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serena.10
Partecipante
serena.10 08/06/2016 ore 20:43

(nessuno) La triste vicenda delle storiche seterie di San Leucio (CE) è ormai nota a tutti.

Costretta a chiudere anche l’ultima delle aziende che perpetuavano nel tempo il sogno di Ferdinando IV di Borbone. Ma oggi sembra che qualcosa stia cambiando, si è compresi la reale importanza del sito storico.

Il Presidente della Regione Vincenzo De Luca, oggi 8 giugno 2016, alle ore 10,30, nella Sala Giunta di Palazzo Santa Lucia, ha incontrato gli organi di informazione per illustrare le iniziative che riguardano i siti borbonici e in particolare le storiche seterie di San Leucio.

“Oggi presentiamo il marchio di qualità delle sete di San Leucio che sono una delle eccellenze della Campania e lo facciamo con i produttori“, ha dichiarato De Luca. Come riferisce il sito Omninapoli.com, il Presidente della Regione Campania ha continuato dicendo: “La tradizione inizia all’epoca dei Borbone. Furono loro a dare vita ad una vera e propria economia sociale, con la previsione degli alloggi per i lavoratori, le tutele per le donne e gli asili nido per le lavoratrici con i figli“.

“La valorizzazione del marchio San Leucio – ha concluso – si inserisce in un percorso più ampio di tutela delle nostre eccellenze, che nel Casertano vedono al centro la Reggia di Caserta e quella di Carditello”.

Le sete di San Leucio sono un prodotto unico al mondo e molto apprezzato, ricordiamo che sono tra gli arredi del Quirinale, del Viminale, di Buckingham Palace, dello Studio Ovale della Casa Bianca e delle stanze di rappresentanza della Regione Campania.
IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 08/06/2016 ore 20:50 Quota

(nessuno) La triste vicenda delle storiche seterie di San Leucio (CE) è ormai nota a tutti.

A pochi chilometri dalla Reggia di Caserta sorge un esempio unico in Italia di utopia reale a sfondo illuminista. Quando nel 1759 il re Carlo III occupò il trono di Spagna lasciò il Regno di Napoli e delle due Sicilie in eredità al figlio Ferdinando IV. Il giovane re decise di convertire il piccolo borgo di San Leucio, che veniva utilizzato come casino di caccia, in un esperimento industriale e sociale legato alla manifattura della seta. Nel 1778 venne creata quindi "Ferdinandopoli", una città ideale costruita attorno a una reggia-filanda.

serena.10
Partecipante
serena.10 08/06/2016 ore 20:55

(nessuno) La triste vicenda delle storiche seterie di San Leucio (CE) è ormai nota a tutti.

@IOXSONGXLEGGEND :

Manichino dall'olandese manneken significa piccolo uomo.
I primi manichini di cui abbiamo notizia risalgono agli ultimi anni del 1700. Inizialmente erano piccole bambole, alte circa cinquanta centimetri, sulle quali le grandi sarte confezionavano, in proporzioni ridotte, copie delle loro creazioni. Così confezionate, queste bambole venivano poi mandate da Parigi a tutte le corti d'Europa, oltre che presso le più ricche famiglie d' Oltreoceano, in modo che le signore potessero scegliere i loro vestiti all'ultima moda. Col tempo le dimensioni aumentarono, fino ad arrivare a quelle odierne. L’utilizzo attuale dei manichini sembra risalire alla seconda metà dell’800 quando nel retail si cominciò a diffondere l’uso delle lastre di vetro per le vetrine e della luce artificiale che diedero inizio alla crescita dei moderni grandi magazzini. I manichini cominciarono a popolare le vetrine indossando abiti alla moda e la maggior parte erano ottenuti da cera, cartapesta o legno, ed imbottiti per dar loro forma. Nel 1930 lo scultore Lester Gaba creò una serie di manichini di gesso noti come le Gaba Girls. Le Gaba Girls erano molto diverse dai loro sobri predecessori: erano piacevoli e realistiche, mentre i modelli di cera non lo erano affatto. Questo tipo di manichini presto si diffuse ovunque nei negozi. Con il passare del tempo il manichino è cambiato per riflettere gli ideali di bellezza: dal piccolo, semplice manichino degli anni ’40 alle bambole sorridenti e felici del dopoguerra, fino ad arrivare a modelli di sexy vamp che sono arrivati fino agli anni ’70. Oggi molti manichini hanno ginocchia, caviglie, gomiti e polsi pieghevoli che permettono loro di assumere posizioni molto naturali. Probabilmente la nostra è l’ultima era del manichino prima che gli schermi interattivi, gli ologrammi e gli specchi magici li facciano diventare oggetti del passato.

Giunone1960
Moderatore
Giunone1960 09/06/2016 ore 08:53 Quota

(nessuno) La triste vicenda delle storiche seterie di San Leucio (CE) è ormai nota a tutti.

Spero che si possa fare qualcosa per le seterie di San Leucio che,tra l'altro,è anche un posto bellissimo.Sono importanti,soprattutto,sul piano storico e anche per valorizzare la figura di un sovrano,Ferdinando IV.Checchè se ne dica,per questo sovrano ho sempre avuto un'istintiva simpatia e sapere che ha fatto quello che oggi ancora devo vedere,come gli alloggi per i lavoratori,gli asili nido e così via...
IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 09/06/2016 ore 13:39 Quota

(nessuno) La triste vicenda delle storiche seterie di San Leucio (CE) è ormai nota a tutti.

@Giunone1960 :

Sulla scia dell’esperienza lavorativa maturata nella seteria, nel 1895 la famiglia De Nigri fonda l’Antico Opificio Serico che nel corso dei secoli, attraverso i suoi discendenti, ha mantenuto la promessa di Re Ferdinando IV: “ La virtù e l’eccellenza nell’arte… L’onore e la singolarità nel lavoro”.



Con un archivio composto da più di diecimila disegni originali, l’Opificio produce, nel proprio stabilimento, tessuti unici al mondo, grazie anche alla passione e alle doti artigiane accumulate nel tempo.

Le stoffe De Negri hanno fatto il giro del mondo, arredando alcuni paramenti papali, le sale di Montecitorio e le pareti della Casa Bianca.



Angelina Batelli:
l’ultima operaia serica di San Leucio


serena.10
Partecipante
serena.10 09/06/2016 ore 21:03

(nessuno) La triste vicenda delle storiche seterie di San Leucio (CE) è ormai nota a tutti.

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
Angelina Batelli:
l’ultima operaia serica di San Leucio

:cuore

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