Forum - personaggi famosi(miti)

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IOXSONGXLEGGEND 19/02/2016 ore 20:27 Quota

(nessuno) Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento

Antonio De Curtis, in arte Totò,


nasceva il 15 febbraio del 1898, a Napoli, nel cuore del quartiere Sanità.






"Signori si nasce e io lo nacqui, modestamente". È una delle citazioni più celebri e amate di Totò, che il 15 febbraio del 1898, veniva al mondo, e per non smentire la popolarissima frase, nasceva proprio con una quota di sangue blu. Non tutti sanno che l'amato Totò, uno dei più grandi drammaturghi e comici napoletani del Novecento, era stato battezzato Antonio Vincenzo Stefano Clemente. Un nome altisonante che il pubblico facilmente avrebbe ricordato come invece avvenne con il lezioso vezzeggiativo napoletano che lo ha reso immortale.

Figlio della siciliana da Anna Clemente e dal marchese Giuseppe De Curtis, nacque nel rione Sanità, in via Santa Maria Antesaecula, dalla relazione tra sa madre e il nobile, che si rifiuto di riconoscerlo. Per questo fu adottato nel 1933 dal marchese Francesco Maria Gagliardi Focas. Giovanissimo, cominciò a muovere i primi passi nel teatro, assecondando quel talento istrionico che avrebbe fatto del suo viso e del suo inconfondibile profilo una maschera perfetta. Fu allora che ebbe inizio una produzione fecondissima: dal teatro (con 50 rappresentazioni) all'allora nascente cinema (97 film, di cui alcuni divenuti capolavori), alla televisione, dove, pure, non disdegnava di comparire. A renderlo noto al grande pubblico furono le decine di pellicole che lo videro protagonista con il sostegno di spalle magistrali come Nino Taranto, Peppino De Filippo – con il quale nacque un lungo e proficuo sodalizio artistico – e Erminio Macario. Alcune delle scene dei successi da lui interpretati sono entrati nella storia del cinema italiano: come non ricordare la scena della scrittura della lettera ne Totò Peppino e a a Malafemmina o quella della danza sul tavolo, con tanto di spaghetti grondanti salsa in mano, in Miseria e Nobiltà.  Morì nel 1967, quasi cieco a causa di una grave forma di corioretinite, forse acuita dalla prolungata esposizione ai fari di scena.

A 118 anni dalla morte a Napoli, nella sua città natale, è vivissimo il ricordo di Totò. Proprio in occasione del compleanno del principe della risata torna attuale la questione riguardante la mancata apertura del Museo dedicato all'artista, progettato nel Palazzo dello Spagnolo in via Vergini, dove il giovanissimo Antonio De Curtis visse i primi anni della sua vita. L'iniziativa, messa in campo molti anni fa, si è via via arenata senza che vi siano, attualmente, notizie precise sull'apertura del museo. In attesa di un luogo che possa commemorare il grande Totò, si sono svolte diverse iniziative in suo nome. Tra questa un itinerario dei luoghi che hanno segnato la vita di Totò a Napoli guidata realizzato in collaborazione con la Annalisa D’Inverno, coautrice del libro inchiesta: “Totò Memories: Vent’anni di inutili attese” pubblicato nel 2015; e con la partecipazione di Francesco Ruotolo, consigliere speciale alla “Memoria” della Municipalità 3 di Napoli. Lunedì 15 febbraio 106 alle 1 e 30, invece, presso il teatro comunale di San Vitaliano, con Liliana ed Elena de Curtis, Antonio Falcone, Mimmo Falco e Angelo Ciaravolo ricorderanno la vita artistica del principe con le testimonianze dei protagonisti del cinema italiano, attraverso la proiezioni di alcune immagini. Le più celebri canzoni e le poesie di Antonio De Curtis verranno eseguite dall'Accademia delle arti " Lo sberleffo" con la partecipazione straordinaria di Geppino D'Alessandro. Al termine dell'incontro, verrà presentato il " Dolce Totò 2016 ", una torta da guinness dei primati preparata secondo le loro ricette tradizionali.
IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 19/02/2016 ore 20:35 Quota

(nessuno) Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento

L'orazione funebre venne tenuta da Nino Taranto:

« Amico mio, questo non è un monologo, ma un dialogo perché sono certo che mi senti e mi rispondi, la tua voce è nel mio cuore, nel cuore di questa Napoli, che è venuta a salutarti, a dirti grazie perché l'hai onorata. Perché non l'hai dimenticata mai, perché sei riuscito dal palcoscenico della tua vita a scrollarle di dosso quella cappa di malinconia che l'avvolge. Tu amico hai fatto sorridere la tua città, sei stato grande, le hai dato la gioia, la felicità, l'allegria di un'ora, di un giorno, tutte cose di cui Napoli ha tanto bisogno. I tuoi napoletani, il tuo pubblico è qui, ha voluto che il suo Totò facesse a Napoli l'ultimo "esaurito" della sua carriera, e tu, tu maestro del buonumore questa volta ci stai facendo piangere tutti. Addio Totò, addio amico mio, Napoli, questa tua Napoli affranta dal dolore vuole farti sapere che sei stato uno dei suoi figli migliori, e che non ti scorderà mai, addio amico mio, addio Totò.

serena.10
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serena.10 19/02/2016 ore 20:36

(nessuno) Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
ignori si nasce e io lo nacqui, modestamente". È una delle citazioni più celebri e amate di Totò


I primi esordi e il variété :clap :clap :cuore







Dopo il servizio militare, avrebbe dovuto fare l'ufficiale di marina ma, non digerendo la disciplina, scappò di casa per esibirsi ancora come macchiettista; venne scritturato dall'impresario Eduardo D'Acierno (diventò poi celebre la macchietta de Il bel Ciccillo, riproposta nel 1949 nel film Yvonne la nuit) e ottenne un primo successo alla Sala Napoli, locale minore del capoluogo campano, con una parodia della canzone di E. A. Mario Vipera, intitolata Vicolo, che aveva sentito recitare dall'attore Nino Taranto al teatro Orfeo e che chiese allo stesso se poteva "rubargliela".

All'inizio degli anni Venti il marchese Giuseppe De Curtis riconobbe Totò come figlio e regolarizzò la situazione familiare sposandone la madre. Riunita, la famiglia si trasferì a Roma, ove Totò, con la disapprovazione totale dei genitori, fu scritturato come "straordinario" - cioè un elemento da utilizzare occasionalmente e senza nessun compenso - nella compagnia dell'impresario Umberto Capece, un reparto composto da attori scadenti e negligenti. Si affacciò così alla commedia dell'arte e guadagnò un particolare apprezzamento del pubblico impersonando sul palco l'antagonista di Pulcinella. Tuttavia, il giovane si sacrificava non poco per raggiungere il teatro: dal momento che non aveva i soldi neanche per un biglietto del tram, doveva partire da Piazza Indipendenza per arrivare a Piazza Risorgimento, che si trovava dall'altra parte della città; a tal proposito, nella stagione invernale, chiese qualche moneta all'impresario Capece che, in modo esageratamente brusco e inaspettato, lo esonerò e lo sostituì all'istante con un altro "straordinario". L'episodio fu un duro colpo per Totò, che rimase esterrefatto e dopo aver raccolto i suoi effetti si allontanò a malincuore dal teatro.
MASA.NIELLO
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MASA.NIELLO 19/02/2016 ore 20:41 Quota

(nessuno) Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento

In tempi lontani i più famosi divi dello schermo e del palcoscenico venivano effigiati in CARTOLINE POSTALI vendute nelle edicole e nelle cartolerie.

Molti erano i collezionisti che si portavano a casa e deponevano, devotamente, nei loro album queste cartoline con i loro "divi" preferiti.

Totò era uno dei più richiesti e queste CARTOLINE oggi sono le più rare delle raccolte.
IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 19/02/2016 ore 20:42 Quota
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IOXSONGXLEGGEND 19/02/2016 ore 20:43 Quota

(nessuno) Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento

@MASA.NIELLO : Totò vestito da Napoleone nello spettacolo A prescindere (1956-1957

serena.10
Partecipante
serena.10 19/02/2016 ore 20:46

(nessuno) Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
Totò vestito da Napoleone nello spettacolo A prescindere (1956-1957








bazzecole, quisquilie, pinzellacchere! »
(Un modo di dire tipico di Totò)
serena.10
Partecipante
serena.10 19/02/2016 ore 20:46

(nessuno) Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento

@MASA.NIELLO scrive:
Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento
In tempi lontani i più famosi divi dello schermo e del palcoscenico venivano effigiati in CARTOLINE POSTALI vendute nelle edicole e nelle cartolerie.

Molti erano i collezionisti che si portavano a casa e deponevano, devotamente, nei loro album queste cartoline con i loro "divi" preferiti.

Totò era uno dei più richiesti e queste CARTOLINE oggi sono le più rare delle raccolte.

masaiello ciao ,grazie :-) :rosa
serena.10
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serena.10 19/02/2016 ore 20:47

(nessuno) Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento








Tra il 1923 e il 1927 si esibì nei principali caffè-concerto italiani, facendosi conoscere anche a livello nazionale. Grazie ai maggiori guadagni, poté finalmente permettersi di vestire abiti eleganti e di curare maggiormente il suo aspetto fisico, con i capelli impomatati e le desiderate basette alla Rodolfo Valentino; fu un periodo roseo soprattutto per quanto riguarda le donne, con le quali ebbe una serie di avventure (per lo più con sciantose e ballerine), tanto che acquisì presto il titolo di un vero «sciupafemmene». Prima di iniziare un suo spettacolo, sbirciava sempre tra il pubblico alla ricerca della "bella di turno" alla quale dedicare la sua esibizione, che il più delle volte, dopo varie serate, lo raggiungeva nel suo camerino durante l'intervallo o al termine dello spettacolo.

Nel 1927 fu scritturato da Achille Maresca, titolare di due diverse compagnie; Totò entrò a far parte prima della compagnia di cui era primadonna Isa Bluette, una delle soubrette più in voga del periodo, e poi, dal 1928 di quella di Angela Ippaviz; gli autori erano "Ripp" (Luigi Miaglia) e "Bel Ami" (Anacleto Francini). Nella prima compagnia conobbe Mario Castellani, destinato a diventare in seguito una delle sue "spalle" più fedeli ed apprezzate.

Nel 1929, mentre si trovava a La Spezia con la compagnia di Achille Maresca, venne contattato dal barone Vincenzo Scala, il titolare del botteghino del teatro Nuovo di Napoli, che fu mandato dall'impresario Eugenio Aulicio per scritturarlo come "vedette" in alcun spettacoli di Mario Mangini e di Eduardo Scarpetta, tra cui Miseria e nobiltà, Messalina e I tre moschettieri (dove impersonò d'Artagnan), accanto a Titina De Filippo. Messalina rimase particolarmente impresso negli occhi del pubblico, in quanto Totò improvvisò una scenetta in cui si arrampicò su per il sipario e fece smorfie e sberleffi agli spettatori, i quali andarono totalmente in visibilio
serena.10
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serena.10 19/02/2016 ore 20:51

(nessuno) Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento

@MASA.NIELLO scrive:
Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento
@serena.10 scrive:
ciao ,grazie

ciao

IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 19/02/2016 ore 20:53 Quota

(nessuno) Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento

@serena.10 :

La tomba di Totò è una delle più visitate dagli italiani, che spesso vi si recano per lasciare dolci e biglietti



serena.10
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serena.10 19/02/2016 ore 20:56

(nessuno) Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento


Il Giallo sul Cognome di Totò, era veramente Nobile?


ual è la vera storia di Totò? Era veramente nobile? Certi dettagli fanno presuppore che...

Totò era veramente nobile?
Per noi fan che lo abbiamo apprezzato e ammirato lui resta comunque un gran nobile Signore ma vediamo i dubbi sorti in merito al cognome del Principe. Totò nasce il 15 novembre del 1898. Sull’atto di nascita, depositato presso il comune di Napoli, risulta registrato con il nome di Clemente Antonio, figlio di Clemente Anna nubile.

















Della nascita di Totò si conosce una versione ufficiale, chiaramente fatta circolare da egli stesso; questa versione fu scritta la prima volta nel libro di Passarelli e Ferrau “Siamo uomini o caporali” e successivamente fu ripresa da Franca Faldini, da Diana Rogliani e dalla figlia Liliana.

Si racconta che Anna Clemente, figlia di una famiglia molto povera, si fosse innamorata di un certo marchesino di nome Giuseppe de Curtis, un piccolo rampollo di una antica casata ormai decaduta.

Dopo un pò di tempo passato ad amoreggiare Anna Clemente resta incinta. A questo punto il marchese terrorizzato dai parenti e dalle nobili tradizioni della sua famiglia, decide di scomparire. Così la giovane Anna, aiutata dalla madre, decide di allevare con i pochi mezzi a sua disposizione, il piccolo Totò. Tira su cosi il figlio di quella relazione sognando per lui un futuro da ufficiale di Marina.

I soldi per tirar su questo figlio, non si sa da dove provenissiero. Nelle memorie non è dato sapere come Anna Clemente e sua madre si procurassero il sostentamento. C’è chi dice che lavoravano come lavandaie, chi come portinaie, chi invece avvalorano l’ipotesi che lo stesso marchese passasse un assegno mensile alle due donne.

Certo è che nei racconti giovanili di Totò non c’è traccia di suo padre. Il racconto prosegue con la morte improvvisa del padre del marchesino, che da a questo punto via libera al riavvicinamento tra i due giovani amanti. Passano ancora qualche anno prima che il marchesino de Curtis decida di sposare finalmente Anna Clemente e togliere quel bruttissimo n.n. dal certificato di nascita di Totò.

Questo racconto non è però facilmente verificabile in ambito storico. Andiamo per punti e vediamo perchè la versione ufficiale non convince più di tanto. Inanzitutto, perchè il marchese de Curtis, che pure non aveva ereditato nulla dal genitore, che si diceva fosse ridotto in miseria, ha obbedito al divieto di sposare Anna Clemente fino a diversi anni dopo della morte del padre? Da cosa fu determinato il suo tardivo ripensamento, avvenuto quando aveva già intorno ai 50 anni?

Questi e molti altri interrogativi ci portano a rivedere drasticamente il racconto tramandato. Ci sembra molto probabile che Totò fosse alla ricerca disperata di un padre e, per di più, che avesse delle origini nobiliari. Trovare un nome altisonante, avrebbe permesso di dimostrare a tutti che lui un nome lo aveva e che per di più era un nome importante, il più importante di tutti.

Il giallo sul cognome di Totò si infittisce ancora di più grazie alla testimonianza di Diana Rogliani (una delle mogli di Totò). Racconta Diana che un giorno Totò, ormai divenuto un personaggio noto del teatro italiano, decise di andare a trovare il presunto nobile padre, e gli propose di unirsi in matrimonio con la madre in cambio di un vitalizio e in cambio ovviamente dell’aquisizione del suo cognome. Il racconto di Diana è molto importante perchè venne fatto ben prima che Totò diventasse famoso e ben prima che Totò divulgasse la sua verità sulle sue origini.

In questo guazzabuglio di versioni una cosa però appare certa, Totò il padre se lo è cercato con forza e lo ha fortemente voluto proprio per darsi quel nome che gli era venuto a mancare da ragazzo. Nel corso degli anni, Totò cercò poi una sfilza di altri parenti nobili da cui farsi adottare, come il principe Gagliardi, e alla sua morte aveva collezionato una sfilza enorme di titoli nobiliari.

Ecco l’elenco dei titoli di Totò: Focas Flavio Angelo, Ducas Comneno de Curtis di Bisanzio Gagliari Antonio Giuseppe di Luigi Napoli, Principe Conte Palatino, Cavaliere del Sacro Romano Impero, Nobile Altezza Reale….ed ovviamente Totò.

Ovunque stia la verità il titolo di principe bisogna comunque darglielo a pieno titolo, perchè nella sua vita ha saputo come pochi sfruttare il suo immane talento per far fare a tantissime persone una sana risata.
IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 19/02/2016 ore 20:57 Quota

(nessuno) Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento

@serena.10 scrive:
Ovunque stia la verità il titolo di principe bisogna comunque darglielo a pieno titolo, perchè nella sua vita ha saputo come pochi sfruttare il suo immane talento per far fare a tantissime persone una sana risata.

:cuore :cuore
serena.10
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serena.10 19/02/2016 ore 20:58

(nessuno) Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento

Totò e Aldo Fabrizi litigarono animatamente! Il Motivo
Inserito in Cinema | Scritto lunedì, 08 febbraio 2016 | Autore Valentina | Commenta per primo
Forse non tutti lo sapevate ma i due grandi amici litigarono e di brutto per...

Totò e Aldo Fabrizi oltre che colleghi di set sono stati anche grande amici. Fabrizi era la persona che Totò più frequentava nella vita privata, con lui si perdeva in una mare di risate. La loro sincera amicizia inizia 40 prima quando ancora condividevano palcoscenici di provincia di mezza Italia. Fabrizi stesso rivela:

“Lavorare con Totò era un piacere, una gioia, un godimento perché oltre ad essere quell’attore che tutti riconosciamo era anche un compagno corretto, un amico fedele e un’anima veramente nobile… Arrivati davanti alla macchina da presa, cominciavamo l’allegro gioco della recitazione prevalentemente estemporanea che per noi era una cosa veramente dilettevole. C’era solamente un inconveniente, che diventando spettatori di noi stessi ci capitava frequentemente di non poter più andare avanti per il troppo ridere.”








Come abbiamo già detto Fabrizi era molto scherzoso e Totò lo stava ad ascoltare fino a tardi e rideva come un bambino. Anche Fabrizi apri le porte di casa sue a pochissime persone e una di queste era il Principe della Risata

Come ricorda Dante Maggio, fratello della celebre Pupella: Nel corso di un film Fabrizi finisce col litigare con tutti. Ebbe anche un diverbio con Totò quando lo diresse in Una di quelle perché, in una scena di pioggia artificiale scrosciante, una comparsa che doveva dare uno spintone a Totò dicendo una battuta continuava a sbagliare e Totò, stufo di infracicarsi, gli aveva detto che scritturasse per il ruolo qualcuno minimamente in grado di recitare invece di una schiappa. Lui, tra le altre frasi pittoresche, gli rispose che la smettesse di fare il burattino e accadde il finimondo.

Totò lasciò il set e non vi rimise piede che dopo due giorni e solo quando Fabrizi gli aveva presentato le sue scuse. Tutto questo però lo fa solo per via del suo caratteraccio che si accende come un cerino. Altrimenti non c’è persona migliore di Aldo. E nessuno che abbia tenuto Totò in più considerazione di lui, come del resto lo teneva Totò che di Fabrizi aveva una stima immensa come attore.

Nonostante la lite che ha rischiato di mandare a monte una bella amicizia, i due hanno continuato a stimarsi come prima
scrib
Partecipante
scrib 20/02/2016 ore 11:30

(nessuno) Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento

scrib
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scrib 20/02/2016 ore 11:31

(nessuno) Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento







k.loe
Partecipante
k.loe 20/02/2016 ore 11:45 Quota
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scrib 21/02/2016 ore 10:58

(nessuno) Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento

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