Forum - IL PASTO NUDO

Non controllatevi ... scrivete di tutto.

Paolo.Indaro
Proprietario
Paolo.Indaro 04/03/2020 ore 22:28 Quota

(nessuno) GANG

Itab Hassan Mustapha
Heb Hassan è il nome di battaglia e Mustaphà, il nome che suo nonno aveva voluto per questo ragazzo nato a Chatila. La sua famiglia di Gerusalemme, viveva in un campo profughi dal 1948 quando gli israeliani li cacciarono dalla loro terra. A nove anni Hassan era pronto per entrare nella scuola militare e diventare Figlio del Leone. Nel 1982 israeliani e cristiano maroniti si resero responsabili di un'orrenda strage nei campi di Sabra e Chatila. Furono uccisi: sua madre, sua sorella e due suoi fratelli, Fadi quattordicenne e Ahmed di appena un anno e mezzo. Poco dopo, suo padre morì in un'imboscata. Nell'Europa dei grandi, Mustaphà ci arriva quindicenne per compiere un attentato ad un ufficio delle linee aeree britanniche a Roma. Subito dopo viene arrestato.

72 Chatila a nord di Palestina
nato da una ferita
figlio del leone
Mustaphà.
92 Rebibbia tana della jena
canzone clandestina
rompe il silenzio
Mustaphà.
Ha un pezzo di cielo
nascosto nel cuore
Itab Hassan Mustaphà.
Ha ferite di sale
ha le ali bendate
Itab Hassan Mustaphà.
Chi gli spacco le mani
chi prese la sua terra
chi gli coprì la casa
di sabbia e dolore
Mustaphà.
E venne con il tuono
da un cielo di metallo
nell’Europa dei grandi
a colpire il silenzio
Mustaphà.
Ha un pezzo di cielo
nascosto nel cuore
Itab Hassan Mustaphà
Ha ferite di sale
ha le ali bendate
Itab Hassan Mustaphà
Fuggono i desideri
là fuori dalle mura
cercano il sentiero
tra sbarre e paura
Mustaphà.
92 Rebibbia
canzone clandestina
che possa accarezzare
la tua anima bruna
Mustaphà.
Ha un pezzo di cielo
nascosto nel cuore
Itab Hassan Mustaphà.
Ha ferite di sale
ha le ali bendate
Itab Hassan Mustaphà.
Ha un pezzo di cielo
nascosto nel cuore
Itab Hassan Mustaphà.

Paolo.Indaro
Proprietario
Paolo.Indaro 04/03/2020 ore 22:34 Quota

(nessuno) GANG

Kowalsky:

L’idea di questa canzone è nata leggendo la sceneggiatura di Kowalsky, uno spettacolo teatrale ideato e scritto da Paolo Rossi, Davide Riondino e Gino e Michele con la regia di Salvatores. Così è nato Kowalsky numero due. Kowalsky impersona il Sogno, il nomadismo originario e la canzone racconta il suo viaggio, la sua odissea in questo paese. L'arco di tempo va dalla fine degli anni '70 ad oggi, un periodo in cui l'Italia ha rinunciato al sogno e a sognare...
Le 'stazioni' di questo viaggio sono molte, da quella di Bologna, allo Zen di Palermo, dal Leoncavallo alla Mirafiori, dalla Domiziana al Ferrante Apporti.
Kowalsky è il nuovo 'soggetto' vagante, usa strategie multiple, 'armi'- linguaggi diversi, li contamina per riuscire a sopravvivere. La canzone è divisa in tre parti: inizia alla stazione di Bologna, dove Kowalsky - il Sogno è crocefisso e con lui ci sono i due 'ladroni': Don Chisciotte e Pierrot che simboleggiano l'idealismo. Sempre in quella stazione altre strade di liberazione finiscono lungo un binario morto, da quella cristiana di Cristo la tigre (di Cristo venuto per essere mangiato, spartito, bevuto, per dirla con Eliot) a quella della 'strada', del 'viaggio' di (Uccellacci uccellini di Pasolini, con Totò e Ninetto Davoli. Siamo alla fine degli anni '70 e il Sogno per sopravvivere e scendere dalla croce non ascolta il canto delle sirene che lo invitano nel mondo delle meraviglie, ma sceglie di seguire Caronte verso il dubbio, il vuoto, la confusione, l'inferno.
La seconda parte vede Kowalslky negli anni '80. Gli anni '80 sono stati caratterizzati da un obiettivo comune a tutte le lotte: quello dello spazio; l'esigenza di conquistare una riserva, dove 'preservare la specie'. Kowalsky non è più convinto di continuare a tirare frecce che simboleggiano una forma di lotta 'preistorica' destinata alla sconfitta anche se romantica ed eroica, né di seguire i Robin Hood, l'avanguardia di estrazione aristocratica, universitaria', e riparte alla conquista del tempo. Arriva ai cancelli di Mirafiori dove il tempo è un ostaggio e usa armi che provengono dalla tradizione del movimento operaio ma diventano carte da gioco (si affida all'immaginario, al desiderio, al sogno per sfuggire alla camicia di forza dell'ideologia) e vince il sindacato riformista.
La terza parte lo vede negli anni '90, sulla Domiziana dove Fatima (la ragazza di colore che ha partorito un bambino per strada) diventa la nuova Madonna. È l'incontro con l'altro, col Sud del Mondo che Kowalsky annuncia come nuova strada da seguire. Non ci sono più frecce, né carte da gioco, ma le matite di Andrea Pazienza. Finisce (la canzone, ma la storia continua altrove) in carcere con Paolo Rossi e arrivano di nuovo ancora altre chitarre di cartone (per indicare la subcultura) e un nuova stagione del rock.


Kowalsky crocifisso
alla stazione di Bologna
tra Don Chisciotte e un principe
vestito da Pierrot
c'era Cristo la tigre
con Ninetto maglia a righe
lungo un binario morto
aspettavano Totò.
Allo Zen di Palermo
sulla strada per l'inferno
Caronte col suo taxi
un giorno si fermò
Kowalsky sette vite
disse: «Ancora non capite»
lasciò da sola Alice
con Caronte se ne andò.
E solo un sogno
che non riesco a catturare
è solo un sogno da decifrare
è solo un sogno
che non riesco a ricordare
è solo un sogno
o qualcosa di più?
Sul tetto del Leoncavallo
Kowalsky come un gallo
tirando le sue frecce
chiese a Robin Hood
quante sono le stanze
che fanno la tua terra?
La mia si chiama guerra
non ci tornerò più.
Ai cancelli di Mirafiori
Kowalsky re di cuori
prese picche e quadri
da Lenin e Robespierre
quando il tempo era un ostaggio
puntò il suo miraggio
vinse il primo maggio
e il sindacato non firmò.
Il cielo era di Napoli
le matite di Pazienza
Kowalsky con urgenza
una cometa disegnò
Pulcinella a notte fonda
era sulla Domiziana
inseguito da una madama
quando Fatima arrivò.
Kowalsky e Paolo Rossi
al Ferrante Aporti
erano ai ferri corti
quando Elvis si affacciò
eccovi due chitarre
son fatte di cartone
fecero una canzone
inventando il rock'n'roll.
È solo un sogno
che non riesco a catturare
è solo un sogno da decifrare
è solo un sogno
che non riesco a ricordare
è solo un sogno
o qualcosa di più?

Paolo.Indaro
Proprietario
Paolo.Indaro 04/03/2020 ore 22:46 Quota

(nessuno) GANG

Duecento giorni a Palermo:

Venite voi falsari di notizie
mercanti di voci e faccendieri
voi politici massoni
e voi giudici teoreti di misteri
venite voi antimafia da corteo
garzoni di bottega degli orrori
e voi della cupola i banchieri
chi è dentro è dentro
chi è fuori è fuori!!
Tornò a Palermo con una missione
danzavano i santi fra le rovine
mandato dal partito Pio La Torre
la verità voleva
scoprire
ma la verità è intoccabile
là dove dorme con l’assassino
Pio La Torre provò a svegliarla
ma venne ucciso
ordine di un padrino.
Duecento giorni a Palermo
la strada era una preghiera
si colorò di rosso sangue
quella mattina di primavera
La storia comincia sissignori
quando Sindona va dai potenti
per togliere il sangue dal denaro
e da quel giorno iniziano i delitti eccellenti
Guerra di appalti e tangenti
tra Corleonesi e Bontade i moderati
i sicari sono al lavoro
cadono politici poliziotti e magistrati.
Duecento giorni a Palermo
la strada era una preghiera
si colorò di rosso sangue
quella mattina di primavera
Nel regno di Lima e Ciancimino
garofani e scudo crociato
fanno fortuna quattro cavalieri
Rendo Graci Costanzo e Finocchiaro
C’è anche chi è sempre d’accordoro
tra i funzionari di partito
Russo e Sanfilippo sono i nomi
cooperative rosse a Bagheria c’è chi ha capito
Duecento giorni a Palermo
la strada era una preghiera
si colorò di rosso sangue
quella mattina di primavera.
Base militare americana
a Comiso si sta per fare
ma indaga Pio La Torre e scopre
che si tratta di un altro brutto affare.
Quello che adesso ho raccontato
è solo una supposizione
ma se segui il corso del denaro
troverai la soluzione.
Duecento giorni a Palermo
la strada era una preghiera
si colorò di rosso sangue
quella mattina di primavera.
Duecento giorni a Palermo
la strada era una preghiera
si colorò di rosso sangue
quella mattina di primavera.


Circolo Fuori Orario Taneto di Gattatico (Re) 6 Aprile 2011


versione originale

Non penso servano spiegazioni
ma nel caso:
https://lamafiauccidesolodestate.wordpress.com/2015/04/09/pio-la-torre-duecento-giorni-a-palermo/
Paolo.Indaro
Proprietario
Paolo.Indaro 05/03/2020 ore 15:01 Quota

(nessuno) GANG

Come ha già scritto @ema.nuelaa finalmente è pronto il film sui Gang “Sotto un cielo di ombre rosse”!
Sulle orme dei Gang, fra tour, incontri, ricordi. Un viaggio fantastico, iniziato oltre 30 anni fa dai fratelli Severini, all’inseguimento di un destino diverso nutrito di rock, fierezza e senso dell’avventura.Per ordinare il DVD basta semplicemente mandare una mail a:

sottouncielo@hotmail.com

Nel frattempo La Banda dei F.lli Marino e Sandro Severini ha aperto un nuovo capitolo, una nuova avventura, un nuovo “Disco”.
Si chiama “RITORNO AL FUOCO“: 11 Canzoni, 10 inedite e una cover.Canzoni per tornare a riaccendere quel Fuoco attorno al quale ri-trovarsi, quel Fuoco che dà riparo dal buio dei tempi e riscoprire quel “sogno di una cosa” che è l’Umanità.
Come per i due precedenti lavori (“Sangue e Cenere” e “Calibro 77”), i cui successi delle campagne crowdfunding hanno visto entrambi la partecipazione di oltre 1000 co-produttori, la parola d’ordine rimane “autoproduzione”!
La nuova campagna crowdfunding per “Ritorno al fuoco” è iniziata il 28 febbraio 2020 (sul sito www.ritornoalfuoco.it) e proseguirà fino a fine aprile.
Per tutti i co-produttori, oltre al CD e il VINILE di “Ritorno al fuoco” in edizione esclusiva per questa campagna sono previste altre svariate ricompense esclusive. Tra queste si potranno trovare altri due CD: il primo dal titolo “Folkies” che raccoglierà versioni acustiche, registrate appositamente per l’occasione, di brani tratti dallo storico canzoniere dei Gang; il secondo CD dal titolo “Per un pugno di stelle” invece ripercorrerà, con inedite registrazioni live, tutta la carriera della band. Poi saranno disponibili tra le altre ricompense anche una t-shirt, una Usb Pen personalizzata e molto, molto altro…
Tutti i dettagli su:WWW.RITORNOALFUOCO.IT oppure:
https://www.the-gang.it/wordpress/category/news/#prettyPhoto

Paolo.Indaro
Proprietario
Paolo.Indaro 05/03/2020 ore 15:15 Quota

(nessuno) GANG

Come dicevo prima in "Storie d'Italia"Ci sono canzoni che parlano della storia del nostro Paese, ci sono sogni e idee, ci sono pensieri ed emozioni.
Sesto San Giovanni è un pezzo importante, scritto mentre in Italia c’è una rivoluzione, quella della classe operaia, è il periodo del sindacato e della presa di posizione del proletariato.

Sesto San Giovanni

Primo turno lunedì sei di mattina
Sesto San Giovanni
Billy Bragg che canta nella nebbia
consola i tuoi trent’anni.
Lontane sono le torri di Milano
le sue luci cieche
in fila in tangenziale le promesse
si sentono tradite.
La sirena chiama otto ore
così è da una vita
timbri un altro giorno tiri avanti
senza via d’uscita
i dialetti soffocati
nel regno del rumore
al reparto verniciatura
non passano le ore.
E la nebbia che ci assale
ci confonde giorno e sera
sembra tutta una stagione
inverno e primavera.
E la nebbia quando cade
tra le braccia della sera
ci fa sentire come dei fantasmi
sopra una corriera.
È la fabbrica che ruba e ci divora
i nostri anni migliori
lavorare meno almeno
se non puoi starne fuori.
I sogni di mio padre contadino
ora alzano le mani.
Mio fratello è in galera da dieci anni
ma tornerà domani.
E la nebbia che ci assale
ci confonde giorno e sera
sembra tutta una stagione
inverno e primavera.
E la nebbia quando cade
tra le braccia della sera
ci fa sentire come dei fantasmi
sopra una corriera.

WattieBuchan
Partecipante
WattieBuchan 06/09/2020 ore 14:33

(nessuno) GANG

@Paolo.Indaro:

Ho l'impresione di conoscere un co-produttore!

:ok

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