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IOXSONGXLEGGEND 09/07/2015 ore 20:39 Quota

(nessuno) Odonomastica di Napoli: Ad ogni strada la sua identità

Via Stadera




Collocata nel bel mezzo della zona orientale di Napoli, via Stadera si trova in prossimità della convergenza di via S.Maria del Pianto con via Nuova Poggioreale e via delle Puglie, tra i quartieri S.Pietro a Patierno, Poggioreale e Ponticelli. Non tutti sanno però – e per questo nasce la nostra rubrica di Odonomastica Napoletana – per quale ragione sia chiamata così.
Ebbene, questa via, detta anche “Stadera a Poggioreale” ricorda il più noto e importante luogo in cui un tempo veniva eseguita la Pesa pubblica. Un’operazione, quest’ultima, in vigore ancora oggi in molte province, che permette di accertare il peso netto delle merci trasportate su mezzi pesanti prima della consegna o dell’esportazione e determinare il pagamento dei dazi.



La Stadera dunque, dal lat. statera, è il nome della bilancia di origine romana basata sul principio delle leve e inventata molto probabilmente dai campani, secondo quanto possiamo leggere in alcuni versi di S.Isidoro (“Campana a regione Italiae nomen accepit ubi primum eius usus repetus est. Haec duas lancias non habet, sed virga signata libris, et uncis, et vario pondere mensurata”) utilizzata, a partire dal XIV, per questo tipo di pesatura.
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IOXSONGXLEGGEND 09/07/2015 ore 20:42 Quota

(nessuno) Odonomastica di Napoli: Ad ogni strada la sua identità

Il Borgo dei Vergini




Arte, bellezza, storia: è straordinario scoprire, ogni giorno di più, come a Napoli ogni vicolo sia impregnato, sino all’ultima pietra, di cultura e di magia. Di come l’antico riesca a sposarsi felicemente con l’elemento più moderno e di come il sacro conviva serenamente col profano. Di quanto la solennità dei monumenti più sfarzosi sia perfettamente integrata nel “volgo” con la stessa armonia con la quale coabitano miseria e nobiltà. Condizioni opposte, queste ultime, che intitolano, non a caso, il più celebre capolavoro del grande Eduardo Scarpetta che è riuscito a sublimare, con la sua opera, l’eterogeneità dell’universo napoletano. E, sempre non a caso, l’omonimo film, diretto da Mario Mattoli e immortalato dall’inimitabile Totò è ambientato proprio nel vivace e popolare borgo dei Vergini, nel cuore del rione Sanità, uno di quei luoghi dallo smisurato potenziale storico-culturale, di quelli meno gettonati dai più comuni itinerari turistici, ma che racchiudono nella loro storia le origini più genuine dei pregi e dei difetti che caratterizzano l’immensa identità partenopea.

Ma veniamo al motivo della nostra rubrica e alla storia e al significato del toponimo di cui oggi vogliamo occuparci, i Vergini. Ebbene, questo toponimo attribuito al nostro borgo in epoca tardo-classica si riferisce ad una fratria religiosa greca, quella degli eunostidi, una comunità di uomini “vergini”, dediti alla temperanza e soprattutto alla castità. Alla base del credo di questa comunità vi è, tra storia e leggenda, la suggestiva vicenda di Eunosto, un affascinante giovane, vittima del corteggiamento insistente e aggressivo di Ocna. La fanciulla sentendosi ferita nell’orgoglio e nel tentativo di vendicare il rifiuto subito aveva indotto i suoi fratelli ad uccidere il bel giovane convincendoli, ingiustamente, di essere stata vittima di uno stupro. Scoperta la verità, i due furono arrestati, Ocne si tolse la vita e i cittadini dedicarono un tempio al povero e innocente Eunosto.

Famigerata è la “Lava d’ e’ Virgini” la rovinosa quantità di acqua piovana che nei giorni di pioggia formava un vero e proprio torrente che riuniva, per la conformazione del terreno, gli scogli dello Scudillo, di Antignano e di Capodimonte scorrendo a valle e travolgendo, spesso, animali e costruzioni. Nel 1868 si decise di porre un rimedio al pericoloso fenomeno ed i lavori che convogliarono disciplinatamente le acque si conclusero nel 1871. Nel generale sollievo degli abitanti della zona vi fu anche qualche divertente rammarico nostalgico. A tal proposito si narra dell’esclamazione di alcune vecchiette che, in occasione di un ritorno eccezionale della “lava” a causa di un’occlusione di un condotto, nel 1895 gridavano a gran voce : “ ….beneditto Ddio che ‘nce a fatto vedé n’ata vota ‘a lava nosta!..”. Un altro interessante detto popolare raccolto dal Doria che fa sempre riferimento a questo fenomeno recita: “…Ce ne stava n’ato sulamente ma s’ ‘o purtaje ‘a Lava d’ ‘e Virgini! …” ovvero “ Ne esisteva soltanto un altro ma lo portò via la lava dei Vergini” espressione usata per dire di una persona che si crede unica nel suo genere.

Tra i magnifici monumenti che si possono ammirare ricordiamo la chiesa di S.Maria Succurre Miseris di origine trecentesca; la chiesa di S.Vincenzo de Paoli del 1788 attribuita a Vanvitelli; sempre di origine trecentesca la chiesa di S.Maria dei Vergini; i magnifici palazzi barocchi dell’architetto napoletano Sanfelice, la sua residenza e il palazzo detto dello spagnuolo, celebrati in numerosi film e scenografie teatrali.

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IOXSONGXLEGGEND 09/07/2015 ore 20:49 Quota

(nessuno) Odonomastica di Napoli: Ad ogni strada la sua identità

@serena.10 scrive:
La sua notorietà è dovuta al fatto che viene citato in diverse opere teatrali e cinematografiche.
Nel film Napoli Milionaria di Eduardo De Filippo, il personaggio di Pasqualino Miele (interpretato da Totò) abita al Vico Scassacocchi 17, quinto piano.

:yeye :yeye
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IOXSONGXLEGGEND 09/07/2015 ore 21:45 Quota
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IOXSONGXLEGGEND 09/07/2015 ore 21:47 Quota
scrib
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scrib 10/07/2015 ore 05:51

(nessuno) Odonomastica di Napoli: Ad ogni strada la sua identità

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
I sospiri del vicolo di Chiaia, dunque, devono essere altri rispetto a quelli dei condannati a morte, forse quelli d’amore, come sembra suggerire il vicino Vico Belledonne.

:ok
scrib
Partecipante
scrib 10/07/2015 ore 05:52

(nessuno) Odonomastica di Napoli: Ad ogni strada la sua identità

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
Ma perché via Argine si chiama così? E cos’era in origine? Il toponimo indica la posizione della strada che correva parallelamente, come un argine appunto, ad un torrente che trasportava a mare le acque del monte Somma. Quest’ultimo è un rilievo montuoso che abbraccia diversi quartieri e comuni della provincia di Napoli ed è la parte settentrionale del complesso vulcanico chiamato “Somma-Vesuvio”

:ok

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