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serena.10
Partecipante
serena.10 18/01/2015 ore 11:39

(nessuno) Strummolo un antico gioco di strada napoletano

Strummolo



Lo strummolo stru mmolo in napoletano strummolo pronuncia e un antico gioco di strada napoletano, ormai caduto quasi completamente in disuso. Esso consiste in una trottola solitamente di legno terminante in un chiodo di metallo, e in una funicella usata per lanciarla

Origine e uso

Il termine strummolo proviene presumibilmente dalla parola greca strombos strobilos cioe mulinello oggetto atto a ruotare

Nel Vocabolario domestico napoletano e toscano, compilato nello studio di Basilio Puoti, redatto nel 1841, lo strummolo viene definito come strumento di legno di figura simile al cono, con un ferruzzo piramidale in cima, col quale strumento i fanciulli giuocano, facendo girare con una cordicella avvoltagli d intorno

La trottola si presenta scalanata in senso orizzontale, in modo da facilitare l'avvolgimento della cordicella. Una volta completato tale avvolgimento, il bambino tiene tra due dita il capo libero della funicella e alloggia la trottola nel palmo della mano. Successivamente, con un gesto brusco del polso, la lancia a terra aprendo la mano, e mantenendo tra due dita il capo della cordicella. Tale movimento imprime alla trottola un forte movimento rotatorio, che, se ben eseguito, si conclude con la stessa che ruota a terra sul chiodino di metallo Lo spirito di base è ovviamente quello di far durare la rotazione più a lungo possibile, e si presta sia al gioco individuale, che alla gara tra più bambini.

Le modalita di gioco individuate dal suddetto Puoti erano oltre alla classica trottola, agli aliossi, ai ferri, ai naibio a coderone Quando il lancio riusciva imperfettamente, tanto che lo strummolo toccava terra di costato e non girava, si dicev di aver fatto cappellaccio






Ecco uno strummolo, una piccola trottolina di legno che ha divertito molti bambini napoletani del passato.
Mi manca la funicella, chissa se deve essere particolare!
o strummolo a tiriteppola uno strummolo che gira sbilanciato e fa tirite tirite tirite


Uso nella lingua napoletana



Lo strummolo è entrato nel linguaggio figurato napoletano, dando origine a una serie di caratteristici modi di dire.



Un espressione comune, tipicamente proferita con esasperazione, è o spavo e curto e 'o strummolo e tiriteppola letteralmente lo spago corto e lo strummolo sbanda da tutte le parti detto per intendere una combinazione inestricabile e irreparabile di cose che non funzionano. Un'altra e vedimmo si è o strummolo a funicella detto per intendere "cerchiamo di capire cos è di preciso che non funziona L'espressione sì proprio 'nu strummolo, di solito accompagnata da un sorriso, può essere un'amichevole o scherzosa canzonatura. Quella Neh, strummolo!! di solito proferita con rabbia trattenuta, può essere invece il preludio a una lite in piena regola. Con valore semantico di avvertimento e quasi insulto, infatti, indica che la persona che proferisce la frase è pronta a venire alle mani



Giochi storici napoletani: i giochi dei nostri nonni in sette secoli di letteratura napoletana








Quanno jucavo ô strummolo, â liscia, ê ffijurelle,
a cciaccia, a mmazza e pívezo, ô juoco d''e ffurmelle,

stevo 'int' â capa retena d’'e figlie 'e bbona mamma,
e me scurdavo ô ssolito, ca me murevo 'e famma.

E comme ce sfrenàvamo: sempe chine 'e sudore!
'E mamme ce lavàvano minute e quarte d'ore!
Junchee fatte cu 'a canapa 'ntrezzata, pe ffà a pprete;
sagliute 'ncopp'a ll'asteche, p'annarià cumete;

p’ ‘o mare ce menàvamo spisso cu tutte 'e panne;
e 'ncuollo ce 'asciuttàvamo, senza piglià malanne.

'E gguardie? sempe a sfotterle, pe' ffà secutatune;
ma ê vvote ce afferravano cu schiaffe e scuzzettune

e â casa ce purtavano: Tu, pate, ll'hê 'a 'mparà!
Ma manco 'e figlie lloro sapevano educà.

A dudece anne, a tridece, tanta piezz''e stucchiune:
ca niente maje capévamo pecché sempe guagliune!

'A scola ce 'a sàlavamo p''arteteca e p''a foja:
'o cchiú 'struvito, ô massimo, faceva 'a firma soja.

Po gruosse, senza studio, senz'arte e senza parte,
fernévamo pe perderce: femmene, vino, carte,

dichiaramiente, appicceche; e sciure 'e giuventú
scurdate 'int'a ‘nu carcere, senza puté ascí cchiú.

Pur'io jucavo ô strummolo, â liscia, ê ffijurelle,
a cciaccia, a mmazza e pívezo, ô juoco d''e ffurmelle:
ma, a dudece anne, a tridece, cu 'a famma e cu 'o ccapí,
dicette: Nun po’ essere: sta vita à dda ferní.

Pigliaje ‘nu sillabbario: Rafele mio, fa' tu!
E me mettette a correre cu A, E, I, O, U.







‘A FUNICELLA CORTA E ‘O STRUMMOLO TIRITEPPETO

ad litteram: la cordicella corta e la trottolina scentrata e ballonzolante. Piú esattamente a Napoli s’usa dire: s’è aunita ‘a funicella corta e ‘o strummolo tiriteppeto, ovvero: si sono uniti, in un fallimentare connubio, una cordicella troppo corta per poter imprimere con forza la necessaria spinta al movimento rotatorio dello strummolo a sua volta scentrato o con la punta malamente inclinata tale da conferire un movimento non esatto per cui la trottolina s’inclina e si muove ballonzolando e producendo un suono del tipo tirití-tirité donde per onomatopea il napoletano tiriteppeto;
strummolo s.m. trottolina lignea in forma di piccola pigna, con scanalature incise lungo tutta la superficie, disposte parallelamente dal fondo alla punta nella quale è infissa una punta metallica; per azionare la trottolina e farla prillare vorticosamente si arrotola strettamente una cordicella facendole seguire il percorso delle scanalature dalla base al vertice; si lancia verso terra la trottolina e si dà un deciso strappo alla cordicella che se è sufficientemente lunga riesce ad imprimere un duraturo moto rotatorio alla trottolina che se à la punta ben centrata e non inclinita rispetto all’asse della trottolina, regge il moto adeguatamente.
la voce strummolo à un’etimologia greca derivando dritto per dritto dal greco strómbos trasmigrato nel latino strumbus con consueta assimilazione progressiva strummus da cui con il suffisso diminutivo olus, strummolo con il suo esatto significato di trottolina.


enzo346
Amministratore
enzo346 18/01/2015 ore 12:37 Quota

(nessuno) Strummolo un antico gioco di strada napoletano

U pirrocciolo...si tirava, e si cercava di colpire quelli che giravano...troppo divertente.
serena.10
Partecipante
serena.10 18/01/2015 ore 12:39

(nessuno) Strummolo un antico gioco di strada napoletano

@enzo346 scrive:
Strummolo un antico gioco di strada napoletano
U pirrocciolo...si tirava, e si cercava di colpire quelli che giravano...troppo divertente.

un gioco antico :clap :clap
enzo346
Amministratore
enzo346 18/01/2015 ore 12:45 Quota

(nessuno) Strummolo un antico gioco di strada napoletano

@serena.10 scrive:
un gioco antico

si antico come me, ma secondo te, si trovano ancora? mi piacerebbe riaverne uno, altrimenti una di queste volte, me ne costruisco uno...
enzo346
Amministratore
enzo346 18/01/2015 ore 12:53 Quota

(nessuno) Strummolo un antico gioco di strada napoletano

Mi sembra di aver letto da qualche parte, che qualcuno organizza delle gare di questo gioco, in qualche fiera folcloristica...
serena.10
Partecipante
serena.10 18/01/2015 ore 13:10

(nessuno) Strummolo un antico gioco di strada napoletano

@enzo346 scrive:
si antico come me, ma secondo te, si trovano ancora?

mi sa di si Enzo ,nn so se giocano ancora oggi,ma si trova
serena.10
Partecipante
serena.10 18/01/2015 ore 13:12

(nessuno) Strummolo un antico gioco di strada napoletano

@enzo346 scrive:
si antico come me

tu sei vivo dentro, è quello che conta Amico mio...... :-) :rosa :rosa :rosa :rosa
serena.10
Partecipante
serena.10 18/01/2015 ore 13:13

(nessuno) Strummolo un antico gioco di strada napoletano

@enzo346 scrive:
Mi sembra di aver letto da qualche parte, che qualcuno organizza delle gare di questo gioco, in qualche fiera folcloristica..

anche,scusa se rispondo arate , OGGI QUI DILUVIA E LA LINEA NN è IL MASSIMO....
enzo346
Amministratore
enzo346 18/01/2015 ore 13:34 Quota

(nessuno) Strummolo un antico gioco di strada napoletano

@serena.10 scrive:
anche,scusa se rispondo arate , OGGI QUI DILUVIA E LA LINEA NN è IL MASSIMO

Qui da me c'è il sole...
serena.10
Partecipante
serena.10 18/01/2015 ore 13:36

(nessuno) Strummolo un antico gioco di strada napoletano

@enzo346 scrive:
Qui da me c'è il sole...

x fortuna , qui invece vien giu di tutto è una Domenica piovosa :-)
enzo346
Amministratore
enzo346 18/01/2015 ore 13:41 Quota

(nessuno) Strummolo un antico gioco di strada napoletano

@serena.10 scrive:
x fortuna , qui invece vien giu di tutto è una Domenica piovosa

Col tempo non si capisce più niente, ci tocca prendere quello che viene...
serena.10
Partecipante
serena.10 18/01/2015 ore 13:44

(nessuno) Strummolo un antico gioco di strada napoletano

@enzo346 scrive:
Col tempo non si capisce più niente, ci tocca prendere quello che viene...

è vero Enzo , oggi fa anche freddo , ieri si sentiva aria calda , bha veramente nn si capisce piu nulla il Pianeta sta impazzendo ,E TUTTO QUESTO X MANO NOSTRA......
enzo346
Amministratore
enzo346 18/01/2015 ore 13:49 Quota

(nessuno) Strummolo un antico gioco di strada napoletano

@serena.10 scrive:
,E TUTTO QUESTO X MANO NOSTRA.

Il progresso, fatto di tecnologie ed egoismo...
IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 18/01/2015 ore 14:44 Quota

(nessuno) Strummolo un antico gioco di strada napoletano

‘o strummolo


'O strummolo in sé e per sé era una specie di piccola trottola di legno che girava su una punta di acciaio e veniva fatta roteare con l'aiuto di una funicella. La sua forma era quella classica di quasi tutte le trottole, quindi una specie di cono con il vertice in basso, sormontato da una calotta più o meno semisferica. Da questa parte superiore sporgeva spesso una piccola protuberanza simile a quelle che si vedevano sui carusielli (salvadanai di terracotta) e forse proprio per questo chiamata carusella. Alcuni turnieri (tornitori), lavorando di solito su vecchi torni a pedale, realizzavano anche degli strummoli con due o tre caruselle, ma in commercio si trovavano pure quelli semplicissimi con la parte superiore liscia.
Solitamente erano usati legni semiduri di provenienza locale e quindi economici; il più usato era il limone, ma si lavorava anche l'olivo e 'o cierco (la quercia). Terminata la tornitura si praticava un piccolo foro nella parte inferiore e lì si infiggeva e poi si troncava un chiodo d'acciaio, lasciandone fuori un centimetro o poco più, e infine lo si appuntiva con la mola.
La superficie laterale dello strummolo poteva essere liscia o avere una serie di scalini per facilitare il posizionamento della funicella. Per arrotolare (arruta') quest'ultima, si manteneva una sua estremità nella parte alta della trottola e poi la si faceva scendere verticalmente. Giunti alla base si cominciava a far salire 'a funicella elicoidalmente lungo 'o strummolo stando ben attenti ad arruta' in modo che la legatura fosse ben stretta e mantenesse bene l'estremità che rimaneva al di sotto delle volute. Alla fine doveva rimanere libero un pezzo di funicella sufficiente a tenerla saldamente in mano in modo da poter effettuare un buon lancio.
A proposito della importanza della lunghezza della funicella vale la pena di ricordare un modo di dire molto significativo: s'aunesciono 'o strummolo a tiritippete e 'a funicella corta (si uniscono lo strummolo a tiritippete e lo spago corto). Uno strummolo veniva definito a tiritippete quando non era ben bilanciato e quindi girava poco e in modo irregolare e traballante; quindi l'espressione si usava riferendosi a cose o persone con più di un difetto grave.
Per ottenere buoni risultati entravano in ballo numerosi fattori dei quali i principali erano: uno strummolo ben equilibrato e con la punta perfettamente in asse, una funicella abbastanza lunga, una arrotatura stretta, e un buon colpo di polso. Il movimento classico per un buon lancio prevedeva un veloce spostamento in avanti del braccio concluso con un repentino e secco colpo di polso all'indietro, in modo da imprimere la massima velocità rotatoria possibile allo strummolo.
I più bravi tiravano a coppamano (sopramano), cioè dall'alto in basso, mentre i giocatori più scarsi lanciavano a sottamano, cioè con un tiro più radente. 'O strummolo, specialmente quando era lanciato dall'alto verso il basso, rimbalzava varie volte a terra saltellando sulla sua punta d'acciaio e poi, se fosse stato ben arrutato, poteva rimanere ben diritto a girare anche per minuti interi.
Al di là del divertimento che ci si poteva procurare lanciando il proprio strummolo, esistevano anche varie maniere di battersi in sfide dirette o fra più ragazzi e quella più famosa e praticata era 'a forca (la forca). Per questo gioco era necessario disegnare a terra una croce e poi, a due o tre metri di distanza dal centro di questa, si tracciava una linea lunga un paio di metri, detta appunto 'a forca.
Per stabilire chi dovesse tirare per primo, si lanciava 'o strummolo verso il centro della croce e chi fosse riuscito ad avvicinarvisi di più avrebbe avuto il diritto al primo lancio. Il perdente piazzava il suo strummolo, fermo, al centro della croce mentre l'altro arrutava (avvolgeva 'a funicella) e poi lanciava la sua trottola contro quella dell'avversario tentando di colpirla e di spingerla verso 'a forca. Se non vi fosse riuscito, ma il suo strummolo stava ancora in piedi, girando, aveva diritto a farselo salire sul palmo della mano facendolo passare sulla membrana compresa fra l'indice e il medio; quindi, mentre girava ancora, lo poteva poi lanciare ancora una volta verso quello dell'avversario, sempre nell'intento di mandarlo alla forca. Il primo tiro era detto 'a pizzata e si tentava di colpire con la punta, mentre il secondo era 'a capata e si colpiva con la parte laterale del legno. Ogni volta che si riusciva a colpire 'o strummolo dell'avversario si aveva diritto ad arruta' di nuovo e quindi ad un altro tiro. Nel caso che si fossero sbagliati entrambi i tiri, o che, dopo il tentativo fallito di pizzata, 'o strummolo si fosse fermato, o semplicemente fosse caduto, le parti si invertivano: chi aveva lanciato metteva il suo strummolo nel punto raggiunto da quello dell'avversario e questi cominciava la sua serie di lanci.


Il gioco terminava quando un giocatore riusciva a spingere 'o strummolo nemico oltre la linea della forca. A questo punto era giunto per il perdente il momento di pagare la posta in gioco e questa non era costituita da niente di materiale, ma era una punizione a volte peggiore. Infatti avrebbe dovuto subire un certo numero (stabilito all'inizio) di pizzate, colpi inferti dal vincitore con la punta del proprio strummolo. La procedura esatta per l'esecuzione delle pizzate era questa: la trottola perdente veniva bloccata a terra in una piccola buca, detta 'o maciello, e poi il vincitore, afferrato saldamente il proprio strummolo, la colpiva con la punta d'acciaio. In questa situazione un colpo, inferto a mestiere, poteva anche spaccare uno strummolo; altre volte si riusciva solamente a scardarlo (scheggiarlo).
Se a seguito della pizzata, sia durante il gioco che alla fine, la punta d'acciaio fosse rimasta infissa nello strummolo avversario, chi aveva inferto il colpo aveva il diritto di sollevarli entrambi, prendendo in mano il proprio, e poi di farli ricadere a terra da una certa altezza, ovviamente con il perdente da sotto. Questa operazione veniva ripetuta fin quando i due strummoli non si fossero staccati o quando il perdente non si fosse definitivamente spaccato; il tutto valeva comunque una sola pizzata.
C'era anche un altro gioco che si poteva fare in due ed era molto più semplice e molto meno pericoloso per il proprio strummolo. Si disegnava a terra un cerchio di una trentina di centimetri di diametro e poi si lanciavano contemporaneamente gli strummoli con l'obiettivo di farli rimanere a girare in piedi il più a lungo possibile. Non era concesso di uscire dal cerchio, ma chi vedeva il suo strummolo avviarsi verso la linea aveva la facoltà di riportarlo verso il centro cingendolo e tirandolo dolcemente con la propria funicella. Questa operazione, fatta con una certa maestria, faceva rallentare solo di poco la velocità di rotazione dello strummolo, ma salvava il concorrente da una sconfitta certa e quanto meno la rinviava di varie decine di secondi.
Sempre utilizzando lo stesso cerchio si poteva anche gareggiare in più persone. Ci si metteva dietro una linea tracciata a un paio di metri di distanza e di lì, dopo aver arrutato con molta cura, ognuno al suo turno lanciava il proprio strummolo tentando di mandarlo a girare nel cerchio. Chi falliva il tiro doveva subire dagli avversari una punizione consistente in un certo numero di pizzate. Sullo stesso tipo di campo, in modo simile, si giocava a spaccastrummolo, cioè si tirava a turno tentando di colpire con la propria punta d'acciaio la trottola nemica mentre questa girava. Se si fosse mandato il proprio strummolo fuori del cerchio, lo si doveva porre poi fermo al centro dello stesso e quindi si consentiva un tiro più facile all'avversario.
Ovviamente, anche se si era bravi, capitava prima o poi di dover subire delle pizzate dagli avversari e quindi 'o strummolo si andava sempre più deteriorando. Inoltre c'è da sottolineare che uno strummolo scardato (scheggiato) non era più bilanciato e quindi girava male e diventava sempre più facile perdere. Per evitare di rovinare, a volte irrimediabilmente, uno strummolo nuovo ci si poteva mettere d'accordo, prima dell'inizio della disputa per poter subire 'e pizzate su un'altra trottola più vecchia e malandata, detta strummolo 'e riserva.

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