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serena.10
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serena.10 07/06/2015 ore 05:54

(nessuno) cucina francese (cuisine française)





Viene chiamata cucina francese (cuisine française) uno stile di cottura e preparazione dei cibi evolutosi in Francia e considerato una delle basi della cucina occidentale.





All'attuale cucina francese si è giunti attraverso secoli di evoluzione sociale e politica, dai banchetti opulenti dell'alta società medievale ricchi di preparazioni elaborate con condimenti molto saporiti preparati da chef come Guillaume Tirel all'era della rivoluzione francese che portò con sé minore uso di spezie a favore di una maggiore diffusione di erbe aromatiche, verdure fresche e tecniche di preparazione più raffinate, artefici di questo cambiamento furono gli chef dell'epoca come François Pierre La Varenne e in seguito Marie-Antoine Carême.


La codifica della cucina francese classica si deve a Georges Auguste Escoffier, dalla sua opera derivò la moderna versione della haute cuisine o grande cuisine.




L'opera di Escoffier, dedicata, appunto alla cucina classica francese tralasciò ,le cucine regionali del paese delle quali si ha ampia trattazione in numerose guide, eno-gastronomiche come ad esempio la celebre Guida Michelin. Ingredienti e preparazioni della cuisine regionale variano di regione in regione, la suddivisione delle cucine regionali segue l'antica suddivisione in province ne sono quindi codificate 33. Molti piatti appartenenti alla tradizione regionale hanno raggiunto notorietà nazionale o internazionale.

La cucina francese è stata resa famosa nei paesi anglosassoni dalla gourmand statunitense Julia Child, la cui vita è stata rievocata nel film di Nora Ephron del 2009 Julie & Julia.

Dal 2010 è diventata Patrimonio dell'umanità UNESCO
.




Tre classici alimenti francesi: il vino, il formaggio e la baguette


Storia




Medioevo








Giovanni, Duca di Berry ad un banchetto. Il duca è seduto con un cardinale al tavolo alto sotto un sontuoso baldacchino di fronte al camino e servito da numerosi servitori tra in quali in primo piano il tagliatore di carni. Sulla parte sinistra del tavolo una preziosa saliera in oro a forma di nave.


Nella cucina medievale francese ebbero larga diffusione, fra l'aristocrazia i banchetti composti da molte portate servite contemporaneamente. Il cibo veniva portato alla bocca con le mani, la carne tagliata in pezzi, tenuta fra pollice indice e medio, era condita con ricche e dense salse, nei condimenti abbondava l'uso della senape.





Impasti e croste di pane erano una componente diffusa nei banchetti, spesso usate più come contenitori che come alimento e solo nel tardo Medioevo si diffuse la pasta brisée. I pasti si concludevano spesso con un issue de table che in seguito si evolse nel moderno dessert e che all'epoca consisteva in confetti (all'epoca costituiti da zucchero, miele e spezie) e da formaggi invecchiati e vino speziato come l'ippocrasso.

Gli ingredienti venivano scelti a seconda delle stagioni ma anche dei dettami religiosi, i prodotti erano conservati con sale, spezie, miele ed altri conservanti, all'abbondanza della tarda primavera, estate e autunno si opponeva una diminuzione della varietà nei mesi invernali. Il bestiame veniva macellato all'inizio dell'inverno, il manzo era salato mentre i suini erano salati o affumicati, lardi e insaccati erano affumicati nei camini mentre lingua e prosciutti erano messi in salamoia o seccati. In salamoia finivano anche i cetrioli mentre altre verdure venivano conservate sotto sale in grandi otri. Frutta, noci e tuberi venivano cotti nel miele per essere conservati. Balene, delfini e focene erano considerati pesci, in quaresima era abituale il consumo della carne salata di questi cetacei.

Laghetti artificiali d'acqua dolce ospitavano carpe, lucci, tinche, abramidi, anguille e altri pesci. Era allevato il pollame, piccioni e colombe erano riservati all'élite. Benché rara era apprezzata la selvaggina che comprendeva, cervidi, cinghiali, lepri, conigli e uccelli. Gli orti fornivano erbe aromatiche comprese alcune raramente utilizzate oggigiorno come il tanaceto, la ruta, la mentuccia e l'issopo. Le spezie all'epoca erano preziose e molto costose, fra di esse il pepe nero, la cannella, chiodi di garofano e noce moscata. Delle spezie molto usate all'epoca e non più presenti nella cucina francese sono il cubebe, il pepe lungo (entrambi da piante simili a quella del pepe nero), il pepe della Guinea e il galangal. I sapori agrodolci erano apprezzati e si ottenevano con l'aggiunta di aceti e di verjus mescolato con zucchero o miele.

Di grande importanza era la presentazione dei piatti, i colori brillanti erano ottenuti tramite il succo di spinaci oppure la parte verde dei porri, per il giallo si utilizzava lo zafferano o il tuorlo d'uovo, il rosso proveniva dai girasoli e il porpora dalla Crozophora tinctoria o dall'Heliotropium europaeum. Foglie d'oro e d'argento venivano collocate sulla superficie dei piatti, il risultato erano presentazioni molto vistose e ad effetto come ad esempio la tourte parmerienne un elaborato piatto con l'aspetto di un castello con tanto di torrette e decorazioni di foglie d'oro.





Una delle preparazioni più spettacolari dell'epoca erano il cigno o il pavone arrosto ricuciti entro la loro carcassa con le piume intatte e con zampe e becco rivestiti d'oro. La carne di entrambe queste bestie è piuttosto dura, fibrosa e di sapore poco gradevole per cui pelle e piume erano spesso farcite di carne di altri volatili come l'oca o l'anatra cotta e insaporita.

Lo chef più noto del Medioevo fu Guillaume Tirel meglio noto come Taillevent, che durante il XIV secolo lavorò in molte cucine reali, fu chef di Filippo VI, e in seguito del delfino, figlio di Giovanni II, il delfino divenne poi re Carlo V di Francia nel 1364, con Taillevent come capo cuoco. La sua carriera durò sessantasei anni e alla sua morte fu sepolto con tutti gli onori, sulla sua lapide è raffigurato in armi con uno scudo con tre pentole



Ancien regime

Durante l'ancien régime Parigi era l'epicentro culturale ed economico del paese, gran parte dell'attività culinaria si concentrava nella capitale. I mercati di Parigi, come quello di Les Halles, la Mégisserie, e quelli che si sviluppavano lungo la Rue Mouffetard erano i nodi cruciali della distribuzione dei prodotti alimentari. Ciò che diede alla produzione francese la sua identità caratteristica fu il sistema delle corporazioni sviluppato nel Medioevo e regolamentato dai governi comunali, coloro che operavano in un ramo dell'industria alimentare erano autorizzati a operare solo in quel preciso ramo, ciò incentivò meccanismi di concorrenza e di forte specializzazione.

Vi erano due gruppi fondamentali di corporazioni, quelle di coloro che fornivano le materie prime e cioè macellai, pescivendoli, mercanti di cereali e orticultori e quelle di coloro che fornivano preparazioni alimentari: panettieri, pasticcieri, salumieri e pollivendoli. Vi erano inoltre le corporazioni di coloro che vendevano sia prodotti crudi sia preparazioni pronte come i charcutiers e i rôtisseurs (che preparavano piatti di carne arrostita). Le corporazioni regolamentavano inoltre la formazione del personale nel settore, le qualifiche di aiuto-cuoco, cuoco e "mastro cuoco" erano infatti regolamentate e conferite dalle corporazioni.

Nel XV e XVI secolo la cucina francese assimilò diversi prodotti provenienti dal nuovo mondo, ma soprattutto ebbe una grande svolta che la portò a essere una delle più grandi cucine del mondo. Questo cambiamento avvenne grazie a Caterina de' Medici, Duchessa d'Urbino andata in sposa ad Enrico II Re di Francia. Caterina, infatti, era una grande appassionata di cucina e portò con sé in Francia tutta la scuola della cucina toscana, all'epoca molto raffinata. Come tutti i grandi chef, Caterina andava personalmente a comprare i prodotti necessari alla sua cucina ai mercati dove era diventata famosa come "La dame de Cordon Bleu" visto che indossava una fascia blu, essendo, oltre che la Regina di Francia, anche Ambasciatrice del Granducato di Toscana. La sua passione culinaria le fece aprire una scuola di cucina, ancora oggi nota come la scuola di "Cordon Bleu". Caterina introdusse nella cucina francese la sequenza dei piatti (separando il dolce dal salato), l'uso delle posate e l'accoppiamento dei sapori delicati dei prodotti freschi come le verdure in particolare. Vi sono resoconti di banchetti in cui Caterina de' Medici offrì sessantasei tacchini in una cena. Uno degli ingredienti principali del piatto tradizionale chiamato cassoulet, il fagiolo, giunge dal Nuovo Mondo.


Nella seconda metà del Seicento, grazie alla presenza a Versailles della corte più raffinata d'Europa, la cucina francese riceverà un nuovo e vigoroso impulso divenendo sempre più varia e sofisticata. Tuttora esiste, nel complesso del castello e del suo parco, un ristorante che esegue ricette d'epoca, ed il suo cuoco potrebbe essere definito "archeo cuoco".

Dopo la Rivoluzione Francese nacquero i primi ristoranti famosi, creati dai cuochi di corte e delle casate aristocratiche, rimasti improvvisamente senza lavoro poiché i nobili fuggirono in esilio all'estero.

L'Ottocento vide l'apogeo della cucina tradizionale, imperniata come quella italiana sulle varie tradizioni regionali, che verrà in seguito definita "cuisine de ménage", tuttora alla base dell'odierna. Antonin Carême diede un contributo decisivo a codificarla.



La cucina regionale in Francia

La cucina tradizionale francese è molto varia e rispecchia le differenti culture proprie di ogni regione.

Lista dei più famosi tipi di cucina regionale in Francia metropolitana e dei DOM (Dipartimenti d'Oltre Mare):

la cucina alsaziana
la cucina delle Antille
la cucina dell'Anjou
la cucina dell'Alvernia
la cucina basca
la cucina della Borgogna
la cucina della Bretagna
la cucina della Champagne Ardenne
la cucina corsa
la cucina della Guascogna
la cucina del Limosino
la cucina della Lorena.

I pasti francesi



La prima colazione


La prima colazione in Francia è molto simile a quella italiana (colazione intercontinentale).

Generalmente consiste in:

una bevanda calda (caffè o tè);
pane con burro e marmellata, spesso sostituiti da cereali;
qualche frutto o succo di frutta.
Tipiche sono le viennoiseries, cioè prodotti di panetteria spesso a base di pasta sfoglia come per esempio i croissant, le madeleines o i pains au chocolat. In realtà le viennoiseries vengono spesso servite a colazione negli hotel o consumate nei bar mentre non sono un'abitudine per le persone che consumano la prima colazione a casa.




Il pranzo


Un normale pasto completo consiste in:


un antipasto, detto entrée. Si tratta di un piatto spesso costituito da crudités (verdura cruda), a volte da charcuterie (salumi o patés), ma può anche includere alcuni tipi di frutta come pompelmi, meloni o avocado;
il piatto principale, in genere carne o pesce presentati insieme a verdure cotte, pasta o riso;
un dessert, cioè della frutta, un dolce o uno yogurt. Anche il formaggio è considerato un dessert.
Il pranzo è a volte accompagnato da vino o, occasionalmente, da birra. In genere termina con un caffè.


La cena


La sequenza delle pietanze è molto simile a quella del pranzo. Spesso al posto dell'antipasto viene servita una zuppa che può essere costituita da un brodo, una crema (di verdura, carne o pesce) o un "consommé" (freddo o caldo).

I pranzi delle feste


banchetti abbondanti tavolate con cibi assortiti di preparazione molto articolata.
La sequenza tradizionale, elaborata a partire dalla fine del Seicento e fissata nell'Ottocento è questa:





hors d'oeuvre: cibi salati già pronti o crudi;
potage: minestra in brodo;
entrées: vari piatti di frutti di mare, pesce, carne, pollame, cacciagione;
roti: arrosto, e il piatto forte;
entremet vert verdura cotta;
entremet doux dolce cucinato per l'occasione;
dessert: dolcetti già pronti o formaggio.





Un piatto con diversi tipi di paté. In Francia la diffusione dei pate ebbe il suo apice nel Rinascimento.


Gli antipasti
Gli antipasti sono composti quasi sempre di verdure cotte e accompagnate da salse di ogni tipo. Antipasti più elaborati sono i paté di selvaggina o pesce serviti "en croûte", cioè in crosta di pane, o "en terrine" se cotti in apposite terrine da forno. Antipasti meno popolari e molto più costosi sono le lumache (escargots), le ostriche (huitres) i molluschi (moules) e l'astice.




Le zuppe

Tra le zuppe tipiche, vi sono la soupe à l'oignon, o zuppa di cipolla gratinata, e la vichyssoise o zuppa di porri (spesso servita fredda). In Normandia è famosa la soupe à la graisse. In Provenza (ma si trova anche verso la Liguria) la soupe au pistou. Nei posti di mare si mangia spesso la soupe de poisson o zuppa di pesce, incluse la bouillabaisse d'origine marsigliese e la bourride (più verso ovest, in Hérault). Nel Limosino è una specialità la fricassée au tourain.




Le insalate


Salade landaise
Molto utilizzate in Francia dove vengono spesso servite come antipasto o entrée, come nel caso delle carote o dei pomodori per esempio (raramente si utilizzano le lattughe o altre foglie verdi se non per la decorazione, le carote vengono grattugiate; si può aggiungere olio e limone con scalogno tritato e prezzemolo).





I francesi usano fare una vinaigrette prima, direttamente nell'insalatiera con olio (quello d'oliva viene sempre più usato oggigiorno) e aceto (quello balsamico viene sempre più apprezzato), sale, pepe e cipolla gialla o cipollina tritata o odori come erba cipollina, dragoncello, prezzemolo, cerfoglio (a secondo del tipo d'insalata verde alla quale meglio si addice).

Spesso vengono composte insalate miste, ma è anche usuale, senza ricorrere a tanti miscugli, aggiungere nel caso della lattuga, per esempio, qualche noce sgusciata insieme a groviera in dadini e, volendo, pure un po' di prosciutto cotto, anch'esso tagliato a dadini. Se si vorrà preparare quest'ultimo tipo, sarà opportuno utilizzare aceto di mele al posto di ogni altro per ottenere un sapore più fine.




La quiche


Quiche
La quiche è una torta francese salata. Generalmente la base è composta da pasta brisée mentre la farcitura varia a seconda dei gusti. Esistono diverse ricette della quiche (della Lorena, normanna, parigina ecc.). In Francia la quiche è servita come antipasto







Piatti a base di uova


Dalle classiche e variabilissime omelette al classico œuf à la coque, fino alle ricette di dolci e salati (come le meringhe o le clafoutis), anche le uova sono molto usate nella cucina francese


Le salse


Sono d'origine francese sia la maionese (in francese mayonnaise), sia la besciamella (béchamel) e loro derivate come la rémoulade. Altre salse diffuse sono a base di burro, molto usato nella cucina francese, come per esempio la salsa bernese. Da Digione pare invece che venga la moutarde (o mostarda, o senape

Le carni

Diverse ricette usano manzo (bœuf, come il bollito della pot-au-feu o il boeuf à la mode), vitello, pollo (poulet o coq, famoso il coq au vin della Borgogna), coniglio (come nel lapin à la liégeoise), maiale (porc, particolare la choucroute garnie), anatra e oca (canard, famoso e controverso è il foie gras, o il loro fegato ingrossato a forza), anche mischiati (come nella cassoulet della Linguadoca), agnello, pecora e cacciagione, in delicate e lunghe preparazioni come in cotture veloci (a partire dalla fondue che avviene direttamente a tavola).

Vengono apprezzate anche la trippa (come per la trippa alla moda di Caen), il rognone e altre frattaglie (abat), oltre alle lumache (escargot).





I formaggi

Valençay, Ossau-iraty, Blu d'Alvernia, Époisses, Cœur de Neufchâtel, Saint-félicien
Alcuni tra i formaggi francesi più diffusi:

Beaufort
Bleus
Blu d'Alvernia
Bleu de Causses
Brie
Camembert
Camembert di Normandia (AOC)
Camembert al Calvados
Camembert fermier (Camembert artigianale)
Camembert stagionato al sidro
Cancoillotte
Cantal
Comté
Crottin de Chavignol




I dolci

La pasticceria francese come pâtisserie (tarte, pâte, gâteau, galette, biscuit, flan ecc.), confiserie (caramelle e confetti), crème glacée (gelati e sorbetti) e chocolaterie (cioccolatini e altri prodotti dal cacao) è famosa nel mondo. Anche nei nomi si usa spesso chiamare i dolci in francese in altre lingue (come per il crème caramel o la crème brûlée, la mousse, il profiterole ecc.) Sono famose la torta Tatin, il éclair, la Millefoglie, la Saint Honoré e altre torte.








Gli alcolici

I vini francesi sono tra i più pregiati del mondo e prendono nome dalla località di provenienza, come lo Champagne e il Bordeaux (prodotto nel bacino della Garonna), i vini bianchi della Valle della Loira e dell'Alsazia. Nella vallata della Charente, si produce il cognac, liquore famoso in tutto il mondo. Altri liquori noti e apprezzati sono il calvados, l'armagnac, il Cointreau, il Grand Marnier e il pastis. Meno conosciuto è il poiré, bevanda simile al sidro ottenuta dalla fermentazione del succo di pera. Tra gli alcolici che identificano la Francia nel mondo non si può dimenticare lo champagne.




Alcune pietanze
Foie gras
Paté in crosta (Pâté en croûte)
Terrina di coniglio (Rillettes de lapin)
Crema al cioccolato (Mousse au chocolat)
Terrina di coda di bue (Terrine de queue de boeuf)
Zuppa (Velouté)
Pasta sfoglia
Pasta frolla
Pasta brisé o Pasta brisée
Maionese
Bisque
Choucroute garnie
Moelleux au chocolat
Tartare
Ratatouille
Quiche
Escargot
Moules de bouchot


serena.10
Partecipante
serena.10 07/06/2015 ore 09:25

(nessuno) cucina francese (cuisine française)

Quando si parla di foie gras ovvero di fegato grasso – tradotto letteralmente dal francese – la polemica si alza velocemente, specie se rilanciata dai servizi televisivi di programmi di successo come Striscia La Notizia e Report. Da un lato ci sono i buongustai, che non sanno rinunciare a quella che considerano una vera e propria leccornia, dall’altro si schierano gli animalisti contrari al trattamento alimentare forzato a cui devono sottostare anatre e oche che “offrono” il loro prezioso organo sull’altare dei gourmet. Prendere una posizione netta è, sinceramente, abbastanza difficile. Cerchiamo di capirne di più.







Cominciamo con il dire che, secondo i disciplinari vigenti in Francia che ne regolano la produzione, il foie gras è “il fegato di anatra (canard) o di oca (oie) fatto ingrassare tramite la tecnica del gavage, ovvero un’alimentazione forzata di cereali a cui vengono sottoposti i volatili. Questo processo nutritivo indotto, sfruttando la naturale tendenza dell’animale ad accumulare riserve di cibo, provoca un ingrossamento del fegato noto come steatosi epatica. Da qui si ricava una carne tenera, rosa, già nota al tempo di Egizi e Romani ma che solo negli ultimi secoli è tornata in voga sulle tavole dei nobili.

La zona principale di produzione, quella che può fregiarsi dell’immancabile marchio francese Igt (Indication Géographique Territoriale), è quella del Périgord ed in generale del sud-ovest della Francia ma anche Paesi come la Spagna, la Bulgaria e l’Ungheria hanno ben poco da invidiare in qualità, anche se il sapiente marketing dei francesi spesso è imbattibile…

Oggi si mangia “scaloppato” e saltato in padella, oppure lavorato come patè, bloc o parfait a seconda della quantità e varietà di fegati utilizzati e del tipo di lavorazione. I migliori sono quelli entier (fegato di un solo animale) e il cuit o mi cuit quando viene lavorato, sterilizzato e pastorizzato, per conservarsi nel tempo. Il sapore del foie gras è davvero incredibile: intenso, burroso, gelatinoso, pieno. Riempie il palato con la sua piacevole grassezza e non solo. Perfetto se abbinato ad un vino dolce.

Dall’altra parte si schierano le organizzazioni animaliste che denunciano la crudeltà dell’alimentazione forzata e le sofferenze di anatre ed oche che, nelle ultime 2 settimane del ciclo vitale, in allevamenti intensivi e senza possibilità di movimento, sono costrette ad “ingozzarsi” e ingerire, attraverso un tubo metallico infilato nella gola, circa 500 grammi di cibo fino a 3 volte al giorno, per ottenere un fegato di 600 grammi. Una “pratica” crudele. Una barbarie.

Ma, e qui si scatena la polemica, la vita dei polli in batteria, degli ovini e dei suini gonfiati “artificiosamente” per aumentare il volume e la quantità di liquidi – e il peso – non sembra migliore. E non lo è. Per non parlare della produzione di uova, latte e dei loro derivati, del pellame, del cuoio, dei filati di cashmere (ma non delle piume d’oca!). Eppure, in questi casi, le voci che si levano sono molte meno e dal tono più fievole.

Animali di serie A e di serie B? Tutto qui? Inaccettabile come i bambini che confezionano borse, vestiti e scarpe del lusso globale nel sud est asiatico?

Forse la risposta sta proprio nei numeri della produzione ormai schiava della globalizzazione: il foie gras è un prodotto richiestissimo in tutto il mondo e pagato a caro prezzo, dall’origine (anatra) al consumatore finale. Di qui, la necessità di produrne sempre di più, in modo meno naturale (se possibile) e con molta meno attenzione nei confronti dei poveri volatili. La normativa è molto stringente ma non spaventa i grandi produttori, anche se, fuori dai canali distributivi classici, esiste una moltitudine di piccoli produttori tradizionali che garantisce, attraverso la propria secolare esperienza tramandata di generazione in generazione, una qualità “artigianale” e più umana, seppure non benevola, ma su numeri ridotti.

Pollo al curry, spezzatino, hamburger, wurstel e picanha non scatenano mai tutte queste polemiche. Il foie gras sì. Indubbio è il piacere nel gustarlo così come innegabile è la sofferenza nel produrlo… a voi la decisione se mangiarlo oppure no ma se lo fate provvedete di dotarvi di un buon Muffato di San Sisto o di uno Chateau d’Yquem.
serena.10
Partecipante
serena.10 07/06/2015 ore 09:32

(nessuno) cucina francese (cuisine française)

serena.10
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serena.10 07/06/2015 ore 09:37

(nessuno) cucina francese (cuisine française)

@aja2014 scrive:
cucina francese (cuisine française)
@serena.10





Ingredienti
Per i macarons
- 215 gr di mandorle in polvere
- 350 gr di zucchero a velo
- 190 gr di albumi d’uovo
- 30 gr di farina 00
- 90 gr di zucchero semolato
- coloranti alimentari
Per il ripieno:
- 250 gr di mascarpone
- 60 gr di zucchero a velo
- 250 ml di panna fresca
- bacca di vaniglia
- marmellata o confettura di fragole







I macarons sono i deliziosi dolcetti francesi tanto buoni quanto chic e raffinati! Dai tenui color pastello sono il dolce perfetto per un regalo da fare alle amiche!

Paola ha scelto un romanticissimo color rosa e violetto per dar vita ai suoi macarons! Questi dolcetti sono un vero dolce da regina: si dice infatti che fossero i dolcetti preferiti della Regina Maria Antonietta!

Ecco come fare i macarons a casa, con una ricetta semplice e golosa!

Preparazione:

Setacciare in una ciotola la farina di mandorle con lo zucchero a velo e aggiungete la farina 00.Montate gli albumi a neve con lo zucchero semolato usando la planetaria.

Aggiungete le farine all’albume montato a neve soda e mescolate con un cucchiaio dal basso verso l’alto per non smontare gli albumi.Dividete il composto ottenuto in due ciotole distinte e aggiungete i coloranti alimentari a ciascuna porzione di base per i macarons.

Disegnate dei cerchietti sulla la carta forno aiutandovi con un tagliabiscotti e un pennarello alimentare: in questo modo sarete certi di creare dei biscottini tutti uguali.

Trasferite gli impasti colorati in due tasche e fate delle porzioni a forma di palline sulla teglia: lasciate quindi riposare i macarons per 1 ora.Infornare quindi per 12 minuti a 150° in modalità ventilata. Preparate quindi la farcitura.

Montare nella planetaria il mascarpone aggiungendo la vaniglia, lo zucchero a velo e la panna fredda: mettete il composto in una tasca.

Farcite quindi i macarons con la crema al mascarpone e con la confettura di fragole e accoppiateli.

Arricchite la vostra selezione di dolcetti francesi, con i macarons al cioccolato>>

I macarons sono perfetti sotto le feste:
IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 07/06/2015 ore 09:41 Quota

(nessuno) cucina francese (cuisine française)

@serena.10 scrive:
la baguette

La baguette è un pane francese famoso in tutto il mondo, croccante fuori e soffice dentro, dalla tipica forma allungata e stretta sulle punte a lievitazione lenta e naturale.
Non c’è francese che la mattina non esca per andare a comprare la baguette fresca dal panettiere del proprio quartiere e uno dei simboli della Francia è proprio la baguette sotto il braccio e mangiucchiata durante il tragitto.
serena.10
Partecipante
serena.10 07/06/2015 ore 09:49

(nessuno) cucina francese (cuisine française)

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
La baguette è un pane francese famoso in tutto il mondo, croccante fuori e soffice dentro, dalla tipica forma allungata e stretta sulle punte a lievitazione lenta e naturale.
Non c’è francese che la mattina non esca per andare a comprare la baguette fresca dal panettiere del proprio quartiere e uno dei simboli della Francia è proprio la baguette sotto il braccio e mangiucchiata durante il tragitto.





serena.10
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serena.10 07/06/2015 ore 09:50

(nessuno) cucina francese (cuisine française)

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
@serena.10 scrive:
la baguette







Una baguette utilizzata per fare un panino con prosciutto e burro



La baguette è un discendente del pane sviluppatosi a Vienna nella metà del XIX secolo, quando si iniziò ad utilizzare i forni a vapore, che favorivano la formazione della crosta croccante e dei solchi obliqui che ancora distinguono l'odierna baguette. La forma venne adottata in Francia nell'ottobre del 1920, quando una legge vietò ai fornai di lavorare prima delle quattro, rendendo impossibile cucinare le tradizionali pagnotte rotonde in tempo per la colazione dei clienti: la baguette risolse il problema perché può essere preparata e infornata molto più brevemente
IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 07/06/2015 ore 09:56 Quota

(nessuno) cucina francese (cuisine française)

@serena.10 scrive:
Una baguette utilizzata per fare un panino con prosciutto

Mi fai venir fame :many

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