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serena.10
Partecipante
serena.10 15/02/2016 ore 20:11

(nessuno) Gennaro Verolino, lo sconosciuto eroe campano che si oppose al Nazismo

Nell'opera educativa della Chiesa emerge con evidenza il ruolo primario della testimonianza, perché come diceva Paolo VI: «L'uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, e se ascolta i maestri lo fa perché sono anche testimoni credibili e coerenti della parola che annunciano e vivono». Oggi, più che mai, cercansi educatori che siano maestri e testimoni. Ultimamente, nella nostra Acerra, è emersa la splendida testimonianza di Mons. Gennaro Verolino.

La storia di questo piccolo uomo, semplice ed umile, è venuta alla luce il 10 ottobre 2004, in occasione della consegna del premio Per Anger, conferitogli dal Primo Ministro svedese Persson.

Mons. Verolino, insieme ad altri generosi ambasciatori presenti a Budapest, non solo ha salvato nel 1944 venticinquemila ebrei ungheresi dalla deportazione, ma 'ha salvato la dignità dell'umanità intera'.

«In tanti ' mi ricordava il 17 dicembre 2004 a Roma ' bussavano alle porte della nunziatura sulla collina di Buda. Bussavano e noi aprivamo la porta: il salone era diventato un dormitorio, come anche i corridoi e le stanze. Spendevamo tutto quello che avevamo: i soldi della nunziatura e quelli personali, ma non bastavano. Spinti dalla necessità requisimmo le case dei religiosi, anch'esse coperte dall'immunità diplomatica, per nascondervi i nostri fratelli ebrei. Una fila interminabile di ebrei che cercavano un aiuto. E noi non facevamo domande. Chi chiedeva atteneva un 'lasciapassare': un foglio con lo stemma della nunziatura e la semplice scritta: 'tizio è sotto la protezione del Vaticano' e la firma del Nunzio».

Alla consegna del riconoscimento a Mons. Verolino di Giusto tra le Nazioni consegnato ai nipoti e al Vescovo di Acerra, in Roma il 29 Novembre 2007, il segretario dell'ambasciata d'Israele a Roma disse: «Noi dobbiamo sentirci piccoli di fronte alla grandezza morale di coloro che hanno fatto ciò che ritenevano giusto, incuranti ma consapevoli del pericolo a cui si esponevano e di fronte al loro eroismo noi dobbiamo chinare il capo con infinita gratitudine. Nella storia del nostro popolo assassinato, soffocato, ucciso essi sono stati le colonne portanti su cui il mondo si è retto. La tradizione ebraica afferma: 'Chi salva un essere umano è come avesse salvato il mondo intero'».

Venerdì 3 settembre 2010 a Budapest, alla presenza del Card. Peter Erdö, Arcivescovo di Budapest, del Nunzio apostolico del Vaticano in Ungheria mons. Juliusz Janusz, di molte autorità culturali, sociali e politiche, per iniziativa generosa ed illuminata del Gent.mo Sindaco di Budapest, Sig. Gabor Demszky e la moglie Anikò, è stata intitolata alla memoria di S. Ecc. Mons. Gennaro Verolino una bellissima scuola per ragazzi diversamente abili. Acerra, rappresentata dal suo Vescovo, dal sindaco Dott. Tommaso Esposito, dal Prof. Niola, dal Dott. Montano e da un folto gruppo di parenti ed amici di Mons. Verolino, ha vissuto una pagina bella di storia patria e religiosa, che si aggiunge ad altre pagine gloriose della storia di Acerra.

Mentre contemplavamo estasiati il tripudio di una folla plaudente e commossa, la stele rappresentante il volto sereno e luminoso di Mons. Verolino, quale stella accesa nel cielo della splendida Budapest, a protezione di questa scuola modernissima e ricca di solidarietà amorosa da parte di tanti operatori scolastici, presenti alla cerimonia e protesi a proteggere e far crescere la vita, anche se fragile, di questi ragazzi, mi tornavano alla mente le parole di Benedetto XVI: «Occorre una generazione di adulti, che non fuggano alle proprie responsabilità, che si vogliano mettere in gioco e cogliere, loro per primi, la differenza abissale tra il vivere e il vivacchiare».

Un grazie cordiale al sindaco di Budapest: la sua è stata un'accoglienza attenta, curata in tutti i particolari, generosa e personalizzata. Siamo stati come a casa nostra.




scrib
Partecipante
scrib 16/02/2016 ore 11:16

(nessuno) Gennaro Verolino, lo sconosciuto eroe campano che si oppose al Nazismo






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