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Vanessa.Gravina8 03/05/2021 ore 09:34 Quota

(nessuno) reddito di cittadinanza:discriminazione x gli italiani.

Reddito di cittadinanza: continua la discriminazione tra italiani e stranieri
di Luca Rondi — 28 Settembre 2020
I requisiti di accesso alla misura di inclusione continuano a penalizzare i cittadini extracomunitari. Lo confermano gli ultimi dati dell’Inps: solo il 9% dei quasi tre milioni di beneficiari sono stranieri. Un dato bassissimo nonostante l’incidenza di povertà assoluta per questi ultimi sia pari al 26,9% contro il 5,9% dei cittadini italiani nel 2019. A breve si esprimerà la Corte costituzionale


I requisiti di accesso al Reddito di cittadinanza si confermano discriminatori per i cittadini extracomunitari. È quanto emerge da un’analisi approfondita dei dati pubblicati dall’Osservatorio statistico dell’Inps che periodicamente fornisce informazioni statistiche sui percettori della misura di sostegno: solo il 9% dei quasi tre milioni di beneficiari totali sono stranieri. Una percentuale che rimane minima (a gennaio erano il 6%) nonostante, da dicembre ad agosto, i cittadini extracomunitari coinvolti siano aumentati percentualmente di circa il doppio rispetto agli italiani.

I dati aggiornati all’agosto di quest’anno segnalano infatti che le persone coinvolte nell’assegnazione del reddito di cittadinanza sono oltre 2,96 milioni con un aumento significativo dei beneficiari dal dicembre scorso. Se si analizzano i dati disaggregati per cittadinanza, si nota come i beneficiari italiani siano aumentati del 21%, mentre i cittadini stranieri extracomunitari del 48%. L’impennata del numero di beneficiari stranieri si verifica a partire dal mese di maggio 2020 in poi: se da gennaio a marzo (compreso) si registra un incremento dell’8%, nei tre mesi successivi l’aumento raggiunge il 22%. Sono presumibilmente due le ragioni che spiegano questo andamento differente. La prima è data dalla circolare del ministero del Lavoro del 14 aprile 2020 che ha stabilito che per soddisfare il requisito della residenza da almeno dieci anni sul territorio non era necessaria la residenza anagrafica ma bastava quella effettiva, dimostrabile da elementi “concludenti”. Ma non è questa la ragione principale dell’aumento di beneficiari stranieri. Uno dei requisiti maggiormente discriminatori segnalati fin dall’inizio dall’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) e descritti su Altreconomia è la richiesta del permesso di soggiorno per lungo periodo, una “carta” cui possono accedere coloro che sono in possesso di un permesso di soggiorno in corso di validità da almeno cinque anni e dimostrino un reddito minimo e un alloggio idoneo. La contraddizione è che si richiede un tenore di vita alto ma al tempo stesso si inserisce un tetto di reddito massimo per poter accedere al beneficio. Con molta probabilità, molti di coloro che avrebbero potuto ottenere il Reddito di cittadinanza perché possedevano il permesso di soggiorno richiesto non rispettavano i requisiti di reddito. Con la crisi lavorativa portata dal Covid-19, diverse persone trovandosi senza impiego hanno potuto quindi accedere alla misura.
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03/05/2021 09:34:10
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