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serena.10
Partecipante
serena.10 14/02/2015 ore 19:22

(nessuno) una pillola per guarire dall’acrofobia




una pillola per guarire dall’acrofobia (paura delle altezze)



Fragile e complessa è la psiche umana, e l’acrofobia non è che uno dei suoi tanti parti malati. Si tratta di una di quelle fobie (paure immotivate) che affliggono molti individui adulti, sovente creando dei veri e propri blocchi. In questo caso, la fobia è quelle delle altezze, ovvero, come diremmo comunemente: soffrire di vertigini. Mi ci metto tranquillamente anche io nel novero dei tanti (milioni e milioni nel mondo, ma non è una consolazione) che non possono salire su edifici alti, che non riescono ad andare in montagna, che temono ad affacciarsi da terrazze e balconi per quel senso terribile di vertigine che paralizza, anche se non vi sono evidenti segnali di pericolo.
Ma da oggi, miei cari colleghi di “paure”, possiamo contare su un alleato in più: una semplice pillolina al cortisolo che, assicura chi l’ha testata, funziona davvero! In pratica, annulla il senso di paura a livello cerebrale, proprio dove si origina quel grumo di terrore inspiegabile. A confezionare il prodigioso medicinale, è stato un team di medici svizzeri, che ha poi provveduto a testarlo su 40 volontari sofferenti, appunto, di acrofobia.
Il campione è stato suddiviso in due gruppi, al primo è stato somministrato il farmaco al cortisolo, al secondo (che fungeva da gruppo di controllo), un semplice placebo. Al termine della sperimentazione, che consisteva in una prova di simulazione, il primo gruppo, rispondendo ad un questionario, ha confermato le virtù annienta-paura della pillola, affermando di essere riuscito a gestire molto meglio il proprio rapporto con le altezze rispetto all’altro.
Inoltre, anche dopo un mese di tempo, gli acrofobici che avevano assunto il farmaco al cortisolo (che pare non abbia effetti collaterali) mostravano ancora una notevole protezione dalla paura. “Il cortisolo funziona molto bene insieme alla terapia da esposizione, che consiste nel sottoporre i soggetti ad altezze sempre maggiori – hanno spiegato i ricercatori svizzeri – e questo studio potrebbe indicare una nuova via per curare questa fobia”. Per quanto mi riguarda, si tratta d un’ottima notizia e, anzi, mi candido volentieri per una ulteriore sperimentazione…
IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 14/02/2015 ore 20:08 Quota

(nessuno) una pillola per guarire dall’acrofobia

Come le altre fobie, si manifesta con sintomi somatici e sintomi psichici. Entrambi costituiscono in origine reazioni adattive dell'organismo ad una situazione di pericolo, che predispongono l'individuo ad una reazione del tipo "attacca o fuggi"; diventano tuttavia disadattive o patologiche quando superano una certa soglia di intensità o quando si verifica una eccessiva generalizzazione, cioè quando si manifestano di fronte a situazioni che non costituiscono un pericolo oggettivo.

Fra i sintomi somatici più comuni vi sono la tachicardia, i tremori, la sudorazione eccessiva. I sintomi psichici includono diverse manifestazioni ansiose, ma possono arrivare attacchi di panico e perfino situazioni di tipo dissociativo nei casi più gravi. Nell'individuo con acrofobia questi sintomi si possono manifestare quando si trova nella situazione specifica, cioè in un luogo elevato come un ascensore, un balcone, la sommità di un rilievo. Poiché le fobie tendono a generalizzarsi, è però possibile che i sintomi si manifestino con la stessa intensità anche soltanto immaginando la situazione fobica.

Trattandosi di un sintomo, la fobia può manifestarsi in forma isolata o essere ricollegabile a diversi quadri psicopatologici o sindromici. Spesso rientra in un quadro di tipo nevrotico, che prende perciò la denominazione di nevrosi fobica o di nevrosi ossessivo-fobica. Sintomi fobici possono manifestarsi anche in situazioni psicopatologiche più gravi, senza assumere un rilievo nosografico a sé stante.

Rispetto all'origine di questo tipo di fobie sussistono interpretazioni diverse, connesse alle diverse scuole formative nell'ambito della psicologia e ai dati relativi al contesto di vita dell'individuo. Queste descrizioni vanno da quelle di ambito comportamentista, che fanno riferimento ad esperienze paurose vissute in situazioni precedenti, poi generalizzatesi per condizionamento classico, a interpretazioni a carattere più simbolico che caratterizzano le scuole psicodinamiche, a un'alterazione delle relazioni all'interno del sistema di riferimento dell'individuo tale per cui il sintomo mantiene l'equilibrio del sistema stesso, caratteristico delle scuole sistemico-relazionali.

Da questo discendono varie forme di intervento, che comprendono la desensibilizzazione sistematica e il biofeedback, più utilizzate in ambito comportamentista, alle diverse forme di psicoterapia psicodinamica, cognitiva o sistemica. Per esempio, nella desensibilizzazione sistematica si esporrà il soggetto a stimoli ansiogeni costituiti da immagini o situazioni connesse a luoghi elevati, sottoponendolo contemporaneamente a sedute di rilassamento, finché la reazione ansiosa viene progressivamente annullata.

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