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Amministratore
serena1O 10/12/2020 ore 21:50 Quota

(nessuno) ‘A pasta cu ‘e pprete è un antico piatto della cucina popolare del Comune di Castellammare di Stabia

‘A pasta cu ‘e pprete: la storia del piatto stabiese
‘A pasta cu ‘e pprete è una ricetta della cucina povera stabiese, venne ideata per assaporare i gusti prelibati dei prodotti offerte dal mare nonostante le disponibilità economiche molto limitate. I vari cittadini residenti nelle zone periferiche di Castellammare di Stabia, osservavano e desideravano i gustosi piatti di pasta conditi ai frutti di mare. I lussuosi e storici ristoranti di città servivano questo primo piatto contenente tutte le prelibatezze pescate nelle acque della costiera sorrentina. Soltanto le persone appartenente ad un ceto sociale agiato, così come i dispendiosi turisti provenienti da tutto il mondo, potevano concedersi allora questa leccornia. Fu un elemento culinario simbolo di una divisione di classe: indicava agi e privilegi non accessibili a tutti, il frutto di mare in tavola fu indice di una vita d’élite.



I vari stabiesi appartenenti alle zone periferiche e, di solito, lavoratori impegnati nell’attività di pesca, cercarono un espediente per poter provare quegli stessi agognati sapori e rimediare a quella mancanza. Si armarono d’inventiva, buona volontà e fantasia e si recarono verso la riva di Pozzano. Qui prelevarono, di fatto, varie pietre di piccola e media grandezza. Le usarono, poi, per condire l’acqua della pasta. Così, riuniti in grandi tavolate familiari, poterono assaporare e godere almeno dell’aroma dei frutti di mare. Il mare fu servito sulla loro tavola, sebbene in forma misera e quasi simbolica. Quel semplice piatto di pasta asciutta insaporito con il sapore delle pietre provenienti dalle acque di Castellammare, bastò per sentirsi per qualche attimo ricchi e, sicuramente, felici. Ad ogni boccone di questo piatto popolare si percepisce l’importanza delle piccole cose, si comprende che la ricchezza non appartiene a chi possiede molti contanti ma a chi padrone di molte idee.




Gli ingredienti e la preparazione
Ingredienti (per 5 persone):

5-6 pietre di mare di media e piccola grandezza
900 gr. di pomodorini maturi di vario genere come i San Marzano DOP, i datterini o il corbarino, oppure una passata di pomodoro da 750g in barattolo
½ Kg. di spaghetti o linguine
125 gr. di olio extra vergine di oliva, equivalenti ad un mezzo bicchiere
1 spicchio di aglio
Un peperoncino piccante
1 ciuffo di prezzemolo fresco
Sale q.b


Preparazione

Inserire in una pentola capiente e dai bordi alti la quantità indicata di olio di oliva, l’aglio sbucciato e tagliato in pezzi e il peperoncino tritato, farli soffriggere e in seguito aggiungere i pomodorini precedentemente lavati e tagliati a spacchi. Andare a porre le pietre di Pozzano in un canovaccio bianco di tela naturale e legarlo come se fosse un fagotto. Unire quest’ultimo nel sugo preparato poco prima e cuocere tutto insieme a fiamma bassa per circa una mezz’ora, amalgamando spesso il tutto. Si tratta del tempo necessario per far sì che le pietre sprigionino gli odori marini e regalino l’essenza dei frutti di mare.



Come ultimi e semplici passaggi, bisogna cuocere in una padella a parte gli spaghetti o le linguine, ovviamente in abbondante acqua salata già bollita. La cottura della pasta deve essere rigorosamente al dente, mentre il sugo non deve diventare troppo ristretto. Una volta compiuto tutti i passaggi, bisogna solo unire la pasta con il sugo e servire i vari piatti in tavola.
IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 11/12/2020 ore 22:03 Quota

(nessuno) ‘A pasta cu ‘e pprete è un antico piatto della cucina popolare del Comune di Castellammare di Stabia

Questo piatto povero veniva preparato anticamente dagli stabiesi amanti delle specialità a base di frutti di mare, che non avendo la possibilità economica di poter acquistare, grazie a questa ricetta-espediente, riuscivano ad accontentarsi del solo profumo e sapore del mare. Le pietre usate come ingrediente principe di questa deliziosa ricetta, solitamente venivano raccolte dal fondo del mare di Pozzano.

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