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serena1O 27/01/2017 ore 13:45 Quota

(nessuno) Quartieri Spagnoli




Napoli non finisce mai di stupire e di restituire aneddoti storici. Scendendo in uno scantinato di un palazzo dei Quartieri Spagnoli, oggi divenuto un deposito di falegnameria in vico Tre Regine, quello che si vede è sorprendente: grossi anelli di ferro ancorati al soffitto.

A questo deposito si accede dal civico 43, si scende lungo ripidi gradini:”Ma secoli fa era una stanza delle torture. Sugli anelli – rivela Giuseppe al Mattino.it – si poggiavano le catene per legare chi doveva essere punito“.

Giuseppe fa il falegname da quando era piccolo e tramanda la storia dei torturati che un tempo veniva raccontata dall’anziana portiera. Alcuni abitanti del vicolo raccontano, anche, di strane presenze e rumori di passi nello scantinato.

Ma dalla storia alla leggenda il passo è breve, allora anche Renato Capozzi, professore di Composizione architettonica e urbana al Dipartimento di Architettura della Federico II di Napoli si esprime a riguardo: “Il palazzo è del ‘500 -‘600, attestato in molte carte antiche. Esiste anche una pianta, ma nessuna notizia o cronaca sia sulla sua qualità architettonica che su eventuali pratiche di tortura. Si tenga presente, però, che i Quartieri Spagnoli erano l’acquartieramento delle truppe vicereali da Don Pedro in poi. Quindi una sorta di alloggi per soldati che potevano in teoria prevedere celle di rigore o luoghi di costrizione, dove svolgere interrogatori ai sudditi da sempre turbolenti e rivoltosi. Perciò quegli anelli potrebbero essere ganci per sospendere prigionieri o militari detenuti“.
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27/01/2017 13:45:09
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Giunone1960
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Giunone1960 27/01/2017 ore 15:36 Quota

(nessuno) Quartieri Spagnoli

@serena1O

Da tempo non passo ai Quartieri Spagnoli (a Madrid ci sta una strada che quando l'ho percorsa mi ha fatto proprio ricordare i quartierie che mi ha fatto sentire a casa 8-) )ma è vero che è una miniera di sorprese.Non voglio pensare a cosa ci sarebbero sotto i quartieri,intendo il sottosuolo...la dimostrazione che la nostra è una città d'oro,sul piano archeologico.
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IOXSONGXLEGGEND 27/01/2017 ore 19:09 Quota

(nessuno) Quartieri Spagnoli

@Giunone1960 scrive:
Da tempo non passo ai Quartieri Spagnoli (a Madrid ci sta una strada che quando l'ho percorsa mi ha fatto proprio ricordare i quartierie che mi ha fatto sentire a casa )ma è vero che è una miniera di sorprese.Non voglio pensare a cosa ci sarebbero sotto i quartieri,intendo il sottosuolo...la dimostrazione che la nostra è una città d'oro,sul piano archeologico.


una città che ci sorprende sempre con i suoi racconti
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IOXSONGXLEGGEND 27/01/2017 ore 19:11 Quota

(nessuno) Quartieri Spagnoli

@serena1O scrive:
palazzo dei Quartieri Spagnoli







alla scoperta della Napoli più profonda: da Vico Lungo Gelso, dove i bassi della prostituzione diventano osterie, alla "sedia della fertilità", ecco 6 tappe imperdibili...
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IOXSONGXLEGGEND 27/01/2017 ore 19:11 Quota

(nessuno) Quartieri Spagnoli

@Giunone1960 :



Sono i Quartieri Spagnoli: ragnatela di strade nel centro di Napoli, reticolo senza ossigeno, dove il caos connette i punti di una geometria invisibile ma perfetta. Centinaia di bassi, i classici seminterrati napoletani sulla strada dove vivono famiglie numerose, spesso straniere, si intervallano a palazzi nobiliari e chiese monumentali. Una mappa di storia e di storie. Non è il paradiso, non è l’inferno. A qualcuno fanno paura, ad altri poesia. Forse è la paura della poesia, o la maledetta poesia della paura. Ma i Quartieri Spagnoli sono i mille colori di Napoli, uno nell’altro, e tutti lì. In nessun posto come in questo puoi capire la città. Anzi, no. Continuare a non capirla. Ma imparare a sentirne il passo, che è un po’ capirla, un po’ no. Un po’ amarla, un po’ odiarla.
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IOXSONGXLEGGEND 27/01/2017 ore 19:13 Quota

(nessuno) Quartieri Spagnoli

Vico Lungo Gelso: i bassi della prostituzione diventano osterie. Mangiare, mangiare, mangiare nei vicoli.
Taglia come una ferita i Quartieri, corre parallelo a via Toledo, si imbocca da vico D’Afflitto, quello prima dello spiazzo della Funicolare, oppure, dall’alto, da piazza Carità, che è la porta di ingresso nei Quartieri. A vico Lungo Gelso, soprattutto sul versante basso, prossimo a Santa Brigida, si radunava la prostituzione dei femminielli, i trans napoletani che accoglievano i clienti nei bassi. Oggi la zona ha un altro volto. Qui si mangia, soprattutto. È il vicolo delle osterie.Angelo e Tina Scognamiglio hanno un vecchio negozio di frutta e verdura al numero 92. Lo si riconosce dalla batteria di bandiere, fiori, colori che orna l’ingresso. Si vendono prodotti tipici locali: cipolle, rape biologiche, mele annurche certificate, pomodori del piennolo del Vesuvio. Ma di pomeriggio, il fruttivendolo si trasforma in un centro sociale gastronomico: i due insegnano la cucina napoletana a decine di immigrati. Un laboratorio dove, in verità, le ricette si scambiano. Il ragù si mescola ai piatti cinesi, cingalesi, marocchini.Si mangia, in realtà, per tutto il vicolo. Al numero 80 c’è Valù, il risotto di Napoli. Al 110, ‘A pignata, osteria tipica con prodotti della tradizione. Qualche vicolo più su c’è Nennella, che nei Quartieri conoscono tutti: basta chiedere. Sta lì da sesant’anni. Il cioccolato e le torte, invece, si chiamano Ranaldi, al numero 90. La pastiera si prende da Fiore, che sta al vicolo di sopra, sulla Speranzella.

La sedia della fertilità: dalla santa per avere un figlio. Il minuscolo Santuario di Vico Tre Re a Toledo.
C’è una santa ai Quartieri Spagnoli. La sua chiesa si trova in un vicolo: il Tre Re a Toledo. Si chiamava Anna Maria Rosa Gallo, ma è amata e nota nella Chiesa cattolica come santa Maria Francesca delle cinque piaghe. È la patrona non ufficiale dei Quartieri Spagnoli.Nacque qui da un piccolo commerciante di merci. Qui è cresciuta e a sedici anni volle farsi suora. Divenne terziaria francescana e, prendendo i voti, scelse di chiamarsi suor Maria Francesca delle cinque piaghe, e andò a vivere in una casa nei vichi dove rimase fino alla morte, elargendo profezie e miracoli. Oggi quel minuscolo appartamento con le sue reliquie è un santuario. La donna venne beatificata nel 1843 e santificata nel 1867. È venerata dalla popolazione dei Quartieri Spagnoli per la protezione che avrebbe dato alla zona durante la Seconda guerra mondiale. La stanzetta della santa e la piccola chiesetta attigua sono meta di pellegrinaggi continui. In particolare ci vanno le giovani donne che non riescono ad avere figli. Nell’abitazione c’è una sedia: Maria Francesca vi trovava riposo e sollievo. È ritenuta miracolosa. La chiamano “sedia della fertilità”: chi vi si siede incontra le mani della santa e la grazia della maternità.Nei corridoi ci sono centinaia di ex voto in argento. Uno per ogni neonato venuto alla luce grazie a Maria Francesca; si deve a lei – dicono – se i vicoli si ripopolano.



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IOXSONGXLEGGEND 27/01/2017 ore 19:16 Quota

(nessuno) Quartieri Spagnoli




Mercatino di Sant’Anna: il commercio si fa per strada
Si trova a vico Tiratoio e bisogna visitarlo per capire perchè i Quartieri Spagnoli sono una piccola Repubblica autonoma, con un proprio codice. In uno dei pochi slarghi che si aprono tra i palazzi c’era un’area libera di proprietà della Comunità Valdese. Questa, negli anni Settanta, decise di donarla al Comune a patto che vi sorgessero un mercato coperto e un centro sociale, con all’interno un locale per la comunità stessa. Strutture di servizio ai Quartieri.Nel 1980 fu progettato il Mercatino rionale coperto di Sant’Anna di Palazzo. Lo fece Salvatore Bisogni, un architetto dalle idee innovative. Ffurono previsti diciotto box commerciali coperti: dieci al piano superiore per l’ortofrutta, otto al piano inferiore più grandi. Poi un colonnato che disegnava una sorta di agorà greca, e accanto un alto palazzetto bianco dove ospitare attività associative e aggregative. I lavori cominciarono anni dopo e il mercatino fu pronto addirittura solo nel 2001. I box furono assegnati: finalmente si profilava la possibilità per i tanti ambulanti dei vicoli, che occupavano abusivamente la sede stradale con bancarelle ed espositori di fortuna in un caos frenetico, di trovare una sistemazione e una pacificazione.Ma quel mercato non è mai andato a regime. Neppure uffici e locali associativi sono stati mai assegnati. Tutto chiuso. La Comunità Valdese è andata via. L’agorà è deserta da sempre. Ci girano cani randagi, qualche volta ci dormono tossicodipendenti e barboni. Il palazzo accanto s’è preso il terrazzo, gli ambulanti ci hanno fatto depositi abusivi, nei sotterranei ci smontano i motorini rubati. E il commercio continua a farsi per strada, con bancarelle e cassette. Inutile chiedersi perché. I Quartieri hanno rifiutato l’opera. E questa marcisce sotto le lame di sole che si infilano tra i palazzi.
Dael
Partecipante
Dael 30/01/2017 ore 10:04 Quota

(nessuno) Quartieri Spagnoli

Io nei quartieri spagnoli ci feci il segretario di seggio.

E sulla sedia famosa ci si sedette una delle mie donne, ma non dico altro
serena1O
Amministratore
serena1O 30/01/2017 ore 11:38 Quota

(nessuno) Quartieri Spagnoli

@Dael scrive:
Quartieri Spagnoli
Io nei quartieri spagnoli ci feci il segretario di seggio.

E sulla sedia famosa ci si sedette una delle mie donne, ma non dico altro

ahahahahhaha ecco ci rimani col fiato sospeso!

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