Forum - Tempi Moderni

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SimpatiaBruna 21/01/2018 ore 09:57 Quota

Importante Coree, una bandiera per due: passo politico ma riunificazione lontana

Aveva esordito nel lontano 1991 per i mondiali di ping pong.
Si era vista da ultimo il 10 febbraio 2006 alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Torino.
La si vedrà il 9 febbraio prossimo allo stadio olimpico di PyeongChang in analoga occasione.
La bandiera dell'unificazione coreana – bruttina a dir la verità, con una semplice sagoma blu dei contorni geografici della penisola – raccoglierà sotto di sé sia gli atleti della Corea del Sud sia quelli del Nord.
Non solo. La squadra femminile di hockey su ghiaccio alle Olimpiadi invernali sarà unica per le due nazioni.
In deroga alle sanzioni, dal Nord arriveranno anche 550 persone, tra cui 140 artisti, 30 atleti di taekwondo per una dimostrazione di questa disciplina e 230 “cheerleaders”.

Simboli e paradossi

La sfilata degli atleti delle due Coree sotto un'unica bandiera ha un alto significato simbolico.
Tutti i coreani senza distinzioni aspirano alla riunificazione del Paese, rimasto diviso intorno al 38esimo parallelo dall'armistizio del 1953, ancora in vigore senza essersi mai trasformato in un trattato di pace.
L'annuncio di oggi , arrivato dopo alcuni giorni di trattative, segna sicuramento un progresso sul piano diplomatico, con un successo della ripresa del dialogo intercoreano occasionata dai Giochi e seguita alla inattesa apertura alla partecipazione olimpica segnalata dal leader nordcoreano Kim Jong Un nel suo discorso di inizio anno.

Il paradosso è che mai come negli ultimi mesi le tensioni geopolitiche incentrate sulla penisola coreana sono state tanto alte, fino a far evocare lo spettro di una guerra nucleare, con Kim e il presidente Usa Donald Trump a gareggiare in insulti e minacce incrociate.
Nemmeno una eventuale guerra vittoriosa da parte della coalizione tra Sud e Stati Uniti garantirebbe la riunificazione, visto che la Cina potrebbe contrastare – non certo solo sul piano teorico – uno scenario di assorbimento del Nord da parte di un Sud alleato militarmente degli Stati Uniti.
Inoltre a Seul si desidera la riunificazione ma – almeno in molti ambienti – non nell'immediato, a causa dei problemi economici (oltre che di politica internazionale) che un collasso subitaneo del regime dittatoriale genererebbe.
L'ideale sarebbe che l'unione avvenisse dopo un periodo di transizione in cui il Nord si aprisse all'economia di mercato riducendo il gap con il Sud.
Quanto al regime dittatorial-nazionalista di Pyongyang, la sua priorità è scacciare gli americani dalla penisola (dove stazionano circa 28mila soldati del Pentagono) per imporre le sue condizioni di riunificazione.
Ma è escluso che le pur ricorrenti pulsioni semi-isolazioniste di Washington arrivino al punto di promuovere uno sgombero dalla penisola.
In tal caso non solo scoppierebbe probabilmente la guerra, ma l'intero ruolo globale e asiatico degli Usa naufragherebbe.

Solo una tregua olimpica?

Se la “tregua olimpica” rappresenta uno sviluppo positivo in direzione di un allentamento delle tensioni, resta intatta la crisi internazionale generata dall'accelerazione del programma nucleare e missilistico nordcoreano, mentre è diventato evidente che Kim stia cercando, senza oneri, di intaccare il fronte comune a lui avverso.
Se la Corea del Sud ha rapidamente risposto alle sue aperture “olimpiche” cominciando a dialogare anche sul piano militare, Stati Uniti e Giappone restano in un atteggiamento rigido.
Da Washington continuano a arrivare indicazioni secondo cui il governo Usa ritiene inaccettabile una Corea del Nord in possesso di tecnologie in grado di minacciare il territorio continentale statunitense (con missili intercontinentali dotati di testate nucleari): Pyongyang è considerata vicina a oltrepassare la “linea rossa” che innescherebbe una risposta militare americana.

Messaggio forte dal summit di Vancouver

Lo stesso Segretario di Stato Rex Tillerson – l'esponente dell'Amministrazione Bush ritenuto più favorevole alla ricerca di una soluzione diplomatica – è tornato a non escludere l'opzione militare.
Lo ha fatto al termine del vertice di Vancouver tra una ventina di Paesi che parteciparono alla guerra di Corea sotto l'egida delle Nazioni Unite.
Il summit si è concluso con un accordo sulla possibilità di introdurre sanzioni ancora più aspre per indurre il Nord ad abbandonare i programmi nucleari e tornare al tavolo delle trattative.
Tillerson si è rifiutato di commentare le indiscrezioni secondo cui il Pentagono starebbe approntando un eventuale attacco militare “limitato”.
Mentre il Giappone ha confermato la sua linea dura, Cina e Russia hanno stigmatizzato un summit che le ha escluse.
Mosca e Pechino sono sospettate di non applicare in pieno il regime sanzionatorio varato dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu anche con il loro voto.
La situazione, insomma, resta molto tesa.
Al di là dei simboli e dei riavvicinamenti occasionati dallo sport.
Milaaa
Partecipante
Milaaa 21/01/2018 ore 17:26 Quota

(nessuno) Coree, una bandiera per due: passo politico ma riunificazione lontana

@SimpatiaBruna :

Cio: sì alle due Coree sotto un'unica bandiera

Oggi il sopralluogo del team di Pyongyang ai siti del sud

Proseguono i segnali di disgelo tra le due Coree in vista dei giochi olimpici di Pyeongchang, in Corea del sud, in programma dal 9 febbraio prossimo.

Anche il Comitato olimpico internazionale, riunito a Losanna, ha dato il via libera alla sfilata dei due stati sotto una sola bandiera in occasione della cerimonia d'apertura; non solo, ha ammesso pure la partecipazione degli atleti del nord ai giochi.

Questi saranno 22, impegnati in 5 discipline: hockey femminile (con un'unica nazionale), pattinaggio artistico, short track, sci alpino e sci di fondo.

E questa mattina la Corea del nord ha inviato al sud il il team incaricato di fare i sopralluoghi ai siti di Seul e Gangnueng dove si esibiranno i suoi gruppi artistici di 240 persone, parte degli accordi di partecipazione alle olimpiadi.
1965.bellavita
Partecipante
1965.bellavita 21/01/2018 ore 18:53

(nessuno) Coree, una bandiera per due: passo politico ma riunificazione lontana

@beyonceee
secondo me si schiantano alla prima curva
1965.bellavita
Partecipante
1965.bellavita 21/01/2018 ore 18:56

(nessuno) Coree, una bandiera per due: passo politico ma riunificazione lontana

speriamo che la storia poi non si ripeta
berlino olimpiadi 1936
1 settembre 1939 inizio seconda guerra mondiale.
1965.bellavita
Partecipante
1965.bellavita 21/01/2018 ore 19:24

(nessuno) Coree, una bandiera per due: passo politico ma riunificazione lontana

oDiabolik
Proprietario
oDiabolik 21/01/2018 ore 19:24 Quota

(nessuno) Coree, una bandiera per due: passo politico ma riunificazione lontana

@SimpatiaBruna :

Olimpiadi, PyeongChang: "22 atleti della Corea Nord, ok a sfilata con un'unica bandiera"

Le decisione al termine del vertice con i governi e i rappresentati dei due comitati olimpici. Sì a una sola nazionale di hockey femminile. Bach (Cio): "I Giochi aprono alla speranza di un futuro più luminoso"



Sì alla sfilata sotto un'unica bandiera delle due delegazioni di Corea del Nord e Corea del Sud, alla cerimonia di apertura dei Giochi invernali di Pyeongchang: lo ha stabilito il Cio nella riunione di Losanna con i rappresentanti dei due comitati olimpici e dei due governi. La bandiera sarà portata da due atleti, uno per ogni Corea. Inoltre, ha reso noto il Cio, la delegazione indosserà un'uniforme speciale con la bandiera di unificazione coreana. "PyeonChang 2018, si spera, aprirà le porte a un futuro più luminoso per la penisola coreana - è stato il commento di Thomas Bach, presidente del Cio - lo spirito olimpico è fatto di rispetto, dialogo, comprensione: con questa scelta invita il mondo a una celebrazione della speranza". Bach ha ringraziato i due governi per le loro scelte: "I Giochi ci mostrano il mondo così come tutti vorremmo che fosse".

Il Cio ha deciso anche che saranno 22 gli atleti nordcoreani che parteciperanno ai Giochi, e prenderanno parte a tre sport e cinque discipline: hockey femminile (con un'unica nazionale coreana), pattinaggio artistico, short track, sci alpino e sci di fondo. Gli atleti, che saranno accompagnati da 24 fra allenatori e dirigenti. Un'unica sfilata, una sola bandiera, e una nazionale unica di hockey femminile. Confermata infatti la decisione di iscrivere una compagine composta da giocatrici di entrambe le Coree, nonostante le perplessità espresse nei giorni scorsi sulla qualità tecnica delle giocatrici della Corea del Nord.

Oltre alla squadra di hockey femminile, che verrà inglobata da 12 atlete, la Corea del Nord invierà a Pyeongchang una coppia nel pattinaggio artistico, quella composta da Ryom Tae-ok e Kim Ju-sik, che aveva già ottenuto i requisiti per partecipare ai Giochi, e due atleti nel pattinaggio di velocità che si misureranno sui 500 e 1500 metri. Nello sci di fondo ci saranno due uomini al via nella 15 km e una donna nella 10 km, mentre per quanto riguarda lo sci alpino la spedizione sarà composta da tre persone (due uomini e una donna) che prenderanno parte al gigante e allo slalom. "Tutti gli sportivi nordcoreani soggiorneranno nel villaggio olimpico", ha fatto sapere il Cio.

Al vertice hanno partecipato i funzionari del Comitato olimpico e dei due governi, mentre i ministri dello Sport di entrambi i Paesi si erano già incontrati mercoledì
per decidere sulla cerimonia d'apertura del 9 febbraio. Sarà la prima volta che i Comitati olimpici coreani si presentano al via di una competizione internazionale con un'unica squadra. Domani, la Corea del Nord invierà al Sud il team incaricato di fare i sopralluoghi nei siti di Seul e Gangnueng dove si esibiranno i suoi gruppi artistici formati da 240 persone, dopo lo sblocco della missione che avrebbe dovuto iniziare oggi il suo lavoro di due giorni.
Alessia7890
Moderatore
Alessia7890 22/01/2018 ore 11:28 Quota

(nessuno) Coree, una bandiera per due: passo politico ma riunificazione lontana

@SimpatiaBruna :

I segnali di disgelo tra le Coree in vista dei Giochi di Pyeongchang proseguono. Il Cio, in una riunione organizzata ad hoc a Losanna con i funzionari dei due paesi, i rispettivi Comitati Olimpici, e quello organizzatore delle Olimpiadi, ha dato il via libera per la partecipazione di un’unica squadra nel torneo di hockey femminile, confermando anche la sfilata dei due stati sotto una sola bandiera in occasione della cerimonia d’apertura in programma il 9 febbraio prossimo. Saranno poi complessivamente 22 i nordcoreani che gareggeranno ai Giochi, in 5 diverse discipline: oltre a 12 atlete di hockey - con buona pace della ct della nazionale Sarah Murray che nei giorni scorsi aveva definito “dannoso” un eventuale inserimento ’last minute’ di giocatrici provenienti dal Nord - parteciperanno anche una coppia di pattinaggio artistico, quella composta da Ryom Tae-ok e Kim Ju-sik, che aveva già ottenuto i requisiti per strappare il pass per le Olimpiadi, e due atleti che si misureranno nel pattinaggio di velocità sui 500 e sui 1500 metri.

Nello sci di fondo sono due gli iscritti, uno nella 15 km e una nella 10 km, mentre nello sci alpino tre sciatori prenderanno parte alla prova di slalom e di gigante. Inoltre Pyongyang ha annunciato che oltre agli atleti invierà in Corea del Sud una delegazione di 24 funzionari e 21 rappresentanti dei media, che va ad aggiungersi a quella di 550 membri (formata da un’orchestra di 140 persone, 230 cheerleader, 30 atleti di taekwondo e 150 delegati per le Paralimpiadi) già annunciata nei giorni scorsi. A tal proposito la Corea del Nord in giornata ha anche informato Seul che manderà una delegazione domani per preparare al meglio le performance artistiche in vista dei Giochi, con un giorno di ritardo rispetto a quanto pianificato inizialmente.

Parlando della giornata odierna come di una “pietra miliare” all’interno di un “lungo viaggio” il numero uno del Comitato Olimpico Internazionale Thomas Bach auspica che “le Olimpiadi Invernali a Pyeongchang possano aprire le porte a un futuro più radioso per la penisola coreana e invitare il mondo a unirsi in una celebrazione di speranza”. Un segnale distensivo in un panorama politico ad alta tensione a causa dei programmi nucleari della Corea del Nord. “Non va dimenticato che un accordo simile sembrava impossibile solo qualche settimana fa”, ha ricordato non a caso il presidente del Cio, che ha precisato inoltre come tutti gli sportivi nordcoreani soggiorneranno nel villaggio olimpico di Gangneung, la località costiera che ospiterà le gare degli sport sul ghiaccio. L’obiettivo di Seul di far diventare i Giochi di Pyeongchang come “l’Olimpiade della pace” sembra essere sempre più vicino di giorno in giorno.

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