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poitispiego 09/06/2021 ore 07:03 Quota

(nessuno) Festival di Sanremo - Donne Italiane che hanno partecipato 1 sola volta



Jessica Brando, nome d'arte di Jessica Vitelli (Grosseto, 6 dicembre 1994), è una cantante, pianista e modella italiana.

2010 - Dove non ci sono ore


Io so come sei e anche come ti inganni
Con un flusso sai divorare i silenzi
Il cuore che non sa stare al posto suo
E guardare soltanto le immagini di chi chiede aiuto
Ma sembra sempre troppo lontano da te
Resterai se ti chiedero di cercare sempre al di la delle apperenze del mondo
Che c'è qua

Senza piu cielo di chilometri
Il passo è un volo per rinascere qui
È un altro mondo dove non ci sono ore
Non c'è mai niente che muore

Sei vicino a me ma ti sento distante
È una cosa che se la tocchi si rompe
Le nostre lacrime, sono giorni che
Che ti passano accanto, cerchi fuori
Com'era amare, cos'era dare
Come è volare piu alto da qui
L'orologio per archiviare dimenticare
Sfilarsi il mondo che è un guanto
E cambi solo tu,

Senza piu cielo di chilometri
Il passo è un volo per rinascere qui
Ogni tuo gesto mi racconta nuove storie
Non c'è mai niente che muore

Senza piu cielo di chilometri
Come facciamo a riconoscerci qui
Dammi un respiro, una scusa per restare

Mi chiami vita perche è il nome mio
Non c'è una porta e non c'è un addio
Domani sarà pure un altro giorno si vedra
Ora sono un nome, ma non sono piu io
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09/06/2021 07:03:33
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poitispiego 09/06/2021 ore 07:03 Quota

(nessuno) Festival di Sanremo - Donne Italiane che hanno partecipato 1 sola volta



Celeste Gaia 21 giugno 1990, Milano.

2012 - Celeste Gaia con "Carlo"



he
he he he
he he he
he he he
he
he he he
he he he
he he he

Di grigio c’era l’acqua sulla strada
e l’angolo di pane profumava
quel rosso un po sbavato mi guardava
cosa cercava

l’anello lui io gurda mi sta stretto
se capita lo lancio giù dal tetto
mi stringo le parole dette in bocca
la nostra storia

non sono adatta al clima ho troppo freddo
umida un po più di primo
entro nell’scensore farlo a piedi si muore

ma ad un tratto mi guardi e mi dici che vai al sesto piano
Carlo Carlo vorrei ti chiamassi Carlo
ho sempre pensato che fosse un bel nome
ma adesso io cambio opinione

verdi verdi mi piacciono gli occhi verdi
mi sanno di calma e interiore equilibrio
li ho sempre associati all’amore

he
he he he
he he he
he he he

he
he he he
he he he
he he he

io abito al secondo ma ci penso
se scendo prima chiaro che lo perdo
e fermo questa macchina infernale
così non vale

dal quarto poi cadiamo al primo piano
e trovo quel suo sguardo più vicino
è bello più di quando mi aspettavo
e così strano

non sono adatta al clima
in questo spazio l’aria piano si avvicina
mi baci nel pensiero penso se fosse vero
ma le porti si aprono ricordo di essere in Francia

Carlo Carlo vorrei ti chiamassi Carlo
ho sempre pensato che fosse un bel nome
ma adesso io cambio opinione

verdi verdi mi piacciono gli occhi verdi
mi sanno di calma e interiore equilibrio
li ho sempre associati all’amore

Carlo Carlo vorrei ti chiamassi Carlo
ho sempre pensato che fosse un bel nome
ma adesso io cambio opinione

verdi verdi mi piacciono gli occhi verdi
mi sanno di calma e interiore equilibrio
li ho sempre associati all’amore

he
he he he
he he he
he he he

he
he he he
he he he
he he he

Carlo Carlo se fosse vero
Carlo Carlo se fosse vero
Carlo Carlo se fosse vero
Carlo Carlo se fosse vero
Carlo.
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(nessuno) Festival di Sanremo - Donne Italiane che hanno partecipato 1 sola volta



Irene Ghiotto nasce a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza, nel 1985.

2013 - Baciami?


Baciami
Dentro una macchina
Sotto le nuvole
E sali e scendi di pensieri che mi baciano
Sopra le palpebre
Dentro le lacrime
Con i lampioni che si fanno zitti.

Baciami nelle pozzanghere
Di acqua gelida
Con i papaveri che oscillano nel traffico
Come nostalgici
Di quando io per te
Ero soltanto un ostaggio
In questo bacio che
Dura nell'etere
Diventa polvere
Nascosta dentro le mie tasche
Mi insegue

Sassi nelle scarpe
Le tue piccole paure
Legano i miei passi
Come grappoli di sole
Bruciano le suole
Sotto il peso dell'amore
Sento la salita sulla punta delle dita

Baciami
Dentro le raffiche
Di vento cosmico
Come astronauti che si tuffano
Nel polline elettrostatico
Rubato al fiore che
Al primo vento perde tutti i suoi petali
Resta lo scheletro
Di quando io per te
Ero soltanto un ostaggio
In questo bacio che
Come indelebile
Diventa ruggine
Nascosta dentro le mie tasche
Mi insegue

Sassi nelle scarpe
Le tue piccole paure
Legano i miei passi
Come grappoli di sole
Bruciano le suole
Sotto il peso dell'amore
Sento la salita sulla punta delle dita

Ti ammiro così tanto che se miro sparo
Ti ammiro così tanto che se miro sparo
Ti perdo così piano che
Se ci penso cado.

Baciami dentro una favola
Caleidoscopica
Di mille bolle di sapone
Che si infrangono
Come le struggiole
Che si rincorrono
In questa specie di canzone
Che è una maschera
Ho troppa voglia di strapparla via in un attimo
Così mi leggi senza giri di parole
Tutto il dolore che mi muovi se ti parlo
E più mi baci e più ti bacio
Baciami
E più mi baci, più ti bacio
Più ti parlo e più ti perdo
Più ti odio più ti amo
Più ti miro più ti sparo.
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(nessuno) Festival di Sanremo - Donne Italiane che hanno partecipato 1 sola volta



21enne romana, ma di origini camerunensi, Cecile Vanessa Ngo Noug – in arte “Celine” – ha avuto il coraggio di presentarsi all’Ariston con un pezzo ben lontano dai canoni sanremesi: un brano autobiografico, che parla di razzismo ma anche di sopraffazione sulle donne.

2016 - N.E.G.R.A.


In un mondo che si muove più lentamente della gente che lo abita
Cecile, Rafe, show
Se ti togli i paraocchi la visuale la vedi
che i mostri ce li hai dentro e non ce li hai davanti
se ti togli i paraocchi la visuale (sarà perché qualcosa in lei mi fa paura)
che i mostri ce li hai dentro e non ce li hai davanti

A te che guardi il mio colore come fossi extraterrestre
alla mamma che mi nota e stringe i figli a se.
a chi all’asilo mi faceva già strane domande
come ad esempio che colore avessi il sangue
A chi commenta di nascosto e crede non lo senta “non ho niente contro ma c’è troppo differenza”.
A chi ha la Barbie con la pelle bianca dai sessanta
La mia io l’ho aspettata sino al 1980
C’è chi si vanta di ideali dove negri ed omosessuali indifferentemente sono tutti uguali,
cioè diversi, in quanto tali sono da trattare differentemente dai normali e questo fa paura

Chiudo bocca e occhi nella notte oscura
e hai paura perché sono troppo scura “troppo scura”
mi consideri soltanto per un’avventura
ma non consideri la mia natura perchè sono
N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a
ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda vado bene anche se sono
N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a
ma quando mi vedi nuda, nuda, nudanon te ne frega più
N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a
ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda vado bene anche se sono
N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda non te ne fotte più

Se ti togli i paraocchi la visuale vedi
che i mostri ce li hai dentro e non ce li hai davanti (sarà perché qualcosa in lei mi fa paura)
se ti togli i paraocchi la visuale che i mostri ce li hai dentro e non ce li hai davanti

Mi inviti a cena ma soltanto se mi paghi
alla fermata ti sorrido e non mi caghi
è da una vita che combatto contro i vecchi
nemmeno Harry Potter vince contro questi maghi
dell’ignoranza pieni d’arroganza conta l’apparenza
però in fondo manca la sostanza quanta indifferenza e piango sola dentro alla mia stanza
non preoccuparti della n.e.g.r.a. quando è triste prende danza
luoghi comuni deleteri ancora più tristi dei cimiteri
ero bambina che sembra ieri ancora credevo nei desideri già percepivo disagi
reali e seri e chi mi creava distanze tua altro che Balotelli, altro che
N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a
ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda vado bene anche se sono
N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a
ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda non te ne frega più
N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a
ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda vado bene anche se sono
N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a
ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda non te ne fotte più
N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda
non te ne fotte più

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