Forum - personaggi famosi(miti)

serena.10
Partecipante
serena.10 27/07/2015 ore 10:58

(nessuno) PROSERPINA




Il soggetto è tratto dalle Metamorfosi di Ovidio e legato al tema del ciclo delle stagioni. Proserpina, figlia di Giove e Cerere (dea della fertilità e delle messi), fu notata da Plutone, Re degl'Inferi, che, invaghitosi di lei, la rapì mentre raccoglieva fiori al lago di Pergusa presso Enna.





Cerere, per il dolore, abbandonò i campi, causando una gravissima carestia. Giove, quindi, intervenne trovando un accordo tra Plutone e Cerere anche grazie alla mediazione di Mercurio: Proserpina avrebbe trascorso sei mesi con la madre favorendo l'abbondanza dei raccolti mentre, per i restanti mesi dell'anno, quelli invernali, sarebbe rimasta con Plutone nell'Ade.





All'inizio dei tempi, sulla terra splendeva il sole, i prati erano coperti di fiori e nei campi crescevano i frutti. La dea Cerere seminava, innaffiava, faceva fiorire gli alberi. Ella aveva una figlia, Proserpina. E c'era Plutone, dio dei morti, il quale regnava sotto terra, al freddo e al buio e viveva da solo. I raggi del sole mai avevano penetrato le tristi caverne, e nessuna donna rinunciava alla luce, al sole, alla natura per diventare dea dell'oltretomba. Un giorno, Plutone salì a curiosare sulla terra e vide Proserpina mentre raccoglieva i fiori. Se ne innamorò, ma sapendo che avrebbe rifiutato la sua proposta, decise di rapirla, col consenso di Giove. Egli dal suo carro nero afferrò Proserpina per i capelli e la portò con sé nel regno dei morti. La fanciulla riuscì a far cadere nel fiume la sua cintura di fiori, perché la madre potesse trovarla. Cerere per il dolore di non riuscire a trovare la figlia, lasciò appassire i fiori e smise di seminare, quindi i campi non furono più fertili e fu carestia e morte. Giove, vedendo che la fame sterminava intere popolazioni, cercò un rimedio, ma Cerere gli rispose che avrebbe avuto cura della terra solo se avesse ritrovato Proserpina. Nel frattempo, Plutone offrì alla fanciulla i rossi e succosi chicchi di melograno (simbolo d'amore). Quando però ella scoprì di essere stata ingannata, perché mangiando di quel frutto non sarebbe più potuta tornare sulla terra, gridò tutto il suo odio a Plutone, il quale le confessò di amarla e che avrebbe voluto essere amato a sua volta. Ma grande fu il suo sconforto di fronte alla reazione dell’amata. Giove, commosso, decise che Proserpina, avendo mangiato solo sei dei chicchi di melograno, avrebbe vissuto nel regno dei morti insieme a Plutone per sei mesi all'anno e gli altri sei mesi avrebbe vissuto sulla terra insieme alla madre Cerere. Con questo mito si voleva stabilire che l'arrivo della Primavera coincideva col ritorno di Proserpina sulla terra, che portava con sé il soffio creatore dell'abbondanza; mentre al suo rientro nell'Ade, sei mesi dopo, corrispondeva il tornare dell'autunno e dell'inverno, per rinascere nuovamente, insieme alla vegetazione, la primavera successiva.







IL RAPIMENTO DI PROSERPINA









L'opera di Bernini coglie l'azione al culmine del suo svolgimento e offre all'osservatore il massimo del pathos: le emozioni dei personaggi sono infatti perfettamente rappresentate e leggibili attraverso la gestualità e l'espressività dei volti. Plutone è contraddistinto dai suoi attributi regali (la corona e lo scettro), mentre, dietro di lui, il cane Cerbero controlla che nessuno ostacoli il percorso del suo padrone, girando le sue tre teste in tutte le direzioni. Proserpina lotta inutilmente per sottrarsi alla cattura di Plutone spingendo la sua mano sul volto del dio, il quale, invece, la trattiene con forza, affondando letteralmente le sue dita nella coscia e nel fianco della donna. Con questo dettaglio, attraverso cui Bernini ha reso la morbidezza della carne di Proserpina, lo scultore ha dimostrato il suo stupefacente virtuosismo.







La composizione del gruppo segue delle direttrici dinamiche sottolineate dai movimenti degli arti e delle teste, accentuate dal moto dei capelli e del drappo che scopre il corpo giovanile e sensuale della Ninfa, sul cui volto, rivolto all'indietro, è visibile una lacrima. Il corpo di Plutone è invece possente e muscolare e la sua virilità è accentuata dalla folta barba e dai capelli, le cui ciocche, nettamente definite e in forte rilievo, rivelano un abbondante uso del trapano.






Bernini si prefiggeva di realizzare opere il cui virtuosismo fosse tale da far sì che i personaggi mitici raffigurati quasi sembrassero figure reali. Tuttavia, ciò che conferisce una certa artificiosità alla scena è la natura del movimento. La posa dei due è piuttosto innaturale e, idealmente, spiraliforme: un espediente, quello del moto a spirale, già utilizzato nel Manierismo per esprimere al meglio un senso di moto e di dinamica all'interno di un'opera che, ovviamente, è caratterizzata dalla staticità. Tuttavia, pur essendo innaturale, la posa, nell'insieme, è indubbiamente molto teatrale e di grande impatto emotivo e visivo.






L'opera, capolavoro di scultura barocca, ha un punto di vista privilegiato, ovvero quello frontale, che rende riconoscibili i personaggi e comprensibile la scena. La scultura è anche perfettamente rifinita in tutte le sue parti e ricca di particolari che, ancora oggi, catturano l'attenzione dell'osservatore.





scrib
Partecipante
scrib 27/07/2015 ore 16:54

(nessuno) PROSERPINA

xnokietta79xxx
Partecipante
xnokietta79xxx 27/07/2015 ore 18:53

(nessuno) PROSERPINA

ti67
Partecipante
ti67 27/07/2015 ore 19:50

(nessuno) PROSERPINA

@Giunone1960 scrive:
E' sempre affascinante la mitologia



erano le favole dei nostri antenati.
Quando si raccoglievano intorno ai fuochi a raccontare ai fanciulli
IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 27/07/2015 ore 20:21 Quota

(nessuno) PROSERPINA



Una volta sulla terra c’era sempre il sole, i prati erano sempre verdi pieni di fiori e nei campi cresceva ogni ben di Dio.

Era la Dea Cerere che seminava, innaffiava le piante e faceva sì che gli alberi fiorissero mettendo sempre frutti. La figlia Proserpina giocava, invece, nei boschi e la sera tornavano a casa insieme intonando canzoni.

Tra gli Dei, però, c’era Plutone, Dio dei morti, il quale regnava sotto terra, al freddo e al buio.

Plutone viveva solo: nessuna donna ,infatti, avrebbe voluto diventare regina delle oscurità.

Un bel dì Plutone scorse Proserpina nei boschi. Se ne innamorò e decise di rapirla.

Plutone volle lusingarla chiamandola regina, mentre sulla terra era sceso il tramonto .Cerere , per il dolore , lasciò appassire i fiori e tutto smise di crescere.



Proserpina cedette per la fame davanti a rossi e succosi chicchi di melograno, che Plutone, furbamente, le aveva messo nella mano. Mangiandoli non sarebbe più ritornata sulla terra.

Proserpina, vista la trappola, fu presa dalla rabbia e Plutone , che ne era innamorato, le confessò il movente. Così Giove per compassione decise che Proserpina, avrebbe vissuto nel regno dei morti per sei mesi all'anno ed per gli altri sei mesi sarebbe ritornata sulla terra insieme alla madre Cerere facendo ritornare i fiori ed i frutti.

Questo secondo gli antichi spiegava l’alternarsi delle stagioni.
serena.10
Partecipante
serena.10 27/07/2015 ore 21:46

(nessuno) PROSERPINA

@ti67 scrive:
erano le favole dei nostri antenati.
Quando si raccoglievano intorno ai fuochi a raccontare ai fanciulli

:fiore :fiore
SpillottoBello
Partecipante
SpillottoBello 28/07/2015 ore 00:01

(nessuno) PROSERPINA

@serena.10 : MA ALLA FINE PROSERPINA SE MAGNATA ER MELOGRANO CHE HA SEMRE IN MANO ???? :many
serena.10
Partecipante
serena.10 28/07/2015 ore 06:51

(nessuno) PROSERPINA

@SpillottoBello scrive:
MA ALLA FINE PROSERPINA SE MAGNATA ER MELOGRANO CHE HA SEMRE IN MANO ????

:mmm :many credo di si!
SpillottoBello
Partecipante
SpillottoBello 28/07/2015 ore 10:26

(nessuno) PROSERPINA

@serena.10 : :many :many :many :many :many :many

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