Forum - Istruttivi educativi

serena.10
Partecipante
serena.10 07/11/2015 ore 18:14

(nessuno) Perché il gioco del lotto viene chiamato “delle Zitelle”?







Perché il gioco del lotto viene chiamato “delle Zitelle”? Ecco la risposta











Siamo sinceri, a noi Napoletani sfidare la sorte è sempre piaciuto. Il gioco del lotto è sempre stata un’istituzione, tanto da ispirare la fantasia dei nostri antenati attraverso la nascita di riti sacri o profani. Molti sapranno che tal gioco è anche detto “delle zitelle”, appellativo legato alla sua variante più arcaica, per alcuni aspetti diversa da quella attualmente diffusa.

Diversamente da come si possa pensare, il lotto nasce a Genova nel XVI secolo e denominato”giuoco del seminario”, trattasi di una vera e propria simulazione elettorale dove la puntata si basava sui nomi di 120 cittadini, rispetto ai quali ne erano estratti 5. La febbre del gioco si diffuse presto sino a dare vita nella Torino del XVII secolo al “Lotto delle zitelle
.








I numeri questa volta erano associati al nome di 100 ragazze di bassa estrazione sociale, le 5 fortunate avrebbero ricevuto 100 lire da versare in dote al momento del matrimonio. Il “Lotto delle zitelle” ottenne presto il benestare del re Carlo Emanuele II, il quale iniziò ad occuparsi personalmente di stilare la lista delle 100 poverelle. Le estrazioni erano fissate quattro volte l’anno e ben presto ne furono indette numerose altre in via “eccezionale”, al fine di finanziarie le opere più svariate: beneficenza, opere artistiche, ospizi, insomma ogni occasione era quella giusta per puntare.







Oltre ad alimentare gli entusiasmi popolari, il gioco ingrossava anche le finanze pubbliche, la rigida regolamentazione iniziò ad individuare specifici esercenti, i quali dietro corresponsione di imposta ne avrebbe esercitato la licenza. Il 10% del prezzo del biglietto era versato nelle casse del governo, e la febbre del gioco garantì in più di un’occasione il risanamento del debito pubblico.







Nel corso del tempo il lotto ha assunto l’attuale struttura, fino a configurarsi così come lo conosciamo. Nonostante il lotto sia nato altrove, è intimamente associato alla città partenopea perché i napoletani hanno saputo rendere proprio tale culto, rivestendolo folklore e simbologia, basti pensare alla “smorfia”, all’associazione dei sogni ai numeri, dove ogni elemento onirico può essere quello giusto per “indovinare” i numeri vincenti.






-------------------------------------------------------------------
-------------------------------------------------------------------
-------------------------------------------------------------------
-------------------------------------------------------------------




La Tombola Napoletana, la smorfia e i sogni. Ma qual è la sua storia?










Mancano poco al Natale e alle sue celebrazioni tradizionali, che a Napoli, più che in qualsiasi altro posto sembrano per fortuna non svanire. Una di queste è la tombolata tra amici e parenti nelle giornate di festa, ma soprattutto dopo la cena delle due Vigilie di Natale e Capodanno, in attesa della mezzanotte, tra qualche pugno di frutta secca e dolcetti sparsi, qua e là, tra le cartelle.

In ogni casa partenopea che si rispetti non manca la tombola e la sua relativa smorfia, però forse pochi conoscono le sue origini antiche. Nonostante il lotto non sia nato a Napoli (infatti nasce a Genova verso il 1539 mentre a Napoli compare ufficialmente 150 anni dopo) è in questa città, passionale e folkloristica, che viene integrato nella cultura popolare a tal punto che ancor oggi molti cittadini partenopei si affidano alla “smorfia napoletana” per estrarre numeri per tentare la buona sorte.

La tombola napoletana nacque nel 1734 per una battaglia sociale sorta tra il re Carlo III di Borbone, deciso ad ufficializzare il gioco del lotto nel Regno, perché così avrebbe incrementato le casse dello Stato, ed il frate domenicano Gregorio Maria Rocco, che lo riteneva uno svago amorale ed ingannevole per i suoi fedeli. Ed indovinate un po’ chi ebbe la meglio? Beh, il re ovviamente, ma a patto che nella settimana di Natale il gioco venisse sospeso per consentire al popolo di non distrarsi dalle preghiere. Le persone, tuttavia, non volendo rinunciare al gioco si organizzarono in un modo più familiare: i novanta numeri del lotto furono racchiusi in un “panariello” di vimini e furono disegnati i numeri su delle cartelle, trasformando un gioco pubblico in uno a carattere più intimo e popolare. Il termine “tombola” deriva dalla forma cilindrica del pezzo di legno dove è impresso il numero e dal suo rumore quando dal panariello cade sul tavolo.

Ai novanta numeri del gioco furono assegnati significati diversi, che cambiano nelle varie regioni d’Italia, ma quelli della tombola napoletana sono quasi tutti allusivi e talvolta scurrili. Molto famose a Napoli sono le tombolate dei “femminielli“, di cui già abbiamo parlato in un precedente articolo, dei vicoli dei quartieri popolari della città.

La Smorfia, chiamata anche Cabala, è un libro, utilizzato per trarre dai sogni i numeri corrispondenti da giocare al lotto. Secondo la tradizione cabalistica ebraica, la Qabbalah (Cabala in ebraico), nella Bibbia ogni parola, lettera o segno ha un significato misterioso, per questo i cabalisti crearono una sorta di dottrina interpretativa per rivelare i significati nascosti dietro alla realtà apparente.

L’origine del termine “smorfia”, invece è più incerta, ma la spiegazione più accreditata è che sia legata al nome di Morfeo, il dio dei sogni dell’antica Grecia. La smorfia è diffusa anche in altre città ma è a Napoli che ha avuto un maggiore successo, dovuto anche alla radicata tradizione del gioco del lotto. Nella smorfia napoletana ogni numero corrisponde ad un evento, una persona, un oggetto ed in origine veniva tramandata oralmente, ma in seguito venne trascritta su carta, con figure illustrate rivolte soprattutto agli analfabeti, non rari in quell’epoca.












Qui l’elenco dei novanta numeri con il significato corrispondente, per chi volesse esercitarsi, dato che non manca tanto al Natale.











1 L’Italia
2 ‘ A criatura (il bimbo)
3 ‘A jatta (il gatto)
4 ‘O puorco (il maiale)
5 ‘A mano (la mano)
6 Chella che guarda ‘nterra (organo sessuale femminile)
7 ‘A scuppetta (il fucile)
8 ‘A maronna (la madonna)
9 ‘A figliata (la prole)
10 ‘E fasule (i fagioli)
11 ‘E surice ( i topi)
12 ‘E surdate ( i soldati)
13 Sant’ Antonio
14 ‘O mbriaco (l’ubriaco)
15 ‘ O guaglione (il ragazzo)
16 ‘O culo (il deretano)
17 ‘A disgrazia (la disgrazia)
18 ‘O sanghe ( il sangue)
19 ‘ A resata (la risata)
20 ‘A festa (la festa)
21 ‘A femmena annura (la donna nuda)
22 ‘O pazzo (il pazzo)
23 ‘O scemo (lo scemo)
24 ‘E gguardie (le guardie)
25 Natale
26 Nanninella (diminuitivo del nome Anna)
27 ‘ O cantero (il vaso da notte)
28 ‘E zzizze (il seno)
29 ‘O pate d”e criature (organo sessuale maschile)
30 ‘E palle d”o tenente ( le palle del tenente- riferito all’organo sessuale maschile)
31 ‘O padrone ‘ e casa (il proprietario di casa)
32 ‘O capitone (il capitone)
33 Ll’anne ‘ e Cristo (gli anni di Cristo)
34 ‘A capa (la testa)
35 L’aucielluzzo (l’uccellino)
36 ‘ E castagnelle ( sorta di petardi )
37 ‘O monaco (il frate)
38 ‘E mmazzate (le botte)
39 ‘A funa ‘nganna (la corda la collo)
40 ‘A paposcia (ernia inguinale)
41 ‘O curtiello (il coltello)
42 ‘O ccafè (il caffè)
43 ‘A femmena ‘ncopp” o balcone (la donna al balcone)
44 ‘E ccancelle (il carcere)
45 ‘O vino (il vino)
46 ‘E denare (i denari)
47 ‘O muorto (il morto)
48 ‘O muorto che parla (il morto che parla)
49 ‘O piezzo ‘ e carne (il pezzo di carne)
50 ‘O ppane (il pane)
51 ‘O ciardino (il giardino)
52 ‘A mamma (la mamma)
53 ‘O viecchio (il vecchio)
54 ‘O cappiello (il cappello)
55 ‘A museca (la musica)
56 ‘A caruta (la caduta)
57 ‘O scartellato (il gobbo)
58 ‘O paccotto (liimbroglio)
59 ‘E pile (i peli)
60 Se lamenta (si lamenta)
61 ‘O cacciatore (il cacciatore)
62 ‘O muorto acciso (il morto ammazzato)
63 ‘A sposa (la sposa)
64 ‘A sciammeria (la marsina)
65 ‘O chianto (il pianto)
66 ‘E ddoie zetelle (le due zitelle)
67 ‘O totano int”a chitarra (il totano nella chitarra)
68 ‘A zuppa cotta (la zuppa cotta)
69 Sott’e’ncoppo (sottosopra)
70 ‘O palazzo (il palazzo)
71 L’ommo ‘e merda (l’uomo senza princìpi)
72 ‘A meraviglia (la meraviglia)
73 ‘O spitale (l’ospedale)
74 ‘A rotta (la grotta)
75 Pullecenella (Pulcinella)
76 ‘A funtana (la fontana)
77 ‘E diavule (i diavoli)
78 ‘A bella figliola (la bella ragazza)
79 ‘O mariuolo (il ladro)
80 ‘A vocca (la bocca)
81 ‘E sciure (i fiori)
82 ‘A tavula ‘mbandita (la tavola imbandita)
83 ‘O maletiempo (il maltempo)
84 ‘A cchiesa ( la chiesa)
85 Ll’aneme ‘o priatorio (le anime del purgatorio)
86 ‘A puteca (il negozio)
87 ‘E perucchie (i pidocchi)
88 ‘E casecavalle (i caciocavalli)
89 ‘A vecchia (la vecchia)
90 ‘A paura (la paura)





SpillottoBello
Partecipante
SpillottoBello 07/11/2015 ore 18:34

(nessuno) Perché il gioco del lotto viene chiamato “delle Zitelle”?

:ok :ok :ok :ok :ok :many :many :many :many :many :many :many :many
serena.10
Partecipante
serena.10 07/11/2015 ore 18:39

(nessuno) Perché il gioco del lotto viene chiamato “delle Zitelle”?

@SpillottoBello :



Il lungomare di Napoli ospiterà la Tombola Vivente







La tombola è una delle grandi tradizioni napoletane ed è per questo che domenica 30 novembre 2014 sarà organizzato a cura della I Municipalità un appuntamento con “La tombola vivente” che sicuramente piacerà molto a tutti i napoletani e non solo.

In via Caracciolo, alla Rotonda Diaz, dalle ore 10,00 alle ore 22,00 una serie di eventi, che fanno parte del programma del Forum Universale delle Culture, ruoterà attorno al tema della tombola e della tradizione locale.

Si partità con un’esposizione sulla lavorazione dei manufatti dell’artigianato tipico locale e si proseguirà con la mostra sulle “riggiole” napoletane per poi dare il via alla rappresentazione teatrale “La tombola vivente”, che sarà molto animata, e che vedrà protagonisti Pulcinella, interpretato da Franco Gaetano, e la Bella ‘Mbriana, interpretata da Anna Gigante. Il tutto sarà accompagnato dal suono della chitarra di Roberto Sanna.

Il cartellone gigante della tombola sarà costruito in maioliche napoletane realizzate su terracotta smaltata e raffigureranno tutte le singole figure della Smorfia. Ciascuna casella sarà frutto della grande manualità dell’artigiano.

Una mostra-spettacolo insomma, che ha lo scopo di esaltare la produzione artigianale napoletana in un modo unico e divertente.
SpillottoBello
Partecipante
SpillottoBello 07/11/2015 ore 18:45

(nessuno) Perché il gioco del lotto viene chiamato “delle Zitelle”?

@serena.10 scrive:
Il lungomare di Napoli ospiterà la Tombola Vivente

scrib
Partecipante
scrib 07/11/2015 ore 19:27

(nessuno) Perché il gioco del lotto viene chiamato “delle Zitelle”?

Il 10% del prezzo del biglietto era versato nelle casse del governo, e la febbre del gioco garantì in più di un’occasione il risanamento del debito pubblico.
:ok
scrib
Partecipante
scrib 07/11/2015 ore 19:29

(nessuno) Perché il gioco del lotto viene chiamato “delle Zitelle”?

Verissimo ogni occasione viene buona per puntare; sì tutto ciò che cammina :many :many :many
scrib
Partecipante
scrib 07/11/2015 ore 19:29

(nessuno) Perché il gioco del lotto viene chiamato “delle Zitelle”?

Con tutti i numeri che mi capita di dare mai che escano quelli giusti :many :many :many
scrib
Partecipante
scrib 07/11/2015 ore 19:32

(nessuno) Perché il gioco del lotto viene chiamato “delle Zitelle”?

serena.10
Partecipante
serena.10 07/11/2015 ore 19:34

(nessuno) Perché il gioco del lotto viene chiamato “delle Zitelle”?

@scrib scrive:
Con tutti i numeri che mi capita di dare mai che escano quelli giusti


mah vaaaaaaa :many :many
IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 07/11/2015 ore 19:51 Quota

(nessuno) Perché il gioco del lotto viene chiamato “delle Zitelle”?

Anche a Napoli il lotto non mancò di avere anche finalità sociali. Nel 1764 infatti re Ferdinando ordinò che con i proventi del lotto fosse assegnata un'elemosina di sette ducati alle Cappuccinelle, dette le "Trentatre", perché pregassero per la felicità del Regno. In maniera assai simile nel 1817 fu stabilito che un'elemosina di 3 ducati e settanta fosse devoluta in occasione di ogni estrazione straordinaria.

Vuoi partecipare anche tu a questa discussione?

Rispondi per lasciare il tuo messaggio in questa discussione