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IOXSONGXLEGGEND 19/06/2016 ore 09:24 Quota

(nessuno) Il fiume Lete



Il fiume Lete è uno fra i principali della Campania e nasce nel cuore del Matese, precisamente nel comune di Letino (CE), località campo delle Secine, affluisce nel fiume Volturno presso Ailano ed è lungo circa 20 km.

La storia del fiume Lete comincia agli inizi del 1907 quando, a Letino, fu costruita una diga di sbarramento del fiume per ordine della Società Meridionale di Elettricità allo scopo di alimentare la Centrale idroelettrica di Prata Sannita.



Il Lete si presenta come un fiume dalla particolare bellezza: esso scorre sotterraneo per circa 500 metri formando, lungo il suo percorso, un complesso di cavità naturali: le grotte carsiche di Caùto situate a ridosso della diga del Lago di Letino; la galleria superiore invece, è caratterizzata da una folta vegetazione e da pozzi d’acqua, dislivelli e piccole cascate che precipitano verso la Valle del Volturno.
Una peculiarità del Lete è la presenza di singolari specie animali come insetti e crostacei dal guscio bianco senza occhi.

Ciò che rende il fiume Lete degno di nota non è solo la sua storia o le sue caratteristiche strutturali ma, anche i miti e le leggende che abbraccia intorno a sé e che non tutti probabilmente conoscono.

La mitologia greca e romana definisce il fiume Lete come il fiume dell’Oblio e si propone, attraverso molteplici racconti, di spiegare il valore che assume la memoria per l’essere umano e i diversi significati che possono essere attribuiti al concetto di dimenticanza.
Esso viene citato nel X libro de La Repubblica di Platone all’interno del quale è narrato il mito di Er, un soldato valoroso originario della Panfilia che discese nell’oltretomba per conoscere i misteri della reincarnazione delle anime.

Anche il poeta greco Esiodo vissuto tra la fine del VIII e l’inizio del VII secolo a.C, nel poema Teogonia, parla della divinità Lete, la quale forma una coppia di opposti inseparabili con Mnemosyne, dea della memoria.
Invece per gli Orfici, ovvero gli appartenenti del movimento religioso dell’Orfismo sorto in Grecia verso il VI secolo a.C., era saggio, per tutti coloro giunti nell’aldilà, non bere l’acqua che conduce all’oblio ma custodire il proprio passato per arrivare ad un livello di saggezza superiore.



L’opera latina più famosa che ne parla è L’Eneide di Virgilio (VI libro), secondo cui le anime dei Campi Elisi, vi si tuffano quando devono reincarnarsi dimenticando, in tal modo, le vite passate.

Le anime che per fato devono cercare un altro corpo, bevono sicure acque e lunghe dimenticanze sull’onda del fiume Lete (En., VI 714-715).



Il fiume dell’Oblio viene menzionato anche da Dante Alighieri nel Purgatorio ma con il nome Letè a causa della difficoltà del letterato con la lingua greca: il corso d’acqua, situato nel paradiso terrestre accanto al fiume del ricordo delle cose buone, Eunoè, sul monte del Purgatorio, viene immaginato da Dante come il luogo in cui le anime purificate si lavano per dimenticare le loro colpe terrene prima di salire in Paradiso.

Infine il Lete ha svolto un ruolo di rilevo anche nella letteratura moderna: nella tragedia goethiana del Faust, e in diverse poesie di Baudelaire.

@IoDonna37 @treme1978
gufo59
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gufo59 19/06/2016 ore 10:58

(nessuno) Il fiume Lete

@IOXSONGXLEGGEND : ce anche il nome di una aqua lete
serena.10
Partecipante
serena.10 19/06/2016 ore 11:15

(nessuno) Il fiume Lete

@gufo59 scrive:
ce anche il nome di una aqua lete
:bacio

Nel comune di Pratella si trova lo stabilimento di imbottigliamento dell'acqua Lete. Già dall'Ottocento, infatti, l'acqua, raccolta dalla sorgente in anfore di terracotta, veniva trasportata su carri di legno in tutta la regione Campania. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, l'acqua Lete ottenne i primi riconoscimenti a livello internazionale e ben presto, dalla produzione artigianale, si passò ai primi impianti di imbottigliamento.
Il nome della famosa acqua deriva dall'omonimo fiume della provincia di Caserta che nasce sul massiccio del Matese, precisamente nel campo delle secine ad un'altitudine di 1028 m s.l.m., nel comune di Letino, lungo 20 km e affluente di sinistra del fiume Volturno. Il fiume bagna anche il comune di Pratella, dov'è ubicato lo stabilimento di imbottigliamento dell'acqua. Già dall'Ottocento la sua acqua, raccolta dalla sorgente in anfore di terracotta, veniva trasportata su carri di legno in un vasto territorio. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, l'acqua Lete ottenne i primi riconoscimenti a livello internazionale e ben presto, dalla produzione artigianale, si passò ai primi impianti di imbottigliamento.

serena.10
Partecipante
serena.10 19/06/2016 ore 11:17

(nessuno) Il fiume Lete

serena.10
Partecipante
serena.10 19/06/2016 ore 11:20

(nessuno) Il fiume Lete

serena.10
Partecipante
serena.10 19/06/2016 ore 11:30

(nessuno) Il fiume Lete

gufo59
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gufo59 19/06/2016 ore 11:35

(nessuno) Il fiume Lete

@serena.10 : :ok :clap :bye :fiore
serena.10
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serena.10 19/06/2016 ore 11:39

(nessuno) Il fiume Lete

Il Fiume Lete sorge per fenomeno carsico alla quota di m. 1028.
La temperatura alla sorgente è di 8° C.; la portata il secondo è di l. 119. Lungo il suo corso, prima di versare il suo tributo di acque nel lago detto di Letino, riceve svariate sorgenti che scaturiscono da entrambe le sponde.
Nel tempo passato e fino a qualche decennio, per la mancanza di ponti, il fiume era traghettato, durante i periodi di magra estiva, a guado o sopra i caratteristici "Passaturi" di pietra, oppure su dei passaggi improvvisati fatti di tronchi di faggio. Ancora oggi, nelle sue fresche e limpide acque, le donne di Letino lavano i "manti" di pecore appena tosate.

xXxASSATANATAxXx
Partecipante
xXxASSATANATAxXx 20/06/2016 ore 07:56 Quota

(nessuno) Il fiume Lete

Lete (fiume dell'oblio)








@IOXSONGXLEGGEND :


Il fiume è presente nel X libro della Repubblica di Platone, dove viene narrato il mito di Er, disceso nell'oltretomba per conoscere i misteri della reincarnazione delle anime. Nei frammenti degli orfici troviamo la raccomandazione, agli iniziati che sono giunti nell'aldilà e si apprestano a entrare in una nuova vita, di non bere l'acqua che induce l'oblio, ma di cercare di far tesoro del proprio passato per conseguire un superiore livello di saggezza.

L'opera latina più famosa che ne parla è L'Eneide di Virgilio, nel VI libro, e le anime dei Campi Elisi vi si tuffano quando devono reincarnarsi dimenticando le vite passate, secondo la concezione pitagorica della metempsicosi. Le anime che per fato devono cercare un altro corpo, bevono sicure acque e lunghe dimenticanze sull'onda del fiume Lete







Esso è citato anche da Dante Alighieri nel Purgatorio: immagina che in questo fiume, situato nel paradiso terrestre, sul monte del Purgatorio, si lavino le anime purificate prima di salire in Paradiso, per dimenticare le loro colpe terrene. Dante lo chiama però Letè, per la sua difficoltà nel riconoscere gli accenti nei nomi di derivazione greca. Accanto al Letè scorre il fiume del ricordo delle cose buone del proprio passato, l'Eunoè; i due fiumi potrebbero essere ricollegati ad antiche fonti di un sito oracolare della Beozia, dove scorrevano appunto Lete e Mnemosine, e dove bevevano i pellegrini (sul mito di due fonti di segno opposto sarebbero nati molti episodi di opere letterarie nelle letterature europee moderne, soprattutto nel Quattrocento).

Il Lete ha un ruolo importante all'interno della tragedia goethiana del Faust, e ricorre spesso anche in poesie di Baudelaire.





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