Forum - personaggi famosi(miti)

serena.10
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serena.10 13/03/2016 ore 14:50

(nessuno) Crispino e Crispiniano, santi patroni dei calzolai.







Se si getta uno sguardo al passato, numerosi sono i nomi di Santi e di uomini illustri cui la storia attribuisce il mestiere di calzolaio. Tra tutti, i più celebri restano senza ombra di dubbio i SS. Martiri Crispino e Crispiniano, ancora oggi venerati quali patroni di calzolai, sellai, guantai e conciatori in diverse parti d’Europa.

Crispino e Crispiniano, fratelli di origine romana, appartenevano a una famiglia aristocratica. Entrambi, giunti a un certo punto della loro vita, si convertirono al Cristianesimo e decisero di dedicarsi alla diffusione del Vangelo. Tale volontà, li costrinse a pregare e predicare di giorno e a lavorare come calzolai di notte. Poi, nel 287, per ordine dell’Imperatore Diocleziano, subirono il martirio a Sausson.

Si narra che una notte di Natale i due martiri, costretti a fuggire come tanti altri dinanzi all’incalzare delle orde di Attila, cercarono riparo presso una misera casetta di Crespy en Valois. Ad accoglierli una donna in lacrime che, affranta dal dolore, raccontò loro le proprie sventure e di come, appena pochi giorni prima, suo marito fosse stato ucciso dai Vandali. Alla donna, ora, tutto ciò che le restava era un bimbo piccolo che piangeva nella culla.

Commossi dinanzi a tale disgrazia, Crispino e Crispiniano si recarono nel bosco vicino e, dopo aver abbattuto un grosso albero, intagliarono due piccoli sandaletti che posarono dinanzi al camino spento. Poco dopo, inginocchiatisi in preghiera, i trucioli che avevano gettato nel camino iniziarono a danzare e brillare. Quelli che fino a pochi istanti prima erano nient’altro che miseri trucioli di legno divennero luccicanti pepite d’oro. Fu così che Crispino e Crispiniano furono proclamati patroni dei calzolai.

Ancora oggi, ogni 25 Ottobre, si tengono i festeggiamenti in onore di San Crispino. Per l’occasione, una Santa Messa viene celebrata nella Chiesa di San Domenico ad Acquaviva delle Fonti, dove è conservato un quadro del santo.
42.raffaele
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42.raffaele 13/03/2016 ore 14:53 Quota
scrib
Partecipante
scrib 13/03/2016 ore 16:39

(nessuno) Crispino e Crispiniano, santi patroni dei calzolai.















IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 13/03/2016 ore 19:44 Quota

(nessuno) Crispino e Crispiniano, santi patroni dei calzolai.

Diventarono patroni dei calzolai e dei ciabattini. In alcune località si distingue fra Crispino, protettore dei calzolai e Crispiniano, dei ciabattini. Sovente, per estensione, proteggono tutti i lavoratori del cuoio, sellai, guantai, conciatori. Nell’iconografia popolare si tende a raffigurare Crispino con le fattezze di un giovane e Crispiniano con quelle di un uomo attempato. La raffigurazione più comune li presenta intenti al lavoro, su alcune immaginette devozionali mentre stanno facendo degli improbabili zoccoli (quello stesso tipo di calzature, solitamente in legno, che compaiono nelle immaginette di Natale, specie francesi).

IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 13/03/2016 ore 19:47 Quota

(nessuno) Crispino e Crispiniano, santi patroni dei calzolai.

Tante le tradizioni e i proverbi legati a san Crispino. Uno per tutti, il napoletano: Dicette san Crispino a la cummara: chi pratteca se ‘mpara. “Disse san Crispino alla comare, chi pratica impara”, e cioè: “La pratica val più della grammatica.”

masterchef.italia
Partecipante
masterchef.italia 13/03/2016 ore 20:21

(nessuno) Crispino e Crispiniano, santi patroni dei calzolai.

;-) ;-) ;-) ;-) ;-) ;-) ;-) ;-) ;-) ;-) ;-)
serena.10
Partecipante
serena.10 13/03/2016 ore 20:55

(nessuno) Crispino e Crispiniano, santi patroni dei calzolai.

@42.raffaele scrive:
questa non la sapevo...



Crispino e Crispiniano (m. Soissons, 25 ottobre 286) furono due giovani cristiani che subirono il martirio durante l'impero di Massimiano.



serena.10
Partecipante
serena.10 13/03/2016 ore 20:58

(nessuno) Crispino e Crispiniano, santi patroni dei calzolai.

@scrib :

Forse il giorno di San Crispino è meglio conosciuto per essere citato da Shakespeare nell'Enrico V (1599), nello specifico dallo stesso re Enrico V nel discorso ai suoi uomini prima della battaglia di Agincourt, avvenuta il 25 ottobre 1415.





I Santi Crispino e Crispiniano, Olio su tela, XVIII secolo. Nepi (VT) Chiesa di San Giovanni Decollato
serena.10
Partecipante
serena.10 13/03/2016 ore 21:02

(nessuno) Crispino e Crispiniano, santi patroni dei calzolai.

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
Crispino e Crispiniano, santi patroni dei calzolai.
Diventarono patroni dei calzolai e dei ciabattini. In alcune località si distingue fra Crispino, protettore dei calzolai e Crispiniano, dei ciabattini. Sovente, per estensione, proteggono tutti i lavoratori del cuoio, sellai, guantai, conciatori. Nell’iconografia popolare si tende a raffigurare Crispino con le fattezze di un giovane e Crispiniano con quelle di un uomo attempato. La raffigurazione più comune li presenta intenti al lavoro, su alcune immaginette devozionali mentre stanno facendo degli improbabili zoccoli (quello stesso tipo di calzature, solitamente in legno, che compaiono nelle immaginette di Natale, specie francesi).








Crispino nacque a Viterbo, nella contrada detta del Bottarone, il 13 novembre 1668; fu battezzato il 15 dello stesso mese nella chiesa di S. Giovanni Battista con il nome di Pietro. Il padre Ubaldo Fioretti era un artigiano e aveva sposato Marzia (la mamma) già vedova e con una figlia. Pietro rimane orfano di padre in ancor età, e la mamma vedova per la seconda volta si sposa con il fratello di Ubaldo Francesco, un calzolaio a lui molto affezionato e che al nipotino fece frequentare le scuole dei gesuiti e che quindi accolse come apprendista nella sua bottega di calzolaio.

Pietro indossò l'abito cappuccino nel convento della Palanzana di Viterbo il 22 luglio 1693, festa di S. Maria Maddalena, assumendo il nome Crispino da Viterbo, dopo l'anno di noviziato, il 22 luglio 1694, fu trasferito a Tolfa, dove rimase tre anni, per qualche mese rimase a Roma e fino al 1703 dimorò ad Albano, da qui fu trasferito a Monterotondo dove rimase per oltre sei anni, fino 1709; da quest'anno e per quaranta anni rimase ad Orvieto, dove fu ortolano fino al gennaio de1 1710, e poi questuante.

Fra Crispino era veramente esigente con i religiosi, ma non era pessimista nei confronti dell'Ordine Cappuccino: reputava una grande grazia poter in esso servire Dio. Incontrando un fanciullo orvietano, Girolamo, figlio di Maddalena Rosati, gli prediceva che sarebbe stato cappuccino, cantarellandogli: "Senza pane e senza vino, fraticello di fra Crispino". Il ragazzo si fece frate col nome di Giacinto da Orvieto e mori ancor chierico a Palestrina, appena ventunenne, nel 1749.

Vi sono poi degli aforismi adatti all'indole di fra Crispino. Con essi egli scherza allegramente su fatti e situazioni spesso penosi, con un inesauribile senso di humour: Il droghiere orvietano Francesco Barbareschi, tormentato dalla podagra, era da fra Crispino invitato lepidamente "a prender l'asta d'Achille, cioè la vanga, e faticare nella villa Crispigniana, chiamando così il suo orticello, ove seminava l'insalata e piantava gli erbaggi per i benefattori". Bruciante come una frustata in faccia, la risposta data ad un altro che gli chiedeva di esser guarito dallo stesso male: "Il vostro male è più di chiragra che di podagra, perché... non pagate chi deve avere: li vostri operai e servitori piangono...". Alla principessa Barberini, che voleva veder guarito subito il figlio Carlo rispose: "Eh, non ti basta che guarisca nell'Anno Santo? ...Eh, che vuoi pigliare il Signore per la barba? Bisogna ricevere da Dio le grazie quando lui le vuol fare". A Cosimo Puerini, dispiacente di dare in elemosina una fiasca di vino buono, Crispino dice: "Eh, che vuoi fare il sacrificio di Caino?". Dopo che un cappuccino era scampato per miracolo alla morte nel tentativo di attraversare un fiume in piena, fra Crispino cantarellò: "Torbida si vede, torbida si lassa; son un gran matto, se si passa".
A fra Crispino capitava spesso di dover parlare di se agli altri, per aiutarli a farsi sul suo conto un'idea più rispondente alla realtà. Diceva spesso: "Sono peggiore dei merangoli, da' quali pure se ne ricava un poco di sugo, ma da me cosa vogliono ricavare?". Per sottrarsi a lodi ed ammirazione, fra Crispino ricorreva spesso ad immagini e similitudini. A chi gli diceva di non rovinare la minestra con l'assenzio rispondeva: "Ogni amaro tenetelo caro", oppure "Questo assenzio se non è secondo il gusto, è secondo lo spirito". A chi lo commiserava vedendolo camminare sotto la pioggia, diceva: "Amico, io cammino tra una goccia e l'altra", oppure tirava in ballo la sua "sibilla " che gli teneva "l'ombrella sopra il capo" o gli portava le pesanti bisacce.
Essendo andato a visitare il cardinale Filippo Antonio Gualtieri, questi gli chiese perché mai, per l'occasione, non avesse indossato un abito e un mantello un poco migliori. E Crispino rispose, allargando il mantello, che questo riluceva da tutte le parti, volendo significare che era logoro e sbucato. A chi si esaltava per i suoi miracoli, diceva: "Eh via, di che vi meravigliate? Non è già cosa nuova che Dio faccia miracoli"; "E non sai, amico, che san Francesco li sa fare i miracoli?". A Montefiascone, al popolo che gli tagliuzzava il mantello per farne reliquie, gridava: "Ma che fate, o povera gente! Quanto sarebbe meglio che tagliaste la coda ad un cane! Che siete matti? Tanto fracasso per un asino che passa! Andate in chiesa a pregare Iddio!". L'umile bestia da soma tornava spesso nei discorsi di fra Crispino. Un giorno disse al p. Giovanni Antonio: "Padre guardiano, fra Crispino è un asino, ma la capezza che lo guida sta nelle vostre mani; però, quando volete che vada o si fermi, tirategli o allentategli la capezza". Quando si faceva aiutare a porsi sulle spalle le bisacce, tutto allegro e gioviale egli diceva: "Carica l'asino e va alla fiera"; e a chi gli chiedeva perché mai non si coprisse il capo contro la pioggia o il sole, rispondeva: "Non sai che l'asino non porta il cappello? E che io sono l'asino dei cappuccini?". Ma alcune volte soggiungeva con serietà: "Sai perché non porto la testa coperta? Perché rifletto che sempre sto alla presenza di Dio".

Il peregrinare di fra Crispino per le campagne orvietane durò quasi quarant'anni, con due brevi interruzioni che lo portarono per alcuni mesi a Bassano e per altri a Roma. Lasciò definitivamente Orvieto il 13 maggio 1750, diretto verso l'infermeria di Roma dove morì il 19 maggio 1750.

Fra Crispino fu beatificato il 7 settembre 1806 da papa Pio VII, canonizzato il 20 giugno 1982 da papa Giovanni Paolo II (è stato il primo santo canonizzato da questo papa).







serena.10
Partecipante
serena.10 13/03/2016 ore 21:09

(nessuno) Crispino e Crispiniano, santi patroni dei calzolai.

gufo59
Partecipante
gufo59 14/03/2016 ore 00:53

(nessuno) Crispino e Crispiniano, santi patroni dei calzolai.

@42.raffaele : vedi cosa servono i forum ad aprendere quello che non si sa io qui ho imparato tante cose notte :bye :fiore
scrib
Partecipante
scrib 14/03/2016 ore 07:02

(nessuno) Crispino e Crispiniano, santi patroni dei calzolai.

@serena.10 : :ok :ok :fiore
IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 14/03/2016 ore 10:06 Quota

(nessuno) Crispino e Crispiniano, santi patroni dei calzolai.

@gufo59 scrive:
vedi cosa servono i forum ad aprendere quello che non si sa io qui ho imparato tante cose

:rosa nn si finisce mai di imparare cose nuove

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