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serena.10
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serena.10 31/07/2015 ore 17:23

(nessuno) Scampato alle fiamme: i martiri del crocifisso di San Carlo all’Arena







Scampato alle fiamme: i martiri del crocifisso di San Carlo all’Arena







Diverse e svariate sono le rappresentazioni della figura di Gesù Cristo, a cui artisti e scultori hanno cercato di dare un volto, dando vita ad opere d’arte suggestive e piene di fascino. In particolare, a Napoli, una delle opere che suscita maggiore curiosità è il Cristo Velato, custodito nella Cappella Sansevero. Da non trascurare i quadri iconografici ed i molteplici crocifissi, nelle numerosissime chiese monumentali sparse nell’area urbana della bella Parthenope.

L’arte ha in sé fascino e mistero sempre: ma se da un lato ci sono opere conosciute e stimate davvero dovunque, dall’altro lato alcune sono poco conosciute, ma non per non questo non meritano ammirazione. Una di esse è il crocifisso della Chiesa di San Carlo all’Arena, che si trova a ridosso dell’altare dell’omonima chiesa, sita a Via Foria, costruita da Silvestro Cordella per volere di Giuseppe Nuvolo, nell’area delle mura aragonesi. Fu così chiama in riferimento alla via in cui sorge, per l’appunto “arenosa”, che costituiva un vero e proprio deposito dell’acqua che confluiva delle colline. Nell’anno 1621 i cistercensi ne completarono l’edificazione e successivamente fu utilizzata come rifugio per i militari durante il periodo francese. Purtroppo nel 1923 fu vittima di un incendio ma ciò che possiamo ammirare oggi, per fortuna, è ancora una bellissima costruzione reduce dai restauri dell’architetto Francesco De Cesare, messi a punto nell’anno 1837.










Chiesa di San Carlo all’Arena






Per quanto riguarda il crocifisso nello specifico, in origine si trovava nella Basilica dello Spirito Santo ed è stato creato dallo scultore ed architetto fiorentino Michelangelo Naccherino, che ha apportato il suo notevole contributo artistico durante il periodo del Regno delle Due Sicilie, al pari di artisti del calibro di Bernini.

L’opera risale all’anno 1559 ed è stata realizzata in marmo. Purtroppo fu vittima di un incendio che ne provocò danni abbastanza gravi e visibili al marmo: è per questo motivo che presenta numerose “crepe” a partire dal capo fino ai piedi. Staccandosi dalla parete sul quale era poggiato sobbalzò sul pavimento, provocando, tra l’altro la rottura delle due braccia. Tuttavia, nonostante sia palese che il deterioramento di un’opera d’arte non sia mai visto di buon occhio, quelle spaccature lo rendono unica al mondo. A primo impatto forse si potrebbe lecitamente pensare che sia stato volutamente scolpito così dall’artista.

I fedeli, che sono soliti ammirarlo con grande devozione e recitare preghiere contemplandone la bellezza, hanno dato una loro interpretazione alle crepe: le considerano come una sorta di rappresentazione fisica delle ferite e delle sofferenze dell’animo, inferte all’altro, spesso e volentieri senza accorgersene.











scrib
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scrib 31/07/2015 ore 19:16

(nessuno) Scampato alle fiamme: i martiri del crocifisso di San Carlo all’Arena

serena.10
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serena.10 31/07/2015 ore 20:41

(nessuno) Scampato alle fiamme: i martiri del crocifisso di San Carlo all’Arena

@scrib scrive:
Scampato alle fiamme: i martiri del crocifisso di San Carlo all’Arena

serena.10
Partecipante
serena.10 31/07/2015 ore 20:46

(nessuno) Scampato alle fiamme: i martiri del crocifisso di San Carlo all’Arena

@treme1978 scrive:
Scampato alle fiamme: i martiri del crocifisso di San Carlo all’Arena














La chiesa di San Carlo all'Arena è una delle chiese monumentali di Napoli; si erge sul lato sinistro della via Foria, poco prima dello slargo che immette in piazza Cavour.


Il nome dell'edificio religioso deriva dalla vecchia via arenosa su cui sorgeva la chiesa, laddove l'acqua reflua proveniente dalle colline (la cosiddetta Lava dei Vergini) depositava i suoi detriti.

La chiesa fu costruita da Silvestro Cordella, su progetto di Giuseppe Nuvolo, nello spazio antistante l'antica murazione aragonese, ma venne completata dai cistercensi nel 1621; più tardi divenne rifugio militare durante tutto il periodo francese.

L'aspetto attuale del tempio è quello conferitogli dall'architetto Francesco De Cesare che la restaurò nel 1837 e dai lievi rifacimenti dopo un incendio che lo danneggiò nel 1923.

La chiesa è a pianta ellittica con sette altari; su quello maggiore vi è un bel crocifisso in marmo.







I principali tesori della chiesa sono i bassorilievi di Vincenzo Annibale che raffigurano le Storie di San Carlo e un Cristo non meno interessante del Cristo Velato della Cappella Sansevero, ma sicuramente meno conosciuto.Il Crocifisso, del 1599, proviene dalla Basilica dello Spirito Santo ed è opera di Michelangelo Naccherino. Durante un incendio, la scultura si staccò dalla parete e precipitò sul suolo, provocando ingenti danni al marmo.

Il Cristo suscita grande devozione da parte dei fedeli di via Foria ed emoziona per la sua bellezza, poiché quel marmo, sembra manifestare le ferite della carne.



scrib
Partecipante
scrib 31/07/2015 ore 20:48

(nessuno) Scampato alle fiamme: i martiri del crocifisso di San Carlo all’Arena

IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 31/07/2015 ore 20:53 Quota

(nessuno) Scampato alle fiamme: i martiri del crocifisso di San Carlo all’Arena

L’immobile ancora soffre delle terribili vicende legate ad un incendio divampato nel 1923 che la distrusse in parte, e ai danni materici e strutturali lasciati dal terremoto del 1980.

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