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serena.10
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serena.10 05/12/2015 ore 19:42

(nessuno) Bestiame

Il bestiame è l'insieme di animali domestici che producono cibo, fibre tessili o vengono utilizzati per il lavoro. Ne fanno parte, ad esempio, suini, bovini, ovini, cervi, cavalli e pollame.

Il tipo di bestiame scelto dipende da vari fattori, cioè il clima, la richiesta da parte dei consumatori, il tipo di terreno, le tradizioni locali e gli animali nativi del posto.

In genere viene allevato per il cibo o per profitto. L'allevamento degli animali è una parte importante dell'agricoltura moderna. Viene utilizzato da molte società poiché il passaggio da agricoltore ad allevatore unisce perfettamente i due mestieri.




Le pecore sono un tipo di bestiame molto comune.





Origini


Un punto di raccolta di bestiame nel 1947 a Chicago.
L'allevamento di animali ha origine più o meno quando le popolazioni nomadi diventano sedentarie e cominciano a praticare l'agricoltura. Addomesticare gli animali, cioè farli vivere e riprodurre sotto il proprio controllo, è più vantaggioso che cacciarli, poiché si ha una fonte di cibo costante.

Col tempo, il comportamento, il ciclo di vita e la fisiologia del bestiame sono cambiati radicalmente. Molti animali moderni da fattoria sono inadatti per una vita selvaggia.

Le capre, le pecore ed il maiale sono stati addomesticati intorno a 8000 a.C. in Asia. La prova più antica dell'addomesticamento del cavallo si ha intorno al 4000 a.C.









Un punto di raccolta di bestiame nel 1947 a Chicago.




Varietà




Il termine bestiame è molto vario ed include molte specie di animali.


Sono sempre indicati come bestiame maiali, mucche, capre, cervi, pecore, asini, muli, cavalli, yak e polli. Talvolta sono inclusi anche cammelli, lama, emù ed ostriche. Possono anche essere incluse farfalle ed api da miele e le specie da acquacoltura, cioè pesci ed invertebrati. Spesso però il termine si riferisce solo ad animali dalla carne rossa.

Nella tabella vi sono i tipi principali di animali che sono riconosciuti come bestiame.



Animale Antenato Addomesticato Area di addomesticamento Area corrente Usi
Alpaca
Mammifero, erbivoro Vicuña Tra il 5000 a.C. ed il 4000 a.C. Ande Ande, America settentrionale, Europa, Australia, Nuova Zelanda lana
Asino
Mammifero, erbivoro 4000 a.C. Egitto In tutto il mondo lavoro, carne, latte
Bisonte
Mammifero, erbivoro Bisonte americano Tardo XIX secolo America settentrionale America settentrionale, Australia carne, cuoio, latte
Bufalo
Mammifero, erbivoro Bufalo selvatico 4000 a.C. Tibet Asia, America meridionale Lavoro, carne, latte
Dromedario
Mammifero, erbivoro Dromedario selvatico Tra il 4000 a.C. ed il 1400 a.C. Asia Africa, Asia, Australia lavoro, latte
Cane
Mammifero, carnivoro Lupo 12000 a.C. In tutto il mondo lavoro, carne
Capra
Mammifero, erbivoro Capra selvatica 8000 a.C. Asia occidentale In tutto il mondo latte, carne, lana
Cavallo
Mammifero, erbivoro Cavallo selvatico della Russia meridionale (estinto) 4000 a.C. Ucraina In tutto il mondo lavoro, militare, carne, latte
Cervo
Mammifero, erbivoro Cervo selvativo 1970 America settentrionale America settentrionale, Australia, Nuova Zelanda carne, corna, cuoio
Coniglio
Mammifero, erbivoro Coniglio selvatico tra il 400 e il 900 Francia In tutto il mondo carne, lana
Lama
Mammifero, erbivoro Guanaco 3500 a.C. Ande Ande, America settentrionale lavoro, carne, lana
Maiale
Mammifero, onnivoro Cinghiale 8000 a.C. Asia occidentale, Cina In tutto il mondo carne, cuoio
Mucca
Mammifero, erbivoro Uro (estinto) 6000 a.C. Asia occidentale, India, Africa settentrionale In tutto il mondo carne, latte, cuoio, lavoro
Mulo
Mammifero, erbivoro Ibrido sterile di asino e cavallo In tutto il mondo lavoro
Pecora
Mammifero, erbivoro Muflone 8000 a.C. Asia occidentale In tutto il mondo lana, latte, carne
Porcellino d'India
Mammifero, erbivoro Cavia tschudii 5000 a.C. America meridionale In tutto il mondo carne
Renna
Mammifero, erbivoro Renna selvatica 3000 a.C. Russia Artide carne, cuoio, corna, latte, lavoro
Yak
Mammifero, erbivoro Yak selvatico Tibet







Una capra di sesso femminile.




Generalmente il valore economico del bestiame è dato dal cibo, dalle fibre tessili e dal lavoro prodotto. Il loro valore include:


Carne
Un ottimo prodotto alimentare ricco di proteine.
Latte
Le femmine dei mammiferi producono il latte, indispensabile per ottenere yogurt, formaggio, burro, gelato, kéfir e kumiss.
Fibre
Il bestiame può produrre delle fibre, che possono essere utilizzate nell'industria tessile. Ad esempio, le pecore e le capre producono la lana.
Fertilizzante
Gli escrementi degli animali possono essere utilizzati come concime che aumenta la resa del raccolto. Alcune volte vengono utilizzati anche il sangue e le ossa.
Lavoro
Animali come i cavalli, i muli e gli yak vengono utilizzati per trasportare persone o oggetti. Alcuni animali sono anche utilizzati dai militari, ad esempio nella cavalleria.







Allevamento







Un pastore che guida un gregge in un terreno montagnoso.



Le pratiche di allevamento cambiano completamente a seconda del tipo di animale. Il bestiame generalmente viene allevato in una recinzione e nutrito tramite l'accesso a pascoli oppure direttamente dall'uomo.

Il tipo di alimentazione può variare dall'erba cresciuta naturalmente a cibi trasformati artificialmente per essere molto più nutrienti. La riproduzione generalmente è controllata da supervisori, in alcuni casi viene praticata l'inseminazione artificiale.

In alcuni casi gli animali, generalmente maiali e polli, vengono allevati intensivamente. Tuttavia questo sistema è molto discusso poiché genera molti problemi: l'odore degli animali, la possibile contaminazione delle falde acquifere e le proteste degli animalisti.


Il bestiame generalmente è allevato all'esterno, in spazi aperti, anche se il tipo di recinzione e il controllo possono variare. Per radunare gli animali in zone molto vaste gli allevatori si fanno spesso aiutare da cani pastore. Nei casi più estremi possono intervenire degli specialisti a cavallo o in elicottero. Dall'invenzione del filo spinato, negli anni 1870, e dall'elettrificazione delle recinzioni, recintare i pascoli si è trasformata in una cosa molto più semplice.

Le tecniche di allevamento moderne tendono a minimizzare la partecipazione umana aumentando il rendimento e migliorando la salute degli animali. La qualità della merce e la sicurezza del compratore sono molto importanti per gli allevatori, per questo l'utilizzo di droghe può essere regolato o proibito. Le pratiche variano a seconda dei governi, ad esempio negli Stati Uniti è possibile utilizzare sugli animali l'ormone della crescita ma nell'Unione europea è vietato. Il bestiame può essere marcato a caldo, contrassegnato o essere etichettato per denotare le sue proprietà, per l'inventario, per l'allevamento, per la salute degli altri animali o per altri scopi.




Malattie



Le malattie del bestiame ne compromettono la salute e il rendimento. In rari casi possono infettare anche l'uomo.

Alcune malattie vengono curate con antibiotici e vaccini, ad altre invece ci pensano gli anticorpi degli animali. In molti paesi in via di sviluppo le malattie degli animali non vengono curate, di conseguenza il loro rendimento è molto ridotto.




IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 05/12/2015 ore 19:47 Quota

(nessuno) Bestiame

@serena.10 scrive:
Le malattie del bestiame ne compromettono la salute e il rendimento. In rari casi possono infettare anche l'uomo.



La brucellosi è una malattia infettiva provocata dai batteri del genere Brucella. La brucellosi ha molti sinonimi, derivati dalle regioni geografiche in cui la malattia è più diffusa: febbre maltese, febbre mediterranea, febbre di Cipro, febbre di Gibilterra; o dal carattere discontinuo della febbre: febbre ondulante, tifo intermittente.

Colpisce principalmente gli animali, causando mastite bovina e aborto, sempre nei bovini. Può colpire accidentalmente l'uomo, causando una forma morbosa che può assumere caratteristiche cliniche variabili, simulando il quadro di molte altre malattie febbrili.

Il germe prende il nome da David Bruce, medico scozzese che per primo lo isolò.

La storia della brucellosi è strettamente legata all'occupazione dell'isola di Malta da parte delle truppe britanniche.

Nel 1861, a Malta, per primo Marston differenziò la "febbre maltese" dalle altre sindromi febbrili.
Nel 1886, David Bruce, medico scozzese incaricato dalla Royal Society di Londra di studiare la "febbre maltese", isolò per primo, nel tessuto splenico di un paziente maltese deceduto, l'agente eziologico della malattia: un batterio che chiamò Micrococcus melitensis.
Nel 1895, in Danimarca, Bernhard Lauritz Frederik Bang identificò il bacillo responsabile di aborto contagioso nel bestiame bovino; il germe fu chiamato "bacillo di Bang", che poi verrà rinominato Brucella abortus.
Nel 1897, in Inghilterra, Almroth Edward Wright dimostrò la presenza di anticorpi agglutinanti le brucelle nel siero dei malati di febbre di Malta; nel 1905, il medico maltese Themistocles Zammit scoprì gli stessi anticorpi nelle capre infettate da brucelle.
Fu istituita dalle autorità britanniche una "Commissione per la Febbre Mediterranea" che, tra il 1904 e il 1907, concluse che, a Malta, le capre indigene erano il serbatoio dell'infezione e il loro latte non pastorizzato era il veicolo di trasmissione della malattia dall'animale all'uomo.
Nel 1918, negli USA, Evans dimostrò la somiglianza tra il "bacillo di Bang" e Micrococcus melitensis.
Nel 1920 Meyer e Shaw proposero di raggruppare i due germi sotto lo stesso genere Brucella, chiamato così in onore del primo scopritore David Bruce. Le due specie furono chiamate B. abortus e B. melitensis.
Nel 1914, negli USA, Traum isolò Brucella suis da aborti suini.
Negli anni successivi furono scoperte altre brucelle animali: Brucella ovis dalle pecore, Brucella neotomae da roditori del deserto dello Utah, Brucella canis da cani e per ultima, nel 1994, Brucella maris da cetacei.
IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 05/12/2015 ore 19:48 Quota

(nessuno) Bestiame

@serena.10 : La malattia è cosmopolita ma ha una maggiore prevalenza nel bacino del Mediterraneo, nella penisola araba, nel subcontinente indiano e in America Centrale. La brucellosi è una zoonosi: tutte le infezioni nell'uomo sono conseguenti al diretto contatto con animali infetti, con loro secrezioni attraverso soluzioni di continuità di pelle o attraverso le mucose, o all'ingestione di latte e latticini contaminati, non pastorizzati. La brucellosi è una malattia professionale degli allevatori, dei veterinari, dei lavoratori dei mattatoi e del personale di laboratorio. Le carni sono raramente fonte d'infezione perché di solito vengono cotte e comunque la carica batterica è bassa. La trasmissione interumana è rarissima. Gli individui immunodepressi non sembrano essere particolarmente a rischio di sviluppare la malattia. Nei Paesi dove era presente, l'eradicazione della brucellosi bovina ha abbattuto significativamente l'incidenza di malattia nell'uomo. In Italia negli ultimi anni alcuni casi sono stati causati dal consumo di prodotti caseari artigianali tipici che subiscono un trattamento termico a bassa temperatura come la giuncata, o il raviggiolo.

La gravità della malattia dipende dalle condizioni immunitarie e nutrizionali del paziente, dalla carica infettante e dalla via di acquisizione dell'infezione: per esempio i farmaci antiacidi riducono l'acidità gastrica e facilitano il passaggio delle brucelle attraverso il sistema digerente.

Le brucelle sono patogeni intracellulari obbligati: sono in grado di sopravvivere all'interno delle cellule fagocitiche dell'ospite, evitando di essere uccise. Le brucelle con il circolo sanguigno raggiungono i linfonodi e, da lì, si disseminano a tutti gli organi del sistema monocito-macrofagico: ad altri linfonodi, al midollo osseo, al fegato e alla milza. L'eliminazione dell'infezione dipende dall'attivazione dei macrofagi con lo sviluppo di una reazione immunitaria cellulo-mediata di tipo Th-1. Ovini, caprini, bovini e suini eliminano le brucelle con il latte, le urine, le feci e le secrezioni vaginali. Spesso le infezioni provocano l'aborto dell'animale. Il microrganismo penetra nell'ospite attraverso soluzioni di continuo della cute, oppure tramite la congiuntiva, i polmoni o il tratto gastrointestinale. Una volta penetrati, i microrganismi vengono fagocitati dai polimorfonucleati e dai macrofagi che, però, non sono in grado di distruggerli completamente. Dopo la lisi dei polimorfonucleati le brucelle sono fagocitate dai macrofagi tissutali e dalle cellule del sistema reticoloendoteliale dove possono rimanere per mesi. Tipica è la formazione di granulomi e l'azione patogena sembra riferibile all'endotossina batterica e alla produzione di citochine da parte dell'ospite.
xnokietta79xxx
Partecipante
xnokietta79xxx 05/12/2015 ore 20:07

(nessuno) Bestiame

xnokietta79xxx
Partecipante
xnokietta79xxx 05/12/2015 ore 20:07

(nessuno) Bestiame

serena.10
Partecipante
serena.10 05/12/2015 ore 20:23

(nessuno) Bestiame

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
La brucellosi




La storia della brucellosi è strettamente legata all'occupazione dell'isola di Malta da parte delle truppe britanniche.

Nel 1861, a Malta, per primo Marston differenziò la "febbre maltese" dalle altre sindromi febbrili.
Nel 1886, David Bruce, medico scozzese incaricato dalla Royal Society di Londra di studiare la "febbre maltese", isolò per primo, nel tessuto splenico di un paziente maltese deceduto, l'agente eziologico della malattia: un batterio che chiamò Micrococcus melitensis.
Nel 1895, in Danimarca, Bernhard Lauritz Frederik Bang identificò il bacillo responsabile di aborto contagioso nel bestiame bovino; il germe fu chiamato "bacillo di Bang", che poi verrà rinominato Brucella abortus.
Nel 1897, in Inghilterra, Almroth Edward Wright dimostrò la presenza di anticorpi agglutinanti le brucelle nel siero dei malati di febbre di Malta; nel 1905, il medico maltese Themistocles Zammit scoprì gli stessi anticorpi nelle capre infettate da brucelle.
Fu istituita dalle autorità britanniche una "Commissione per la Febbre Mediterranea" che, tra il 1904 e il 1907, concluse che, a Malta, le capre indigene erano il serbatoio dell'infezione e il loro latte non pastorizzato era il veicolo di trasmissione della malattia dall'animale all'uomo.
Nel 1918, negli USA, Evans dimostrò la somiglianza tra il "bacillo di Bang" e Micrococcus melitensis.
Nel 1920 Meyer e Shaw proposero di raggruppare i due germi sotto lo stesso genere Brucella, chiamato così in onore del primo scopritore David Bruce. Le due specie furono chiamate B. abortus e B. melitensis.
Nel 1914, negli USA, Traum isolò Brucella suis da aborti suini.
Negli anni successivi furono scoperte altre brucelle animali: Brucella ovis dalle pecore, Brucella neotomae da roditori del deserto dello Utah, Brucella canis da cani e per ultima, nel 1994, Brucella maris da cetacei.
serena.10
Partecipante
serena.10 05/12/2015 ore 20:25

(nessuno) Bestiame

serena.10
Partecipante
serena.10 05/12/2015 ore 20:26

(nessuno) Bestiame






@IOXSONGXLEGGEND scrive:
La brucellosi è una malattia infettiva provocata dai batteri del genere Brucella. La brucellosi ha molti sinonimi, derivati dalle regioni geografiche in cui la malattia è più diffusa: febbre maltese, febbre mediterranea, febbre di Cipro, febbre di Gibilterra; o dal carattere discontinuo della febbre: febbre ondulante, tifo intermittente.

Colpisce principalmente gli animali, causando mastite bovina e aborto, sempre nei bovini. Può colpire accidentalmente l'uomo, causando una forma morbosa che può assumere caratteristiche cliniche variabili, simulando il quadro di molte altre malattie febbrili.

Il germe prende il nome da David Bruce, medico scozzese che per primo lo isolò.

La storia della brucellosi è strettamente legata all'occupazione dell'isola di Malta da parte delle truppe britanniche.







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