Doro....thea!

25 marzo 2019 16:06 — scritto da Paolo.Indaro




La neve primaverile di Oslo, nelle finali del biathlon, è l’ideale per lasciare impressa un po’ di storia. L’ultima mass start, specialità in cui Calamity Jane si è laureata campionessa iridata domenica scorsa a Ostersund, decide le gerarchie: Lisa Vittozzi e la slovacca Kuzmina (al capolinea della carriera), che inseguono nella classifica generale, sbagliano al primo poligono, il bivio a cui la Wierer non fallisce (zero errori). Ma i tre giri di penalità per la Wierer dopo la seconda serie sembravano aver riaperto i giochi. Invece l’azzurra, 158 cm di nitroglicerina, è volata via leggera sugli sci, specialità della casa, gestendo risultato e rivali, tanto che al traguardo della gara vinta dalla svedese Oberg le è bastato un 12esimo posto dietro la Vittozzi per avere la certezza aritmetica dell’impresa. «Mai avrei immaginato, quando ho cominciato a praticare il biathlon per stare insieme ai miei compagni di scuola, che un giorno avrei vinto la sfera di cristallo. La pressione era altissima. Per una settimana mi sono sentita chiedere dai tecnici: come stai?». Stava bene, Wierer, come tutta la squadra. 6 vittorie in totale (1 Windisch, 3 Wierer, 2 Vittozzi), 20 podi solo di Dorothea, tutti gli uomini e le donne di punta (Windisch, Hofer, Wierer, Vittozzi) a segno al Mondiale in Svezia: una potenza di fuoco collettiva cui dedicare il trionfo («Per lo staff, la famiglia, i tifosi, le Fiamme Gialle e la Federsci» elenca lei senza dimenticare nessuno), segnale netto che il rimpasto affidato al d.t. Fabrizio Curtaz ha creato un’alchimia da non far evaporare in vista del Mondiale di casa, nel 2020 ad Anterselva.
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25/03/2019 16:06:50
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