Forum - personaggi famosi(miti)

serena.10
Partecipante
serena.10 30/08/2016 ore 14:17

(nessuno) Iolanda Pascucci, la “Lupa Mannara” di Posillipo

La sua storia tra verità e leggenda





I fans di Twilight ne sanno qualcosa di lupi mannari, ma sapevate che anche Napoli ha avuto il suo “Jacob”? O meglio, la sua, perché parliamo di una donna, Iolanda Pascucci, che, secondo la leggenda, era una Lupa Mannara. Se non avete mai sentito la sua storia, ve la raccontiamo noi.

Nacque a Roma nel 1921 e crebbe come una bambina normale, ma a 12 anni Iolanda cominciò a manifestare i primi segni del “Mal di luna”. Intorno agli anni ’40 l’attenzione della stampa cominciò a focalizzarsi su di lei, perché i sintomi crescevano e diventavano sempre più evidenti. La ragazza raccontava di avere delle crisi notturne, in cui il suo corpo veniva pervaso da ondate di eccitamento e bruciori alla gola che la costringevano a bere continuamente e che le provocavano gemiti simili ad ululati. Ovviamente, la trasformazione era solo interna, niente peli sul corpo o orecchie da lupo, per intenderci.

Con il matrimonio, la situazione sembrò migliorare, ma dopo poco si ripresentò in maniera esplosiva. Il marito cercò di convincere la donna a sottoporsi a delle cure, ma lei era restia a soluzioni estreme come l’elettrochoc. Per cui, decise di trasferirsi a Napoli dove, si diceva, il mare avrebbe potuto darle sollievo e giovamento. Si rifugiò a Posillipo, ma la sua fuga durò poco, visto che, in preda ad una delle sue crisi scoppiate all’interno di un locale, fu arrestata e rinchiusa nell’ospedale degli Incurabili. Anche in questo caso, però, Iolanda fu più scaltra, scappò e fece perdere le sue tracce. I suoi ululati continuarono a riecheggiare nel silenzio della notte, ma di lei non si seppe più nulla. Se oggi fosse viva, avrebbe 95 anni.

Al di là della leggenda, esiste nella psichiatria una patologia definita licantropia clinica, che affligge quelle persone convinte di potersi trasformare in un animale. Quello più quotato è il lupo e i pazienti affetti cominciano a comportarsi come l’animale prescelto. Addirittura, a volte desiderano cibarsi di carne cruda, anche umana. A quanti di voi è capitato di udire ululati in zone dove non è facile trovare lupi?

Anche in una leggenda, a volte, c’è un pizzico di verità.
Giunone1960
Moderatore
Giunone1960 30/08/2016 ore 14:43 Quota

(nessuno) Iolanda Pascucci, la “Lupa Mannara” di Posillipo

@serena.10

Ormai ho capito da un pezzo che certe leggende abilmente alimentate nascono da malattie che,all'epoca,erano sconosciute e impossibili da curare.Se fossero vissuti adesso,chissà ?
serena.10
Partecipante
serena.10 30/08/2016 ore 15:08

(nessuno) Iolanda Pascucci, la “Lupa Mannara” di Posillipo

@Giunone1960 scrive:
Ormai ho capito da un pezzo che certe leggende abilmente alimentate nascono da malattie che,all'epoca,erano sconosciute e impossibili da curare.Se fossero vissuti adesso,chissà ?

forse adesso vivrebbero più a lungo
IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 30/08/2016 ore 15:24 Quota

(nessuno) Iolanda Pascucci, la “Lupa Mannara” di Posillipo

La stampa italiana, intorno agli anni ’40, iniziò ad interessarsi a lei. La donna, infatti, raccontò dei sintomi della licantropia che non la lasciavano vivere. Durante le notti di luna piena, Iolanda racconta che improvvisamente ondate di eccitamento le pervadevano il corpo con un grande bisogno di bere a causa del bruciore che le saliva fino alla gola. Ovviamente, sul piano fisico, non subiva trasformazioni. Niente crescita di peli e orecchie a punta come un vero e proprio lupo. I gemiti, o gli ululati, come dir si voglia, probabilmente derivavano da dolore che subiva per via della “trasformazione interna”.

Tuttavia, il segreto di Iolanda Pascucci, fu tenuto davvero segreto, almeno fino al matrimonio. Si sposò con un musicista, e la serenità delle nozze, e i figli, sembravano aver attenuato le sue crisi notturne che, quando ritornavano, cercava di nascondere rifugiandosi nei boschi di notte, per rientrare all’alba, soprattutto per salvaguardare l’incolumità dei suoi figli, che ebbe durante gli anni di matrimonio. Purtroppo il suo segreto non durò a lungo, il marito la scoprì, e intento a trovarle una cura la fece sottoporre ad una serie di trattamenti.

Iolanda era probabilmente contro queste cure mediche, soprattutto se all’epoca si usava curare anche con l’elettrochoc. Così decise di fuggire da Roma a Napoli, rifugiandosi a Posillipo. L’aria di mare di questa zona era rinomata per le sue proprietà curative, e la licantropa, in qualche modo, pensò che quest’aria potesse giovare anche a lei.

Dai giornali di questo periodo, prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, si apprende che una volta, la donna, in preda alle sue crisi in un locale notturno di Napoli, fu condotta dalla polizia nell’ospedale degli Incurabili. Venne definita come una “indemoniata” e sottoposta ad ulteriori trattamenti.

Anche in questo caso Iolanda riuscì a fuggire facendo perdere le sue tracce. Tuttavia, in base alle testimonianze dell’epoca, molti asserirono di continuare a sentire i suoi ululati. Probabilmente si nascose nuovamente a Posillipo, e i suoi ululati, spesso, si andavano a confondere con il suono delle sirene che annunciavano l’arrivo dei bombardamenti. Allarme che serviva alla popolazione per andare a rifugiarsi nei ricoveri appositi.

Dal giorno del suo ricovero a Napoli di Iolanda Pascucci non si seppe più nulla, ma la gente del luogo la ricorderà sempre come la “Lupa mannara di Posillipo”, che se oggi fosse ancora in viva avrebbe circa 95 anni.

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