Forum - personaggi famosi(miti)

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IOXSONGXLEGGEND 12/05/2016 ore 13:55 Quota

(nessuno) Mia Martini



Sorella maggiore di Loredana Bertè, con la quale condivide giorno e mese di nascita, è considerata insieme a Mina una delle voci più belle e significative che abbia espresso la musica italiana. Donna tormentata, interprete intensa e raffinata, vantò una lunga carriera artistica che ebbe inizio nel 1963, semplicemente come Mimì Berté. Il produttore discografico e autore Carlo Alberto Rossi la volle lanciare come ragazza yè-yè; tuttavia, il successo che trovò in questa veste, sebbene molto lusinghiero per una debuttante, durò ben poco, e dopo alcuni anni di oblio riapparve sulle scene, nel 1971, col nuovo pseudonimo di Mia Martini.

Oltre la collina, il suo primo album (giudicato tra i migliori lavori mai realizzati da una donna), risultò per l'epoca piuttosto all'avanguardia, per arrangiamenti, tematiche e cantato. Successi come Piccolo uomo, Donna sola, Minuetto, Inno, Agapimu, Che vuoi che sia..., Libera, Per amarti, la consacrarono tra le protagoniste assolute della musica italiana negli anni settanta, decennio nel quale raggiunse una grande popolarità nazionale e internazionale.

I suoi dischi iniziarono ad essere regolarmente distribuiti anche in paesi come Spagna, Francia, Germania e Giappone, dove nel 1977 partecipò come unica rappresentante italiana al Festival mondiale della canzone popolare di Tokyo, risultando vincitrice assoluta con il brano Ritratto di donna.

Nel 1978 divise il palco dell'Olympia di Parigi con Charles Aznavour, il quale la scelse per una fortunata serie di spettacoli in duo, reputandola una delle pochissimi voci femminili in grado di emozionarlo. Nello stesso periodo, durante la realizzazione dell'album Per amarti, intraprese un sodalizio artistico e sentimentale col cantautore Ivano Fossati, rivelatosi decisivo per il suo percorso umano e professionale, malgrado una relazione assai tormentata. Fu Fossati a scrivere e produrre l'album Danza (1978), un lavoro di grande spessore che segnò per lei un'importante crescita, non soltanto sul piano musicale; nel disco veniva pubblicata per la prima volta una delle sue interpretazioni più significative: La costruzione di un amore (successivamente ripresa dallo stesso Fossati e da altri artisti).

Dopo due difficili interventi alle corde vocali, che la lasciarono afona per un anno intero modificandone in seguito anche la timbrica, seguì un periodo di silenzio, durante il quale Mia Martini si dedicò alla stesura di un album da lei interamente scritto e composto, intitolato semplicemente Mimì (1981).

Nel 1982 partecipò per la prima volta al Festival di Sanremo con E non finisce mica il cielo, uno dei suoi brani più popolari e al tempo stesso più raffinati, firmato sempre da Ivano Fossati: in quell'edizione i giornalisti istituirono appositamente per lei il Premio della Critica, oggi intitolato a suo nome. Sempre nel 1982 uscì un altro suo grande successo, di cui lei stessa scrisse il testo: Quante volte, brano che dette il titolo ad un nuovo, fortunato LP.

Il suo percorso artistico e la sua vita privata furono però segnati da una serie di maldicenze a sfondo superstizioso in seno allo stesso mondo dello spettacolo, che di fatto la ostacolarono ed emarginarono per diversi anni, portandola al ritiro dalle scene verso la metà degli anni ottanta.

Grazie al suo indiscusso talento interpretativo, la cantante tornò alla ribalta riaffermandosi con un consenso ancora maggiore: nel 1989 partecipò al Festival di Sanremo col brano Almeno tu nell'universo, celeberrimo successo che le restituì una grossa popolarità spingendola a riprendere pienamente la propria carriera attraverso nuovi album, nonché numerosi concerti ed apparizioni televisive. Negli anni novanta fu pertanto protagonista di altri grandi successi come La nevicata del '56, Gli uomini non cambiano (presentati sempre a Sanremo) e Cu 'mmè, duetto con Roberto Murolo che rilanciò la canzone napoletana.

Nel corso della sua carriera, ha interpretato brani in italiano, napoletano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, tedesco e greco. Con la sua voce dal timbro ben riconoscibile per potenza e impatto emotivo, cantò il meglio della canzone d'autore italiana ed internazionale, collaborando con alcuni tra i più grandi nomi del panorama musicale, non solo italiano. Per lei hanno scritto, tra gli altri, Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Dodi Battaglia, Lucio Battisti, Gianni Bella, Dario Baldan Bembo, Giancarlo Bigazzi, Franco Califano, Mimmo Cavallo, Riccardo Cocciante, Giorgio Conte, Paolo Conte, Fabrizio De André, Francesco De Gregori, Ivano Fossati, Enzo Gragnaniello, Bruno Lauzi, Mango, Amedeo Minghi, Mariella Nava, Mauro Pagani, Maurizio Piccoli, Mogol, Stefano Rosso, Enrico Ruggeri, Shel Shapiro, Umberto Tozzi, Antonello Venditti, Carla Vistarini.

Morì a soli quarantasette anni in circostanze mai del tutto chiarite: fu trovata priva di vita nella sua abitazione il 14 maggio 1995, dopo due giorni dal decesso.

Le ipotesi di suicidio succedutesi nei giorni seguenti, più volte sono state categoricamente smentite dalle sorelle.

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12/05/2016 13:55:33
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IoDonna37
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IoDonna37 12/05/2016 ore 14:32

(nessuno) Mia Martini

:cuore
enzo346
Amministratore
enzo346 12/05/2016 ore 18:06 Quota
IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 12/05/2016 ore 19:23 Quota

(nessuno) Mia Martini

@enzo346 scrive:
Grande artista, ottima scelta Mia e Murolo, l'avrei postata io, mi piace un casino..

è vero,avevano formato una bella coppia cn questa canzone
IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 12/05/2016 ore 19:26 Quota

(nessuno) Mia Martini

Scinne cu 'mme
nfonno o mare a truva'
chillo ca nun tenimmo acca'
vieni cu mme
e accumincia a capi'
comme e' inutile sta' a suffri'
guarda stu mare
ca ci infonne e paure
sta cercanne e ce mbara'
ah comme se fa'
a da' turmiento all'anema
ca vo' vula'
si tu nun scinne a ffonne
nun o puo' sape'
no comme se fa'
adda piglia' sultanto
o mare ca ce sta'
eppoi lassa' stu core
sulo in miezz a via
saglie cu 'mme
e accumincia a canta'
insieme e note che l'aria da'
senza guarda'
tu continua a vula'
mientre o viento
ce porta la'
addo ce stanno
e parole chiu' belle
che te pigliano pe mbara'
ah comme se fa'
a da' turmiento all'anema
ca vo' vula'
si tu nun scinne a ffonne
nun o puo' sape'
no comme se fa'
adda piglia' sultanto
o mare ca ce sta'
eppoi lassa' stu core
sulo in miezz a via
ah comme se fa'
a da' turmiento all'anema
ca vo' vula'
si tu nun scinne a ffonne
nun o puo' sape'
no comme se fa'
adda piglia' sultanto
o mare ca ce sta'
eppoi lassa' stu core
sulo in miezz a via
veento
Partecipante
veento 13/05/2016 ore 03:46

(nessuno) Mia Martini

serena.10
Partecipante
serena.10 13/05/2016 ore 13:29

(nessuno) Mia Martini

La cantante soffriva di un fibroma all'utero, ed assumeva abbondanti dosi di farmaci anticoagulanti. Secondo la procura di Busto Arsizio però, sarebbe morta a causa di un arresto cardiaco, causato da un abuso di stupefacenti. :rosa :-(
serena.10
Partecipante
serena.10 13/05/2016 ore 13:40

(nessuno) Mia Martini

@IoDonna37 : @enzo346 @o.mbradelvento @veento


Lettera di Adriano Celentano, dedicata a Mia Martini, pervasa anche di toni mistici-spirituali, apparsa sul Corriere della Sera, dopo la scomparsa dell'artista:


Si può uccidere senza sparare. Per ammazzare le persone abbiamo un’arma molto sofisticata. Basta dire che quella persona porta scalogna. E così che è stata uccisa Mia Martini. Non perché si drogasse, ma perché isolata dal rito barbarico degli scongiuri. Il male non si fa col pensiero, né con il colore viola. Ci vogliono azioni: una parola, un pugno, uno schiaffo.

Finalmente si è capito chi sono quelli che veramente portano iella: quelli del mondo dello spettacolo. Certo non tutti, ma una gran parte di questo mondo di merda, pieno di ipocrisia deve avere qualche rimorso: in fin dei conti hanno contribuito non poco ad accorciare la vita di Mia Martini: e non parlo solo dei colleghi cantanti, ma dei fonici, dei musicisti, microfonisti, editori, arrangiatori e affini, che quando la vedevano si toccavano dando corso al barbarico rito degli scongiuri, mentre lei (una delle migliori interpreti d'Europa) l'unica cosa che chiedeva ai falsi dello spettacolo era solo un po' di affetto.

Ora gli stessi che, per anni le hanno somministrato il micidiale veleno costringendola all'isolamento totale, senza poter lavorare, lei che di bravura se li mangiava tutti, sono quelli che ora fingono di compiangerla esaltandone le qualità. Loro, i deficienti dello spettacolo, ai quali basta un semplice colore viola per non farli salire sul palcoscenico, che di fuori cantano la solidarietà ma di dentro annaspano nella crudezza del loro razzismo, portando sì iella, ma non agli altri, a se stessi. A te, Mimì, hanno fatto un favore mica da poco.

Sei finalmente tornata a casa. Quella ‘Casa’ dove anche il più piccolo dei tuoi respiri, non passerà inosservato, poiché l'amore che ti circonda non ha confini e la sua intensità è al di là di ogni descrizione. Da lassù, ora puoi comprendere che quaggiù eri in errore se pensavi che ti limitavi semplicemente a vivere e a cercare ciò che qui ti è sempre stato negato: amore e un po' di benessere.

Anche tu, come ognuno di noi, avevi una missione e forse sarà proprio questa tua sofferenza passata sulla terra che salverà tanta gente dalla spietata aggressione di quelle maldicenze che feriscono, emarginano e talvolta uccidono. Mentre ti spegnevi, un nuovo raggio di luce nasceva per illuminare i tanti a comprendere che nessuno può portare iella a un altro, se qualche volta c'è, è perché ce la siamo creata da soli. Nessuno ce la può dare.

serena.10
Partecipante
serena.10 13/05/2016 ore 13:52

(nessuno) Mia Martini

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