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serena.10
Partecipante
serena.10 05/08/2015 ore 16:59

(nessuno) Un piccolo tesoro nostrano: il Sacello degli Augustales di Miseno



Tutto si aspettava di trovare il proprietario di un terreno situato a Miseno, fuorché quello che si è rivelato poi essere un vero e proprio tesoro nascosto, quando nel febbraio del 1968 decise di iniziare i lavori di sbancamento per la realizzazione di due villette private.

Ed è proprio in questa zona tra Punta Terone e le pendici sud – orientale di Punta Sarparella che furono rinvenute accidentalmente strutture appartenenti ad un edificio di età imperiale. I lavori di scavo archeologico che ne seguirono, guidati dall’allora Soprintendente alle Antichità di Napoli e Caserta, il Professor Alfonso de Franciscis, si prolungarono in più riprese, fino al 1972 quando furono sospesi per la precaria situazione statica in cui versava l’edificio e per la falda acquifera che ancor oggi sommerge in parte le strutture.





Un piccolo tesoro nostrano: il Sacello degli Augustales di Miseno


Ma cos’era questo edificio? Gli studi successivi alla scoperta hanno portato alla identificazione della sede del collegio degli Augustali di Miseno. Il Sacello degli Augustali ritrovato a Miseno è dunque un edificio adibito ai riti di culto degli imperatori curati dai Sacerdotes Augustales (o Sodales Augustales o Augustales), i “sacerdoti di Augusto”. Il ritrovamento sul luogo, di un’iscrizione latina, giustifica l’attribuzione agli Augustali: “Templum augusti quod est augustalium”.





Costruito in epoca giulio – claudia (I sec.d.C.) e dedicato al culto dell’imperatore Augusto, fu modificato in età antonina (metà del II secolo), da Cassia Victoria in onore del marito L. Laecanius Primitivus, sacerdote Augustale dell’epoca di Marco Aurelio (ritratti nel frontone in foto). Fu poi distrutto alla fine del secolo, probabilmente da un terremoto ed i suoi resti sono attualmente in parte sommersi a causa dei fenomeni di bradisismo che tuttora caratterizzano l’intera zona flegrea.









Il santuario è costituito da tre ambienti affiancati, in parte costruiti in muratura e in parte ricavati dalla roccia, che da forma alle pareti laterali e di fondo. L‘edificio centrale, il vero e proprio sacello, consiste in un tempietto a podio di pianta rettangolare davanti al quale è situato l’altare. Grazie ad una gradinata di marmo, fiancheggiata da due podi di muratura, in origine sormontati da statue, si accedeva al pronao tetrastilo (parte antistante la cella vera e propria del tempio) sormontato dal frontone decorato con rilievi e con l’iscrizione dedicatoria. Varcando la soglia di tale vestibolo, pavimentato in mosaico con tessere bianche e riquadratura a tessere nere si entrava all’interno del sacello. Questo era costruito in opus reticulatum con ammorsature in tufelli, mentre le sue pareti dovevano essere rivestite da lastre di marmo. Sulla parete di fondo vi era un’abside con podio, fiancheggiata da due nicchie rettangolari, intonacata e dipinta di rosso sulla parte superiore della fronte, mentre nel catino mostrava una decorazione in stucco con rilievi a soggetto marino. L’ambiente a destra del sacello, in opus reticulatum, era decorato con rivestimenti in stucco ed intonaco dipinto sulle pareti, sulla volta a botte ed a crociera. In quello a sinistra invece fu rinvenuta la statua equestre in bronzo di Domiziano – Nerva ora esposta al Museo Archeologico dei Campi Flegrei.






Nel Museo è stata allestita una sala (in foto) appositamente preparata per esporre questa statua, il frontone del tempio e le altre statue rinvenute al momento della sua scoperta nel 1968: Vespasiano, Nerva, Tito, la dea dell’Abbondanza, e alcune divinità tra cui, Asclepio, Apollo e Venere, una del tipo della “Piccola Ercolanese” ed un’altra su un delfino.







Sala del museo ( da Museo Archeologico dei Campi Flegrei)



Il Museo Archeologico dei Campi Flegrei è stato inaugurato nel 1993 ed è ospitato all’interno di una fortezza di età aragonese restaurata, collocata sulla sommità dell’alto promontorio che chiude a Sud il golfo di Baia, e dal quale si domina l’intero golfo di Pozzuoli e le isole di Capri, Ischia e Procida. Al suo interno sono esposti reperti archeologici unici e di straordinario valore provenienti dai Campi Flegrei, come le numerose basi marmoree rinvenute nella zona antistante il sacello e sistemate nel cortile della Torre Tenaglia del castello di Baia, che costituiscono una ricchezza dal punto di vista epigrafico poiché sono un prezioso dato per lo studio del collegio e del culto degli Imperatori.





Torre Tenaglia con le basi marmoree



Allora una mattina qualsiasi, alziamoci ed organizziamo una bella gita in questo meraviglioso sito archeologico godendo anche della splendida cornice paesaggistica che si ammira dalla fortezza aragonese, alla scoperta di quello che è uno dei tasselli importanti per la ricostruzione della nostra storia.




IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 05/08/2015 ore 20:52 Quota

(nessuno) Un piccolo tesoro nostrano: il Sacello degli Augustales di Miseno

Il complesso monumentale , situato a breve distanza dal teatro, realizzato in epoca giulio-claudia e dedicato al culto dell’imperatore Augusto, nella sua forma attuale risale alle sistemazioni di età antonina (metà del II secolo d.C.), fatte eseguire da Cassia Victoria in onore del marito L. Laecanius Primitivus, sacerdote Augustale dell’epoca di Marco Aurelio. L’edificio fu però distrutto alla fine del II secolo d.C. probabilmente a causa di eventi sismici. Al momento della sua scoperta nel 1967, vi furono trovate statue di Vespasiano, Nerva, Tito, dell’Abbondanza, e di alcune divinità tra cui, Asclepio, Apollo e Venere, una del tipo della Piccola Ercolanese ed un’altra su delfino, poi asportate ed ora esposte nell'apposita sala dedicata al monumento all’interno del Museo Archeologico dei Campi Flegrei. Semisommerso per effetto del bradisismo, il santuario è composto da tre ambienti affiancati, in parte costruiti in muratura e in parte ricavati dalla roccia, che ne forma le pareti laterali e di fondo.. L‘edificio centrale, il vero e proprio sacello, consiste in un tempietto a podio di pianta rettangolare davanti al quale è situato l’altare. Mediante una gradinata di marmo, fiancheggiata da due podi di muratura, in origine rivestiti di lastre di marmo e sormontati da statue, si accede al pronao tetrastilo con colonne in cipollino dotate da capitelli di tipo pergameno, sopra il cui epistilio, recante l’iscrizione dedicatoria, era il frontone decorato con rilievi. Oltrepassato tale vestibolo, pavimentato in mosaico con un tappeto a tessere bianche e riquadratura a tessere nere, e varcata la soglia di marmo, si entra all’interno del sacello. Questo è costruito in opus reticulatum con ammorsature in tufelli, mentre le sue pareti dovevano essere ricoperte da lastre di marmo. Su quella di fondo un’abside con podio, fiancheggiata da due nicchie rettangolari, è intonacata e dipinta di rosso sulla parte superiore della fronte, mentre presenta nel catino una decorazione in stucco con rilievi a soggetto marino. Nel pavimento in cocciopesto con tessere bianche disposte a formare riquadri è inserita una fascia centrale in marmi policromi che ripete lo stesso motivo geometrico. L’ambiente a destra del sacello, costruito in opus reticulatum, era decorato con rivestimenti in stucco ed intonaco dipinto sulle pareti e sulla volta a botte ed a crociera. In quello a sinistra invece fu rinvenuta la statua equestre in bronzo di Nerva (in origine Domiziano) ora al Museo Archeologico dei Campi Flegrei.
serena.10
Partecipante
serena.10 05/08/2015 ore 20:54

(nessuno) Un piccolo tesoro nostrano: il Sacello degli Augustales di Miseno






@IOXSONGXLEGGEND scrive:
Sacello degli Augustales di Miseno





serena.10
Partecipante
serena.10 05/08/2015 ore 20:56

(nessuno) Un piccolo tesoro nostrano: il Sacello degli Augustales di Miseno

@IOXSONGXLEGGEND scrive:







Piccola Ercolanese ed un’altra su delfino, poi asportate ed ora esposte nell'apposita sala dedicata al monumento all’interno del Museo Archeologico dei Campi Flegrei. Semisommerso per effetto del bradisismo, il santuario è composto da tre ambienti affiancati, in parte costruiti in muratura e in parte ricavati dalla roccia, che ne forma le pareti laterali e di fondo.. L‘edificio centrale, il vero e proprio sacello, consiste in un tempietto a podio di pianta rettangolare davanti al quale è situato l’altare




scrib
Partecipante
scrib 05/08/2015 ore 22:04

(nessuno) Un piccolo tesoro nostrano: il Sacello degli Augustales di Miseno

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