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IOXSONGXLEGGEND 19/06/2014 ore 11:06 Quota

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

Il para-diclorodifeniltricloroetano o DDT è un solido incolore altamente idrofobico, con un leggero odore di composto aromatico clorurato; è quasi insolubile nell’acqua ma ha una buona solubilità nella maggior parte dei solventi organici, nel grasso e negli oli. Il nome IUPAC esatto è 1,1,1-tricloro-2,2-bis(p-clorofenil)etano, abbreviato in Dicloro-Difenil-Tricloroetano, da cui l’acronimo DDT.
Fu il primo insetticida moderno ed è senz’altro il più conosciuto; venne usato dal 1939, soprattutto per debellare la malaria. In Italia si ricorda in particolare il suo uso a questo scopo in Sardegna, dove la malattia era endemica, che ne consentì l’eradicazione. La sua scoperta come insetticida fu del chimico svizzero Paul Hermann Müller, alla ricerca di un prodotto efficace contro i pidocchi, ma la sua nascita risale al chimico austriaco Othmar Zeidler che lo sintetizzò nel 1873.
Fu scelto come prodotto per combattere la zanzara anofele, responsabile della diffusione della malaria, perché si credeva che, sebbene altamente tossico per gli insetti, fosse innocuo per l’uomo. Agli inizi fu usato con successo per combattere la diffusione della malaria e del tifo, sia su popolazione civile che militare. Il chimico svizzero Paul Hermann Müller fu premiato nel 1948 con il Premio Nobel in Fisiologia e Medicina “per la scoperta della grande efficacia del DDT come veleno da contatto contro molti artropodi”.
Nel 1950, la Food and Drug Administration dichiara che “con tutta probabilità i rischi potenziali del DDT erano stati sottovalutati”. Nel 1972, il DDT viene proibito negli Stati Uniti, nel 1978 anche in Italia.
Nell’Unione Europea, il DDT è etichettato con la frase di rischio R40: “Possibilità di effetti cancerogeni – Prove insufficienti” L’Agenzia Internazionale per il Cancro IARC lo ha inserito nella categoria 2B “limitati indizi di cancerogenicità”.
Nel 1962, un’attivista ambientalista americana, Rachel Carson, pubblicò il libro Primavera silenziosa, che denunciava il DDT come causa del cancro e nocivo nella riproduzione degli uccelli dei quali assottigliava lo spessore del guscio delle uova. Il libro causò clamore nell’opinione pubblica; il risultato fu che nel 1972 il DDT venne vietato per l’uso agricolo negli USA e vide nascere il movimento ambientalista. Il dibattito è ancora acceso per quanto riguarda il suo uso nel combattere la malaria, in alcuni paesi dell’Africa e in India, dove la malaria è endemica, il rischio di tumore dovuto al DDT può passare in secondo piano davanti alla riduzione dell’elevato tasso di mortalità dovuto alla malaria. Nel corso del 2006, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato che il DDT, se usato correttamente, non comporterebbe rischi per la salute umana e che il pesticida dovrebbe comparire accanto alle zanzariere e ai medicinali come strumento di lotta alla malaria.
Il DDT è un inquinante organico persistente ed altamente resistente nell’ambiente. Il suo tempo di dimezzamento è stimato in 2-15 anni e rimane immobile nella maggior parte dei suoli. In ambiente lentico il suo tempo di dimezzamento è di 56 giorni, che si riducono a 28 in acque correnti.
Il DDT, negli anni ’40 e ’50, è stato il pesticida clorurato più usato. È stato anche usato estesamente durante la Seconda guerra mondiale dalle truppe Alleate e da certe popolazioni civili per il controllo degli insetti del tifo e della malaria. Intere regioni d’Italia furono irrorate di DDT in polvere per controllare il tifo trasmesso dalle pulci, mentre è da ricordare il completo debellamento della malaria, allora ancora presente in alcune zone come ad esempio in Maremma, procurata dalle zanzare anofele.
Attraverso il DDT la malaria è stata eradicata dall’Europa e dal Nord America. Oggi la malaria è considerata una malattia tipica delle regioni tropicali, tuttavia prima dell’avvio dei programmi di eradicazione avviati negli anni cinquanta era molto più diffusa, con un tasso di mortalità di 192 morti su 100 000 oggi ridotto a 7 su 100 000. I programmi si rivelarono meno efficaci nell’Africa sub-sahariana, dove oggi si registra la maggioranza dei casi mortali di malaria, in aumento specialmente dopo la comparsa di una forma resistente ai farmaci e la diffusione della variante causata dal Plasmodium falciparum.
Il DDT è stato anche estesamente utilizzato come insetticida per l’agricoltura dopo il 1945. :hell
Durante gli anni ’50, le dosi di impiego del DDT e di altri insetticidi sono aumentate fino a tre volte per via della comparsa di insetti resistenti al loro impiego, inoltre si cominciarono ad avere prove del fatto che la concentrazione dei residui chimici del DDT e di altri insetticidi clororganici negli esseri viventi cresce al salire della catena alimentare per via della progressiva accumulazione.
Fu tra gli anni settanta e anni ottanta che il DDT venne messo al bando nella maggior parte delle nazioni sviluppate. Prime furono Norvegia e Svezia nel 1970, tra le ultime il Regno Unito, nel 1984. In Italia l’utilizzo fu vietato nel 1969 ma, fino al 1997, veniva regolarmente prodotto in diversi stabilimenti chimici, in modo particolare nel sito EniChem Synthesis (già Rumianca) di Pieve Vergonte (VB), che passò alla cronaca per il grave inquinamento del Lago Maggiore.

Il D.D.T. veniva spruzzato anche direttamente sulle persone :-(
serena.10
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serena.10 19/06/2014 ore 19:59

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

:-( :-(
serena.10
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serena.10 20/06/2014 ore 09:46

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra


questa è una notizia del 29 gennaio 2014
Alzheimer, pesticidi e DDT fra le possibili cause
Alzheimer, pesticidi e DDT fra le possibili cause
Il morbo di Alzheimer può essere provocato dall’esposizione a pesticidi e DDT? Questo è quello che si sono chiesti degli scienziati americani, in uno studio pubblicato sul Journal of American Medical Association Neurology. Il DDT, uno dei primi insetticidi moderni, è stato vietato in Italia nel 1978, quando vennero dimostrati i suoi effetti pericolosi sulla salute. Nonostante il divieto, è ancora usato in agricoltura da parte di alcune nazioni. Lo studio ha scoperto che alti livelli di DDE (un sottoprodotto del DDT) nel sangue possono aumentare il rischio di Alzheimer. I ricercatori hanno analizzato i campioni di sangue di 165 persone, tra cui 86 malati di Alzheimer. In questi pazienti, sono stati rilevati livelli di DDE 3,8 volte superiori alla media. Inoltre, i ricercatori hanno scoperto che l’Alzheimer era più avanzato nelle persone con i livelli più alti di DDE. Questo potrebbe essere dovuto al gene ApoE, collegato al morbo di Alzheimer. Il DDE potrebbe danneggiare maggiormente le persone con questo gene, ipotizzano gli scienziati.

serena.10
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serena.10 20/06/2014 ore 09:50

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serena.10 20/06/2014 ore 09:51

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serena.10 20/06/2014 ore 09:51

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serena.10 20/06/2014 ore 09:52

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serena.10 20/06/2014 ore 09:53

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serena.10 20/06/2014 ore 09:58

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La scuola di Albignasego dal 1940 al 1945
Nell’ottobre del ’40 le scuole vengono chiuse per un’epidemia di angina difterica.



A marzo il maestro Andriolo segnala casi di scabbia e raccomanda agli alunni attenzione alla pulizia personale. Nelle scuole i gabinetti sono intasati e inutilizzabili. A Carpanedo si fa scuola in un’aula attigua al gabinetto, tra cattivo odore che si spande e freddo pungente.

Testimone: Ricordo una canzoncina della maestra Barbieri sull’igiene “Le manine ben curate sono rose profumate, ma se hanno l’orlo nero non son belle per davvero”. Ci guardavano anche le orecchie e i capelli. Controllavano che i maschi avessero i capelli corti.

Testimone: Si andava a scuola come si poteva. I bagni forse c’erano, mezzi distrutti, ma noi alla ricreazione andavamo dietro alla siepe e si faceva lì ed eri a posto.

Testimone: Ogni tanto veniva il Direttore da Padova che era grasso, mi sembrava tanto grasso perché noi eravamo tutti magri essendoci poco da mangiare. Il giorno prima il maestro ci raccomandava di lavarci bene le orecchie, le mani, il collo. Il maestro passava e ci guardava la testa per vedere se avessimo i pidocchi, perché li avevamo tutti. Ci guardava i capelli con una bacchettina, senza toccarci. Allora la pulizia era poca perché non c’era il bagno, acqua ce n’era poca… ci lavavamo nel mastello.


Testimone: La maestra Simionato ci teneva molto all’ordine e alla pulizia: controllava le orecchie e la testa.

Commento: Nel settembre del ’39 fu inventato un insetticida veramente efficace contro i pidocchi: il DDT.

Dal 1944 gli americani iniziarono ad usarlo per debellare l’epidemia di pidocchi che aveva colpito la popolazione italiana.

Testimone: Ricordo che i tedeschi o americani mi hanno buttato sui capelli una polvere bianca. Eravamo in cortile: ai ragazzi hanno tagliato tutti i capelli, noi invece avevamo le trecce. Non ricordo se fosse stato per i pidocchi.

serena.10
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serena.10 20/06/2014 ore 10:05

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il rischio di Alzheimer? 0

Nonostante il bando avvenuto circa trenta anni fa nella maggior parte dei paesi occidentali, il famigerato insetticida Ddt continua a fare vittime. In uno studio clinico multicentrico su pazienti affetti da Alzheimer effettuato negli Stati Uniti e pubblicato su Jama Neurology, i ricercatori riportano che i malati avevano livelli plasmatici di Dde, un derivato del Ddt, significativamente più alti degli individui sani. Inoltre, hanno calcolato che la presenza di concentrazioni elevate di questo composto tossico aumenta di ben quattro volte il rischio di sviluppare la malattia, un dato molto preoccupante per la salute dei pazienti in tutto il mondo.
Nei loro studi gli scienziati americani hanno studiato l’effetto dell’esposizione al Ddt in un gruppo di 86 pazienti affetti da Alzheimer e in 79 individui anziani sani, reclutati tra il 2002 e il 2008 presso l’Alzheimer’s Disease Research Centers dell’Università del Texas e l’Emory University School of Medicine di Atlanta. Per ogni paziente hanno misurato il livello plasmatico di Dde, la gravità della malattia tramite il Mmses (mini mental state examination score), un test di valutazione delle capacità cognitive, e la presenza della variante e4 del gene ApoE, precedentemente associato a elevato rischio di Alzheimer.
Il Dde era evidenziabile nell’80% dei pazienti malati e nel 70% dei controlli; tuttavia, nei primi la concentrazione nel sangue era circa 3,8 volte più alta. Elevati livelli di Dde nel plasma correlavano con quantità maggiori accumulate nel cervello, come mostrato da studi autoptici di malati deceduti. Nei pazienti con valori di Dde compresi nel terzile superiore – ossia quelli con il 30% dei valori più alti - i punteggi ottenuti nel test Mmses erano più bassi degli altri gruppi e c’era un aumento del rischio di sviluppare l’Alzheimer di circa 4 volte. Inoltre, la presenza dell’allele ApoE e4 in questi individui era associata a un maggiore deterioramento delle funzioni cognitive.
Per capire quale fosse il meccanismo molecolare di azione del Ddt e dei suoi derivati, i ricercatori hanno esposto cellule neuronali di ratto in coltura ad alte dosi di entrambi i composti (Ddt e Dde), paragonabili a quelle trovate nei malati. Rispetto alle cellule di controllo, in quelle trattate con l'insetticida aumentava la produzione del precursore della proteina beta amiloide, il costituente delle placche amiloidi responsabili dei sintomi tipici dell’Alzheimer.
“Il Ddt è stato precedentemente associato allo sviluppo del Parkinson – spiega Allan Levey, uno degli autori della ricerca - il suo ruolo nella patogenesi dell’Alzheimer finora era sconosciuto. Questo è il primo studio che identifica un importante fattore di rischio ambientale per questa malattia neurodegenerativa, suggerendo che l’Alzheimer è dovuto a una combinazione di fattori genetici e ambientali”.
Sebbene l’uso del Ddt sia stato vietato quasi ovunque già negli anni ’70 e ’80 (in Italia era il 1978), la vita media di questo composto e dei suoi prodotti di scarto è di circa 8-10 anni, per cui ci vogliono tempi lunghi per eliminarlo completamente. Inoltre, il Ddt è ancora usato in alcuni paesi come l’India e la Corea del Nord, esportatori di prodotti di largo consumo, tra cui frutta e verdura. A questo si aggiunge che l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2006 ha reintrodotto l’uso del Ddt in diversi paesi in Africa per arginare la diffusione della malaria.
Alla luce di questi fatti, concludono gli autori, i risultati di questo studio sono molto importanti e potrebbero avere implicazioni cliniche notevoli. Infatti, se confermata in altri trial clinici, la combinazione di elevati livelli plasmatici di Dde e della variante e4 del gene ApoE potrebbe essere usata come test per identificare precocemente pazienti ad alto rischio di sviluppare l’Alzheimer.
IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 20/06/2014 ore 10:48 Quota

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

serena.10 scrive:
pesticidi e DDT fra le possibili cause
Il morbo di Alzheimer può essere provocato dall’esposizione a pesticidi e DDT

quasi sempre ogni malattia è causa nostra :-(
IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 20/06/2014 ore 10:51 Quota

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serena.10 scrive:
Dal 1944 gli americani iniziarono ad usarlo per debellare l’epidemia di pidocchi che aveva colpito la popolazione italiana.

:-( che orrore,mi sa che oltre ad essere una schifezza chimica,faceva pure perdere i capelli
serena.10
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serena.10 20/06/2014 ore 10:53

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

:hell :hell
IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 17/11/2015 ore 20:31 Quota

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

La prima campagna con il DDT venne intrapresa a Napoli per scongiurare un'epidemia di tifo. Oltre tre milioni di individui, fra civili e militari, vennero "impolverati" con la miscela insetticida. Il DDT cominciò a farsi la sua reputazione di "insetticida miracoloso"



ciao Enzo,era questo forse il post che parlavamo l'altra sera
@enzo346
serena.10
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serena.10 17/11/2015 ore 20:45

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

Il para-diclorodifeniltricloroetano o DDT è un solido incolore altamente idrofobico, con un leggero odore di composto aromatico clorurato; è quasi insolubile nell'acqua ma ha una buona solubilità nella maggior parte dei solventi organici, nel grasso e negli oli. Il nome IUPAC esatto è 1,1,1-tricloro-2,2-bis(p-clorofenil)etano, abbreviato in Dicloro-Difenil-Tricloroetano, da cui la sigla DDT.

Fu il primo insetticida moderno ed è senz'altro il più conosciuto; venne usato dal 1939, soprattutto per debellare la malaria. In Italia si ricorda, in particolare, il suo uso a questo scopo in Sardegna, dove la malattia era endemica e ne consentì l'eradicazione. La sua scoperta come insetticida va attribuita al chimico svizzero Paul Hermann Müller, alla ricerca di un prodotto efficace contro i pidocchi, ma la sua nascita risale al chimico austriaco Othmar Zeidler, che lo sintetizzò nel 1873.

Fu scelto come prodotto per combattere la zanzara anofele, responsabile della diffusione della malaria, in quanto si credeva che, sebbene altamente tossico per gli insetti, fosse innocuo per l'uomo. Agli inizi fu usato con successo per combattere la diffusione della malaria e del tifo su popolazione sia civile sia militare. Il chimico svizzero Paul Hermann Müller fu insignito nel 1948 con il Premio Nobel in Fisiologia e Medicina «...per la scoperta della grande efficacia del DDT come veleno da contatto contro molti artropodi».

Nel 1950, la Food and Drug Administration dichiara che «...con tutta probabilità i rischi potenziali del DDT erano stati sottovalutati» e comincia a porre alcune restrizioni al suo uso. Nel 1972, il DDT viene proibito negli Stati Uniti, nel 1978 anche in Italia.

Nell'Unione europea, il DDT è etichettato con la frase di rischio R40: "Possibilità di effetti cancerogeni". L'Agenzia Internazionale per il Cancro IARC lo ha inserito nella categoria 2B "possibile cancerogeno".

Nel 1962, un'attivista ambientalista americana, Rachel Carson, pubblicò il libro Primavera silenziosa, che denunciava il DDT come causa del cancro e nocivo nella riproduzione degli uccelli, dei quali assottigliava lo spessore del guscio delle uova. Il libro causò clamore nell'opinione pubblica; il risultato fu che nel 1972 il DDT venne vietato per l'uso agricolo negli USA e vide nascere il movimento ambientalista. Il dibattito è acceso per quanto riguarda il suo uso nel combattere la malaria; in alcuni paesi dell'Africa e in India, dove la malaria è endemica, il rischio di tumore dovuto al DDT può passare in secondo piano a fronte della riduzione dell'elevato tasso di mortalità dovuto alla malaria. Nel corso del 2006, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato che il DDT, se usato correttamente, non comporterebbe rischi per la salute umana e che l'insetticida dovrebbe comparire accanto alle zanzariere e ai medicinali come strumento di lotta alla malaria.











Diciture murali che segnalavano lo spargimento di DDT, con relative date, risalenti agli anni '50 del ventesimo secolo, visibili sulla parete esterna di un'abitazione nel centro storico di Bosa in provincia di Oristano.
SpillottoBello
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SpillottoBello 17/11/2015 ore 20:45

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

@serena.10 scrive:
Dal 1944 gli americani iniziarono ad usarlo per debellare l’epidemia di pidocchi che aveva colpito la popolazione italiana.

Testimone: Ricordo che i tedeschi o americani mi hanno buttato sui capelli una polvere bianca. Eravamo in cortile: ai ragazzi hanno tagliato tutti i capelli, noi invece avevamo le trecce. Non ricordo se fosse stato per i pidocchi.

:many :many :many :many :many :many :many :many :many :many :many :many :many
scusate ma me fa ride sta foto co sta pompa in testa hahahahhahahah
serena.10
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serena.10 17/11/2015 ore 20:46

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

@IOXSONGXLEGGEND :


Impatto ambientale
Il DDT è un inquinante organico persistente e altamente resistente nell'ambiente. Il suo tempo di dimezzamento è stimato in 2-15 anni e rimane immobile nella maggior parte dei suoli. In ambiente lentico il suo tempo di dimezzamento è di 56 giorni, che si riducono a 28 in acque correnti. Nei suoi percorsi di degradazione si contano: volatilizzazione, fotolisi e degradazione biologica (aerobica e anaerobica). Questi sono, generalmente, processi lenti. Alcuni dei prodotti della degradazione sono il DDE (1,1-dicloro-2,2-bis(p-diclorodifenil)etilene) e il DDD (1,1-dicloro-2,2-bis(p-clorofenil)etano) che sono altamente persistenti e hanno proprietà chimico-fisiche simili.

Negli Stati Uniti d'America, campioni di sangue e di tessuto grasso raccolti tra la popolazione nei primi anni settanta mostrano sempre livelli misurabili di DDT. Uno studio successivo, realizzato alla fine dello stesso decennio, mostrò che le concentrazioni di DDT nel sangue erano in calo, ma che il DDT e i suoi metaboliti erano ben presenti nel campione.

Il DDT è un composto organico clorurato. Alcuni di questi composti hanno una dimostrata, seppur debole, attività ormonale. Ciò significa che sono così simili chimicamente agli estrogeni naturali, da indurre una risposta ormonale negli animali contaminati. Questo tipo di attività del DDT è stata studiata in laboratorio su topi e ratti, ma non vi sono ricerche epidemiologiche disponibili che provino che un'esposizione al DDT abbia lo stesso effetto anche sugli esseri umani.

Il DDT e i suoi metaboliti si accumulano lungo la catena alimentare, il che comporta che i predatori sono maggiormente esposti ai danni da DDT rispetto ad altri animali dello stesso ambiente che si trovino più in basso nella piramide alimentare. In particolare il DDT è stato indicato come concausa del declino della popolazione delle aquile di mare testabianca (Haliaeetus leucocephalus), negli anni '50 e '60.

In generale, comunque, piccole quantità di DDT hanno scarso effetto sull'avifauna. Ben maggiori sono gli effetti del suo metabolita primario, il DDE.

Il DDT è altamente tossico verso le forme di vita acquatiche, inclusi i gamberi d'acqua dolce e di mare e molte altre specie di pesci. È considerato moderatamente tossico verso le forme di vita anfibie, specialmente negli stati larvali. Inoltre si accumula nei pesci e in altre specie acquatiche, conducendo a danni a lungo termine.

Il DDT non è particolarmente tossico nei confronti degli esseri umani se confrontato con altri fitofarmaci e non è stata scoperta alcuna proprietà cancerogena. A tal proposito, sono stati condotti numerosi studi, incluso quello nel quale alcune persone hanno volontariamente ingerito 35 mg di DDT al giorno per quasi due anni. Il DDT era spesso applicato direttamente sui vestiti e usato nei saponi, senza che sia stato dimostrato alcun effetto sulla salute.

Alcuni fautori dell'impiego dei fitofarmaci, o dei prodotti chimici in generale, affermano che non esistono casi di morte umana da avvelenamento da DDT, ma uno studio (Haun & Cueto, 1967) afferma: «In un bambino di 9 mesi, avvelenato con una miscela 2:1 di toxafene e DDT, la morte è sopraggiunta in seguito a convulsioni e collasso respiratorio». in merito ai composti organici clorurarti indica che «...in studi su animali, una dose di ca. 10 mg/kg conduce a convulsioni e che la LD50 è poco più alta di 50 m
SpillottoBello
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SpillottoBello 17/11/2015 ore 20:46

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

:hell :hell :hell :hell :hell :hell :hell :hell :hell
serena.10
Partecipante
serena.10 17/11/2015 ore 20:47

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra









Il DDT, negli anni '40 e '50, è stato l'insetticida clorurato più usato. È stato anche usato estesamente durante la seconda guerra mondiale dalle truppe Alleate e da certe popolazioni civili per il controllo degli insetti del tifo e della malaria. Intere regioni d'Italia furono irrorate di DDT in polvere per controllare il tifo trasmesso dalle pulci, mentre è da ricordare il completo debellamento della malaria, allora presente in alcune zone, come ad esempio in Maremma, procurata dalle zanzare anofele.

Attraverso il DDT la malaria è stata eradicata dall'Europa e dal Nord America. La malaria è considerata una malattia tipica delle regioni tropicali, tuttavia prima dell'avvio dei programmi di eradicazione avviati negli anni cinquanta era molto più diffusa, con un tasso di mortalità di 192 morti su 100 000 ridotto nel ventunesimo secolo a 7 su 100 000. I programmi si rivelarono meno efficaci nell'Africa sub-sahariana, dove si registra la maggioranza dei casi mortali di malaria, in aumento specialmente dopo la comparsa di una forma resistente ai farmaci e la diffusione della variante causata dal Plasmodium falciparum.

Il DDT è stato anche estesamente utilizzato come insetticida per l'agricoltura dopo il 1945 . L'irrorazione di DDT su terreni agricoli è stata in termini di quantità di diversi ordini di grandezza maggiore a quella applicata a scopo di salute pubblica.

Durante gli anni '50, le dosi di impiego del DDT e di altri insetticidi sono aumentate fino a tre volte per via della comparsa di insetti resistenti al loro impiego, inoltre si cominciarono ad avere prove del fatto che la concentrazione dei residui chimici del DDT e di altri insetticidi clororganici negli esseri viventi cresce al salire della catena alimentare per via della progressiva accumulazione.

Fu tra gli anni settanta e anni ottanta che il DDT venne messo al bando nella maggior parte delle nazioni sviluppate. Prime furono Norvegia e Svezia nel 1970, tra le ultime il Regno Unito, nel 1984. In Italia l'utilizzo fu vietato nel 1969 ma, fino al 1997, veniva regolarmente prodotto in diversi stabilimenti chimici, in modo particolare nel sito EniChem Synthesis (già Rumianca) di Pieve Vergonte (VB), che passò alla cronaca per il grave inquinamento del Lago Maggiore.
enzo346
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enzo346 17/11/2015 ore 20:53 Quota

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
ciao Enzo,era questo forse il post che parlavamo l'altra sera

Si direi di si, l'ho riletto tutto, il contenuto e questo, che brutta roba però, e chissà quanti altri ancora, che ci tengono all'oscuro, a qualcosa, in qualche modo ci siamo immunizzati anche noi, però il settore chimico, quanti danni che fa, che non si possono conoscere gli effetti, te ne accorgi poi, quando stai male...
IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 17/11/2015 ore 20:56 Quota

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@enzo346 scrive:
Si direi di si, l'ho riletto tutto, il contenuto e questo, che brutta roba però, e chissà quanti altri ancora, che ci tengono all'oscuro, a qualcosa, in qualche modo ci siamo immunizzati anche noi, però il settore chimico, quanti danni che fa, che non si possono conoscere gli effetti, te ne accorgi poi, quando stai male.

vero,è sempre cosi,dopo tanti anni si accorgono che fa male,o meglio forse lo sapevano ma per convenienza nn lo hanno detto :-(

quante cose chimiche che hanno fatto e faranno ancora morire
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IOXSONGXLEGGEND 17/11/2015 ore 20:59 Quota

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@serena.10 scrive:
Il DDT, negli anni '40 e '50, è stato l'insetticida clorurato più usato.

forse anche fino gli anni 80 :-(
enzo346
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enzo346 17/11/2015 ore 21:05 Quota

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@IOXSONGXLEGGEND scrive:
quante cose chimiche che hanno fatto e faranno ancora morire

Si perchè, hanno un periodo molto lungo, prima di perdere il loro potere, pensa che in giro ho ancora una di quelle pompette, uguale a quella arrugginita, un'altra con scritto sopra zig zag, con la figura di una zanzara, e pensare che da bambini, ci si giocava, in tutte le case si usava abitualmente...
IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 17/11/2015 ore 21:08 Quota

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

@enzo346 scrive:
pensa che in giro ho ancora una di quelle pompette, uguale a quella arrugginita, un'altra con scritto sopra zig zag, con la figura di una zanzara, e pensare che da bambini, ci si giocava, in tutte le case si usava abitualmente...

azz,magari mo ha un certo valore,potresti provare a venderla,almeno per una volta sarebbe utile,da bambini si gioca con tutto quello che capita senza conoscere i rischi
enzo346
Amministratore
enzo346 17/11/2015 ore 21:14 Quota

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

@SpillottoBello scrive:

scusate ma me fa ride sta foto co sta pompa in testa hahahahhahaha

A te fa ridere, a me invece vedere una che si avvicina con una pompa, per spruzzarti la testa, per ammazzare i pidocchi, tra quello che respiri e quello che si deposita in testa, fa schifo, e faceva male, oggi e facile che faccia pure ridere...
enzo346
Amministratore
enzo346 17/11/2015 ore 21:18 Quota

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
bambini si gioca con tutto quello che capita senza conoscere i rischi

Molti giocavano anche con le bombe, non conoscendone gli effetti, ci battevano sopra con un sasso, facendola esplodere...
enzo346
Amministratore
enzo346 17/11/2015 ore 21:23 Quota

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
ma allora credo si piangesse

si i bambini di allora piangevano e come...
IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 17/11/2015 ore 21:23 Quota

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

@enzo346 scrive:
Molti giocavano anche con le bombe, non conoscendone gli effetti, ci battevano sopra con un sasso, facendola esplodere...

azz,nn oso immaginare che fine facevano :-(
enzo346
Amministratore
enzo346 17/11/2015 ore 21:31 Quota

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@IOXSONGXLEGGEND scrive:
azz,nn oso immaginare che fine facevano

Quando andavo a scuola io, facevano un minimo di informazione su i libri, con immagini di bambini, mentre la bomba esplodeva, per far capire, di starne alla larga, i più fortunati, perdevano braccia gambe occhi, tutte vittime, dopo la fine della guerra...
IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 17/11/2015 ore 21:34 Quota

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

@enzo346 scrive:
i più fortunati, perdevano braccia gambe occhi, tutte vittime, dopo la fine della guerra...

pensa che ogni tanto trovano ancora di queste bombe inesplose dopo tutti sti anni
enzo346
Amministratore
enzo346 17/11/2015 ore 21:34 Quota

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
azz,magari mo ha un certo valore,potresti provare a venderla

Non credo che abbia un valore, a meno che non trovi un collezionista di questo genere di cose, non mi meraviglierei....
enzo346
Amministratore
enzo346 17/11/2015 ore 21:37 Quota

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
pensa che ogni tanto trovano ancora di queste bombe inesplose dopo tutti sti anni

Si e vero chissà quante c'è ne sono ancora, e sono pure grosse...
IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 17/11/2015 ore 21:38 Quota

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

@enzo346 scrive:
Non credo che abbia un valore, a meno che non trovi un collezionista di questo genere di cose, non mi meraviglierei...

qualcuno in cerca di oggetti d'epoca c'è sempre,è solo da vedere quanto può valere
IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 17/11/2015 ore 21:44 Quota

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

@enzo346 scrive:
Si e vero chissà quante c'è ne sono ancora, e sono pure grosse...


In pochi lo sanno, ma sotto i nostri piedi c'è una bomba inesplosa ogni mille italiani. Sono infatti 60mila circa gli ordigni rimasti intonsi dall’ultima volta che una guerra, quasi settant’anni fa, ormai, ha insanguinato la penisola. Qualcuna, una volta trovata, viene scoperta e fatta brillare dagli artificieri. Altre, purtroppo, esplodono: nel solo 2013 ci sono stati 11 ferimenti gravi. Altre sono ancora lì, silenziose e immobili, simulacro degli errori di ieri che potrebbero costarci cari domani.
scrib
Partecipante
scrib 18/11/2015 ore 03:12

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

scrib
Partecipante
scrib 18/11/2015 ore 03:14

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
Altre sono ancora lì, silenziose e immobili, simulacro degli errori di ieri che potrebbero costarci cari domani.

:ok
scrib
Partecipante
scrib 18/11/2015 ore 03:17

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

@IOXSONGXLEGGEND scrive:

vero,è sempre cosi,dopo tanti anni si accorgono che fa male,o meglio forse lo sapevano ma per convenienza nn lo hanno detto

Ecco io la pnso alla stesso modo poicè un qualsiasi proddoto a prescindere che sia nocivo o meno più se ne produce e conseguentemente più alto sarà il relativo profitto, pertanto da chi lo produce a chi lo promuove c'è tutto l'interesse a staresene zitti sull'eventuale nocività, è sempre la solita vecchia quanto laida storia gli interessi prima e a discapito di tutto pure della salute
scrib
Partecipante
scrib 18/11/2015 ore 03:21

(nessuno) come veniva “utilizzato” il DDT in America nel dopoguerra

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