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serena.10
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serena.10 22/01/2016 ore 06:56

(nessuno) CHI HA INVENTATO L’ASSEGNO?






CHI HA INVENTATO L’ASSEGNO?





L'invenzione dell'assegno sembra potersi ricondurre a un'intuizione dei Templari che, nel XII secolo, divennero esperti di questioni economiche. I Templari, infatti, erano i tesorieri fidati del Re di Francia e avevano il delicato incarico di trasferire il denaro in Terra Santa. Essi fornivano mutui, riscuotevano le decime pontificie per le Crociate e prestavano denaro a nobili in difficoltà. Utilizzavano l'assegno, in particolare, quando avevano in deposito beni altrui. Usanza che si affermò durante i pellegrinaggi in Terra Santa: i pellegrini, temendo di essere rapinati durante il viaggio, depositavano il denaro nei forzieri dei Templari e, come garanzia, ricevevano una lettera di cambio. Era un vero e proprio prototipo di assegno, che però non ne rispecchiava ancora l’uso moderno. Per l'emissione del primo assegno bancario bisognerà attendere il 1763 per iniziativa della Hoare's Bank di Londra.
scrib
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scrib 22/01/2016 ore 07:33

(nessuno) CHI HA INVENTATO L’ASSEGNO?

Un vero e proprio affare quelli scoperti spcialamente per chi li riceve :many
scrib
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scrib 22/01/2016 ore 07:39

(nessuno) CHI HA INVENTATO L’ASSEGNO?












scrib
Partecipante
scrib 22/01/2016 ore 07:40

(nessuno) CHI HA INVENTATO L’ASSEGNO?

I primi miniassegni fecero la loro comparsa nel dicembre del 1975 (il 10 dicembre 1975 da parte dell'Istituto Bancario San Paolo e avevano il valore di 100 lire) e successivamente vennero emessi da molte banche; avevano il valore nominale di 50, 100, 150, 200, 250, 300 e 350 lire. Furono chiamati così perché erano assegni circolari ma più piccoli di quelli normali.

Per superare il divieto di emettere moneta (prerogativa esclusiva delle banche centrali), le banche emisero dei veri e propri assegni circolari di piccolo taglio intestati ad enti e società già muniti della loro girata; in pratica, essendo così dei titoli al portatore, venivano scambiati di mano in mano come se fossero stati vera e propria moneta corrente.
Buono miniassegno Upim Rinascente 1977

Fu una vera e propria invasione. Ne circolarono 835 tipi diversi, emessi da 33 banche, per un ammontare stimato in oltre 200 miliardi di lire e probabilmente fu un affare per le banche, dato che moltissimi di questi pezzetti di carta andarono distrutti, anche a causa della pessima qualità della carta, o finirono in mano ai collezionisti o ancora dimenticati in qualche cassetto.

I miniassegni sparirono sul finire del 1978 quando l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato fu finalmente in grado di sopperire alla mancanza di spiccioli provocata dall'inflazione che in quel periodo era elevatissima.

Anche alcuni grandi magazzini emisero dei miniassegni sotto forma di "Buono Merce" e circolarono persino dei miniassegni falsi. Oggi, I miniassegni in buone condizioni possono raggiungere valori esorbitanti per i collezionisti, nonostante i valori varino a seconda delle condizioni dell'oggetto (da 1.00 a 900.000 euro)
5 diversi tagli di miniassegni, emessi da varie banche e imprese

Vennero emesse persino serie figurate, chiamate serie turistiche, chiamate così poiché vi erano stampate immagini o fotografie. Le serie figurate vennero emesse in quantità limitate ed a prezzi di vendita molto alti, rendendo così la collezione di miniassegni solo per pochi collezionisti. Gildo dei Fantardi ha composto la canzone I Miniassegni
serena.10
Partecipante
serena.10 22/01/2016 ore 21:01

(nessuno) CHI HA INVENTATO L’ASSEGNO?

@scrib scrive:
Un vero e proprio affare quelli scoperti spcilamente per chi li riceve

:many :many
serena.10
Partecipante
serena.10 22/01/2016 ore 21:02

(nessuno) CHI HA INVENTATO L’ASSEGNO?




Gli Assegni Scoperti e Gli Assegni In Bianco: Cosa Sapere? Cosa Succede?
osa succede quando si emette un assegno in bianco (ovvero senza indicare l’importo dell’assegno) o quando si emette un assegno pur non avendo i fondi in banca?

Gli assegni che hanno un importo inferiore a 6.000 € (seimila euro) vengono sempre trattenuti in Stanza di Compensazione. Un giorno dopo l’avvenuta negoziazione dell’assegno (ovvero un giorno dopo la ricezione dell’assegno), in “prima presentazione”, la Stanza di Compensazione si occupa di inviare alle banche un messaggio dove richiede la conferma del pagamento e quindi di processare l’assegno (ovvero di accreditare sul conto del creditore l’importo indicato nell’assegno).

Se sul conto corrente del debitore (o conto corrente di traenza) non è presente un saldo pari almeno all’importo indicato dall’assegno, la banca del debitore invia un messaggio di impagato alla banca del creditore.

Di conseguenza la Stanza di Compensazione, dopo tre giorni dalla negoziazione dell’assegno invia alla banca del debitore (che si chiama banca di traenza) il titolo originale (ovvero l’assegno) e la richiesta (che si chiama “in seconda presentazione”) di pagamento dell’assegno.

Teoricamente, durante questo passaggio, la banca del debitore avvisa il debitore di questa presentazione di assegno, ed il debitore (correntista della banca) dovrebbe provvedere a versare sul conto il credito per dare seguito al pagamento dell’assegno. Nel caso in cui il debitore / correntista non abbia provveduto, la banca rimette il titolo ad un pubblico ufficiale.

Il pubblico ufficiale, a questo punto si occupa della verifica di una serie di requisiti formali necessari per l’emissione dell’assegno, ovvero:

– Data e luogo di emissione;

– Coerenza fra l’importo riportato in cifre e l’importo riportato in lettere;

– La firma di traenza;

– Il beneficiario;

– L’eventuale girata (oggi non è più possibile girare un assegno: gli assegni sono NON TRASFERIBILI);

– Che fra la data di presentazione al Pubblico Ufficiale e la data di emissione non sia intercorso un lasso di tempo maggiore ad otto giorni se l’assegno è stato “emesso su piazza” (ovvero luogo di emissione e banca di traenza sono nella stessa città), o di quindici giorni se l’assegno è stato “emesso fuori piazza”. Nel caso in cui tutto sia regolare si procede al protesto dell’assegno.

Se l’assegno emesso è superiore o pari a 6,000 € (seimila euro) i tempi per la creazione della provvista sono più rapidi: il giorno dopo la negoziazione infatti la banca di traenza riceve il titolo originale e la richiesta di esito del pagamento e se entro la giornata il correntista non provvede alla copertura scatta la segnalazione di impagato alla banca negoziatrice, e l’assegno viene anche in questo caso presentato al Pubblico Ufficiale cjhe provvede al Protesto dell’assegno.

Cosa è il Protesto?

Il Protesto dell’assegno è un atto pubblico attraverso il quale avviene l’accertazione che l’assegno è stato emesso senza fondi: il beneficiario, con il protesto, può adire una azione giudiziaria.

La segnalazione di protesto arriva anche alle Camere di Commercio che la trasmettono ai sistemi informativi delle aziende del credito ed alle finanziarie. In soldoni, ovvero in parole povere, il protesto pregiudica la possibilità di accedere a forme di finanziamento e rimane in archivio fin quando non viene fatta richiesta di cancellazione.

La richiesta di cancellazione del protesto può però essere inoltrata solo dopo dodici mesi da quando è stato emesso il protesto, e solo previo pagamento del debito al beneficiario dell’assegno.

Conseguenze degli assegni non coperti?

Le conseguenze degli assegni non coperti sono:

– La segnalazione di protesto;

– L’iscrizione al C.A.I. – Centrale Allarmi Interbancaria (con questa segnalazione decade l’autorizzazione ad emettere assegni. La segnalazione ha una durata di sei mesi e per ogni assegno senza autorizzazione la scadenza viene posticipata di sei mesi).

Chi emette un assegno senza copertura riconosce al beneficiario dell’assegno, oltre al beneficiario dell’assegno, una penale pari al 10% del valore del titolo. La penal è dovuta anche in caso di assegno impagato in prima presentazione e coperto in seconda presentazione.

Il debitore / correntista può scegliere di pagare al beneficiario in due momenti differenti assegno e penale, ma tutto deve svolgersi entro 60 giorni per evitare l’iscrizione alla Centrale Allarmi Interbancaria.

Da notare anche che il debitore / traente, dopo aver pagato il debito dovrà recarsi presso il suo Istituto Bancario con la dichiarazione liberatoria emessa dal beneficiario ed autenticata da un pubblico ufficiale che attesta l’avvenuto pagamento del debito e della penale.
scrib
Partecipante
scrib 23/01/2016 ore 05:26

(nessuno) CHI HA INVENTATO L’ASSEGNO?

@serena.10 : :many :many
scrib
Partecipante
scrib 23/01/2016 ore 05:27

(nessuno) CHI HA INVENTATO L’ASSEGNO?

@IOXSONGXLEGGEND : :many :many
IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 23/01/2016 ore 14:33 Quota

(nessuno) CHI HA INVENTATO L’ASSEGNO?

Il più antico esemplare di assegno conservato risale infatti al 1368 ed è indirizzato a Michele di Vanni Castellani, titolare di un'azienda mercantile bancaria di Firenze, dove Tommaso e Zanobi Tornaquinci avevano aperto un conto corrente.

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