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serena.10
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serena.10 19/02/2016 ore 20:51

(nessuno) Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento

@MASA.NIELLO scrive:
Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento
@serena.10 scrive:
ciao ,grazie

ciao

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IOXSONGXLEGGEND 19/02/2016 ore 20:53 Quota

(nessuno) Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento

@serena.10 :

La tomba di Totò è una delle più visitate dagli italiani, che spesso vi si recano per lasciare dolci e biglietti



serena.10
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serena.10 19/02/2016 ore 20:56

(nessuno) Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento


Il Giallo sul Cognome di Totò, era veramente Nobile?


ual è la vera storia di Totò? Era veramente nobile? Certi dettagli fanno presuppore che...

Totò era veramente nobile?
Per noi fan che lo abbiamo apprezzato e ammirato lui resta comunque un gran nobile Signore ma vediamo i dubbi sorti in merito al cognome del Principe. Totò nasce il 15 novembre del 1898. Sull’atto di nascita, depositato presso il comune di Napoli, risulta registrato con il nome di Clemente Antonio, figlio di Clemente Anna nubile.

















Della nascita di Totò si conosce una versione ufficiale, chiaramente fatta circolare da egli stesso; questa versione fu scritta la prima volta nel libro di Passarelli e Ferrau “Siamo uomini o caporali” e successivamente fu ripresa da Franca Faldini, da Diana Rogliani e dalla figlia Liliana.

Si racconta che Anna Clemente, figlia di una famiglia molto povera, si fosse innamorata di un certo marchesino di nome Giuseppe de Curtis, un piccolo rampollo di una antica casata ormai decaduta.

Dopo un pò di tempo passato ad amoreggiare Anna Clemente resta incinta. A questo punto il marchese terrorizzato dai parenti e dalle nobili tradizioni della sua famiglia, decide di scomparire. Così la giovane Anna, aiutata dalla madre, decide di allevare con i pochi mezzi a sua disposizione, il piccolo Totò. Tira su cosi il figlio di quella relazione sognando per lui un futuro da ufficiale di Marina.

I soldi per tirar su questo figlio, non si sa da dove provenissiero. Nelle memorie non è dato sapere come Anna Clemente e sua madre si procurassero il sostentamento. C’è chi dice che lavoravano come lavandaie, chi come portinaie, chi invece avvalorano l’ipotesi che lo stesso marchese passasse un assegno mensile alle due donne.

Certo è che nei racconti giovanili di Totò non c’è traccia di suo padre. Il racconto prosegue con la morte improvvisa del padre del marchesino, che da a questo punto via libera al riavvicinamento tra i due giovani amanti. Passano ancora qualche anno prima che il marchesino de Curtis decida di sposare finalmente Anna Clemente e togliere quel bruttissimo n.n. dal certificato di nascita di Totò.

Questo racconto non è però facilmente verificabile in ambito storico. Andiamo per punti e vediamo perchè la versione ufficiale non convince più di tanto. Inanzitutto, perchè il marchese de Curtis, che pure non aveva ereditato nulla dal genitore, che si diceva fosse ridotto in miseria, ha obbedito al divieto di sposare Anna Clemente fino a diversi anni dopo della morte del padre? Da cosa fu determinato il suo tardivo ripensamento, avvenuto quando aveva già intorno ai 50 anni?

Questi e molti altri interrogativi ci portano a rivedere drasticamente il racconto tramandato. Ci sembra molto probabile che Totò fosse alla ricerca disperata di un padre e, per di più, che avesse delle origini nobiliari. Trovare un nome altisonante, avrebbe permesso di dimostrare a tutti che lui un nome lo aveva e che per di più era un nome importante, il più importante di tutti.

Il giallo sul cognome di Totò si infittisce ancora di più grazie alla testimonianza di Diana Rogliani (una delle mogli di Totò). Racconta Diana che un giorno Totò, ormai divenuto un personaggio noto del teatro italiano, decise di andare a trovare il presunto nobile padre, e gli propose di unirsi in matrimonio con la madre in cambio di un vitalizio e in cambio ovviamente dell’aquisizione del suo cognome. Il racconto di Diana è molto importante perchè venne fatto ben prima che Totò diventasse famoso e ben prima che Totò divulgasse la sua verità sulle sue origini.

In questo guazzabuglio di versioni una cosa però appare certa, Totò il padre se lo è cercato con forza e lo ha fortemente voluto proprio per darsi quel nome che gli era venuto a mancare da ragazzo. Nel corso degli anni, Totò cercò poi una sfilza di altri parenti nobili da cui farsi adottare, come il principe Gagliardi, e alla sua morte aveva collezionato una sfilza enorme di titoli nobiliari.

Ecco l’elenco dei titoli di Totò: Focas Flavio Angelo, Ducas Comneno de Curtis di Bisanzio Gagliari Antonio Giuseppe di Luigi Napoli, Principe Conte Palatino, Cavaliere del Sacro Romano Impero, Nobile Altezza Reale….ed ovviamente Totò.

Ovunque stia la verità il titolo di principe bisogna comunque darglielo a pieno titolo, perchè nella sua vita ha saputo come pochi sfruttare il suo immane talento per far fare a tantissime persone una sana risata.
IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 19/02/2016 ore 20:57 Quota

(nessuno) Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento

@serena.10 scrive:
Ovunque stia la verità il titolo di principe bisogna comunque darglielo a pieno titolo, perchè nella sua vita ha saputo come pochi sfruttare il suo immane talento per far fare a tantissime persone una sana risata.

:cuore :cuore
serena.10
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serena.10 19/02/2016 ore 20:58

(nessuno) Uno dei più grandi e amati drammaturghi e comici del Novecento

Totò e Aldo Fabrizi litigarono animatamente! Il Motivo
Inserito in Cinema | Scritto lunedì, 08 febbraio 2016 | Autore Valentina | Commenta per primo
Forse non tutti lo sapevate ma i due grandi amici litigarono e di brutto per...

Totò e Aldo Fabrizi oltre che colleghi di set sono stati anche grande amici. Fabrizi era la persona che Totò più frequentava nella vita privata, con lui si perdeva in una mare di risate. La loro sincera amicizia inizia 40 prima quando ancora condividevano palcoscenici di provincia di mezza Italia. Fabrizi stesso rivela:

“Lavorare con Totò era un piacere, una gioia, un godimento perché oltre ad essere quell’attore che tutti riconosciamo era anche un compagno corretto, un amico fedele e un’anima veramente nobile… Arrivati davanti alla macchina da presa, cominciavamo l’allegro gioco della recitazione prevalentemente estemporanea che per noi era una cosa veramente dilettevole. C’era solamente un inconveniente, che diventando spettatori di noi stessi ci capitava frequentemente di non poter più andare avanti per il troppo ridere.”








Come abbiamo già detto Fabrizi era molto scherzoso e Totò lo stava ad ascoltare fino a tardi e rideva come un bambino. Anche Fabrizi apri le porte di casa sue a pochissime persone e una di queste era il Principe della Risata

Come ricorda Dante Maggio, fratello della celebre Pupella: Nel corso di un film Fabrizi finisce col litigare con tutti. Ebbe anche un diverbio con Totò quando lo diresse in Una di quelle perché, in una scena di pioggia artificiale scrosciante, una comparsa che doveva dare uno spintone a Totò dicendo una battuta continuava a sbagliare e Totò, stufo di infracicarsi, gli aveva detto che scritturasse per il ruolo qualcuno minimamente in grado di recitare invece di una schiappa. Lui, tra le altre frasi pittoresche, gli rispose che la smettesse di fare il burattino e accadde il finimondo.

Totò lasciò il set e non vi rimise piede che dopo due giorni e solo quando Fabrizi gli aveva presentato le sue scuse. Tutto questo però lo fa solo per via del suo caratteraccio che si accende come un cerino. Altrimenti non c’è persona migliore di Aldo. E nessuno che abbia tenuto Totò in più considerazione di lui, come del resto lo teneva Totò che di Fabrizi aveva una stima immensa come attore.

Nonostante la lite che ha rischiato di mandare a monte una bella amicizia, i due hanno continuato a stimarsi come prima
scrib
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scrib 20/02/2016 ore 11:30

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scrib
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scrib 20/02/2016 ore 11:31

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k.loe
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k.loe 20/02/2016 ore 11:45 Quota

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