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IOXSONGXLEGGEND 14/12/2015 ore 20:25 Quota

(nessuno) ‘A Sant’Aniello nun tucca’ ne forbice e ne curtiello”



Sant’Aniello morì molto probabilmente il 14 dicembre 596 d. C. ed è per questo motivo che è celebrato in questo giorno. Egli è ricordato per essere soprattutto il protettore delle partorienti, ma non di tutte. Infatti il santo è conosciuto anche per il suo carattere vendicativo, è per questo che si dice che egli tuteli solo le donne incinte che nel giorno in cui si festeggia si rechino in una qualunque chiesa a lui dedicata. Chi è all’oscuro di questo rito, o chi pur conoscendolo decide di ignorarlo, può andare incontro all’ira del Santo.

È proprio per queste impavide che la saggezza popolare ha creato il detto: ‘A Sant’Aniello nun tucca’ ne forbice e ne curtiello. Coloro che non hanno rispettato il suo volere devono tenersi lontane da forbici, coltelli o oggetti appuntiti perché, per punizione, il bambino potrebbe nascere senza un arto. Quasi come se l’utensile contundente potesse dall’esterno mutilare un futuro nascituro. In alcuni luoghi del Sud dove questa credenza è particolarmente diffusa, nel giorno di Sant’Agnello i futuri papà preferiscono stare a casa con la moglie per controllare che non corra nessun ipotetico pericolo.



Il culto di questo Santo si diffuse, in tutto il Meridione e soprattutto in Campania, a partire dal XV secolo. È patrono di Sant’Agnello, piccolo centro della penisola sorrentina, che ha tra le chiese più importanti proprio quella dedicata ai Santi Prisco e Agnello. La domenica precedente alla Festività del Santo Patrono si tiene la processione a cui partecipano le varie confraternite e arciconfraternite del territorio. Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo la devozione per questo eremita arrivò anche a Pisciotta, piccolo comune situato in provincia di Salerno, di cui è Santo Patrono della comunità parrocchiale. Nel 1906 vi si istituì una Confraternita in suo onore e venne acquistata anche una magnifica statua lignea che lo raffigurava e che tuttora si venera all’interno della Chiesa Parrocchiale. L’immagine rappresenta il Santo con in mano un libro e la bandiera crociata. Quest’ultima era la stessa che veniva portata in casa di un malato quando si pensava che non avesse più speranze. Numerosi sono stati i miracoli dichiarati dalla gente del luogo in seguito a guarigioni attribuite al Santo.

A Pisciotta Sant’Agnello si festeggia due volte l’anno: il 14 dicembre e il 10 agosto. In questo giorno, in particolare, la processione solenne è preceduta dalla sfilata dei “cinti” cioè fascio di ceri legati, portati a mano o in testa dalle donne del luogo. Nel 1980 il comune ospitò anche il Sacro teschio di S. Agnello, avuto in concessione dalla Cattedrale di Lucca.



Non bisogna dimenticare che Sant’Agnello è, infine, compatrono di Napoli. Qui il luogo per eccellenza destinato alla sua adorazione è la chiesa di Sant’Agnello Maggiore, detta anche Santa Maria Intercede o Sant’Aniello a Caponapoli. Quest’ultimo nome le fu dato poiché fu edificata nella parte di città considerata la più alta nel V secolo a. C. Di questo luogo, tra i più amati dai partenopei, ne scrisse anche il letterato e religioso Carlo Celano: “Vedesi una bellissima piazza detta S. Aniello che serve da delizia in estate per i Napoletani poiché oltre delle aure fresche che in essa si godono, le nostre amene colline formano alla vista un teatro molto dilettoso, e la sera in questo luogo si vedono adunanze di uomini eruditi e letterati”.
serena.10
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serena.10 14/12/2015 ore 20:33

(nessuno) ‘A Sant’Aniello nun tucca’ ne forbice e ne curtiello”

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
A Sant’Aniello









Pancioni di tutte le forme, grandi e piccoli, fanno bella mostra di sé nella chiesa principale dell’omonimo comune. Tutte a fare una preghiera, a chiedere una grazia o come raccontano sempre le nonne a non far “pigliare collera” al santo. Tra un ricamo e un lavoro ai ferri le nonne, di una volta, raccontavano che Sant’Aniello “si sarebbe offeso se le donne incinte non fossero andate a fargli visita”. Naturalmente accompagnate dai futuri papà. In barba ad amniocentesi, strutturali e controlli vari, nel giorno di Sant’Aniello le neo mamme sono in festa e quindi non devono compiere alcuni gesti per evitare che i bimbi possano nascere con dei problemi. Secondo un antico racconto popolare il giorno di Sant’Aniello le future mamme “non devono avvolgere gomitoli, perché la creatura verrebbe al mondo con il cordone ombelicale avvolto intorno al collo”. Un altro detto dice “A Santa Lucia e Sant’Aniello nè forbice nè coltello”.

Le donne incinte in questi giorni dovranno tenersi alla larga da oggetti taglienti perché, secondo il detto, il bimbo che portano in grembo potrebbe nascere senza un arto Oppure c’è chi racconta che in quel giorno se si è in gravidanza non bisogna tamburellare con le dita sul tavolo, questo potrebbe portare il bambino a soffrire di inestetismi della pelle. Detti antichi che intrecciano fede e tradizioni popolari. “Nel proteggere le donne incinte e gli animali gravidi il santo- raccontano- pretende devozione assoluta”. Credenze che la chiesa ha sempre smentito confermando però la protezione del santo per i bimbi e le bimbe in arrivo.
serena.10
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serena.10 14/12/2015 ore 20:34

(nessuno) ‘A Sant’Aniello nun tucca’ ne forbice e ne curtiello”

Una tradizione che si perde nella notte dei tempi e che pare, così raccontano le nonne, dipenda dal fatto che la madre del santo, Giovanna, una nobile napoletana, di origini siracusane, essendo sterile, pregasse costantemente la Vergine Maria affinché le fosse concessa la gioia di diventare madre. La donna, ricevuta la grazia, volle offrire il bimbo alla Madonna e, portato il neonato, che aveva solo 20 giorni, di fronte all’immagine della Vergine, tra lo stupore dei genitori, esclamò: "Ave Maria!".

A ricordare questo prodigio in quel luogo fu eretta la chiesa di "Sancta Maria, intercede pro miseris”. Da questa storia forse parte l’usanza che lega al culto del santo la protezione delle future mamme. Una tradizione che si tramanda da madre in figlia, nella città di Castellammare così come nei comuni della penisola sorrentina.
serena.10
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serena.10 14/12/2015 ore 20:35

(nessuno) ‘A Sant’Aniello nun tucca’ ne forbice e ne curtiello”

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
‘A Sant’Aniello nun tucca’ ne forbice e ne curtiello”





A Santa Lucia nu passe ‘e gallina, a Sant’Aniello nu passe ‘e pecuriello”. Cosa significa?



serena.10
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serena.10 14/12/2015 ore 20:37

(nessuno) ‘A Sant’Aniello nun tucca’ ne forbice e ne curtiello”

Santa Lucia e Sant’Aniello. Una donna e un uomo. La prima siciliana, il secondo campano. Vissuti a circa due secoli di distanza. Così lontani nel tempo, eppure così vicini agli occhi dei fedeli. Santa Lucia nacque a Siracusa nel 238 d. C. e morì durante le persecuzioni contro i cristiani dell’imperatore Diocleziano. La giovane fu denunciata poiché aveva deciso di consacrare la sua vita a Dio dopo che, vedendo Sant’Agata in sogno a seguito di lunghe preghiere in cui chiedeva la guarigione della madre, quest’ultima si salvò realmente. Fu così portata dinanzi l’arconte Pascasio che, non sentendola abiurare, la fece decapitare.

Santa Lucia è considerata la protettrice degli occhi e della vista, inoltre in alcune provincie del Nord Italia è considerata al pari di una befana. Infatti il 13 dicembre, giorno in cui si celebra la sua santità, i bambini solitamente aspettano che la martire in groppa a un asinello consegni loro dei doni. Celebre è il detto “Santa Lucia il giorno più corto che ci sia” poiché, prima della riforma attuata da papa Gregorio XIII nel 1582 che portò alla nascita del calendario Gregoriano, il solstizio d’inverno capitava proprio il 13 dicembre rendendolo il giorno in cui le ore di luce duravano di meno. Il culto di Santa Lucia si diffuse tra il IV e il V secolo, come si evince da un’iscrizione ritrovata in una catacomba siracusana. Le spoglie della vergine martire sono custodite all’interno della chiesa di San Geremia a Venezia dove furono portate da mercanti veneziani che le trafugarono a Costantinopoli.











Sant’Aniello o Sant’Agnello nacque a Napoli, nel 535 d. C., da una donna anziana che credeva di non poter partorire fino al giorno in cui ricevette una grazia dalla Madonna. Raggiunta l’età dell’adolescenza decise di ritirarsi in solitudine per diversi anni vivendo in una grotta. Dopodiché entrò a far parte dell’Ordine dei Benedettini, di cui divenne Abate nel Convento di San Gaudioso dove fondò un ospedale per infermi bisognosi. Qui morì il 14 dicembre del 595 d. C., giorno in cui ancora oggi si festeggia la sua santità. Sant’Agnello è considerato il protettore delle partorienti e dei marinai. Secondo la leggenda il monaco comparve ai napoletani guidandoli, nell’821, contro l’attacco dei longobardi guidati da Sicone, ed è per questo motivo che da quel momento fu raffigurato con uno stendardo in mano. Oggi la sua mandibola e una parte della gola sono custoditi nella cappella del Tesoro di San Gennaro all’interno del Duomo di Napoli. Il resto del suo corpo secondo alcuni sarebbe conservato nella chiesa di Sant’Agnello Maggiore, situata nel centro storico del capoluogo campano, per altri sarebbe sepolto nella cattedrale di San Martino a Lucca.








Ma cosa unisce i due Santi? Oltre a essere festeggiati a un giorno di distanza, vi è un detto napoletano in cui si fanno i nomi di entrambi e che recita: “A Santa Lucia nu passe ‘e gallina, a Sant’Aniello nu passe ‘e pecuriello”. Il proverbio indica che mentre il 13 dicembre il dì si allunga di poco, come poca è la distanza tra i passi compiuti da una gallina, il 14 dicembre la giornata aumenta così come è maggiore il passo compiuto da un agnellino. Il detto fa riferimento al calendario cosiddetto Giuliano, cioè quello solare in cui Santa Lucia coincideva con il giorno più breve dell’anno e a cui seguivano inevitabilmente giornate con più ore di luce.

serena.10
Partecipante
serena.10 14/12/2015 ore 20:41

(nessuno) ‘A Sant’Aniello nun tucca’ ne forbice e ne curtiello”





Statua di sant'Agnello, nell'omonimo paese in provincia di Napoli
serena.10
Partecipante
serena.10 14/12/2015 ore 20:42

(nessuno) ‘A Sant’Aniello nun tucca’ ne forbice e ne curtiello”





Doni al Santo per grazia ricevuta
serena.10
Partecipante
serena.10 14/12/2015 ore 20:42

(nessuno) ‘A Sant’Aniello nun tucca’ ne forbice e ne curtiello”

@IOXSONGXLEGGEND :









Statua di Sant'Agnello Abate venerato a Gargani di Roccarainola
serena.10
Partecipante
serena.10 14/12/2015 ore 20:43

(nessuno) ‘A Sant’Aniello nun tucca’ ne forbice e ne curtiello”





Pietro Negroni, Madonna con Bambino e i Santi Bernardino e Aniello. Pinacoteca del convento di Sant'Antonio in Nocera Inferiore
gufo59
Partecipante
gufo59 14/12/2015 ore 20:45

(nessuno) ‘A Sant’Aniello nun tucca’ ne forbice e ne curtiello”

@serena.10 : che cose leggono i miei occhi che un santo permette di fare nascere dei bimbi innocenti malformati non posso crederci :-( :-( :mmm :mmm :mmm :sailor :amen

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