Forum - IL PASTO NUDO

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Amministratore
ema.nuelaa 28/12/2019 ore 11:34 Quota

(nessuno) COMPAGNI FRATELLI CERVI

POESIA DI GIANNI RODARI
Compagni fratelli Cervi
Sette fratelli come sette olmi,
alti robusti come una piantata.
I poeti non sanno i loro nomi,
si sono chiusi a doppia mandata:
sul loro cuore si ammucchia la polvere
e ci vanno i pulcini a razzolare.
I libri di scuola si tappano le orecchie.
Quei sette nomi scritti con il fuoco
brucerebbero le paginette
dove dormono imbalsamate
le vecchie favolette
approvate dal ministero.
Ma tu mio popolo, tu che la polvere
ti scuoti di dosso
per camminare leggero,
tu che nel cuore lasci entrare il vento
e non temi che sbattano le imposte,
piantali nel tuo cuore
i loro nomi come sette olmi:
Gelindo,
Antenore,
Aldo,
Ovidio,
Ferdinando,
Agostino,
Ettore?
Nessuno avrà un più bel libro di storia,
il tuo sangue sarà il loro poeta
dalle vive parole,
con te crescerà
la loro leggenda
come cresce una vigna d'Emilia
aggrappata ai suoi olmi
con i grappoli colmi
di sole.
2650326
POESIA DI GIANNI RODARI Compagni fratelli Cervi Sette fratelli come sette olmi, alti robusti come una piantata. I poeti non sanno...
Discussione
28/12/2019 11:34:12
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WattieBuchan
Partecipante
WattieBuchan 14/02/2020 ore 22:58

(nessuno) COMPAGNI FRATELLI CERVI

WattieBuchan
Partecipante
WattieBuchan 14/02/2020 ore 23:17

(nessuno) COMPAGNI FRATELLI CERVI

@ema.nuelaa: Rodari altro che letteratura per l'infanzia!

Bella Emilia, splendeva la polvere delle tue strade che si aprono il passo fino al cuore verde della pianura -Ora immobili al sole, ora smarrite nel labirinto delle vigne, dove il campanello di una bicicletta sembra squillare in cielo con le allodole o sugli olmi affollati di cicale -come splendeva, Emilia, la tua pace il giorno che Aldo Cervi guidò il trattore nuovo verso casa e bastava la mano sul volante a domare il puledro di ferro dal muso fiammante e il cuore prestava le sue parole alla cieca canzone del motore :Trattore, passa e va! Le case si affacciavanoin cima alle cavedagne,mandavano filari,mandavano cani festosi e bambini dalle voci più acute delle frecce incontro al suo ruggito,
e un ragazzo che a scuola le vecchie favole aveva sentito rise : Guardate Atlante,il gigante che regge il mondo in collo! Perché sulla macchina alto in trono viaggiava un mappamondo,solenne goffo re da biblioteca esiliato fra i campi, e ad ogni scossa la sua rotazione attorno ai poli mostravai continenti di sette colori e gli oceani celesti, navigatida flotte di arcipelaghi,l'Asia, l'Europa, l'Africa,
l'America …alla spinta d'un dito giravano in un vortice di trottola, e il cane impazzito abbaiava alla giostra,e i bimbi gli volevano mostrare l'Italia che bagna il piede del mare e lì è casa nostra, noi siamo lì sotto l'unghia. Balenò sulla sfera il riflesso di fiamma del trattore,si bagnarono acque e terre in un bagliore d'incendio e di sangue.

https://digilander.libero.it/primularossa_43/tradizioni/under/table/poesie/13_f.htm
Paolo.Indaro
Proprietario
Paolo.Indaro 29/07/2022 ore 14:48 Quota

(nessuno) COMPAGNI FRATELLI CERVI

@ema.nuelaa:



Ai fratelli Cervi si attribuisce la nascita "pastasciutta antifascista" che il 25 Luglio offrirono ai loro compaesani per festeggiare la caduta del regime, da li nacque l'ostilita' del Duce per un piatto che divenne simbolo di italianita' nella comunita' degli emigrati in America. Da una decina d'anni, la "pastasciutta antifascista" e' probabilmente la manifestazione piu' diffusa dell'antifascismo italiano. Sempre piu' Comuni del nostro paese nei dintorni del 25 Luglio celebrano collettivamente il gesto che nel 1943 fece la famiglia Cervi a Campegine, nel Reggiano per festeggiare la caduta del fascismo.
Alla notizia della destituzione e dell'arresto di Mussolini, i Cervi offrirono quintali di pastasciutta (rigorosamente in bianco, come si mangiava allora) ai propri compaesani. Purtroppo il fascismo rinacque dalle proprie ceneri e durante i mesi terribili della Repubblica di Salo', i sette fratelli Cervi - Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore - partigiani, pagarono con la vita l'adesione alla Resistenza e il loro amore per la liberta', trucidati dai fascisti. Il rapporto tra il fascismo e la pastasciutta era stato conflittuale ancor prima della Marcia su Roma. Lo stesso Mussolini, romagnolo di nascita, probabilmente era poco avvezzo al consumo di pasta, come quasi tutti gli italiani - esclusi i napoletani e i siciliani - fino alla prima guerra mondiale. Proprio nel primo dopoguerra, pero', mentre il fascismo inizia la sua lenta ma inesorabile conquista del potere, gli italiani scoprono la pasta e se ne innamorano. La scoprono in America, dove le varie comunita' italiane, cosi' distanti nella madrepatria, si mescolano e creano una cultura nazionale che in Italia ancora non esiste. La pasta, in qualche modo, ne diventa il simbolo, e automaticamente viene associata al sogno americano". Tutto questo spiega in buona misura l'ostilita' del regime fascista che negli anni Venti considerava la pasta una sorta di moda americana di importazione, lontana dal ruralismo alla base dell'ideologia di regime. L'ostilita' si fece via via piu' concreta soprattutto dopo il 1925, quando venne lanciata la famosa "Battaglia del grano", che aveva lo scopo di far raggiungere all'Italia l'autosufficienza cerealicola. La pasta era un problema da questo punto di vista, dato che il grano duro per produrla e' sempre stato coltivato in quantita' insufficiente nel nostro Paese. Quindi meno pasta mangiavano gli italiani e meno grano duro si doveva importare.Questione di grano...

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