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serena1O 11/02/2018 ore 06:25 Quota

(nessuno) Ammettetelo, prima o poi ci cascate.





L’uocchie sicche so’ peggio d”e scuppettate”. Chi di voi sa cosa significa?
A quanti di voi sarà capitato di avere una giornata sfortunata, oppure di non dire o non far sapere una cosa a nessuno per il timore di esser “secciati”? Ammettetelo. Anche i più razionali e i più riluttanti alle superstizioni prima o poi ci cascano.





A Napoli, ma in generale un po’ ovunque in Campania, esiste un detto molto forte ma eloquente: “L’uocchie sicche so’ peggio d”e scuppettate“, che letteralmente significa “il malocchio è peggio dei colpi di fucili”. In alcuni casi si aggiunge, a fine frase, “ ‘e notte” (“di notte”), a completare e ad accrescere la gravità dell’evento, poiché di notte appare tutto più tragico. La locuzione si riferisce alla sfortuna che può capitarci a causa dell’attenzione invidiosa di qualcuno, consapevole o meno, che molto spesso condiziona il nostro agire.

Nonostante l’adozione di comportamenti superstiziosi, che non sempre sono efficaci, nel disperato tentativo di sfuggirvi si tende a pensare che ci sia una qualche forza occulta, “L’uocchie sicche” appunto, che governa gli eventi. La potenzialità del malocchio è così elevata da produrre più danno delle fucilate ed il popolo napoletano ritiene che sia difficilissimo se non impossibile difendersi dagli influssi negativi della iettatura. La persecuzione non cessa, domina l’occhio secco!

Ma cos’è questo “uocchie sicche“? E’ il malocchio. Lo possiede l’individuo che guardando negli occhi dell’altro esercita un influsso malefico al fine di danneggiarlo. La credenza nel Malocchio è fortemente radicata nei paesi mediterranei e del vicino oriente ed ha origini antichissime. Si pensa sia nata con l’uomo a giudicare dai numerosi riti “apotropaici” (dal greco, “che allontana il male”) che ha sempre effettuato. Gli antichi greci e gli etruschi, ad esempio, esponevano sulle loro case o sui templi delle figure mostruose per combattere la sfortuna (in foto), oppure come ancora si fa in Turchia e nella Grecia moderna, la “iattura” si combatte con un amuleto a forma di occhio (chiamato nei paesi arabi “occhio di Allah











A Napoli ed in tutto il meridione, sono diffusi numerosi rimedi preventivi contro il malocchio. Dal fare le corna, al grattarsi i genitali e all’indossare amuleti, come ferri di cavallo (che un tempo si inchiodavano dietro le porte di casa), i cornetti di corallo, peperoncini rossi e collane d’aglio ed anche le spille da balia, con l’immagine di un santo, cucita in un pezzo di stoffa sugli indumenti intimi dei bambini.

Ma quando una persona sospettava di essere vittima di una “iattura” (fattura), con reali sintomi fisici e psichici, ricorreva ad un rimedio più potente. Si recava dalla più anziana del paese che dopo aver chiesto il favore di Dio con una preghiera incomprensibile, faceva cadere tre gocce d’olio in una ciotola d’acqua. Se queste si discioglievano voleva dire che l’uocchie sicche era scomparso, altrimenti il sortilegio andava ripetuto nei giorni successivi.

Che si tratti di dicerie, che ci si creda oppure no, anche le superstizioni fanno parte della storia e della cultura di un paese. E voi credete alla potenza dell’ “uocchie sicche“?


IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 11/02/2018 ore 20:18 Quota

(nessuno) Ammettetelo, prima o poi ci cascate.

Si dice anche “m’anna mis’ l’uocchie ‘nguoll” per far intendere che la sfortuna che ci perseguita ci è stata “data” da qualcuno che non ci vuole tanto bene.



Cadere vittima di ‘uocchie sicche rappresenta una grande guaio per un napoletano. Il malocchio non risparmia niente: sfera sentimentale, economica, salute. Gli occhi addosso possono provocare, secondo la leggenda, mali che devono assolutamente essere evitati. Come? Tramite il rito del’olio praticato dalle anziane che sembrano essere le discendenti dirette delle streghe campane con poteri soprannaturali.

Questo fenomeno è molto affascinante. Possiamo descriverlo solo sommariamente dato che è segretissimo e ancora oggi poco si sa sul suo reale svolgimento. Una vecchia signora pone dell’acqua in un piatto e vi versa poi dell’olio sopra recitando formule magiche per scacciare il malocchio. In base alla forma che assume l’olio nel piatto si può capire se la persona è vittima di jettatura e da quanto tempo. Il rito deve essere effettuato per più giorni affinché l’olio assuma la forma desiderata per essere liberi da maledizioni.
serena1O
Amministratore
serena1O 12/02/2018 ore 07:06 Quota

(nessuno) Ammettetelo, prima o poi ci cascate.

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
Una vecchia signora pone dell’acqua in un piatto e vi versa poi dell’olio sopra recitando formule magiche per scacciare il malocchio. In base alla forma che assume l’olio nel piatto si può capire se la persona è vittima di jettatura e da quanto tempo. Il rito deve essere effettuato per più giorni affinché l’olio assuma la forma desiderata per essere liberi da maledizioni.




Allo stesso modo molto spesso gli anziani sono costretti a fare lavori molto faticosi, mentre i giovani se ne stanno beatamente a guardare senza alzare un dito.Allo stesso modo molto spesso gli anziani sono costretti a fare lavori molto faticosi, mentre i giovani se ne stanno beatamente a guardare senza alzare un dito.


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