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IOXSONGXLEGGEND 16/08/2013 ore 19:57 Quota

(nessuno) IL FIUME SCOMPARSO ( napoli)

IL SEBETO: IL MISTERIOSO FIUME DI NAPOLI

Napoli è nota come la città dove scorre il fiume Sebeto: sul lungomare vi è anche una artistica fontana seicentesca che raffigura il Sebeto e non mancano gruppi folcloristici, associazioni, teatri, imprese commerciali che si richiamano al suo nome.
Però se domandate a un Napoletano dove sta il Sebeto, risponderà che non lo sa, resterà confuso, forse anche un po mortificato. Se poi cercate su una piantina di Napoli non trovate da nessuna parte un fiume di nome Sebeto, anzi non trovate nemmeno nessun fiume di qualunque nome: solo un stradina fra la ferrovia e il mare porta questo nome illustre: il fiume più vicino è il Sarno che scorre oltre il versante opposto a Napoli del Vesuvio, a oltre 40 chilometri
Ma allora dove è finito questo fiume? Non pretendiamo di risolvere il mistero, presumibilmente irrisolvibile, ma di proporre un ricognizione se non esaustiva almeno completa, anche se sintetica, degli aspetti storici e topografici alla cui luce poi valutare le ipotesi preposte
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IOXSONGXLEGGEND 16/08/2013 ore 19:58 Quota

(nessuno) IL FIUME SCOMPARSO ( napoli)

RICOGNIZIONE STORICA

Il problema del Sebeto nasce tutto da un verso dell’Eneide.Nel Libro VII Virgilio fa una specie di rassegna delle genti e dei miti dell’Italia: in essa dal verso 733-740 leggiamo

Nec tu carminibus nostris indictus abibis,
Oebale, quem generasse Telon Sebethide nympha
fertur, Teleboum Capreas cum regna teneret, 735
iam senior; patriis sed non et filius aruis
contentus late iam tum dicione premebat
Sarrastis populos et quae rigat aequora Sarnus,
quique Rufras Batulumque tenent atque arua Celemnae,
et quos maliferae despectant moenia Abellae, 740
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IOXSONGXLEGGEND 16/08/2013 ore 19:58 Quota

(nessuno) IL FIUME SCOMPARSO ( napoli)

Nella versione italiana tradizionale di Annibal Caro:

Èbalo, te n'andrai, del gran Telone
e de la bella Ninfa di Sebeto
figlio onorato. Di costui si dice
che, non contento del paterno regno,
Capri al vecchio lasciando e i Teleboi,
fe' d'esterni paesi ampio conquisto,
e fu re de' Sarrasti e de le genti
che Sarno irriga. Insignorissi appresso
di Bàtulo, di Rufra, di Celenne
e de' campi fruttiferi d'Avella.
serena.10
Partecipante
serena.10 16/08/2013 ore 19:59

(nessuno) IL FIUME SCOMPARSO ( napoli)

@ IOXSONGXLEGGEND: ;-) :cuore :cuore
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IOXSONGXLEGGEND 16/08/2013 ore 20:01 Quota

(nessuno) IL FIUME SCOMPARSO ( napoli)

Si parla quindi di un eroe mitico, Ebalo indicato come figlio della ninfa del Sebeto e di Telone: nei versi seguenti si accenna alle sue conquiste e si cita anche il fiume Sarno tuttora esistente e ben conosciuto: solo quindi un vago accenno al Sebeto, una localizzazione piuttosto generica, nessuna descrizione, nessun accenno a Napoli
A collegare il Sebeto a Napoli sono invece due autori di poco posteriori: Stazio e Columella
Publio Papinio Stazio, nato a Napoli nel 40 d. C, nelle Silvae scrive : “il Sebeto vada orgoglioso per quella che ha nutrito”
Lucio Giunio Moderato Columella era nato invece a Cadice ma possedeva delle proprietà in Campania: scrisse un’opera unica nel suo genere ,nell’antichità, “De re rustica”, un vero trattato di agricoltura che fece testo fino al 1700: in esso si trova scritto; “la colta Partenope è bagnata dalla benefica acqua del Sebeto "
In tutte e due i casi quindi solo una semplice citazione,che pero ci danno la certezza storica che il Sebeto, ricordato da Virgilio, esisteva effettivamente e che esso era a Napoli .
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IOXSONGXLEGGEND 16/08/2013 ore 20:02 Quota

(nessuno) IL FIUME SCOMPARSO ( napoli)

Nessuno degli antichi però ha mai cantato il fiume, la purezza delle sue acque o l’ombrosità delle sue sponde come erroneamente viene spesso riferito.
L’esistenza del Sebeto ci viene confermato anche da due importanti ritrovamenti archeologici di epoca greca e romana. Il primo è una moneta greca del V secolo a.C. sulla quale è rappresentata una testa giovanile con un corno in fronte e con la scritta “Sepeithos”: sul retro una donna alata e la scritta : “neapolites”: il giovane dovrebbe raffigurare un dio fluviale mentre Sepeithos è verosimilmente la versione greca del nome latino Sebetho
Di epoca romana imperiale è invece il secondo ritrovamento: un lapide che reca la iscrizione “P. Mevius Eufychus aedicolam restituit Sebetho (P Mvius Eufychus fece ricostrure l’edicola al Sebeto)
In conclusione: dalle fonti letterarie e archeologiche possiamo concludere con certezza che effettivamente nella antichità doveva esserci a Napoli un fiume di una certa consistenza tale che ad esso, secondo l’usanza dei tempi, veniva anche associata una divinità
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IOXSONGXLEGGEND 16/08/2013 ore 20:03 Quota

(nessuno) IL FIUME SCOMPARSO ( napoli)

Tramontò l’Impero Romano, vennero i secoli del medioevo e nessuna altra notizia abbiamo del fiume, nè del nome, ambedue spariti nel nulla. Nel 1300 Boccaccio, buon lettore di Virgilio, abitò per qualche tempo a Napoli ma non trovò niente che potesse essere considerato il Sebeto: anche lui chiese ai napoletani del tempo dove fosse mai questo fiume e. allora come oggi, i napoletani non seppero rispondere.
Probabilmente del Sebeto non si sarebbe più sentito parlare se esso non fosse stato cantato dai due massimi esponenti dell’umanesimo napoletano, il Pontano e il Sannazzaro
Giovanni Pontano nacque a Cerreto di Spoleto, nel 1429 ma venne poi al servizio degli Aragaonesi a Napoli, dove morì nel 1503
Nel 1496 compose la "Lepidina”, una lunga egloga che descrive le mitiche nozze del Sebeto con la ninfa Partenope : a differenza di Virgilio la divinità del fiume è maschile ( come nei reperti archeologici) e viene connesso con l’altro mito illustre di Napoli, la sirena Partenope. Nella egloga compaiono anche numerosi personaggi che nei nomi e nei tratti ricordano numerose località di Napoli e dintorni: Posillipo, Mergellina, Monte Echia, Capri, Procida, Resina, il Sarno
Jacopo Sannazaro, (1457 –1530) nato e vissuto a Napoli nella “prosa XII” della sua opera più nota, la Arcadia, canta ancora il Sebeto come luogo di delizie campestri
Nè l’uno ne l’altro autore danno alcuna indicazione concreta del mitico fiume : il primo d’altra parte canta solo un mito, il secondo attribuisce al Sebeto un carattere di pace campestre. appunto “arcadico” che certo non poteva avere un fiume che scorreva presso un affollatissima città. In seguito però gli studiosi cominciarono a interrogarsi dove si trovasse effettivamente il fiume il cui nome non ricorreva nella toponomastica locale e cominciarono quindi a farsi molte ipotesi, alcune veramente singolari: di esse riferiremo pero inseguito

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