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serena1O 28/12/2016 ore 19:28 Quota

(nessuno) Quella che oggi è diventata la comunicazione, una rete infinita











La tecnologia di oggi? Anche merito della telegrafia senza fili del geniale inventore Guglielmo Marconi












Quella che oggi è diventata la comunicazione, una rete infinita di connessioni e di possibilità, la velocità con cui si riescono a inviare e ricevere messaggi grazie a dei dispositivi elettronici come il computer, non è altro che la continua evoluzione di un sistema inventato il secolo scorso: la telegrafia senza fili.

Ebbene, anche in questo caso, il merito va a un italiano, il marchese Guglielmo Giovanni Maria Marconi, per gli amici Guglielmo Marconi, vincitore del Premio Nobel per la fisica il 10 dicembre del 1909, conferitogli “a riconoscimento del contributo dato nella telegrafia senza fili”.

Nato a Bologna il 25 aprile del 1874, da Giuseppe Marconi, un proprietario terriero, e dall’irlandese Annie Jameson, nipote del fondatore della famosa e antica distilleria di whiskey Jameson and Sons, Guglielmo Marconi iniziò i suoi primi esperimenti appena ventenne lavorando come autodidatta nella casa di famiglia. Nell’estate nel 1894, costruì un segnalatore di temporali composto da una pila, un coesore e un campanello elettrico che emetteva un suono in caso di fulmini.

E adesso vi starete chiedendo cosa c’entra questo con la telegrafia senza fili? Beh, strano ma vero, in seguito, tramite un tasto telegrafico posto su un balcone, riuscì a fare squillare un campanello situato in un’altra parte della stanza.
Marconi lavorò per decenni alla trasmissione di messaggi senza fili

Così è passato alla storia l’aneddoto che una notte di dicembre Guglielmo svegliò la madre conducendola nel proprio laboratorio segreto al fine di mostrarle i risultati del suo lavoro e, quando anche il padre si convinse della scoperta appena fatta dal giovane Marconi, regalò al figlio dei soldi per l’acquisto di nuovi materiali utili ai suoi successivi esperimenti.

Solo un anno dopo, nel 1895, gli esperimenti di Marconi sembrarono finalmente avere raggiunto un risultato sicuro: l’apparecchio da lui stesso costruito si dimostrò capace di ricevere e mandare segnali a distanza superando anche ostacoli naturali e l’8 dicembre dello stesso anno, si ricorda come la data di nascita ufficiale della radio.

A questo proposito, per dovere di cronaca, bisogna ricordare che Guglielmo Marconi non fu l’unico a sperimentare la telegrafia senza fili. Nello stesso anno, sia Nikola Tesla che il russo Aleksandr Popov portarono avanti esperimenti analoghi: il primo riuscì a trasmettere un segnale fino a 50 km di distanza, mentre il secondo aveva già realizzato un ricevitore di onde radio.

Il 1896 è l’anno in cui il nostro inventore riuscì ad ottenere il primo brevetto per il suo lavoro grazie alla domanda presentata dal titolo “miglioramenti nella telegrafia e relativi apparati”.

Sono state, e lo sono tuttora, molte le discussioni intorno a chi sia stato effettivamente il primo tra Tesla, Marconi e Popov a rendere concreta la trasmissione di messaggi senza fili, ma va sottolineato che l’italiano presentò la richiesta ventuno giorni prima della prima trasmissione radio di Popov. Ed è in quello stesso anno, il 1896, che Marconi e la madre si trasferiscono in Inghilterra al fine di ricevere più finanziamenti per gli esperimenti.

Così iniziano anche le prime dimostrazioni pubbliche alla presenza di politici e industriali: per esempio, Marconi collocherà un trasmettitore sul tetto dell’edificio delle Poste e un ricevitore su una casa in riva al Tamigi, a quattro chilometri di distanza. Nel luglio del 1897, poi, fondò a Londra la Wireless Telegraph Trading Signal Company che già allora impiegava cinquanta persone.

La prima trasmissione radio senza fili, fu effettuata sul mare da Ballycastle, in Irlanda del Nord, all’isola di Rathlin nel 1898. Ed è proprio a questo punto che gli Stati Uniti entrano nella storia: Marconi concentra le sue attenzioni sull’Atlantico, credendo di potere trasmettere un segnale a distanze molto elevate, convinto che le onde possano oltrepassare l’oceano seguendo semplicemente la curvatura della Terra.

Il 12 dicembre del 1901 ci fu il primo segnale dalla Cornovaglia a Terranova coprendo una distanza di circa 3000 chilometri. Ma la radio si dimostrò veramente utile per la prima volta il 23 gennaio del 1909 quando, grazie ad una richiesta di soccorso, fu-rono salvati 1700 passeggeri del transatlantico americano “Republic” che stava per affondare dopo essere stato speronato dal piroscafo italiano “Florida”.

Avvenne che l’operatore radiotelegrafico Binns lanciò per quattordici ore consecutive il segnale di Sos finchè non venne ricevuto dal comandante del piroscafo “Baltic”, che ordinò di cambiare rotta e diede il via alle operazioni di salvataggio. Così andò anche nel 1912, quando affondò il Titanic dopo lo schianto con l’iceberg. Marconi si trovava negli Stati Uniti e accorse per incontrare i 705 superstiti salvati grazie al segnale di soccorso inviato poco prima del disastro.

In quella stessa occasione Guglielmo Marconi, che poi morì di arresto cardiaco a Roma il 19 luglio del 1937, disse: “Vale la pena di avere vissuto per avere dato a questa gente la possibilità di essere salvata”.
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IOXSONGXLEGGEND 29/12/2016 ore 18:36 Quota

(nessuno) Quella che oggi è diventata la comunicazione, una rete infinita

Guglielmo Giovanni Maria Marconi (Bologna, 25 aprile 1874 – Roma, 20 luglio 1937) è stato un fisico, inventore, imprenditore e politico italiano.

A lui si deve lo sviluppo di un efficace sistema di comunicazione con la telegrafia senza fili via onde radio o radiotelegrafo che ottenne notevole diffusione, la cui evoluzione portò allo sviluppo dei moderni sistemi e metodi di radiocomunicazione, la televisione e in generale tutti i sistemi che utilizzano le comunicazioni senza fili, che gli valse il premio Nobel per la fisica nel 1909.

Anche altri scienziati e inventori hanno contribuito all'invenzione della telegrafia senza fili o hanno effettuato esperimenti simili negli stessi anni, come ad esempio Heinrich Hertz nel 1886, Nikola Tesla nel 1893, Carl Ferdinand Braun, Thomas Edison, Aleksandr Popov, Augusto Righi e altri




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IOXSONGXLEGGEND 29/12/2016 ore 18:37 Quota

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Guglielmo Marconi nacque a Bologna il 25 aprile 1874. Suo padre Giuseppe Marconi (Capugnano, 8 luglio 1823 – Bologna, 26 marzo 1904), un proprietario terriero che viveva nelle campagne di Pontecchio, era al secondo matrimonio. Vedovo con un figlio, aveva conosciuto una giovane irlandese, Annie Jameson, nipote del fondatore della storica distilleria Jameson & Sons in visita in Italia per studiare bel canto, sposandola il 16 aprile 1864 a Boulogne-sur-Mer, in Francia. Un anno dopo il matrimonio nacque Alfonso e, nove anni più tardi, Guglielmo.


Atto originale di nascita di Guglielmo Marconi.
L'avere avuto una madre irlandese permette di comprendere meglio le molte attività di Guglielmo che si svolsero in Gran Bretagna e Irlanda. Avrebbe potuto optare per la cittadinanza britannica in qualsiasi momento, in quanto figlio di entrambi i genitori con tale cittadinanza. Quando il piccolo Guglielmo aveva tre anni, il 4 maggio 1877, Giuseppe Marconi aveva infatti deciso di assumere a sua volta la cittadinanza britannica.



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IOXSONGXLEGGEND 29/12/2016 ore 18:37 Quota

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Marconi, appena ventenne, cominciò i primi esperimenti lavorando come autodidatta, aiutato dal maggiordomo Mignani. Nell'estate del 1894 costruì un segnalatore di temporali costituito da una pila, un coesore (detto anche coherer, un tubetto con limatura di nickel e argento posta fra due tappi d'argento, dispositivo inventato dal fermano Temistocle Calzecchi Onesti) e un campanello elettrico, che emetteva uno squillo in caso di fulmine.

In seguito riuscì, premendo un tasto telegrafico posto su un bancone, a far squillare un campanello posto dall'altro lato della stanza. Una notte di dicembre, Guglielmo svegliò la madre, la invitò nel suo rifugio segreto e le mostrò l'esperimento che aveva realizzato. Il giorno dopo anche il padre assistette all'esperimento. Quando si convinse che il campanello suonava senza collegamento con fili, regalò al figlio i soldi necessari per l'acquisto di nuovi materiali. Il giovane Marconi proseguì nei suoi esperimenti anche all'aperto. In campagna aumentò la potenza delle emissioni e la distanza che separa il trasmettitore dal ricevitore, capace di ricevere i segnali dell'alfabeto Morse.

L'8 dicembre 1895, dopo vari tentativi, l'apparecchio che aveva costruito si dimostrò valido nel comunicare e ricevere segnali a distanza, ma anche nel superare gli ostacoli naturali (in questo caso, la collina dietro Villa Griffone). Il colpo di fucile che Mignani sparò in aria per confermare la riuscita dell'esperimento (l'apparecchio vibrò e cantò come un grillo per tre volte) viene considerato l'atto di battesimo della radio in Italia; altri sperimentatori avevano infatti ottenuto simili risultati in precedenza prima dello stesso Marconi, come Nikola Tesla, che trasmise a 50 km di distanza all'inizio dello stesso anno in un collegamento a West Point, mentre il russo Aleksandr Popov aveva realizzato un ricevitore di onde radio nel maggio dello stesso anno



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IOXSONGXLEGGEND 29/12/2016 ore 18:39 Quota

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il brevetto
Prevedendo l'occorrenza di capitali per proseguire negli esperimenti, Marconi scrisse al ministero delle Poste e Telegrafi, al tempo guidato dall'on. Pietro Lacava, illustrando l'invenzione del telegrafo senza fili e chiedendo finanziamenti. La lettera non ebbe risposta e venne liquidata dal ministro con la scritta «alla Longara», intendendo il manicomio di via della Lungara a Roma.

Nel 1896, Marconi parla con l'amico di famiglia Carlo Gardini, console degli Stati Uniti a Bologna, dell'idea di lasciare l'Italia per andare nel Regno Unito. Gardini scrive una lettera all'Ambasciatore d'Italia a Londra, Annibale Ferrero suo conoscente, per presentare il giovane e le sue straordinarie scoperte. Come risposta, l'ambasciatore Ferrero consiglia di non rivelare a nessuno i risultati ottenuti, se non dopo la presentazione del brevetto. Inoltre, lo incoraggia a recarsi nel Regno Unito, dove ritiene che gli sarà più facile trovare i capitali necessari per l'impiego pratico della sua invenzione. Il 12 febbraio del 1896, Marconi parte con la madre per il Regno Unito. A Londra, il 5 marzo dello stesso anno, presenta la prima richiesta provvisoria di brevetto, col numero 5028 e col titolo "Miglioramenti nella telegrafia e relativi apparati". Da sottolineare che tale richiesta avvenne con 21 giorni di anticipo rispetto alla data della prima trasmissione radio realizzata dal russo Popov. Il 19 marzo, Marconi ricevette dall'Ufficio Brevetti conferma dell'accettazione della prima domanda. Il 2 giugno dello stesso anno, depositò all'Ufficio Brevetti di Londra una domanda definitiva per un sistema di telegrafia senza fili, n. 12039, dal titolo "Perfezionamenti nella trasmissione degli impulsi e dei segnali elettrici e negli apparecchi relativi". Nel farlo, Marconi rinunciò a tre mesi di priorità sull'invenzione
Marconi, intanto, effettua dimostrazioni pubbliche alla presenza di politici e industriali: colloca ad esempio un trasmettitore sul tetto dello stabile della direzione delle Poste e un ricevitore in una casa su una banchina del Tamigi, a quattro chilometri di distanza. Per l'Ammiragliato stabilisce un contatto attraverso il canale di Bristol, largo 14 chilometri. Collabora con il Daily Express in occasione delle regate di Kingstown. I giornalisti seguono le regate al largo, a bordo di un rimorchiatore, poi passano le notizie a Marconi che le trasmette ad una stazione a terra da dove vengono telefonate rapidamente al giornale.

Nel luglio 1897 Marconi fondò a Londra la Wireless Telegraph Trading Signal Company (successivamente rinominata Marconi Wireless Telegraph Company), che aprì il primo ufficio in Hall Street a Chelmsford, in Inghilterra, nel 1898 e impiegava circa 50 persone.

Egli effettuò la prima trasmissione senza fili sul mare da Ballycastle (Irlanda del nord) all'isola di Rathlin nel 1898. Stabilì un ponte radio tra la residenza estiva della regina Vittoria e lo yacht reale sul quale c'era il principe di Galles, il futuro Edoardo VII convalescente per una brutta ferita al ginocchio. Nel dicembre dello stesso anno, da un battello attrezzato con radio parte una richiesta di soccorso: è il primo caso di richiesta di salvataggio. Il 29 maggio i segnali attraversano il canale della Manica superando la distanza di 51 chilometri.


Detector magnetico Marconi utilizzato nella campagna sperimentale a bordo della Carlo Alberto nell'estate del 1902. Esposto al Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.
Marconi concentra successivamente le sue ricerche verso l'Atlantico, convinto che le onde possano varcare l'oceano seguendo la curvatura della Terra. Nel novembre 1901 a Poldhu, in Cornovaglia, installa un grande trasmettitore la cui antenna di 130 metri è costituita da 60 fili tesi a ventaglio tra due piloni alti 49 metri e distanti fra di loro 61. Poi s'imbarca per St. John's di Terranova con gli assistenti Kemp e Paget. I due luoghi, separati dall'oceano Atlantico, distano fra di loro oltre 3.000 chilometri. Il 12 dicembre 1901 ci fu la comunicazione che costituì il primo segnale radio transoceanico. Il messaggio ricevuto era composto da tre punti, la lettera S del codice Morse. Per raggiungere Terranova avrebbe dovuto rimbalzare due volte sulla ionosfera. Una contestazione recente è stata presentata dal dottor Jack Belrose basandosi sia su considerazioni teoriche che su tentativi di ripetizione dell'esperimento; egli crede che Marconi udì solamente disturbi atmosferici scambiati per un segnale.


Il padiglione antenna di 400 fili alla stazione radiotelegrafica di Poldhu attorno al 1914.
Marconi installò un analogo trasmettitore a scintilla nel Centro Radio di Coltano, presso Pisa, nel 1903, che venne utilizzato fino alla seconda guerra mondiale prima per comunicare con le colonie d'Africa, quindi con le navi in navigazione, e in seguito ampliata e potenziata tanto da diventare una delle più potenti stazioni radio d'Europa. In quell'anno, come ricorda la stampa coeva (La Gazzetta della Spezia) Marconi fu alla Spezia, presso la struttura della Marina Militare di San Bartolomeo, località militarizzata fra il capoluogo e Lerici: issò antenne dotate di palloni gonfiati ad elio, sulle plance di imbarcazioni inviate sempre più lontane dalla costa del golfo spezzino, e dalla base di San Bartolomeo dove Marconi operava per ottimizzare trasmissioni e ricezioni. Il 25 settembre 1912, alle ore 12:30 circa, Marconi transitava alla guida della sua automobile, una Fiat 50 HP, nel paese di Borghetto Vara in direzione di Genova, per attraversare il Passo del Bracco. Appena fuori dall'abitato di Borghetto Vara, in prossimità di una curva secca, la sua vettura si scontrò frontalmente con un'altra automobile, una Isotta Fraschini, rimanendo incastrata fra le lamiere di quest'ultima. L'urto fu molto violento e Marconi fu ferito all'occhio destro dalle schegge di vetro del parabrezza della sua vettura, frantumatosi nello scontro. Ricoverato presso l'Ospedale militare della Spezia in Viale Fieschi, Marconi fu operato nella serata dello stesso giorno a causa dell'aggravarsi delle sue condizioni; i medici furono costretti ad estirpare l'occhio leso. In seguito fece una lunga degenza riabilitativa presso lo stesso ospedale. La curva nei pressi dell'abitato di Borghetto Vara, luogo dell'incidente, è detta ancor oggi dai vecchi abitanti curva Marconi.








L'edificio che ospita il telegrafo da cui Marconi, nel 1904, fece i primi esperimenti sui segnali radio, sul Colle dei Cappuccini di Ancona
Nel 1904 effettuò esperimenti sul colle Cappuccini di Ancona, al fine di studiare l'influenza del sole sulla trasmissione delle onde radio, evidenziando che esse hanno una migliore propagazione durante la notte.

Il 16 marzo 1905 sposò Beatrice O'Brien, figlia di Edward O'Brien, XIV barone Inchiquin. La coppia ebbe tre figlie, Lucia, che sopravvisse solo tre settimane, Degna e Gioia, e un figlio, Giulio. Divorziarono nel 1924
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IOXSONGXLEGGEND 29/12/2016 ore 18:39 Quota

(nessuno) Quella che oggi è diventata la comunicazione, una rete infinita

arconi completò gli esperimenti per ottenere comunicazioni transoceaniche attendibili fino al 1907 e fondò la Marconi corporation, che nell'ottobre del 1907 inaugurò il primo servizio pubblico regolare di radiotelegrafia attraverso l'Oceano Atlantico, dando la possibilità alle navi transatlantiche di lanciare l'SOS senza fili (nel 1907 si utilizzava ancora il codice CQD, non SOS).

L'utilità del radio soccorso in mare si dimostrò il 23 gennaio del 1909, con il primo eclatante soccorso navale che portò al salvataggio degli oltre 1700 passeggeri del transatlantico americano "Republic", che stava per affondare dopo essere stato speronato dal piroscafo italiano "Florida". L'operatore radiotelegrafico Binns, che lavorava per la compagnia Marconi, continuò a lanciare per 14 ore ripetute l'SOS, finché uno di essi fu ricevuto dall'operatore del piroscafo "Baltic", il cui comandante ordinò di cambiare rotta e diede il via all'operazione di salvataggio. All'indomani nel porto di New York, salvi tutti i passeggeri, Binns fu festeggiato come un eroe e la gratitudine coinvolse la figura del marconista, accelerando la popolarità di Marconi.

Nello stesso anno, il 10 dicembre 1909, a Stoccolma Guglielmo Marconi ricevette il premio Nobel per la fisica, condiviso con il fisico tedesco Carl Ferdinand Braun. La motivazione della Reale Accademia delle Scienze di Svezia recitò: “... a riconoscimento del contributo dato allo sviluppo della telegrafia senza fili”.

Nell'autunno 1911 Marconi visitò le colonie italiane in Africa per sperimentare i collegamenti a lunga distanza con la stazione di Coltano; in particolare fu a Tripoli da poco occupata dalle truppe italiane dove effettuò in collaborazione con Luigi Sacco, comandante della locale stazione radio, alcuni esperimenti di collegamento radio con Coltano, che diedero impulso all'allestimento da parte dell'arma del Genio del primo servizio di radiotelegrafia militare su larga scala.

Quando, nel 1912, il Titanic affondò dopo aver lanciato il segnale SOS via radio, Marconi si trovava negli Stati Uniti e accorse al porto di New York per ricevere i 705 superstiti. Intervistato dalla stampa disse «Vale la pena di aver vissuto per aver dato a questa gente la possibilità di essere salvata». Prima di tornare in Italia, venne organizzata una cerimonia ufficiale in cui i superstiti sfilarono nelle strade di New York incolonnati, recando in omaggio a Guglielmo Marconi una targa d'oro, realizzata dallo scultore Paolo Troubetzkoy, quale segno di riconoscenza. L'inventore conferì un premio al marconista del Titanic Harold Bride che rimase al proprio posto a lanciare messaggi di soccorso, anche quando l'acqua aveva raggiunto il ponte superiore.

Dal foglio matricolare custodito presso il distretto militare di Bologna, risulta inoltre, che il giovane Marconi scelse di fare il soldato nell'esercito per un anno; lo espletò invece nella Regia Marina, pur essendo nato in una città dell'entroterra (fu inserito nel corpo Reali Equipaggi in qualità di operaio)





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