Forum - Napoli, la città 'd'o sole e d'o mare'

Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 07/11/2020 ore 22:35 Quota

(nessuno) I soldati le cui ferite brillarono nella notte

Era la primavera del 1862 quando, negli USA, si combatté una delle più cruente e delle più famose battaglie della Guerra di Secessione. Conosciuta come la battaglia di Shiloh (dalla località che fu teatro dello scontro), il nome cela una triste ironia visto che in ebraico significa "posto di pace".
La Guerra era già iniziata da un anno. Il Generale Ulysses S. Grant era penetrato, insieme alle truppe, già in profondo nel territorio Confederato, percorrendo il Tennessee River.
La mattina del 6 aprile, nel Mississipi, le truppe Confederate lanciarono un attacco a sorpresa contro le truppe di Grant.
La battaglia durò tutto il giorno e continuò quando scese la notte. La mattina successiva arrivarono dall'Ohio dei grossi rinforzi per l'Unione, e le truppe di Grant a quel punto superavano quelle nemiche di oltre 10000 unità.
Alla fine i sudisti capirono di non avere speranze e si ritirarono a Corinth.



L'aura dell'Angelo (Angel's Glow)


La battaglia di Shiloh lasciò oltre 16.000 soldati feriti, e causò 3.000 vittime. I medici, sia quelli dell'una sia quelli dell'altra fazione, non erano preparati per questa carneficina. Le ferite inferte da proiettili e baionette erano già gravi da sole, ma bisogna considerare anche che era un'epoca in cui ancora non esistevano le risorse sfruttate oggi per curare le infezioni. Le ferite contaminate da schegge o sporcizia diventavano rifugi caldi e umidi per i batteri, che potevano banchettare sui tessuti danneggiati. Dopo mesi di marcia e di scarsa alimentazione, i sistemi immunitari dei soldati erano indeboliti ed era ancora più dififcile contrastare le infezioni. Ai medici mancano le basi per comprendere le infezioni: la teoria dei germi era ancora lontana e ancor di più lo erano gli antibiotici.
Alcuni dei soldati di Shiloh rimasero nel fango per due interi giorni di pioggia, aspettando il loro turno per essere visitati dai medici. Quando scesero le tenere della prima notte, però, alcuni di loro notarono qualcosa di davvero strano: le loro ferite luccicavano, irradiando una tenue luce nell'oscuro campo di battaglia. Ancora più strano fu che, quando le truppe vennero infine spostate negli ospedali da campo, quelli con le ferite luccicanti mostrarono un tasso di sopravvivenza più alto, e le loro ferite guarirono più rapidamente. L'effetto protettivo e l'aspetto magico della luce portò a soprannominarla "Aura dell'Angelo" (Angel's Glow).

I batteri Photorhabdus luminescens e l'intuizione del 17enne Bill Martin


Nel 2001, quasi 140 anni dopo la battaglia, il 17enne Bill Martin stava visitando Shiloh con la famiglia. Quando gli fu raccontata la storia delle ferite "illuminate", egli si rivolse a sua madre, microbiologa all'USDA Agricultural Research Service che aveva studiato dei batteri bioluminescenti che vivono nel terreno. Le chiese "Ma non potrebbero essere stati loro la causa delle ferite luminescenti?". Da scienziata, ella rispose "Beh, puoi fare un esperimento e scoprirlo!"
E Bill seguì il consiglio.
Insieme a un amico, Jon Curtis, fece qualche ricerca sul batterio e sulle condizioni durante la battaglia di Shiloh. Impararono che il Photorhabdus luminescens, il batterio luminescente che la mamma di Bill aveva studiato, vive nelle viscere di alcuni parassiti chiamati nematodi. I due vivono in un'interessante simbiosi, accompagnandosi lungo un particolare ciclo di vita.
I nematodi cercano larve di insetti nel terreno o sulle piante. Si infilano nei loro corpi come parassiti e riversano i Photorhabdus luminescens nei vasi sanguigni dell'ospite. Il batterio, bioluminescente e con una luce vagamente blu, produce una serie di tossine che uccidono l'insetto ospite ma anche gli altri microorganismi contenuti nel suo corpo. Questo permette al Photorhabdus luminescens e al suo amico nematode di banchettare sul corpo dell'insetto senza venir disturbati da nessuno. Quando il corpo dell'insetto si svuota, il nematode ingerisce nuovamente i batteri, per potersi recare insieme alla ricerca di un nuovo ospite su cui banchettare.
Bill e Jon studiarono i resoconti della battaglia, e si resero conto che sia il meteo sia le condizioni del suolo erano adatte per ospitare il batterio e per il nematode. Un loro esperimento dimostrò che i batteri non avrebbero però potuto sopravvivere alla temperatura del corpo umano, e per loro le ferite dei soldati erano dunque ambienti poco ospitali. In quella stagione e in quel luogo, però, di notte le temperature scendono notevolmente. I soldati, lasciati sotto la pioggia, erano andati in ipotermia, e la loro temperatura corporea era diventata molto più favorevole al P. luminescens. I ragazzi conclusero che batteri e nematodi entrarono nelle ferite dei soldati dal terreno, e che i componenti chimici rilasciati dal batterio uccisero altri patogeni che avrebbero potuto infettare le ferite.
P. luminescens, così come il nematode a lui associato, non è particolarmente infettivo per gli umani, e una volta recuperate le normali temperature corporee fu facile per i soldati liberarsene.
Bisogna però specificare che non è certo l'antibiotico per eccellenza, visto che in alcuni casi possono causare l'insorgenza di brutte ulcere.
In ogni caso i soldati non avrebbero certo dovuto ringraziare gli angeli, ma qualcosa di molto, molto più piccolo.
Giunone1960
Moderatore
Giunone1960 08/11/2020 ore 21:24 Quota

(nessuno) I soldati le cui ferite brillarono nella notte

n ogni caso i soldati non avrebbero certo dovuto ringraziare gli angeli, ma qualcosa di molto, molto più piccolo.


...e di più terreno.Fa un certo effetto pensare che all'epoca si soffriva moltissimo e in situazioni come in questo caso,la guerra di Secessione,ci si curava alla meno peggio.Ho letto tanti libri su questa guerra e parecchi non mancano di descrivere le terribili condizioni dei feriti,le scarse cure,i medici impreparati e donne comuni a fare da infermiere.E mi fermo perchè davvero non è gradevole.E non tutti i batteri sono killer.
serena1O
Amministratore
serena1O 08/11/2020 ore 22:47 Quota

(nessuno) I soldati le cui ferite brillarono nella notte

Bill e il suo amico Jonathan Curtis si chiedevano se questo organismo potesse essere la fonte di Angel's Glow. La madre di Bill li ha incoraggiati a cercare di scoprirlo.

I ragazzi hanno appreso che P. luminescens vive all'interno dei nematodi , minuscoli vermi parassiti che si insinuano nelle larve di insetti nel terreno o sulle piante. Una volta radicati nelle larve, i nematodi vomitano i batteri, che rilasciano sostanze chimiche che uccidono le larve ospiti e qualsiasi altro microrganismo che vive al loro interno.

Bill e Jonathan sono rimasti leggermente perplessi nello scoprire che P. luminescens non può sopravvivere alla normale temperatura del corpo umano. Ma hanno scoperto che stare seduti sul terreno freddo e umido per due giorni aveva abbassato la temperatura corporea dei soldati feriti. Quindi, quando i nematodi del terreno fangoso sono entrati nelle ferite, i batteri hanno avuto l'ambiente giusto per prosperare e per salvare la vita degli uomini eliminando altri germi più pericolosi.

Vuoi partecipare anche tu a questa discussione?

Rispondi per lasciare il tuo messaggio in questa discussione