Forum - Napoli, la città 'd'o sole e d'o mare'

Amministratore
serena1O 11/10/2020 ore 18:46 Quota

(nessuno) NATA PER UN VOTO REGALE.







A CHIAIA, LA CHIESA DEDICATA A SAN PASQUALE DI BAYLON, NATA PER UN VOTO REGALE.






Antefatto: "San Pasquale Baylonne protettore delle donne, mandatemi un marito, bello, bianco e saporito, come a voi, tale e quale, o beato san Pasquale!" recita un vecchio detto napoletano e di azioni a favore delle donne San Pasquale ne fece tante--- La Chiesa Nella piccola Piazza di San Pasquale a Chiaia, il tempio dedicato a San Pasquale è un bellissimo esempio di arte barocca. Fu fondato nel 1749, insieme al convento (oggi in parte occupato da una sezione municipale) per volontà di Carlo di Borbone e della regina Maria Amalia di Sassonia (molto devota al santo spagnolo San Pasquale Baylon), come ringraziamento per la nascita di un primo figlio, per di più maschio, dopo, annoi di sterilità; e bisogna riconoscere che San Pasquale, prodigo di interventi a favore delle donne, deve aver molto protetto Carlo II e Maria Amalia, visto che di figli ne hanno poi avuti 13! Ma torniamo alla Chiesa: il progetto venne affidato all'architetto Antonio Borbone, un indiano (forse schiavo liberato, battezzato da Carlo di cui assunse il cognome), sotto la direzione dei lavori al regio architetto Giuseppe Polio. Inizialmente la chiesa aveva una pianta a croce greca con un ingresso dal lato; più tardi, nel 1762, fu ampliata con il prolungamento della navata e l’aggiunta della facciata principale. Successivamente, tra il 1820 e il 1826 venne ripavimentato dal maestro marmoraro Raffaele Trinchese. La facciata presenta un semplice portale sormontato da un finestrone. In alto, un timpano spezzato lascia spazio ad un grande altorilievo in stucco raffigurante San Pasquale. Sulla destra, si innalza la torre campanaria, suddivisa in quattro livelli, attraverso la quale si accedeva al chiostro e al convento. L’interno ha una sola navata con cappelle laterali comunicanti, mentre lungo tutto il perimetro superiore troviamo un matroneo separato dall’ambiente principale attraverso delle grate lignee. Molto belle le decorazioni realizzate sui peducci a sostegno della cupola, così come quelle che intorno agli ovali della Via Crucis lungo navata. Nella navata a sinistra è conservato in un'urna il corpo di san Egidio Maria da Taranto, il santo devoto alla Vergine del Pozzo Miracoloso del convento di Santa Maria dell'Alcantara. Tra le opere pittoriche, la chiesa custodisce una Visione della Madonna col Bambino e San Giovan Giuseppe della Croce, opera del 1790 di Giacinto Diano, posta sul primo altare a destra in sostituzione della tela di Antonio Sarnelli raffigurante l’Apparizione di Cristo a Santa Margherita da Cortona, spostata nel convento.







Sul secondo altare di destra sono posizionate le tele di Antonio Sarnelli con San Pietro d’Alcantara che appare a Santa Teresa d’Avila e quella con i Santi Francesco, Antonio, Gennaro e Nicola. Alle spalle dell’altare maggiore, in marmi policromi, si apre una nicchia nella quale è posta una statua di San Pasquale




dolcecarrie
Partecipante
dolcecarrie 11/10/2020 ore 19:12 Quota
IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 11/10/2020 ore 22:33 Quota

(nessuno) NATA PER UN VOTO REGALE.

A Chiaja c’è la bellissima chiesa di San Pasquale Baylon, fervente adoratore dell’Eucarestia e gran combattente contro il calvinismo. Il suo culto è arrivato a Napoli con i frati alcantarini assieme a quella che è la sua invenzione per eccellenza: lo zabaione ovvero uovo e zucchero sbattuti assieme usati come rinvigorente; nome che deriva dallo storpiamento popolare del suo nome: San Bajon. La chiesa a lui dedicata, voluta da Carlo III, è la summa del barocco grazie anche ai pittori Giacinto Diano e Antonio Sarnelli di cui troviamo tele in molte chiese della città tra cui un San Giuseppe col Bambino al Pio Monte della Misericordia. Alle spalle dell’altare maggiore, invece, c’è una nicchia che contiene la statua del santo considerato protettore delle donne. Nella capitale partenopea, infatti, era particolarmente invocato dalle signorine in cerca di marito che dovevano recitare, per nove sere: “San Pascale Bailonne, prutettore delle donne, mannamillo nu marito, bello, tunno e sapurito: comm’a vvuie tale e quale, gluriuso San Pascale”. Alla mezzanotte della nona sera, la fanciulla si doveva affacciare dal balcone di casa e avrebbe visto passare il futuro sposo ma guai se fosse stato un prete o un frate!

Giunone1960
Moderatore
Giunone1960 12/10/2020 ore 21:42 Quota

(nessuno) NATA PER UN VOTO REGALE.

A me pare che con quella preghiera a san Pasquale più che un marito sembra di cercare il migliore prosciutto.Se deve essere saporito,no ?

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