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serena1O 11/09/2016 ore 11:33 Quota

(nessuno) Chi era la Maschera di Ferro ?













Per più di trent'anni, sotto il regno di Luigi XIV, un misterioso prigioniero mascherato conosciuto solo come "Eustache Dauger" è stato incarcerato prima nella fortezza di Pinerolo ed in seguito nella Bastiglia. E' morto nel 1703 portando con sè il proprio segreto, ma le speculazioni sulla sua identità sono aumentate negli anni successivi.










La leggenda della Maschera di Ferro è stata creata da Voltaire, oltre ad essere un grande filosofo, scrittore, poeta e drammaturgo era anche un burlone, che sosteneva che l'uomo dietro la maschera di ferro (in realtà probabilmente era fatta di velluto nero) fosse addirittura il fratello non riconosciuto di re Luigi XIV. Questa ipotesi sarà ripresa da Alexandre Dumas nella saga dei Tre









Moschettieri, infatti la Maschera di Ferro è protagonista nel romanzo "Il visconte di Bragelonne", dal quale poi sono scaturiti vari adattamenti cinematografici, tra i quali il famoso film "La maschera di ferro" (The Man in the Iron Mask) con Leonardo DiCaprio.














La reporter di io9 Esther Inglis-Arkell ha recentemente pubblicato quella che sembra essere la teoria più plausibile e cioè che l'uomo dalla maschera di ferro era in realtà un generale francese caduto in disgrazia di nome Vivien de Bulonde.












Egli nel 1691 avrebbe abbandonato l'assedio di Cuneo, insieme al proprio equipaggiamento ed ai suoi soldati feriti, in previsione dell'arrivo di inesistenti rinforzi nemici. Questa teoria si basa sugli studi di Etienne Bazieres (1846-1931), esperto di crittografia militare, che era riuscito a decodificare una lettera di Francois de Louvois ministro della guerra di Luigi XIV, in precedenza mai decifrata, che recita:








"Sua Maestà conosce meglio di chiunque altro le conseguenze di quest'atto (Bulonde era scappato ignorando l'ordine di tenere le posizioni a Cuneo e conseguentemente avevano perso la battaglia) e sa quanto gravi siano i danni arrecati alla nostra causa dalla mancata conquista di quel luogo (Cuneo), un insuccesso cui si dovrà rimediare durante l'inverno. Sua Maestà desidera che arrestiate subito il generale Bulonde e lo facciate condurre alla fortezza di Pinerolo, dove di notte resterà chiuso in una cella sorvegliata, mentre di giorno potrà passeggiare sui bastioni indossando una maschera".
























Le analogie sono evidenti: sia Bulonde che la Maschera di Ferro sono stati detenuti nella fortezza di Pinerolo e sono stati arrestati subito dopo l'assedio di Cuneo.








La Maschera di Ferro potrebbe essere stato qualcun altro?
Forse, ma sino a quando non sarà eseguita la prova del DNA sul misterioso prigioniero mascherato, la cui tomba è contrassegnata solo con il nome "Mathioly", l'ipotesi più accreditata è che si tratti proprio di Vivien de Bulonde.











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I TANTI VOLTI DELLA MASCHERA DI FERRO


Chi era l'uomo condannato a vivere recluso, per oltre trent'anni, con il volto coperto da una maschera? Si son fatte almeno cinquanta ipotesi diverse nei tre secoli che ci separano da una delle vicende più oscure della Francia di Luigi XIV, il Re sole. Un sovrano che quasi sicuramente era coinvolto nell'enigma e nella terribile vendetta che colpì il prigioniero meno conosciuto e più famoso e studiato di tutti i tempi. Nelle cui vene, forse, scorreva lo stesso sangue del signore assoluto di Versailles...

La Maschera di Ferro è solo il frutto di una leggenda fiorita tra il XVII e il XVIII secolo in ambienti colti francesi, oppure una figura realmente esistita, ben assestata nella storia, anche se rimasta anonima?

Questa è forse la domanda principale tra quelle che hanno incuriosito gli storici, già dal Settecento, quando Voltaire cercò di collocare il misterioso prigioniero della Bastiglia tra i parametri della realtà. Riuscì comunque nel suo intento, determinando un'eco che ancora oggi non si è spenta. La triste storia della Maschera di Ferro (seguendo la diffusa consuetudine continueremo a chiamarla così, anche se è possibile che questo infelice portasse una maschera di altro materiale, velluto o cuoio), si colloca tra il 1668 e il 1698: trent'anni del regno di Luigi XIV il Re Sole, che oggi è possibile ripercorrere attraverso poche e frammentarie notizie. Gli elementi via via acquisiti, provengono dal mito o delle indagini di ricercatori, ma non mancano illazioni che hanno trovato vasta eco nella letteratura, nel teatro e nel cinema.

Durante la Rivoluzione Francese, la vicenda fu sfruttata con intenzioni antimonarchiche ma in seguito, con l'accesso agli Archivio del regno, gli studiosi ebbero modo di farsi un'idea un po' meno fantasiosa di tutta la questione, pur senza ottenere prove definitive. Malgrado la difficoltà oggettiva di raggiungere una precisa definizione del problema, la bibliografia sul tema non manca, in particolare quella francese, e intorno al misterioso personaggio e ai fatti ad esso correlati - storici e immaginari — sono stati anche organizzati degli importanti convegni. La vicenda della Maschera di Ferro è soprattutto un fatto francese, che appassiona da secoli i cugini d'Oltralpe; però i punti chiave della storia sono in Piemonte. Infatti l'anonimo prigioniero trascorse lunghi periodi a Pinerolo e ad Exilles, in Val di Susa, che furono occupate dai francesi tra 1631 e 1696: luoghi in cui la sua eco vibra ancora. Di quale segreto era depositario quel prigioniero guardato a vista e allontanato per sempre dal mondo a cui doveva risultare irriconoscibile? Forse qualcosa di molto importante per le sorti di un paese

Per avvicinarci gradatamente al problema, analizziamo la cronologia della Maschera di Ferro, così come ci perviene dalle fonti più accreditate e ricorrenti tra gli studiosi:

1642: la Maschera di Ferro raggiunge clandestinamente l'Inghilterra;
1669: il 24 agosto è trasferita a Pinerolo; (II forte di Pinerolo fatto costruire dai francesi su progetto dell'architetto militare Vauban e abbattuto prima del ritorno della cittadina sotto il dominio sabaudo, nel 1696)
1681: in ottobre da Pinerolo è trasferita al forte di Exilles; 1687: il 17 aprile da Exilles a Brianzone;
1687: il 30 aprile da Brian-zone all'isola di Santa Margherita;
1698: in agosto dall'isola di Santa Margherita a Cannes;
1698: il 18 settembre da Cannes alla Bastiglia, a Parigi;
1703: il 19 novembre l'uomo dalla «Maschera di Ferro» muore alla Bastiglia.

Gli storici fanno osservare che pare non fosse un fatto straordinario all'epoca celare il volto di un prigioniero con maschere e altri accorgimenti: da Stefano de Junca, luogotenente del re presente all'arrivo della Maschera di Ferro alla Bastiglia, sappiamo che nelle carceri parigine vi erano altri due prigionieri nelle stesse condizioni. Le molte tesi suggerite fino ai nostri giorni sull'identità e la natura del prigioniero provengono da valutazioni che, sulla base delle fonti storiche conosciute, è impossibile confutare o accreditare tout court.

Dal 1711 ad oggi sull'identità della Maschera di Ferro sono state proposte molte ipotesi: una cinquantina. Oggi gli storici sono concordi nell'affermare che forse in passato sia stata sopravvalutata l'importanza della vicenda. Tutti ritengono che si tratti di un fatto storico, però le valutazioni si suddividono: c'è chi sostiene che la Maschera di Ferro di fatto celi un segreto dinastico e chi invece sostiene che probabilmente il prigioniero fosse un «individu de basse extraction», ma depositario di un segreto fondamentale per la politica della Francia del XVII secolo. Questa ipotesi, per quanto storica e credibilissima, abbassa un po' l'aura romantica intorno alla Maschera di Ferro, che nell'immaginario popolare continua ad essere un personaggio depositario di un segreto più «umano», legato a intrighi di corte, scambi di persona, oscuri maneggi di corte.

Le identificazioni della Maschera di Ferro fino ad oggi proposte, come si è detto, sono numerose. C'è, per cominciare, un gruppo di personaggi storici, cioè realmente esistiti e di cui si hanno notizie certe anche se la loro identificazione con il famoso prigioniero si basa su ipotesi non verificabili. E' il caso del duca di Beaufort; di Henry Cromwell e del conte di Vermandois; del duca di Monmouth; del patriarca Avedick; di don Giovanni Gonzaga e del cardinale di Retz; del cavaliere Luis de Rohan e del cavaliere di Kiffenbach; del conte di Kéroualze o di Moliére, il celebre drammaturgo; dell'abate Prégnany, di Jacques Bretel de Grèmonville, dell'abate de la Pommerie; si son fatti poi i nomi, oltre che del generale de Bulonde, di un certo Daugers e di tal Cavoye, figlio di Luigi XIII e di Maria de Sérignan.

Ci sono poi altre ipotesi che riguardano personaggi anonimi di cui conosciamo solo il possibile ruolo, incarico o grado militare o uno dei genitori, in genere la madre: un ufficiale francese; un politico francese; un ufficiale inglese al servizio del duca di Berwick; un anonimo prigioniero reo di aver scritto contro i gesuiti; una spia arrestata dal Catinat; un uomo con il volto devastato da una malattia; una donna; un negro amante della regina.

Quest'ultimo introduce la serie dei possibili figli, adulterini e non e comunque non riconosciuti, di donne dal sangue blu: un figlio di Anna d'Austria (moglie di Luigi XIII e madre di Luigi XIV); un figlio di Anna d'Austria e il duca di Buckingham (il favorito di re Giacomo d'Inghilterra); un figlio di Anna d'Austria e del cardinale Mazzarino; una figlia di Luigi XIII e Anna d'Austria; una figlia di Maria Teresa (moglie trascurata del Re Sole) e di un servitore negro; un figlio della regina Cristina di Svezia e del cardinale Monaldeschi; un figlio di Maria Anna di Neubourg (arciduchessa d'Austria e regina consorte del Re di Spagna); un figlio di Enrichetta d'Inghilterra (una principessa della dinastia Stuart andata in sposa al fratello minore di Luigi XIV Filippo d'Orleans) e di Luigi XIV; un figlio di Enrichetta d'Inghilterra e del conte di Guisa; un figlio naturale di Maria Luisa d'Orlèans (cugina di primo grado di Luigi XIV). Altri hanno ipotizzato la presenza di un fratello gemello di Luigi XIV o di un altro fratello cadetto del Re Sole.

Invece, uscendo dal giro di Versailles, sono stati fatti i nomi dell'italiano Conte Ercole Antonio Mattioli, un avventuriero sospettato di spionaggio; del sovrintendente — una sorta di ministro delle finanze di Luigi XIV - Nicolas Fouquet; di Eustachio Dauger, un nobile implicato in alcuni scandali e forse imparentato con i Borbone. Infine, un monaco giacobita.

Molte delle ipotesi non reggono però l'analisi rigorosa delle fonti, naturalmente tutto ciò se si intende restare saldamente ancorati al metodo storico, senza intrufolarsi completamente nella leggenda. Valutando questi dati possiamo tentare di formulare alcune considerazioni:

a) la volontà di nascondere il condannato celandone il volto, lascerebbe intendere che si trattasse di qualcuno di riconoscibile (un personaggio noto?); oppure un parente molto somigliante di un personaggio famoso (figlio, fratellastro, padre?);

b) l'occultamento del prigioniero, ma non la sua uccisione, farebbe pensare a qualcuno per il quale chi lo fece incarcerare nutriva degli scrupoli (un figlio illegittimo?);

c) anche se la presenza del prigioniero mascherato non sembrerebbe una leggenda, poiché è confermata da numerose fonti storiche, non va esclusa la possibilità che tutta la vicenda sia stata enfatizzata dalla tradizione leggendaria.

In genere, gli studiosi collocano la nascita della tradizione storico - leggendaria di un uomo con la maschera di velluto (che Voltaire però disse essere di ferro) nella Provenza del 1687: anno in cui de Bénigne de Saint Mars, governatore delle carceri di Exilles, fu nominato governatore delle prigioni dell'isola di Santa Margherita (di fronte alla Costa Azzurra in Francia) e di trasferì in quel luogo portando con sé la Maschera di Ferro. Proprio in quell'anno, il consigliere del Parlamento di Aix-en-Provence, de Thomassin Mazaugues, insieme alla moglie, alla cognata e all'abate di Mauvans, si recò all'isola di Santa Margherita dove venne ricevuto da Pierre de Bussy, signore di Dampierre, il quale comunicò ai suoi ospiti il prossimo arrivo in quel luogo di un misterioso prigioniero, la cui identità doveva essere celata a tutti.

Valutando con maggiore attenzione il materiale, storico e non, a disposizione degli studiosi, si evince che l'eco leggendaria creatasi intorno alla Maschera di Ferro ha avuto due possibili origini: una nel XVIII secolo e l'altra in quello successivo. Incipit della prima è da ricercare le voci che circolavano intorno al misterioso prigioniero quando si trovava rinchiuso nelle varie carceri: sicuramente in quella di Pinerolo il mito trovò la sua più ampia cassa di risonanza. La seconda trovò la sua espressione più vivida nella ricostruzione effettuata da Voltaire, che ebbe modo di conoscere la vicenda nel 1717, quando, mentre era incarcerato alla Bastiglia, due secondini gli raccontarono che, alcuni anni prima, erano stati incaricati di sorvegliare un prigioniero mascherato.











Il Forte di Exilles, nel comune omonimo in provincia di Torino, è uno dei più importanti sistemi difensivi del Piemonte, insieme al complesso fortificato di Fenestrelle e a quello di Vinadio. Venne impiegato a fasi alterne sia dai Savoia e sia dai francesi.

I primi documenti in cui viene citato il Forte di Exilles risalgono al VII secolo, quando un cronista della Novalesa cita sul roccione di Exilles una primitiva fortificazione distrutta dai Franchi. Dal 1155 circa i padroni della fortezza sono i Bermond di Besançon, conti di Albon, che avevano bisogno di proteggere militarmente la strada che, di loro proprietà, portava al Monginevro.

La prima descrizione del castello risale al 1339: la pianta si presenta quadrangolare e con più torri, stalle e magazzini esterni, assai diverso dalla piazzaforte solida e compatta di oggi.
Intorno al Forte nacquero nei secoli molte leggende, ma forse la più famosa di tutte, fra verità storica e leggenda, è quella relativa ad un misterioso personaggio rinchiuso nel forte (la costruzione fungeva anche da carcere) tra il 1681 e il 1687. Secondo la tradizione, potrebbe identificarsi con la Maschera di Ferro, personaggio la cui identità non è a tutt’oggi nota. Il primo a sollevare il problema fu Voltaire che, durante il breve periodo di permanenza nel carcere della Bastiglia (1717), apprese dell’esistenza di questo misterioso personaggio il cui volto era sempre coperto da una maschera di velluto ed era sempre ben trattato da alcune guardie che erano state preposte alla sua sorveglianza;
















Voltaire si appassionò alla sua storia, facendo delle ricerche che pubblicò in un suo libro. La permanenza della Maschera di Ferro ad Exilles è anche documentata da un carteggio, pervenuto fino ai nostri giorni, fra l’allora ministro francese della Guerra, Marchese di Louvois, ed il governatore della piazza di Pinerolo, dove la Maschera di Ferro soggiornò prima di Exilles e da dove il governatore stesso ne curò il trasferimento ad Exilles, continuando a seguirne da Pinerolo la prigionia. Il carteggio tratta delle spese sostenute per il sostentamento (vitto e vestiario) del misterioso prigioniero. Da Exilles la Maschera di Ferro fu poi tradotta all’isola di Santa Margherita, (la maggiore delle due Isole di Lerino, al largo di Cannes) e qualche anno dopo alla Bastiglia.
Giunone1960
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Giunone1960 11/09/2016 ore 13:59 Quota

(nessuno) Chi era la Maschera di Ferro ?

@serena10

Da sempre sono affascinata da questo mistero,ho letto tutta la serie dei " I tre moschettieri",compreso "Il visconte di Bragelonne" che parla proprio della maschera di ferro.Anch'io a leggere tutto quello che era possibile e non mi ha mai convinta la teoria del fratello gemello rinchiuso per questioni dinastiche.Però,ancora adesso mi chiedo il perchè della maschera di ferro,notte e giorno,ammetto che non lo so.Una specie di gogna per nascondere la viltà ?sempre se si tratta di De Bulonde.
ti67
Partecipante
ti67 11/09/2016 ore 16:46

(nessuno) Chi era la Maschera di Ferro ?

Sulla storia non ci ho mai creduto, anche se il racconto di Dumas mi affascinava. Penso proprio la condanna per viltà di qualche militare come esempio per altri
serena1O
Amministratore
serena1O 11/09/2016 ore 16:55 Quota

(nessuno) Chi era la Maschera di Ferro ?

@ti67 scrive:
Sulla storia non ci ho mai creduto, anche se il racconto di Dumas mi affascinava. Penso proprio la condanna per viltà di qualche militare come esempio per altri



un vero esempio,credo che sia stato cosi.Contrariamente a quanto molti pensano, essa non è un’invenzione letteraria ma è esistita davvero
serena1O
Amministratore
serena1O 11/09/2016 ore 17:01 Quota

(nessuno) Chi era la Maschera di Ferro ?

@Giunone1960 scrive:
.Una specie di gogna per nascondere la viltà



Indubbiamente, c’era sotto un tremendo segreto di Stato, che incredibilmente resiste ancor ai giorni nostri.ma a parer mio è come dice
@ti67



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IOXSONGXLEGGEND 11/09/2016 ore 20:11 Quota
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IOXSONGXLEGGEND 11/09/2016 ore 20:15 Quota

(nessuno) Chi era la Maschera di Ferro ?

Un altro personaggio ritenuto per un certo tempo la Maschera di Ferro, fu un certo conte italiano Ercole Antonio Mattioli, già ministro del duca di Mantova Carlo IV, poi informatore dei Savoia ma anche del re di Francia (e persino di quello di Spagna). Costui avrebbe fatto il doppio (o triplo) gioco ingannando il generale francese Nicolas Catinat e procurando così un grave danno alla corona francese. Incarcerato a Pinerolo nel 1679 e registrato sotto il falso nome di Lestang, Mattioli fu trasferito direttamente alla fortezza dell'Île de Sainte Marguerite (senza passare dal Forte di Exilles) all'inizio del 1694, quando Governatore della fortezza era già da circa sette anni il Saint-Mars. Poco dopo morì di febbre. Valgono per il Mattioli considerazioni analoghe a quelle fatte per Fouquet.

C'è da dire che non c'è assoluta certezza sulla morte nel 1694, molti hanno ipotizzato che sia morto qualche anno più tardi e che Saint-Mars lo abbia scambiato con qualcuno dei suoi prigionieri. Mattioli era un diplomatico che conosceva di certo segreti della corona spagnola e francese, e informazioni confidenziali, quindi poteva risultare utile da vivo, se avesse potuto parlare esclusivamente con il carceriere del Re di Francia. Ma era anche stato, nonostante lo status diplomatico, arrestato illegalmente, difatti registrato sotto falso nome, in spregio al rispetto della territorialità dei Savoia. Quindi è possibile che Saint-Mars, con l'appoggio del re Luigi XIV, avesse escogitato il sistema della maschera, per evitare contestazioni e incidenti diplomatici tra Francia e Spagna (oltre che con i Savoia e i Gonzaga, che erano imparentati con gli Asburgo d'Austria), soprattutto al responsabile di tutto il ministro dell'esercito Louvois.

Quando al nuovo re Luigi XV venne finalmente svelato il segreto della maschera di ferro dal reggente Filippo d'Orleans, si dice abbia esclamato: «Bene, se per caso è ancora vivo desidero dargli la libertà»; quando invece il duca de Choiseul lo aveva interrogato a proposito del misterioso prigioniero, egli si era rifiutato di parlare, salvo dire: «Sappia, duca, che tutte le congetture fatte fino ad ora sono tutte false illazioni». Poi aveva aggiunto un ultimo, enigmatico, pensiero: «Se conosceste ogni cosa in merito, vi rendereste conto di quanto poco importante sia questa faccenda», smentendo le ipotesi più fantasiose. I nomi dati al prigioniero erano diversi, tra cui Filbert Gesnon, ma soprattutto, con alcune varianti (Marchiergues, de Marchiel, Marchiolly), "monsieur Marchioly", nome che fu inciso sulla tomba nel cimitero della Bastiglia, e scritto nell'atto di morte e di inumazione. Il nome e la sua pronuncia francese del cognome "Mattioli" (Mattiolì ), ricordano molto quella di "Marchioly" (Marchiolì ). Molti anni dopo la morte del prigioniero, Madame de Pompadour, la favorita di Luigi XV, dopo aver letto la storia nel libro di Voltaire, domandò al sovrano, in via strettamente personale, chi fosse davvero l'uomo.

Il re, che, come detto, non considerava la faccenda poi così importante, avrebbe affermato che "era un ministro di un principe italiano", confermando, se così avvenne davvero, l'identificazione di Mattioli con la Maschera di ferro. Anche Luigi XVI, che invece non conosceva l'identità della maschera, data la mancanza di documenti, fece delle ricerche per soddisfare la curiosità di Maria Antonietta e, interrogando uno dei suoi ministri più anziani, Maurepas, ebbe la risposta che la Maschera di ferro era «...un prigioniero molto pericoloso, a causa della sua intelligenza intrigante, e che era legato al duca di Mantova».

Gioca a sfavore il fatto che, già nel 1682, il Duca di Mantova era stato informato dell'arresto di Mattioli. Il segreto non aveva ragione di essere mantenuto e il prigioniero è stato anche designato con il suo vero nome nella corrispondenza di Louvois e Saint-Mars. Mattioli, almeno secondo i documenti, non ha seguito Saint-Mars ad Exilles nel 1681, ma è rimasto a Pinerolo fino all'aprile del 1694, quando fu trasferito a Sainte-Marguerite, dopo la cessione di Pinerolo ai Savoia. Ciò è dimostrato da una lettera di Saint-Mars all'abate d'Estrades del 25 giugno 1681 ("Mattioli sta qui con altri due prigionieri") e diverse lettere di Louvois ai successori di Saint-Mars a Pinerolo, sempre che non fossero depistaggi, per far risultare l'uomo in un altro luogo e confonderlo con Dauger, anche grazie all'espediente della maschera.
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IOXSONGXLEGGEND 11/09/2016 ore 20:23 Quota

(nessuno) Chi era la Maschera di Ferro ?

Voltaire, il primo autore che scrisse sull’Uomo dalla maschera di ferro. Il letterato si occupò per anni di questo enigma e pensò, alla fine, di averlo risolto identificando nel prigioniero mascherato un gemello di Re Sole. Ritratto di Jean-Michel Moreau, 1846.


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