Forum - personaggi famosi(miti)

serena.10
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serena.10 21/03/2016 ore 06:33

(nessuno) ALDA MERINI NATA A PRIMAVERA!!









ALDA MERINI NATA A PRIMAVERA 2016 La più grande poetessa italiana degli ultimi tempi è nata proprio il 21 marzo, il giorno dell'equinozio di primavera. Tutti gli eventi per ricordarla.








Non si può non rendere omaggio, proprio alla vigilia di quello che sarebbe stato il suo ottantacinquesimo compleanno, a una delle poetesse più importanti della letteratura italiana, protagonista indiscussa del panorama letterario, a cavallo tra 900 e il nuovo millennio Alda Merini.






La poetessa dei Navigli”, aforista, è stata una donna straordinaria: studiosa, dotata di una forte intelligenza e di profonda fede cristiana, era una signora di una sensibilità eccezionale.






Al via il 21 marzo "Il Premio di Poesia Casa Museo Alda Merini"






Sono molteplici le manifestazioni che si organizzano ogni anno per commemorare il giorno di nascita della poetessa, quest'anno è degno di nota proprio il concorso letterario che partirà il 21 marzo a Milano, patrocinato proprio da quest'ultimo e in collaborazione con la casa editrice





La vita felice. Il premio di Poesia Casa Museo Alda nasce con l'intento di "sostenere e diffondere la poesia scritta e performativa", gli organizzatori hanno scelto volutamente il giorno di ricorrenza della nascita della poetessa nonché giornata mondiale della poesia, proclamata dall'UNESCO nel 1999.








Il concorso sarà totalmente gratuito, composto da due sezioni: silloge di poesia e poesia performativa o slam poetry. L'inaugurazione avrà inizio alle ore 19 della serata del 21 marzo 2016 e sarà accompagnata da letture e aperitivo poetico, potrete trovare ulteriori informazioni direttamente sul sito ufficiale del concorso.





La storia straordinaria di Alda Merini



Alda Merini è nata il 21 marzo del 1931 a Milano, in Viale Papiniano ed è morta il 1 novembre del 2009 nella sua stessa città Natale. Aveva solamente dodici anni quando, in seguito ai bombardamenti nel corso della seconda guerra mondiale, si improvvisò ostetrica ed aiutò la madre a dare alla luce il proprio fratello. E’ stata una vita molto dura quella della poetessa, fatta di stenti e sacrifici tra figli, marito e le ombre della sua mente, dovute queste ultime alla sua malattia mentale.





Nonostante fosse molto brava a scuola, a detta del fratello Ezio era la prima della classe, non fu ammessa al liceo Manzoni, non superò la prova di italiano. Terminò solamente i tre anni della scuola secondaria di avvio al lavoro. Alda era sempre malinconica e chiusa e nonostante la sua intelligenza e sensibilità stava sempre in solitudine.

La sua immensa produzione letteraria



Le sue prime poesie le scrisse a soli quindici anni, quando dopo aver iniziato il lavoro in uno studio notarile, inizio a battere a macchina le sue liriche, ma per il suo capolavoro dobbiamo aspettare la raccolta La terra Santa 1984, scritta dopo un periodo buio fu definito il suo capolavoro, con il quale vinse il Premio Librex Montale. Le sue opere sono considerate patrimonio letterario dell'umanità. Tra sofferenze famigliari e problemi di salute Alda Merini morì il 1 novembre del 2009 a causa di un tumore osseo e a noi piace ricordarla con una sua poesia, proprio il giorno che precederà il suo compleanno:












La terra santa”, Alda Merini





Alda Merini è è forse una delle maggiori poetesse italiane contemporanee. Dopo la pubblicazione della raccolta di versi Tu sei Pietro, nel 1962, inizia per lei un difficile periodo di silenzio e di isolamento dovuto all'internamento al "Paolo Pini": una vita vissuta fra periodi di salute e malattia, dovuti ad un grave disturbo bipolare. Nel 1979 la Merini ritorna a scrivere, con testi intensi sulla drammatica e sconvolgente esperienza dell'ospedale psichiatrico, testi contenuti in quello che può essere inteso il suo capolavoro: La Terra Santa, con la quale vincerà nel 1993 il Premio Librex Montale.









Ho conosciuto Gerico,

ho avuto anch'io la mia Palestina,

le mura del manicomio

erano le mura di Gerico

e una pozza di acqua infettata

ci ha battezzati tutti.

E, dopo, quando amavamo,

ci facevano gli elettrochoc

perchè, dicevano, un pazzo

non può amare nessuno.









La Terra Santa è una raccolta di poesie scritta da Alda Merini e stampata da Scheiwiller nel 1984.






Il numero di liriche contenute nella raccolta è di quaranta. La scelta delle poesie è stata effettuata da Maria Corti sulla base di manoscritti e dattiloscritti di un centinaio di poesie, in parte ancora inedite, raccolte nel Fondo Manoscritti di Autori Moderni e Contemporanei dell'Università di Pavia. Da questo momento in poi, la produzione letteraria di Merini è contraddistinta da una sovrabbondante scrittura di testi, alcuni dei quali nascono da necessità terapeutiche






che non sono tutti validi dal punto di vista letterario, e che sono stati amministrati da amici scrupolosi di Merini quali ad esempio Giacinto Spagnoletti, Nicola Crocetti, Vanni Scheiwiller, Maria Corti, Giovanni Raboni. La storia della pubblicazione di questa raccolta è stata testimoniata dalla curatrice Corti, la quale più volte ha ricordato «la generale ottusa indifferenza» delle case editrici italiane per la pubblicazione delle poesie scelte per la costituzione de La Terra Santa, tanto che questo fatto ha concorso a rendere arduo il ritorno di Merini all'interno del panorama letterario italiano.






La Terra Santa è stata ristampata da Scheiwiller nel 1996, insieme alle raccolte Destinati a morire del 1990, Le satire della Ripa del 1983, Le rime petrose datate sempre 1983 e Fogli bianchi del 1987, nel nuovo volume dal titolo La Terra Santa. Con questa raccolta Merini ha vinto il Premio Librex-Guggenheim «Eugenio Montale» nel 1993 per la poesia. La natura della poesia di Merini, facendo propria l'informazione di Giacinto Spagnoletti contenuta ne La letteratura italiana del nostro secolo, è di «trascinare la propria poesia a una sua funzione “archeologica





e con ciò si voleva affermare che, in tutta la sua produzione in versi, la scrittrice sembra che guardi il mondo «sub specie endecasillabica». Insomma, il verso principe della lirica italiana, l'endecasillabo, è la misura metrica guida che Alda Merini scelse da quando si esercitava alle prime prove poetiche, un verso sicuro, un «argine sicuro ha scritto Benedetta Centovalli in una nota a Il volume del canto





per narrare la propria vicenda umana. A causa di questa peculiare scelta metrica, insieme ad altre questioni di carattere stilistico quali, ad esempio l'uso del verso - melopea, l'utilizzo di una lettura «figurale» dei personaggi che attraversano il tessuto narrativo, si è parlato di influenze medievali e stilnovistiche nell'opera di Merini, accostando per questo il “maestro” Manganelli alla «ragazzetta milanese





In questa raccolta poetica, comunque, Alda Merini dimostra di saper far uso anche di altri metri oltre all'endecasillabo quali il quinario, il settenario, il novenario, misure però che rispettano sempre i canoni classici della lirica italiana, che rifiutano qualsiasi violazione alla norma, inserendosi comunque nel solco della tradizione novecentesca che da D'Annunzio a Pascoli ha optato per una lirica in cui «il verso si lascia pervadere dalla prosa







Il tema dominante della raccolta è il manicomio che, Alda Merini assimila metaforicamente alla Terra Santa di fonte biblica. Così in tutta la raccolta questo tema non solo è presente ma viene iterato, e come sintetizza Alda Merini, La Terra Santa «parla ossessivamente dello stesso tema, lo racconta, se ne lamenta. Sembrerebbe, ma non è poesia patologica






Recuperando i giudizi critici, abbastanza generosi, che riguardano questa raccolta poetica, considerata da Maria Corti «fra le creazioni poetiche migliori di Alda Merini», ci si rende conto che il dato costante nelle sue liriche è l'armonia in quanto «valore prelogico», ha scritto Giacinto Spagnoletti, e ancora contraddistinta da versi la cui musicalità è causata dalla presenza di «scatti fonici e verbali






si ricorda che Merini fa spesso uso, nelle sue liriche, del linguaggio musicale acquisito con lo studio del pianoforte. Nella raccolta poetica La Terra Santa il periodo d'internamento della scrittrice








viene creativamente metaforizzato nella vicenda storico-religiosa che il popolo ebraico ha percorso durante l'esodo in Terra Santa e di cui narrano i primi libri dell’Antico Testamento. Essendovi concretamente una sovrapposizione fra Terra promessa e manicomio, e quindi fra il viaggio compiuto







dal “popolo prediletto” da Dio dall'Egitto alla Palestina, Remo Pagnanelli in una recensione al volume ha parlato de La Terra Santa come di «progetto logico e strutturato nel genere coesivo del poema». Il manicomio di Alda Merini viene individuato dalla scrittrice come un inferno e quindi, ne «La Terra Santa, la contrada consacrata da Gerico», scrive Manganelli, «anche l'inferno è sacro







scrib
Partecipante
scrib 21/03/2016 ore 09:53

(nessuno) ALDA MERINI NATA A PRIMAVERA!!





IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 21/03/2016 ore 10:29 Quota

(nessuno) ALDA MERINI NATA A PRIMAVERA!!

Alda Merini e Milva durante la serata al Teatro Strehler di Milano del 2004.



Alda Merini mentre si reca al Caffè Chimera di Milano.

IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 21/03/2016 ore 10:49 Quota

(nessuno) ALDA MERINI NATA A PRIMAVERA!!

“E se diventi farfalla nessuno pensa più a ciò che è stato quando strisciavi per terra e non volevi le ali.”
ALDA MERINI

serena.10
Partecipante
serena.10 21/03/2016 ore 10:58

(nessuno) ALDA MERINI NATA A PRIMAVERA!!

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
ALDA MERINI NATA A PRIMAVERA!!
“E se diventi farfalla nessuno pensa più a ciò che è stato quando strisciavi per terra e non volevi le ali.”
ALDA MERINI




Aforismi e magie

Sono questi gli anni in cui la produzione aforistica della Merini diventa molto ricca, come testimonia nel 1997 "Il Catalogo Generale delle Edizioni Pulcinoelefante", edito da Scheiwiller. I minitesti di Alda Merini risultano essere più di cinquecento. Nel 1999 in Aforismi e magie, pubblicato da Rizzoli, viene raccolto per la prima volta il meglio di quel genere. Il volume viene illustrato dai disegni di Alberto Casiraghi, amico, poeta ed editore della Merini che ha sollecitato, raccolto e accompagnato con i suoi piccoli libri "Pulcinoelefante", questa nuova vocazione. È questo il periodo in cui viene insignita del titolo di vincitrice honoris causa del Concorso Nazionale Garzanti. La collaborazione con i piccoli editori - che comprendono, oltre Pulcinoelefante, lo Zanetto, La Vita Felice, il Melangolo e altri - ha portato ad altri "minitesti" come, tra gli ultimi pubblicati, Lettera ai figli, edito da Michelangelo Camilliti per l'edizione Lietocollelibri e illustrato da otto disegni onirici e surreali di Alberto Casiraghi. Da ricordare il volume edito da l'Incisione, Alda Merini, che contiene poesie inedite della poetessa e disegni dell'artista Aligi Sassu, opere stampate su torchio in litografia e serigrafia.
scrib
Partecipante
scrib 21/03/2016 ore 10:59

(nessuno) ALDA MERINI NATA A PRIMAVERA!!

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
Alda Merini con il trio comico Aldo, Giovanni & Giacomo

Grande lei e grande il trio :ok :ok :ok
serena.10
Partecipante
serena.10 21/03/2016 ore 11:00

(nessuno) ALDA MERINI NATA A PRIMAVERA!!

@scrib :



Alda Merini, una donna sul palcoscenico
Nel 2009 esce il documentario, Alda Merini, una donna sul palcoscenico, del regista Cosimo Damiano Damato, presentato alle Giornate degli Autori della 66ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Il film, prodotto da Angelo Tumminelli per la Star Dust International srl di Roma, vede la partecipazione di Mariangela Melato e le fotografie di Giuliano Grittini. Dall'incontro del regista con la poetessa nasce una grande amicizia e tante poesie inedite inserite nel documentario. Una donna sul palcoscenico, la poesia inedita di Alda Merini scritta per il film-documentario di Damato:


Un giorno io ho perso una parola/sono venuta qui per dirvelo e non perché voi abbiate risposta/ Non amo i dialoghi o le domande: mi sono accorta che cantavo in una orchestra che non aveva voci/ Ho meditato a lungo sul silenzio, al silenzio non c'è risposta./ Io le mie poesie le ho buttate/ non avevo fogli su cui scriverle./ Poi mi si sono avvicinati strani animali come uomini di antenate bestie da manicomio/ qualcuno mi ha aiutato a sentirmi unica, mi ha guardato./ Pensavo che per loro non c'erano semafori, castelli e strade./ Questo posto sgangherato come il mio cervello che ha trovato solitudini./ Poi è venuto un santo che aveva qualcosa da dare/ un santo che non aveva le catene, non era un malfattore,/ l'unica cosa che avevo avuto in questi anni./ L'avrei seguito/ finché un giorno non sapevo più innamorarmi./ È venuto un santo che mi ha illuminato come una stella./ Un santo mi ha risposto: perché non ti ami? È nata la mia indolenza./ Non vedo più gente che mi picchia e non vedo più i manicomi./ Sono morta nell'indolenza






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