Forum - località-paesi-città campania

Partecipante
bimbadolce.64 05/08/2013 ore 14:11 Quota

(nessuno) napoli sotterranea

:clap :clap :clap :clap
IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 05/08/2013 ore 14:18 Quota

(nessuno) napoli sotterranea

Napoli sotterranea è un complesso di cunicoli e cavità scavate nel tufo poste nel sottosuolo di Napoli; vi si trovano soprattutto innumerevoli forme di ambienti ed architetture classiche, greche e romane.
Propriamente Napoli sotterranea è il nome dell'associazione costituita dallo spelologo Vincenzo Albertini che si occupa della parte di acquedotto e delle cisterne accessibili da piazza San Gaetano e della parte visitabile del teatro dell'Anticaglia.
Il suo nome deriva dall'omonimo libro scritto nel 1889 dall'ingegnere Guglielmo Melisurgo, il quale si definì ipogeo per la sua attività di ispezione dell'infinita rete di cavità della città.
IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 05/08/2013 ore 14:19 Quota

(nessuno) napoli sotterranea

I primi manufatti di scavi sotterranei risalgono a circa 5.000 anni fa, quasi alla fine dell'era preistorica.
Successivamente, nel III secolo a.C., i Greci aprirono le prime cave sotterranee per ricavare i blocchi di tufo necessari alle mura e ai templi della loro Neapolis e scavarono numerosi ambienti per creare una serie di ipogei funerari.
Nel 1987 Albertini riportò alla luce una cava greca a circa 40 metri di profondità al di sotto del cimitero di Santa Maria del Pianto in cui trovò sulle pareti segni identici a quelli che si trovano nei resti delle mura di piazza Bellini. La cava fu utilizzata per prelevare tufo per la costruzione delle mura e fu preservata dall'utilizzo cimiteriale perché il suo ingresso fu ostruito da un crollo. Diversamente per un'altra cava, la cosiddetta grotta degli sportiglioni (i pipistrelli) che fu utilizzata come ossario in occasione dell'infaustissima peste del 1656.


Uno dei tanti cunicoli
Mai abbandonati e dimenticati, i primi acquedotti delle origini sono stati utilizzati nuovamente, cambiati, allargati e adattati a nuovi usi. Sulle pareti di tufo, è possibile leggere ancora i segni dei picconi e del lungo lavoro svolto dall'uomo nel sottosuolo.
Lo sviluppo imponente del reticolo dei sotterranei iniziò in epoca romana: i romani infatti in epoca augustea dotarono la città di gallerie viarie (grotta di Cocceio e grotta di Seiano) e soprattutto di una rete di acquedotti complessa, alimentata da condotti sotterranei provenienti dalle sorgenti del Serino, a 70 km di distanza dal centro di Napoli. Altri rami dell'acquedotto di età augustea arrivarono fino a Miseno, per alimentare la Piscina mirabilis, che fu la riserva d'acqua della flotta romana.
Larghi quel poco che permetteva il passaggio di un uomo, i cunicoli dell'acquedotto si diramano spesso in tutte le direzioni, con lo scopo di alimentare fontane ed abitazioni situate in diverse aree della città superiore. A tratti, sulle pareti, si notano ancora tracce dell'intonaco idraulico, utilizzato dagli ingegneri dell'antichità per impermeabilizzare le gallerie.
Agli inizi del XVI secolo il vecchio acquedotto e le moltissime cisterne pluviali non riuscivano più a soddisfare il bisogno d'acqua della città che si era estesa a macchia d'olio e fu così che il facoltoso nobile napoletano Cesare Carmignano costruì un nuovo acquedotto.
Fu solo agli inizi del XX secolo che si smise di scavare nel sottosuolo per l'approvvigionamento idrico e si abbandonò una rete di cunicoli e cisterne di oltre 2.000.000 m², diffusa per tutta la città.


Servizi igienici usati dai rifugiati durante la seconda guerra mondiale
I sotterranei furono utilizzati anche come rifugi antiaerei per proteggersi dai disastrosi bombardamenti che colpirono la città.
Le cavità furono illuminate e sistemate per accogliere decine e decine di persone che al suono della sirena si affrettavano a scendere per le scale che scendevano in profondità. Resti di arredi, graffiti e vari oggetti in ottimo stato di conservazione testimoniano ancora oggi la grande paura dei bombardamenti e i numerosi periodi della giornata vissuti nei rifugi, facendo riemergere uno spaccato di vita importante e altrettanto tragico della storia cittadina.
86.RICO
Partecipante
86.RICO 05/08/2013 ore 14:21

(nessuno) napoli sotterranea

a spasso nel sottosuolo di Napoli :sbong
IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 05/08/2013 ore 14:22 Quota

(nessuno) napoli sotterranea

Una visita della Napoli sotterranea è un’esperienza che cambia decisamente il modo di vedere la città e che meglio di qualunque altra visita guidata fa comprendere il passato e la storia millenaria di “Partenope”.
Sotto i marciapiedi affollati ed i vicoli di Spaccanapoli, sotto le strade cittadine ricoperte con i lastroni del Vesuvio, ad oltre 40 metri di profondità, si estende un vasto e suggestivo intrigo di caverne, cisterne, cunicoli e pozzi che vanno a costituire una città sotto la città!

Già cinquemila anni fa i primi abitanti del Golfo avevano scavato la pietra tufacea di origine vulcanica del sottosuolo napoletano. Succesivamente anche i coloni greci usarono il tufo, materiale abbondante e di facile lavorazione, per costruire le loro fortificazioni, templi ed abitazioni. Il materiale da costruzione veniva ricavato direttamente dal sottosuolo sopra al quale si edificava. Così man mano che Neapolis cresceva si andava formando in profondità una immagine speculare della città.
IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 05/08/2013 ore 14:23 Quota

(nessuno) napoli sotterranea

I romani dettero un forte impulso alla sviluppo della Napoli sotterranea, perchè non solo continuarono l’opera di scavo per ricavare il materiale da costruzione, ma collegarono le varie cave con cuniculi, tunnel e canali per convogliarvi le acque del Serino , una fonte a 70 Km da Napoli, e trasformarle così in cisterne. In questo modo da ogni casa, tramite un pozzo, si poteva accedere alla cisterna sottostante e approviggionarsi d’acqua.
Accresciuto ed ampliato nei secoli successivi, il sistema creato dai romani fu usato da tutta la città per l’approvvigionamento idrico, fino a quando nel Seicento si cominciò a costruire un nuovo acquedotto parallelo: così lentamente le cisterne andarono svuotandosi, avendo perso la loro funzione originaria, anche se una parte del sistema rimase in funzione fino ai primi del Novecento, quando fu definitivamente abbandonato.

Ma la storia del sottosuolo napoletano non terminava qui, anzi, il sistema idirico persa la funzione originaria, fu adibito dai napoletani a svariati scopi, come abitazione nei periodi di carestia, come nascondiglio e come rifugio antiareo durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Anche i re Borboni se ne servirono per costruire una via di fuga verso il mare.

E proprio i segni di questo recente passato, lasciati dalle migliaia di napoletani che abitarono il sottosuolo cittadino, rendono la visita ai Luoghi della Napoli sotterranea un’esperienza unica e di grande interesse.
IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 05/08/2013 ore 14:24 Quota

(nessuno) napoli sotterranea

Nell’Ottocento i Borboni fecero costruire una galleria sotterranea collegante Piazza del Plebiscito con la zona di Chiaia, per essere usata sia come via di fuga verso il mare dei Re residenti a Palazzo Reale sia per consentire un rapido accesso dei militari in difesa della residenza reale. Il Tunnel fu abbandonato, per essere poi usato soltanto come rifugio antiaereo nel corso della seconda guerra mondiale e successivamente come deposito di auto.
Completamente dimenticato, il Tunnel Borbonico, viene (ri)scoperto grazie al progetto “Borbonica Sotterranea”.

Il progetto “Borbonica Sotterranea” è stato ideato dal Dr. Geol. Gianluca Minin che è impegnato da diversi anni in attività di verifiche statiche e lavori di messa in sicurezza delle cavità presenti nel sottosuolo di Napoli, per conto del Commissariato di Governo per l’Emergenza Sottosuolo.
Nel marzo 2005 con un gruppo di speleologi entrò nel Tunnel Borbonico per realizzare alcuni rilievi; il Tunnel si presentava all’epoca in uno stato di totale degrado ed abbandono, invaso da centinaia di metri cubi di detriti e rifiuti legati ai lavori di scavo del LTR e a sversamenti abusivi.

I rilievi consentirono di ammirare la bellezza di un’opera civile da anni dimenticata e portarono, al contempo, alla scoperta di diverse cavità non censite ubicate in aree limitrofe al Tunnel migliorando la conoscenza del sottosuolo dell’area di Monte Echia.
A partire da quel periodo il gruppo di speleologi ha contribuito a migliorare lo stato del Tunnel ripulendo numerosi ambienti ed illuminandolo fino a consentire una facile e gradevole passeggiata.
LAxDONNA.dixLEGGENDA
Partecipante
LAxDONNA.dixLEGGENDA 05/08/2013 ore 16:12

(nessuno) napoli sotterranea

Vuoi partecipare anche tu a questa discussione?

Rispondi per lasciare il tuo messaggio in questa discussione