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serena.10
Partecipante
serena.10 16/02/2016 ore 12:51

(nessuno) Il Parco Sommerso di Baia conquista il mondo



La piccola Pompei sommersa, il Parco Archeologico di Baia conquista la copertina di una delle riviste di subacquea più importanti al mondo: il Diver Magazine. Infatti il famoso magazine nordamericano ha dedicato il suo numero di febbraio ad uno dei tesori del nostro Golfo, dove un tempo sorgeva l’antica città romana di Baia.

La copertina, che immortala il parco archeologico di Baia è apparsa anche sulla pagina facebook ufficiale della rivista e, come riportato anche da Repubblica.it, è solo una piccola parte del bellissimo reportage che il magazine ha dedicato al parco, grazie anche al supporto del Centro Sub dei Campi Flegrei. Grande spazio è stato dato al fenomeno del bradisismo, iniziato nel V secolo dopo Cristo, e che ha determinato l’inabissamento della fascia costiera flegrea.



Oggi questo fenomeno da la possibilità in particolare ai subacquei, numerosi ogni anno, di fare un’esperienza unica, immergendosi tra le testimonianze del passato e nuotare tra le strade e i reperti di un’antica città romana. Felice anche il Sindaco di Bacoli, Josi Gerardo della Ragione, che sulla sua pagina facebook commenta con orgoglio questa piccola conquista: “Baia, bellezza mondiale, è turismo di qualità“.
IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 16/02/2016 ore 14:43 Quota

(nessuno) Il Parco Sommerso di Baia conquista il mondo

Il 30 gennaio 2007 viene firmata una convenzione tra la soprintendenza per i beni archeologici delle province di Napoli e Caserta e l'associazione temporanea di imprese Assodiving Flegreum rappresentata dal Centro Sub Campi Flegrei per la concessione e relativa regolamentazione delle visite subacquee nel parco archeologico sommerso di Baia. Il 7 Agosto 2007 l'associazione Assodiving Flegreum diventa Consorzio Campano Assodiving Flegreum.

Per ripercorrere le tappe principali del lungo percorso che ha portato alla costituzione del parco, bisogna innanzitutto spiegare il perchè quest'area si trova oggi sotto il livello del mare.
Ci troviamo nei Campi Flegrei (dal greco terra ardente). In questa zona di origine vulcanica esiste il fenomeno del bradisismo, esso consiste in un innalzamento (bradisismo positivo) o abbassamento del livello del suolo (bradisismo negativo) relativamente lento sulla scala dei tempi umani ma molto veloce rispetto ai tempi geologici. A volte, come accade nei Campi Flegrei tali movimenti possono ripetersi in maniera ciclica su un periodo di secoli.Generalmente tale fenomeno è dovuto a variazioni di volume di una camera magmatica vicina alla superficie che si svuota e si riempie, o anche a variazioni di calore che influiscono sul volume dell'acqua contenuta nel sottosuolo molto poroso.A causa del fenomeno del bradisismo l'antica fascia costiera ha subito uno sprofondamento con la conseguente sommersione di tutti gli edifici che vi erano costruiti. Siti di grande importanza in epoca romana, dove Pozzuoli era la più celebre città commerciale, Baia la più famosa località residenziale e Miseno la sede della flotta militare, sono oggi sommersi.I primi ritrovamenti di reperti archeologici avvennero negli anni Venti dove in occasione dell'ampliamento della banchina del porto venero portati alla luce sculture, elementi architettonici, fistule aquarie con bolli imperiali.

Negli anni '40 attraverso delle foto aeree effettuate dal pilota Raimondo Baucher venne evidenziato nello specchio antistante il lago Lucrino l'area archeologica sommersa del Portus Julius.
Malgrado l'interesse suscitato da queste scoperte, nolo negli anni '60 si avvio nelle acque di Baia la prima campagna di rilevamento archeologico subacqueo. Tali indagini portarono tra il 1959 ed il 1960 alla redazione della prima carta archeologica della città sommersa di Baia.Furono rilevati nei pressi di punta Epitaffio a circa -6 mt di profondità, una strada basolata, fiancheggiata da edifici che si aprivano su di essa, uno di loro si rileverà due decenni dopo, il ninfeo dell'imperatore Claudio, e poi proseguendo verso il largo altri resti di strutture protese sul mare mediante gettate cementizie (oggi sappiamo che sono pertinenti al quartiere marittimo della villa dei Pisoni). Infine l'individuazione a circa 400 mt dalla costa, di alcuni piloni in calcestruzzo, le Pilae, che consentirono l'individuazione dell'antica linea di costa.Il programma fu purtroppo presto interrotto a causa della carenza di mezzi.

Il 1969 segnò due tappe importanti per l'archeologia subacquea e la tutela dell'area di Baia.
La prima, causale, con l'affioramento davanti Punta Epitaffio, a seguito di una mareggiata, di due sculture di grande qualità che furono riconosciute come "Ulisse e compagno con l'otre", ancora al loro posto nell'abside di un edificio rettangolare (il Ninfeo).
La seconda tappa fù l'accordo tra il soprintendente di Napoli Alfonso De Francis ed il Direttore dell'Orfanotrofio militare, ospitato nel Castello di Baia, di destinare parte di questo complesso a sede del museo archeologico dei Campi Flegrei.
Nonostante molta risonanza nemmeno queste due importanti tappe riuscirono a raggiungere un seguito immediato.

Solo nel 1980 viene avviato il primo scavo subacqueo effettuato direttamente da archeologi, che portò all'identificazione del Ninfeo dell'imperatore Claudio e del suo straordinario complesso scultorio.

Nel 1984 finalmente viene consegnato alla soprintendenza il Castello di Baia ed avviato un progetto di restauro per interventi funzionali: viene istituito un locale ufficio archeologico, un primo laboratorio di restauro, di depositi archeologici. Fu così possibile iniziare i primi interventi di restauro, sperimentali, sulle sculture provenienti dallo scavo del Ninfeo di Punta Epitaffio. Nel 1997 fu allestita all'interno del museo la sala del Ninfeo di Punta Epitaffio dove viene riprodotto il ninfeo sommerso dell'imperatore Claudio che si avvicina all'originale, ma non è una ricostruzione.
Nello stesso periodo riprendeva il rilevamento della città sommersa di Baia, laddove era stato sospeso da Nino Lamboglia, a cura di G. Di Fraia, E. Scognamiglio e N. Lombardi.
Risale a loro l'edizione della carta archeologica di Baia sommersa con il posizionamento degli edifici emergenti dal fondale, situati sulla sponda settentrionale, meglio conservati in quanto meno battuti dalle rotte commerciali. Si tratta del canale di accesso al Baianus Lacus, lo specchio d'acqua di epoca romana simile ad un lago; di un complesso termale a 40 mt ad est di Punta Epitaffio, della villa dei Pisoni; una villa con ingresso a protiro e splendide decorazioni pavimentali, prospiciente un tratto di strada, affiancato a tabernae, resti di peschiere e moli.
Sulla sponda meridionale, nella parte antistante i cantieri navali e la banchina del porto, a causa del devastante effetto del traffico portuale, si conservano solo scarsi resti di edifici, mentre procedendo verso il mare imponenti tratti un molo di banchina in calcestruzzo, perpendicolare al grande molo romano, protetto da alcune pilae, con resti di fondazioni in casseforme con tratti lignei eccezionalmente conservati.
A sud della punta del Castello di Baia, che si trova al di fuori dell'area portuale, grazie anche alla maggiore profondità vi sono i resti di spettacolari peschiere per l'allevamento di pesci e molluschi.

Nel 1987 viene posto il vincolo archeologico della fascia marina dei 500 mt dell'intero ambito flegreo con il divieto di alterare lo stato dei luoghi.

Tra il 1994 ed il 1998 vengono emanate specifiche ordinanze dalla capitaneria di porto per regolamentare il transito delle motonavi commerciali.

Nel 1998 la la soprintendenza prende in consegna lo specchio d'acqua della sponda settentrionale.

Nel 1999 viene realizzato il primo percorso di visita per subacquei.

Nel 2000 a causa di un grave danneggiamento a causa di un traghetto incagliatosi nel fondale, viene sospesa definitivamente l'attività del porto commerciale.

Il 7 agosto 2002 viene istituito il parco archeologico sommerso di Baia equiparato ad area marina protetta.
La gestione provvisoria del parco sommerso è stata affidata alla soprintendenza per i beni archeologici di napoli e caserta.
Da allora sono stati fatti passi da gigante nella tutela e la valorizzazione dell'area. I problemi da risolvere sono ancora tanti ma il percorso appare oggi delineato
gufo59
Partecipante
gufo59 16/02/2016 ore 22:37

(nessuno) Il Parco Sommerso di Baia conquista il mondo

@serena.10 : no mancu se mi paiunu io stavo annegando e lacqua se mi arriva sopra al ginocchio mi viene lasma e muoio ;-) ;-(
IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 17/02/2016 ore 06:19 Quota

(nessuno) Il Parco Sommerso di Baia conquista il mondo

@gufo59 scrive:
no mancu se mi paiunu io stavo annegando e lacqua se mi arriva sopra al ginocchio mi viene lasma e muoio

:-p :many :many
scrib
Partecipante
scrib 17/02/2016 ore 11:34

(nessuno) Il Parco Sommerso di Baia conquista il mondo











scrib
Partecipante
scrib 18/02/2016 ore 13:41

(nessuno) Il Parco Sommerso di Baia conquista il mondo

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
belle immagini

Grazieeeeee ed anche nbel post :ok
serena1O
Amministratore
serena1O 14/10/2017 ore 20:49 Quota

(nessuno) Il Parco Sommerso di Baia conquista il mondo

@ombra.1961 scrive:
Il Parco Sommerso di Baia conquista il mondo

bellissimo il video,vedo che è fatto di recente, Grazie ombra!
serena1O
Amministratore
serena1O 14/10/2017 ore 20:51 Quota

(nessuno) Il Parco Sommerso di Baia conquista il mondo



Comune di Bacoli, golfo di Baia: area del Parco sommerso di Baia.






Il parco sommerso di Baia è un'area marina protetta localizzata sulle coste della città metropolitana di Napoli a nord del Golfo di Napoli.
Istituita nel 2002 con decreto congiunto del ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e di quello per i beni e le attività culturali, l'area rappresenta, assieme al parco sommerso di Gaiola, un esempio unico in ambito Mediterraneo di protezione archeologica e naturalistica subacquea.
Le due aree protette, inserite a terra nel più vasto contesto del parco dei Campi Flegrei di competenza della Regione Campania, si propongono appunto la tutela e lo studio dei reperti archeologici sommersi in tali aree congiuntamente alla salvaguardia degli ecosistemi marini e costieri.
La particolarità di tali zone è legata al fenomeno vulcanico del bradisismo che ha interessato da sempre l'intera costa nord dell'area napoletana. Tale fenomeno ha causato movimenti verticali dell'area con escursioni in positivo ed in negativo di molti metri provocando negli ultimi 2000 anni l'inabissamento della linea di costa romana di circa 6/8 metri. Intorno al primo secolo a.C. infatti l'intera zona costiera a nord di Napoli era una fiorentissima stazione climatica, resa alla moda anche dalla presenza di una villa imperiale, il Pausilypon appunto che dette il nome al Promontorio di Posillipo, costruita dal ricco liberto Publio Vedio Pollione. Costui alla sua morte, nel 15 a.C., nominò Augusto erede di tutti i suoi beni, Pausilypon compreso. In seguito ingrandita ed abbellita come proprietà imperiale, tale luogo pare abbia visto il tragico concludersi della congiura contro l'imperatore Nerone.
Fra gli ambienti di maggiore pregio, che oggi si trovano inabissati, vi è il ninfeo di Punta Epitaffio, triclinium con funzione di sala per banchetti risalente all'epoca dell'imperatore Claudio, le cui statue sono state trasferite all'interno del Museo archeologico dei Campi Flegrei dove l'ambiente è stato ricostruito.
Inoltre si trovano sommersi su tale costa i resti dei porti commerciali di Baia (Lacus Baianus) ed il Portus Julius. Più a nord aveva sede il porto di Capo Miseno sede storica della flotta imperiale romana.
Lo straordinario valore di tali siti è dato sia dal notevole stato di conservazione dei reperti archeologici, oltre che dal loro valore storico archeologico oggettivo. Mosaici, tracce di affreschi, sculture, tracciati stradali e colonne, sono sommersi a circa 5 metri sotto il livello del mare tra anemoni stelle marine e branchi di castagnole. Inoltre la presenza di ecosistemi sommersi di pregio come il fondale a precoralligeno e comunità di fanerogame marine (essenzialmente Posidonia oceanica e Cymodocea nodosa) fanno di tali luoghi ambienti di valore naturalistico rilevante, riconosciuti come tali sia dalla legislazione nazionale italiana, sia da quella Comunitaria. Il luogo è straordinariamente suggestivo, e fa di questo tratto dei fondali una piccola Atlantide romana
serena1O
Amministratore
serena1O 14/10/2017 ore 20:55 Quota

(nessuno) Il Parco Sommerso di Baia conquista il mondo

In quell’aera così ricca di storia, molto spesso ammantata di leggenda che sono i Campi Flegrei a Napoli, c’è un piccolo gioiello sommerso che non è riservato solo ad esperti subacquei, ma può essere ammirato anche facendo una gita in barca.


serena1O
Amministratore
serena1O 14/10/2017 ore 20:58 Quota

(nessuno) Il Parco Sommerso di Baia conquista il mondo




Quel mare di Baia, oggi che pare il bianco/celeste di una seta consunta, è lo scrigno di una città che, se aguzzi l’orecchio, ti parla con la melodica voce dei poeti e suscita fantasmi di ebbre feste, visi di delicate fanciulle, tutta la letteratura latina a fargli da coro, in una giostra poetica che non ha eguale nella storia antica.”



ombra.1961
Amministratore
ombra.1961 14/10/2017 ore 21:20 Quota

(nessuno) Il Parco Sommerso di Baia conquista il mondo

@serena1O scrive:
è fatto di recente

si è recente, ci siamo immersi il 4 Ottobre io e mia moglie, la giornata era da favola, il mare una tavola ed ho mantenuto una promessa fatta tempo addietro, precisamente ad Agosto quando portai sulle mura della città alcuni amici di Milano.



Nota sul quotidiano Il Mattino
serena1O
Amministratore
serena1O 15/10/2017 ore 19:23 Quota

(nessuno) Il Parco Sommerso di Baia conquista il mondo

@ombra.1961 scrive:
si è recente, ci siamo immersi il 4 Ottobre io e mia moglie, la giornata era da favola, il mare una tavola ed ho mantenuto una promessa fatta tempo addietro, precisamente ad Agosto quando portai sulle mura della città alcuni amici di Milano.

:clap :clap sn anni che n mi faccio un bagno a baia, ricordo sempre quelle alghe Poseidone, e mi facevano u po impressione,tiemp bell e na vot :many
serena1O
Amministratore
serena1O 15/10/2017 ore 19:25 Quota

(nessuno) Il Parco Sommerso di Baia conquista il mondo

@ombra.1961 scrive:
Il Parco Sommerso di Baia conquista il mondo
@serena1O scrive:
è fatto di recente

si è recente, ci siamo immersi il 4 Ottobre io e mia moglie, la giornata era da favola, il mare una tavola ed ho mantenuto una promessa fatta tempo addietro, precisamente ad Agosto quando portai sulle mura della città alcuni amici di Milano.

Durante le vacanze di Agosto 2017 Renato e Simona, del Comitato ex Convitto Monachelle di Arco Felice, nei Campi Flegrei, hanno provato l’ebrezza di passeggiare sulle mura riaffioranti della città sommersa dell’antica Puteoli, sita nel golfo di Pozzuoli, scattando foto ricordo pubblicate poi sul blog. Entusiasmati da quest’esperienza, il giorno 1 Ottobre 2017 Salvatore e Dario, anche loro membri del Comitato ex Convitto Monachelle, si sono immersi per valutare un eventuale percorso da mostrare, a titolo gratuito, a chi ne facesse richiesta. Nel frattempo hanno realizzando un video esplorativo della città sommersa pubblicato poi su youtube https://youtu.be/dC92vrHUqmU



alla scoperta della
città sommersa dell’antica Puteoli






«E’ possibile vedere il sito archeologico sommerso dell’antica Puteoli partendo dalla costa di Arco Felice» fanno sapere dal blog «A circa 50 metri dalla spiaggia delle Monachelle si intravedono avanzi di mura della città, resti di abitazioni, strade. Con una modesta attrezzatura, senza spendere grosse cifre si può ammirare un tesero sommerso che abbiamo sotto casa».

L’area archeologica sommersa prospicente l’ex convitto Monachelle nella frazione di Arco Felice nel comune di Pozzuoli, conserva i resti di due interessanti vicus (sobborghi cittadini) d’epoca romana: il vicus Lartidianus e il vicus Annianus, entrambi inabissati intorno al IV secolo d.C. a causa del fenomeno del bradisismo.

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