperto molti meno elementi della rete di aiuto per i soldati alleati, evitando la morte di diverse altre persone implicate

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IOXSONGXLEGGEND 11/12/2020 ore 22:20 Quota

(nessuno) Edith Cavell: l'umanità dell'infermiera che fu brutalmente giustiziata dai tedeschi

Edith Cavell è stata ampiamente onorata in varie parti del mondo; una sua statua è stata eretta a St. Martin's Place, presso Trafalgar Square, e le sono stati stampati francobolli commemorativi. Il suo villaggio natio, Swardeston, le ha dedicato la stanza della scuola domenicale ("Cavell Room") ed un festival biennale a tema floreale, il "Cavell Festival"; la chiesa di Swardeston inoltre la ricorda in una delle sue vetrate. Ogni anno, nel sabato più vicino alla data della sua morte, viene celebrata una cerimonia di commemorazione presso la sua tomba.

La scuola di infermieristica da lei fondata a Bruxelles porta ora il suo nome, ed un memoriale è presente a Schaerbeek, sul luogo dove fu giustiziata. Le sono anche stati dedicati un monte in Alberta, il Monte Edith Cavell, un asteroide, 11073 Cavell, scuole, strade e reparti ospedalieri in diversi paesi e una varietà di Syringa vulgaris, la Syringa "Edith Cavell".

La sua figura è ricordata anche in alcuni adattamenti cinematografici, come Nurse and Martyr di Percy Moran, Dawn e La storia d'Edith Cavell, entrambi di Herbert Wilcox, dove la Cavell è interpretata rispettivamente da Sybil Thorndike e Anna Neagle, e The Woman the Germans Shot di John G. Adolfi; è stata inoltre interpretata con successo a teatro da Joan Plowright. Va infine notato che, dopo la sua esecuzione, in Francia e Belgio si assistette ad un aumento in popolarità del nome Edith per le nuove nate, come nel caso di Édith Piaf.

A livello religioso, infine, la Chiesa anglicana celebra una sua memoria il 12 ottobre, nell'anniversario della morte

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