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Paolo.Indaro 04/05/2021 ore 15:23 Quota

(nessuno) Manitoba



L'inverno era arrivato nella baia di Huston la bufera imperversava e il vento gelido proveniente dalla Groenlandia lasciava tracce inconfondibili del suo passaggio nel profondo Manitoba, un uomo sprofondato nella neve a malapena riusciva a muoversi, era il boscaiolo Jack che inseguiva la leggenda che il nonno gli raccontava nelle fredde sere d'inverno, I suoi vestiti ormai fradici di acqua e congelati dal freddo sembravano spezzarsi sotto i colpi di quel vento glaciale, ne sentiva il rumore, lo sentiva addosso quel freddo, sentiva l' ululato del vento nelle orecchie ormai congelate, mentre il suo corpo istintivamente cercava una fonte di calore, ma era solo il freddo ciò che riusciva a percepire, un fottuto freddo, la neve lo ricopriva mentre vedeva la vita allontanarsi e la morte avvicinarsi sempre più, Mentre il suo corpo intorpidito cercava di ritrovare il calore, un rumore sordo e un movimento del terreno riportano la sua attenzione verso quello che gli succedeva intorno, quello strano rumore lo risvegliò dallo stato di torpore in cui era caduto : gli occhi si spalancano, le membra si tendono, il cuore batte veloce e il respiro riprende affannoso. L'aria è gelida Jack fatica a tenere gli occhi aperti, ma questa volta non cede, vuole vedere, vuole capire, solleva il volto dal terreno si guarda attorno il paesaggio intorno si è fatto bianco e indistinto, ma gli sembra di scorgere una caverna davanti a lui. Non saprebbe indicarne la distanza, ma decide comunque di provare, deve arrivarci vuole scoprire se quello che gli raccontava il nonno corrisponde a verità. Punta il gomito che affonda nella neve e spinge col ginocchio strisciando in avanti di qualche centimetro. Avanza lentamente alternando braccia e gambe mentre il vento gelido ulula . Ogni respiro è una bestemmia, ogni centimetro un nuovo solco nella neve. Ogni movimento è una libbra in più di acqua che si aggiunge al peso dei suoi vestiti. La grotta si avvicina e sembra quasi un miraggio al povero Jack che stremato dal freddo e dalla fatica perde i sensi proprio all'entrata della caverna. Il suono del vento lo riporta alla realtà, con un ultimo sforzo riesce ad entrare nella caverna, il silenzio è interrotto soltanto da quelli che sembrano sbuffi strozzati che Jack percepisce a pochi millimetri dal suo volto congelato . Braccia e gambe gli bruciano per lo sforzo, rifiutano di muoversi oltre. Gli occhi si fanno pesanti e la luce che proviene dall'esterno si spegne lentamente insieme a Jack. Ma di nuovo sentì quello strano rumore una specie di tonfo, Jack pensò ad un orso, forse era la tana di un orso quella che lui credeva essere la caverna della leggenda, poi un ringhio riempì il vuoto della caverna, cazzo forse era un lupo,in fondo alla caverna vide una luce giallastra, forse gli occhi di chissà quale animale, all'improvviso uno sbuffo rovente scaldò l'aria gelida dentro la caverna, anche il suo volto e il suo corpo ne trassero giovamento, mentre Jack si stava lentamente riprendendo, il muso squamato della bestia più feroce conosciuta dall'uomo si affacciò alla luce scrutando Jack. Gli occhi dell'uomo si spalancarono increduli, allora era vera la leggenda di nonno Henry, il drago esisteva veramente. Il drago indietreggiò come spaventato. Cercando di nascondersi nell'ombra, ma ormai è troppo tardi. Jack non indietreggia come avrebbero fatto tutti al suo posto, non si spaventa , ma sorride. Dunque sono davvero questo, i draghi? Animali intimoriti dall'uomo, forse lo sono diventati, ma non lo erano, sarebbero potuti diventare amici, come un tempo lo erano draghi e uomini.


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Discussione
04/05/2021 15:23:24
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ombra.dargento
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ombra.dargento 04/05/2021 ore 19:47 Quota

(nessuno) Manitoba

sarebbe bello poter viaggiare a ritroso nel tempo ed impedire a (quel pirla di) San Giorgio di uccidere il drago... sparirebbe per miracolo il 50% delle epic songs :ok ... e draghi ed umani volerebbero insieme per sempre!

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