Forum - personaggi famosi(miti)

serena.10
Partecipante
serena.10 28/04/2015 ore 16:55

(nessuno) Nicola Romeo, l’imprenditore campano che salvò l’Alfa dal fallimento







Il pensiero alfista dell’Ing. Satta Puliga


«l’Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. ci sono molte marche di automobili, e tra esse l’alfa occupa un posto a parte. e’ una specie di malattia, l’entusiasmo per un mezzo di trasporto. e’ un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore. qualcosa che resiste alle definizioni. i suoi elementi sono come quei tratti irrazionali dello spirito umano che non possono essere spiegati con una terminologia logica. si tratta di sensazioni, di passione, tutte cose che hanno a che fare più col cuore che con il cervello. naturalmente alcuni di questi elementi sono semplicemente meccanici, e pertanto sono abbastanza facili da identificare. sono concetti che nascono dall’attività delle corse, nelle quali l’eccellenza è indispensabile»



Ing. Rudolf Hruska ( 1915 – 1995) – il papà tecnico dell’Alfasud









Austrico, Ingegnere meccanico, collaboratore di Ferdinand Porsche dal 1938 seguì in prima persona lo sviluppo del Maggiolino. Nel 1947 si trasferì in Italia in Cisitalia e nel 1951 arrivò in Alfa Romeo ove assunse, nel 1954, la carica di direttore tecnico responsabile dei settori di produzione e progettazione, sovrintendendo personalmente alla progettazione delle Giulietta Sprint e Spider. Due anni dopo ricevette la nomina a vice direttore del settore tecnico produttivo ed economico, ma nel 1959 fu costretto a dimettersi, in seguito ad attriti con la dirigenza dell’IRI. Le offerte certo non mancarono sia da parte della Porsche che dalla BMW, disposta ad affidargli la direzione aziendale, ma Hruska era piuttosto restio ad abbandonare l’Italia e preferì accettare la proposta della FIAT, dove prestò la sua opera, soprattutto per la completa riorganizzazione tecnica della collegata SIMCA e, in seguito, per la progettazione dei modelli “850”. Richiamato all’Alfa Romeo dal nuovo direttore Giuseppe Luraghi, alla metà degli anni sessanta, fu incaricato di dare vita al progetto “Alfasud”. Il compito prospettatogli non era solo quello di coordinare la progettazione della nuova vettura, ma anche il progetto delle strutture ed infrastrutture dell’unità produttiva di Pomigliano d’Arco. Hruska accettò, ponendo come condizione che l’Alfa Romeo accogliesse anche tutto il suo staff, ovvero i 28 tecnici italiani della SIMCA che, poco prima, era stata ceduta alla Chrysler dalla FIAT. Seguì in prima persona la progettazione e la produzione nel napoletano dell’Alfasud. Si dimise nel 1980.







Ing. Carlo Chiti ( 1924 – 1994) Direttore Generale dell’Autodelta







Arrivò al Reparto Corse Alfa Romeo nel 1952 dopo la Laurea in Ingegneria Meccanica. Passò in Ferrari subito dopo per rientrare nel 1966 alla Casa del Portello.


Progettista della storica Alfa 33 Sport ( tra cui la TT 12) anche se per correttezza, occorre precisare che il prototipo delle 33, la 33/2 (motore V8 2 litri) fu progettata, telaio e motore, da un’altra colonna portante dell’Alfa Romeo, Giuseppe Busso ma, per volontà della direzione, fu immediatamente passata alla gestione Autodelta, diretta appunto da Chiti.







Nel 1966 torna all’Alfa Romeo dove viene nominato Direttore Generale dell’Autodelta, la scuderia da competizione della casa milanese. Con essa si impegna a fondo nel Mondiale Marche (vedi Campionato del Mondo Sport Prototipi) e dopo varie importanti vittorie in singole gare, ottiene la vittoria nel Mondiale Marche del 1975 con l’Alfa Romeo 33TT12. Dopo ulteriori migliorie (riduzione ulteriore del peso e aumento della potenza a 520CV a 12000rpm) Chiti rivince il Mondiale Marche nel 1977, ribadendo l’eccellenza della sua progettazione e la qualità della scuderia da lui diretta.





Poco dopo Chiti e l’Autodelta si impegnano per conto dell’Alfa Romeo anche nel Mondiale F1, dove si alternano luci e ombre, molto probabilmente per lo scarso impegno e aiuto economico fornito dalla Proprietà della casa automobilistica (l’IRI). Resta comunque famosa la vittoria nel Gran Premio di Svezia sul circuito di Anderstorp nel 1978, dove Niki Lauda al volante della Brabham-Alfa Romeo BT46/B ottiene una vittoria con schiacciante superiorità. Un’importante ragione stava nel famoso “ventilatore” montato sul retro della vettura per incrementare l’effetto suolo, ai tempi ricercato in modo esasperato da tutti i costruttori. Questa soluzione, tuttavia, non venne ritenuta accettabile, e la vettura non poté più correre con tale configurazione. Carlo Chiti dirigerà il reparto corse fino al 1985 quando, assieme ad altri progettisti, fonderà la Motori Moderni, che rifornirà principalmente il team Minardi.



Ing. Vittorio Ghidella ( 1931 – 2011)

L’UOMO CHE PREFERIVA LE AUTO ALLA FINANZA

Promotore dell’attività agonistica per il marchio LANCIA che con le varie versioni della Delta resta attualmente la vettura più premiata nel WRC

Estimatore dell’Alfa Romeo che salvaguardò durante la sua attività dirigenziale in FIAT





Progettista, collaudatore, dirigente ed Amministratore Delegato della Fiat, della LANCIA e Abarth.



Il rilancio storico degli anni Ottanta del Gruppo FIAT fu merito del suo talento a partire dall’Auto dell’Anno 1979: la LANCIA Delta. Con lui la Fiat diventerà il primo costruttore a livello europeo ed il quinto a livello mondiale . Fu il papà della UNO, della Croma, della Tipo, della Autobianchi Y10, della Lancia Thema, dell’Alfa 164 vetture che ancora oggi vengono rispettate dagli appassionati e dagli utilizzatori di tutto il mondo. Lanciò la famiglia motoristica FIRE che con le varie evoluzioni è ancora oggi presente nei cofani delle vetture italiane ancora oggi. Fu sua l’intuizione di utilizzare la medesima piattaforma per più modelli: prima applicazione nel 1978 per la Lancia Delta che mutuava l’architettura dalla Fiat Ritmo; seguirà con la stessa filosofia la Fiat Tipo e le seu varianti. Portò la LANCIA a vincere tutto nel WRC.







1986: dopo l’acquisizione dell’ALFA ROMEO Ghidella da subito si incaricò del rilancio del marchio di Arese: fu accelerato lo sviluppo dei motori Twin Spark e dei plurifrazionati a 6 e 10 cilindri, fino alla sperimentazione, sulla carta, di una joint-venture tra Alfa e Maserati per la realizzazione di nuovi pianali di gamma alta. Il futuro del gruppo sembrava tutto in discesa: nel 1987 esordì la Tipo (forse il più complesso frutto della gestione Ghidella), il simbolo di uno dei più complessi ed articolati progetti della storia dell’Automobile. Poi, di punto in bianco, basta. Ghidella e Fiat divorziarono. Ufficialmente non ci fu altro che un abbandono da parte de “l’ingegnere”; ufficiosamente si diffusero pettegolezzi incontrollati, tutti più o meno orientati sulla contrapposizione Ghidella-Romiti. La scintilla pare fu lo storico accordo con Ford, su cui Torino e Detroit lavoravano da anni e che, nonostante l’empechement Alfa Romeo, nel 1987 era praticamente definito: ma per vari motivi tutto saltò. Troppa energia sull’auto, secondo Romiti. Troppo disinteresse, secondo Ghidella. La realtà non la sapremo mai, ma quello che ha fatto per l’automobile italiana gli appassionati e gli italiani lo devono sapere e gli devono riconoscenza.






Giorgetto Giugiaro - Padre del design dell’Alfa 159, Brera, Alfasud ed Alfetta GT








Walter De Silva – Il papà del design di Alfa 145/146, 156, 147, 166 e GTV 916






dott. Luca De Meo






Brillante manager della nuova generazione nato nel 1969 a Milano. Bocconiano con una grande passione per l’auto comincia la sua carriera in Francia alla Renault per passare dopo in Belgio alla Toyota Motor Europe con la responsabilità per il brand Lexus. Nel 2002 entra in FIAT Auto SpA nel reparto marketing LANCIA e divenne Responsabile Marketing Gruppo FIAT nel giugno 2004. Nel novembre dello stesso anno ha assunto la responsabilità per il marchio Fiat come responsabile Brand & Commercial. I progetti che ha seguito in prima persona hanno riguardato la Lancia Musa, la Lancia Ypsilon, la Fiat 500, la Fiat Sedici, la Fiat Bravo e la Fiat Grande Punto. Ha effettuato un lavoro strabiliante in ambito marketing che ha svecchiato l’immagine del Gruppo torinese e che grazie alla sua politica ha incrementato la quota Fiat Group in Italia ed Europa. Fu chiamato dalla stampa insieme ad altri manager giovani del Lingotto Marchionne boys, fu sua l’idea di far risorgere l’Abarth e di sponsorizzare la Yamaha Moto.







Con la conseguente modifica della denominazione del gruppo all’inizio del 2007 e la creazione di quattro società distinte (ABARTH SPA, ALFA ROMEO SPA, Fiat SpA e Lancia SpA, uno per marchio), ha assunto la carica di amministratore delegato di Abarth SpA. Dalla fine del mese di settembre 2007 è stato anche Chief Marketing Officer di Fiat Group Automobiles SpA, entrando nel Group Executive Council, l’organismo che guida il Gruppo Fiat. E ‘diventato il capo del marketing globale per tutti i cinque marchi del gruppo automobilistico (Abarth, Alfa Romeo, Fiat, Lancia e MASERATI) oltre ai settori non automobilistici: Case New Holland, Irisbus e Iveco. Nel dicembre 2007 è diventato anche l’amministratore delegato di Alfa Romeo SpA. Sua l’intuizione di lanciare l’Alfa MiTo per fare concorrenza alla MINI. Un successo commerciale che ancora oggi resta.









Il 12 gennaio 2009 Luca De Meo lascia Fiat Group Automobiles SpA. Il 1 ° agosto 2009 divenne Responsabile Marketing per autovetture Volkswagen e dal 1 settembre 2012 Luca De Meo è diventato membro del consiglio di amministrazione per il Marketing e Vendite di AUDI AG. Una intellligenza italiana di altissimo livello che avrebbe traghettato l’Alfa Romeo e tutto l’automobilismo italiano a tempi d’oro come aveva fatto Ghidella negli anni Ottanta. Ha ridato la speranza agli appasionati e agli estimatori dell’auto italiana che per anni sono stati illusi da una dirigenza inconcludente. Grazie LUCA !!!!!





Gli uomini d’oro che hanno fatto grande l’AlfaRomeo

IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 28/04/2015 ore 19:59 Quota

(nessuno) Nicola Romeo, l’imprenditore campano che salvò l’Alfa dal fallimento

@serena.10 scrive:
Gli uomini d’oro che hanno fatto grande l’AlfaRomeo











serena.10
Partecipante
serena.10 28/04/2015 ore 20:09

(nessuno) Nicola Romeo, l’imprenditore campano che salvò l’Alfa dal fallimento

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
Nicola Romeo, l’imprenditore campano che salvò l’Alfa dal fallimento
@serena.10 scrive:
Gli uomini d’oro che hanno fatto grande l’AlfaRomeo

:-) :bacio :bacio

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