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IOXSONGXLEGGEND 09/01/2017 ore 07:40 Quota

(nessuno) 5 uomini della storia che hanno soggiornato a Napoli

1. Oscar Wilde



Dopo il processo per omosessualità e la prigione, Oscar Wilde si ritirò nel 1897 a Napoli con il suo amante, dove fra spiagge, caffé e hotel via via sempre più modesti non mancò di dare scandalo e regalare aforismi.

Wilde era arrivato a Napoli insieme a lord Alfred Douglas, detto Bosie: era stato proprio il padre del giovane a denunciare lo scrittore, ma Oscar era ancora innamorato di quel fragile, capriccioso giovanotto. Dopo un breve intervallo all’Hotel Royal, la coppia si era trasferita a Villa Giudice, in via Posillipo 36. «Abbiamo una bella villa sul mare e un buon pianoforte. Prendo lezione di conversazione italiana tre volte alla settimana».

I due erano diventati fedeli frequentatori delle spiagge napoletane e dei caffè, specie del Gambrinus, ma gli inglesi di Napoli erano scandalizzati da quella coppia e Bosie fu avvertito che avrebbe fatto meglio a stare lontano da Oscar che si limitò a commentare: «La mia stessa esistenza è uno scandalo». Per fortuna i napoletani non avevano alcun problema a invitarli a feste ed appuntamenti mondani.

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IOXSONGXLEGGEND 09/01/2017 ore 07:46 Quota

(nessuno) 5 uomini della storia che hanno soggiornato a Napoli

2. Virgilio


Diverse volte il poeta mantovano predilige la città di Napoli, fonte di ispirazione e cultura, città in cui ha vissuto gli otia giovanili e luogo in cui ha frequentato la scuola epicurea del filosofo Sirone.

Il poeta mantovano condusse una vita semplice e mite tanto che nel capoluogo campano fu da tutti ricordato come il Virginello. La prima opera di Virgilio “Le Bucoliche”, la successiva “Le Georgiche” e l’ultima “L’Eneide” furono scritte proprio a Napoli.

Le sue spoglie oggi si trovano all’interno del Parco Virgiliano a Piedigrotta (Napoli), a lui intitolato.

IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 09/01/2017 ore 07:48 Quota

(nessuno) 5 uomini della storia che hanno soggiornato a Napoli

3. Giacomo Leopardi

Il 2 Ottobre 1833 Giacomo Leopardi e Antonio Ranieri giungono a Napoli, dove si sistemano in Via San Mattia n. 88, al secondo piano di Palazzo Berio.

Nei primi tempi del soggiorno a Napoli, ciò che piace subito al recanatese non è solo l’aspetto folklorico della città, ma più semplicemente la vitalità e il vigore, la gioia di vivere del popolo napoletano.

Leopardi è un solitario e un malinconico, ma la folla anonima riesce a rasserenarlo. Prova tanta gioia nel passeggiare per Toledo e Santa Lucia. Giacomo è attratto irresistibilmente da questo mondo, si confonde spesso tra la folla e non disdegna di comperare un biglietto del lotto o, addirittura, di suggerire un numero “vincente” a qualcuno dei passanti che, ritenendo di buon augurio i gobbi, glielo chiede.

Dopo appena due mesi di soggiorno, Leopardi si trasferisce sempre con Ranieri in un ampio appartamento in Via Santa Maria Ogni Bene n. 35, alle pendici del Vomero, dove si può respirare “la migliore aria di Napoli”, e dove Giacomo, a detta del Ranieri, “rinvigorisce notabilmente Leopardi si rifà ogni dì di più di quell’aria, forse unica ai suoi malanni, ne acquista il benefizio quotidiano”. Giacomo Leopardi morì a Napoli il 14 giugno del 1837, oggi le sue spoglie giacciono nel Parco Virgiliano, Piedigrotta.

IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 09/01/2017 ore 07:53 Quota

(nessuno) 5 uomini della storia che hanno soggiornato a Napoli

4. Goethe



Johann Wolfgang Goethe soggiornò a Napoli due volte, a distanza di qualche mese, nel 1787. Le sue descrizioni dei luoghi e del popolo napoletano sono inevitabilmente intrise del sentimentalismo tipico dei viaggiatori nordici della sua epoca: «La città stessa di Napoli si presenta piena d’allegria, di libertà, di vita; il re va a caccia, la regina è in attesa del lieto evento, e meglio di così non potrebbe andare».

A lui si attribuisce la citazione più celebre sul capoluogo partenopeo: «Vedi Napoli e poi muori» ad intendere che dopo aver visto questa città, si potrebbe anche concludere la vita del viaggiatore.

IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 09/01/2017 ore 07:55 Quota

(nessuno) 5 uomini della storia che hanno soggiornato a Napoli

5. Stendhal


«Napoli, 11 gennaio 1817. Entrata grandiosa: si scende per un’ora verso il mare attraverso un’ampia strada, scavata nella roccia tenera, sulla quale la città è costruita. Solidità dei muri. Albergo dei Poveri, primo edificio. E’ molto più impressionante di quella bomboniera, tanto vantata, che a Roma si chiama porta del popolo.

Parto. Non dimenticherò né la via Toledo né tutti gli altri quartieri di Napoli; ai miei occhi è, senza nessun paragone, la città più bella dell’universo» lasciando dopo una permanenza di un mese quella che era allora la capitale borbonica dello Stato più importante e ricco della penisola italica, la città che rivaleggiava con la capitale francese: “In Europa ci sono due capitali: Parigi e Napoli”.

gufo59
Partecipante
gufo59 09/01/2017 ore 08:44

(nessuno) 5 uomini della storia che hanno soggiornato a Napoli

@IOXSONGXLEGGEND : :bye :fiore
serena1O
Amministratore
serena1O 09/01/2017 ore 11:42 Quota

(nessuno) 5 uomini della storia che hanno soggiornato a Napoli







@IOXSONGXLEGGEND scrive:
Oscar Wilde



Nel 1897, sulla passeggiata a mare di via Caracciolo, a Napoli, si poteva incrociare un uomo di mezza età, evidentemente straniero, imbolsito dagli anni. Una paglietta proteggeva dal sole i corti capelli castani. Dalla cravatta di raso nero emergeva appena una piccola perla. Da una tasca dell’abito blu, a un solo petto, sbucava una copia del Figaro. Un bulldog d’avorio coronava il bastone d’ebano, stretto dalla mano guantata. Sull'anulare dell’altra si stagliava un enorme anello episcopale, con un’ametista incastonata nell’argento. Solo da quest’indizio era possibile riconoscere quanto era rimasto di Oscar Wilde, uno degli artisti più celebri del tempo, travolto da un rovinoso processo per sodomia e distrutto dal carcere. Da allora aveva errato per l’Europa sotto falso nome. Wilde era arrivato a Napoli insieme a lord Alfred Douglas, detto Bosie: era stato proprio il padre del giovane a denunciare lo scrittore, ma Oscar era ancora innamorato di quel fragile, capriccioso giovanotto. Dopo un breve intervallo all’Hotel Royal, la coppia si era trasferita a Villa Giudice, in via Posillipo 37. «Abbiamo una bella villa sul mare e un buon pianoforte. Prendo lezione di conversazione italiana tre volte alla settimana». Malgrado la tranquillità, Wilde non riusciva più a scrivere perché non sopportava che l’umiliazione e la sofferenza subite in prigione potessero generare arte. I due erano diventati fedeli frequentatori delle spiagge napoletane e dei caffè, specie del Gambrinus, ma gli inglesi di Napoli erano scandalizzati da quella coppia e Bosie fu avvertito che avrebbe fatto meglio a stare lontano da Oscar che si limitò a commentare: «La mia stessa esistenza è uno scandalo». Per fortuna i napoletani non avevano alcun problema a invitarli.
serena1O
Amministratore
serena1O 09/01/2017 ore 11:44 Quota

(nessuno) 5 uomini della storia che hanno soggiornato a Napoli

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
Virgilio



I resti del grande poeta furono poi trasportati a Napoli, dove sono custoditi in un tumulo tuttora visibile, sulla collina di Posillipo. Purtroppo l'urna che conteneva i suoi resti andò dispersa nel Medioevo. Sulla tomba fu posto il celebre epitaffio: Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc Parthenope; cecini pascua, rura, duces; ovvero: "Mi generò Mantova, la Calabria (il Salento) mi rapì: ora mi custodisce Partenope (Napoli); cantai i pascoli (le Bucoliche), i campi (le Georgiche), i condottieri (l'Eneide)".




serena1O
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serena1O 09/01/2017 ore 11:46 Quota

(nessuno) 5 uomini della storia che hanno soggiornato a Napoli

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
Giacomo Leopardi

La vita del poeta recanatese scorre piacevole, eccetto i suoi malanni più vari, tra cui la tisi. Ranieri stesso, nel noto volume I sette anni di sodalizio, ricorda le pessime abitudini dell'amico che aveva "un mostruoso disordine delle ore" aggiungendo che "quando gli uomini e gli animali si adagiano al riposo, Leopardi si leva, e viceversa".
Nei primi tempi del soggiorno a Napoli, ciò che piace subito al recanatese non è solo l'aspetto folklorico della città, ma più semplicemente la vitalità e il vigore, la gioia di vivere del popolo napoletano. Leopardi è un solitario e un malinconico, ma la folla anonima riesce a rasserenarlo. Prova tanta gioia nel passeggiare per Toledo e Santa Lucia.
Sembrano essergli penetrati dentro i rumori di un'esistenza precaria, che si svolge come in un palcoscenico in cui ogni emozione è gridata, esagerata, enfatizzata: Napoli è la città dai mille volti e mestieri, così vitale e così disperata, il vero reame della "marioleria universale", è la città dall'incessante metamorfosi, tenuta insieme da una sorta di fratellanza collettiva nell'inganno.
Giacomo è attratto irresistibilmente da questo mondo, si confonde spesso tra la folla, tra le grida di ambulanti che decantano la loro merce, nei quartieri popolari affollati da pizzaioli che sfornano pizze bollenti, pasticcieri che sfornano sfogliatelle calde, personaggi d'ogni genere. Esuberanza, chiasso e violenza cittadina esercitano una strana attrazione su di lui. Ranieri descrive queste sue passeggiate: indossa un vecchio soprabito turchino, che lo fa scambiare quasi per un mendicante, le calze sono logore e rattoppate, ma in compenso ha un bel fazzoletto al collo. Spesso si ferma a discutere di letteratura a casa di amici, ma ama anche soffermarsi al famoso Caffè "Due Sicilie" in Largo alla Carità, dove, seduto all'aperto, sorbe uno dopo l'altro gli insuperabili gelati di Vito Pinto, che deciderà di celebrare in un verso de I Nuovi Credenti per "l'arte onde è barone".






serena1O
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serena1O 09/01/2017 ore 11:48 Quota

(nessuno) 5 uomini della storia che hanno soggiornato a Napoli

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
Goethe



Napoli e i napoletani secondo Goethe
Egli afferma tra l’altro che a Napoli vi siano dai trenta ai quaranta mila oziosi. E quanti lo hanno ripetuto dopo di lui! Ma avendo io una certa conoscenza del Sud, ho subito sospettato che tale giudizio dipendesse dalla mentalità propria del Nord, dove si considerano oziosi tutti coloro che non s’affannano a lavorare tutto il santo giorno. Perciò ho osservato attentamente questo popolo napoletano, e ho potuto constatare che vi è molta gente mal vestita, ma nemmeno uno che sia disoccupato.




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